
Un momento della commemorazione di Russo
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| L’intervento della nipote del col. G. Russo |
Ancora a Ficuzza per ricordare il tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, assassinato da un commando mafioso “corleonese” il 20 agosto 1977, insieme al suo amico insegnante Costa.
Per me è doveroso ogni anno ricordare questo servitore dello Stato, stretto collaboratore del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. C’ero a Ficuzza anche il 20 agosto 1982, quando proprio Dalla Chiesa venne a commemorare Russo, pochi giorni prima di essere a sua volta assassinato a Palermo il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emmanuela. Ho sentito il generale-prefetto chiamare “vigliacchi” i mafiosi, ho condiviso la sua rabbia.
Oggi la lotta alla mafia è agevolata dal sacrificio di personaggi come Russo e Dalla Chiesa e dai nuovi strumenti conquistati. In particolare, dalla legge La Torre, voluta dal dirigente comunista, deputato nazionale, Pio La Torre. Fu lui a battersi, anche a costo della sua vita, per avere una legge che definisse reato l’essere mafiosi (fino al 13/9/82 essere affiliati a cosa nostra INCREDIBILMENTE non era reato); fu lui a volere che quella legge prevedesse il sequestro e la confisca dei beni che i mafiosi avevano strappato con la violenza e col sangue ai cittadini onesti.
Oggi il sindaco, ricordando che abbiamo nuovi strumenti, ha citato la confisca dei beni, “dimenticando” in una giornata dedicata alla memoria il nome di chi ha voluto quella legge, il nome del comunista Pio La Torre, che ho avuto l’onore di conoscere e di apprezzare personalmente….

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