martedì, agosto 25, 2026

L’infettivologo Tullio Prestileo: “I vaccini sono sicuri, cercare il paziente zero è una stupidaggine”

Tullio Prestileo

di Marta Occhipinti

“Il caso di Anna Rosa è un evento drammatico ma straordinariamente raro nella nostra epoca”

“Tutti i genitori devono serenamente vaccinare i loro bambini perché solo così si salvaguarda la loro salute e quella della collettività”. Va dritto al punto Tullio Prestileo, infettivologo e presidente di Anlaids Sicilia. 

Dopo oltre trent’anni torniamo a parlare di difterite perché?

«Il caso è un evento drammatico ma straordinariamente raro nella nostra epoca. Da anni la vaccinazione offerta, e praticata dalla quasi totalità della popolazione, ha determinato una così bassa circolazione dell’infezione da giustificare una immunità di gregge. Tuttavia è un dato ormai noto che la Sicilia non riesca a coprire oltre l’87 per cento della popolazione per il ciclo di base esavalente, posizionandosi quasi a 10 punti percentuali sotto la soglia minima di sicurezza del 95 per cento fissata dal Ministero».

Secondo le stime dell’Asp di Palermo, sono centinaia i bambini ancora da vaccinare che si presenteranno a settembre nelle scuole. Di che cifra parliamo?

«Non sono tanti. Ma il vero problema è che si tratta di piccole sacche che se si distribuiscono in un territorio di vaccinati possono non essere un problema per l’immunità di gregge, ma diventano un problema in un gruppo di persone non vaccinate». 

Cosa succede, da un punto di vista biologico, quando un immunizzato incontra il batterio rispetto a chi non è vaccinato?

«Se una persona già vaccinata entra in contatto col germe, si autodifende grazie agli anticorpi costruiti col vaccino. Chi invece non è stato vaccinato risulta del tutto suscettibile sia all’infezione che alla malattia vera e propria. E la difterite, è bene ricordarlo, ha un elevato tasso di mortalità».

Chi è vaccinato può comunque contrarre l’infezione in forma lieve o essere un portatore?

«Sì. Una lieve infezione determina l’incapacità di trasformare l’infezione stessa in malattia manifesta. Tuttavia, la persona immunizzata può contagiare o emettere bacilli all’esterno che verranno trasmessi ad altri».

In queste ore è scattata la caccia al cosiddetto “paziente zero”. Ha senso cercarlo?

«È una stupidaggine. Da vaccinato, posso fare una lieve infezione che risolvo spontaneamente senza ammalarmi. C’è una circolazione del batterio che semplicemente non produce malattia grazie alla protezione garantita appunto dalla vaccinazione di massa».

Tra le paure dei genitori, c’è spesso quella di reazioni avverse al vaccino. Qual è la realtà clinica?

«Le vaccinazioni sono sicure. La reazione allergica grave è un effetto rarissimo, che può intervenire per qualunque sostanza estranea al corpo, non solo per i vaccini».

La Repubblica Palermo, 25 agosto 2026

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