DINO PATERNOSTRO
L’abbiamo ricordato ieri a Caccamo Filippo Intili, ucciso ferocemente a colpi di accetta dalla mafia a Piano Margi il 7 agosto 1952. Insieme a Francesca Rosella Musico e a Laura Di Martino della Cgil. Filippo era segretario della Camera del lavoro del comune dove allora spadroneggiava don Peppino Panzeca, potente capomafia di un bel pezzo di Sicilia.
Il mafioso era schierato con gli agrari, con i padroni; il sindacalista con i braccianti e i mezzadri che chiedevano l’applicazione dei decreti Gullo, leggi dello Stato. A battersi per l’illegalità e i soprusi erano i potenti; a battersi per la legalità democratica e costituzionale erano tanti lavoratori e tanti disoccupati che sognavano l’attuazione degli articoli di quella Costituzione più bella del mondo, che avevano conquistato dopo avere sconfitto il fascismo.
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| Il mio intervento |
Filippo Intili è un costruttore della nostra Repubblica, della nostra Costituzione, dei valori di cui ancora oggi andiamo fieri.
L’abbiamo ribadito ieri davanti alla sua tomba che Filippo è uno dei tanti piccoli costruttori della nostra Repubblica. Insieme ad Andrea Raia, a Nicolò Azoti, ad Accursio Miraglia, ad Epifanio Li Puma, a Placido Rizzotto, a Calogero Cangialosi, a Salvatore Carnevale e a tantissimi altri sindacalisti, attivisti e anonimi cittadini, che a pugni nudi si sono impegnati per la vita democratica del nostro Paese. La Repubblica poggia sulle loro spalle, sul loro cuore, sulla loro passione democratica. Per questo li ricordiamo e li onoriamo come i veri padri della patria. Senza il loro impegno e la loro passione ci sarebbero rimasti solo le guerre, i morti, la distruzione voluti dal fascismo. Loro invece ci hanno regalato il sogno del “sol dell’avvenire”. Grazie!
E grazie anche a padre Giovanni Calcara che ancora una volta ieri era accanto a noi (pubblichiamo il suo ottimo intervento), a Vera Pegna (ieri sera l’abbiamo chiamata e ringraziata) che anni fa ci ha fatto riscoprire (ed amare) Filippo Intili, ad Andrea Galbo sindaco che nel 2014 gli diede una tomba al cimitero ed una targa a Piano Margi. Un pensiero affettuoso anche ai familiari di Filippo che risiedono in Toscana. Grazie anche a Franco Fiore e agli altri sindaci che d’allora hanno continuato con noi ad onorare la memoria di Filippo Intili.
Dino Paternostro



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