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| Teresa Pugliatti |
Si è spenta a Messina, all’età di 92 anni, Teresa Pugliatti, insigne storica dell’arte e docente universitaria, prima a Messina e successivamente a Palermo, figlia di Salvatore Pugliatti, illustre giurista, umanista e già rettore dell’Università della città dello Stretto.
La sua carriera accademica, iniziata a Messina, è proseguita a Palermo, dove è stata professoressa ordinaria e ha diretto per molti anni l’Istituto di Storia dell’arte della Facoltà di Lettere. Donna di straordinaria statura morale e di sconfinata cultura, è stato punto di riferimento sui beni artistici per intere generazioni di studenti e di studiosi: un vero e proprio mito della storia dell’arte siciliana. Autrice di oltre duecento contributi, tra monografie, saggi, articoli, relazioni a convegni, cataloghi, recensioni e interventi scientifici, Teresa Pugliatti ha attraversato con le sue ricerche un arco temporale vastissimo: dalla pittura medievale al Rinascimento, dal Manierismo al Seicento, fino al Simbolismo europeo e all’arte contemporanea. Alla ricerca universitaria ha affiancato un lungo e appassionato impegno per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico siciliano.
Fin dagli esordi si dedicò a studi di ampio respiro, destinati a caratterizzare tutta la sua produzione scientifica. In molti casi seppe mettere ordine tra artisti, botteghe e correnti fino ad allora indagati soltanto episodicamente, ponendo solide basi per le ricerche successive. Pietre miliari restano i volumi Pittura del Cinquecento in Sicilia. La Sicilia orientale (Electa, 1993) e Pittura del Cinquecento in Sicilia. La Sicilia occidentale. 1484-1557 (Electa, 1998). Opere nelle quali il XVI secolo viene analizzato come un sistema complesso e articolato di centri, botteghe, artisti, committenze e circolazione di modelli, superando una lettura limitata alla successione dei pochi maestri più conosciuti. Tra le altre importanti pubblicazioni monografiche si ricordano Antonello da Messina. Rigore ed emozione (Kalós), Pittura della tarda Maniera nella Sicilia occidentale (1557-1647) (Kalós) e i volumi de Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau (Magika, 2015 e 2017, il secondo articolato in due tomi).
Parallelamente alla carriera accademica, Teresa Pugliatti fu protagonista di numerose battaglie civili e culturali in difesa del patrimonio. Non ebbe timore di compiere scelte coraggiose o di sostenere, nei suoi studi e nel dibattito pubblico, posizioni anche controcorrente. Emblematico fu il suo parere discordante sull’attribuzione ad Antonello da Messina della Tavoletta bifronte, recentemente trafugata dal Museo Regionale di Messina.
Il suo sguardo, tuttavia, non si fermava ai grandi maestri. Pugliatti ricostruiva i rapporti tra artisti, botteghe, committenze e ambienti culturali, seguendo la circolazione delle opere e dei modelli. Cercava di ricomporre un quadro complessivo, mettendo ordine in una materia spesso frammentata in studi separati. Al centro delle sue ricerche vi fu naturalmente anche Antonello da Messina, al quale dedicò pagine fondamentali. Resta, senza dubbio, una delle studiose che maggiormente hanno contribuito a cambiare il modo di leggere e interpretare l’arte siciliana.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo della cultura. Teresa fu molto vicina alla nostra Associazione, condividendo e coordinando straordinari percorsi formativi. Sono tanti i ricordi che oggi si affollano nella mente, ma uno, in particolare, emerge con forza. Nonostante avesse appreso di essere affetta da una grave malattia, si rifiutò, malgrado la nostra insistenza, di interrompere la preparazione di un corso dedicato all’arte del Quattrocento. Lo organizzammo mentre era ricoverata in ospedale, programmando la sua presenza tra una terapia e l’altra: fu una grande lezione su come si affronta la vita e le sue difficoltà.
Teresa Pugliatti è stata una donna di immensa cultura, ma anche una persona dotata di una grande sensibilità umana: curiosa, ironica, generosa, capace di sostenere con fermezza le proprie idee senza mai perdere il rispetto per quelle degli altri. Accoglieva e incoraggiava chi si affacciava al mondo della ricerca e dell’arte e possedeva il dono di sapersi confrontare con chiunque, anche con chi non aveva specifiche competenze storico-artistiche.
Grazie, Teresa, per ciò che hai insegnato e per la tua preziosa presenza. Siamo consapevoli di avere avuto l’onore e la fortuna di conoscere una donna e una studiosa eccezionale, che ha contribuito a raccontare e a far conoscere, attraverso l’arte, quanto straordinaria, bella e affascinante sia, nonostante tutto, la nostra terra di Sicilia.
BC SICILIA

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