lunedì, agosto 24, 2026

La lectio del Papa sui migranti: «Prima le persone, poi i confini»


MANUELA TULLI

RIMINI. Aspettavano un Papa da 44 anni e l’arrivo di Leone XIV al Meeting di Rimini si trasforma in una festa. In sessantamila lo accolgono con cori da stadio, giovani e meno giovani. Il rapporto tra Comunione e Liberazione e il Pontefice di Roma nei decenni ha avuto alti e bassi. 

A Rimini sembra rinsaldarsi il rapporto con Leone che però dà un preciso mandato: «Cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura». E poi un accorato appello a quel movimento che ha fatto della sua presenza nella politica e nell’economia il suo carisma: «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», «a partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo – dice rivolto al popolo di don Luigi Giussani – smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali».

Il Papa non parla direttamente dell’impegno dei cattolici in politica. Ma fissa, nei suoi discorsi, dei precisi paletti. Parla dei migranti e ricorda che «prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo». E ancora il tema della pace che «è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi». Ribadisce poi il ruolo della diplomazia e della necessità di custodire quel diritto umanitario «quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato», come sottolineato nell’intervento a San Marino.

Leone dunque offre i contenuti, che sono quelli del Vangelo. Da lì si parte perché, dice ai ciellini con garbo ma anche con parole chiare, «nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé». Libertà è una delle parole che ricorre più volte nella lunga giornata di Papa Leone. Per ribadire che non c’è senza «il rispetto e la promozione della dignità umana».

Da qui si riparte dunque per parlare di una impronta cristiana nel mondo, come quella di Leon Harmel, l’imprenditore francese che portò nella sua azienda i valori della dottrina sociale della Chiesa. Non è un caso che Papa Leone sceglie di visitare la mostra al Meeting a lui dedicata, oltre a quella su Sant’Agostino.

Il Meeting fa sentire al Papa tutto il suo abbraccio. E non nasconde l’emozione il presidente di Comunione e Liberazione, Davide Prosperi, il secondo successore del fondatore, don Luigi Giussani, quando dice: «La sua presenza qui è un dono enorme per il nostro cammino. Un dono che non dimenticheremo». E anche il presidente del Meeting Bernhard Scholz afferma: «Il messaggio che il Santo Padre ci ha consegnato segnerà la nostra strada».

Grandissimo poi il feeling tra il Papa e i giovani, in tutte le tappe di questa giornata fuori dal Vaticano. Leone esalta la loro capacità di tessere amicizie, di mettersi al servizio degli altri con il volontariato e afferma che il mondo ha bisogno di loro nella costruzione della pace.

Libertà, pace e speranza: è il messaggio che Leone vuole lasciare nella sua duplice visita pastorale. «Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni!», conclude il Pontefice. 

Nella lunga giornata del Papa, da Rimini a San Marino, anche una tappa a Pennabili per un pranzo privato con le amate monache agostiniane. Tanti gli incontri, dalle autorità di San Marino ai disabili e poveri assistiti dalla Chiesa di Rimini, dai rumorosi ragazzi del Meeting alle persone in vacanza che stendono il loro telo sulla spiaggia, non per prendere il sole ma per ascoltare il Papa nella suggestiva messa con lo sfondo del mare.

E la giornata offre anche un siparietto a sorpresa: nel suo giro al Meeting di Rimini, Papa Leone XIV ha salutato e conversato brevemente con Louis «Blue Lou» Marini, sassofonista e compositore statunitense, noto come membro della band dei Blues Brothers.

GdS, 23/8/2026

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