
Silvio Benedetto e Silvia Lotti
di Anna Mori
Alla vigilia dell'incontro sulla goletta Oloferne, Gazzetta della Spezia ha intervistato l'artista: il nuovo libro, la "mostra da tenere in mano", la "Via del mare" tra Liguria e Sicilia e il ricordo di Silvio, compagno di vita e di avventure artistiche.
Ci sono luoghi che non sono soltanto luoghi. Diventano parte di una storia, custodiscono incontri, opere, amicizie. Per Silvia Lotti, Le Grazie sono uno di questi luoghi. Ed è proprio qui,al Cantiere della Memoria, che domani, 27 agosto, alle 19.30, tornerà a incontrare amici e artisti sulla goletta Oloferne, ormeggiata nel porto antico delle Grazie.
Gazzetta della Spezia ha intervistato Silvia Lotti,per parlare di quello che accadrà domani, ma soprattutto per capire che cosa rappresenti oggi questo ritorno alle Grazie, a pochi mesi dalla scomparsa di Silvio Benedetto, suo compagno di vita per venticinque anni e di un lungo percorso artistico.
Un dialogo che parte dalla serata organizzata dal Cantiere della Memoria e finisce inevitabilmente per allargarsi alla storia dei due artisti, alla "Via del mare" tra Liguria e Sicilia, al nuovo libro di Silvia, al Premio Mimosa d'Oro e ai progetti che continuano anche dopo la scomparsa di Silvio.
"Silvio rimane parte di me"
La prima domanda non può che riguardare lui. Silvio Benedetto è scomparso il 16 maggio scorso, ma domani sarà idealmente presente alle Grazie attraverso le sue opere, le immagini e il racconto di Silvia.
"Silvio, per venticinque anni compagno di vita, di avventure, di lavoro e di ogni cosa, rimane parte di me, presente nei miei gesti quotidiani", ci racconta.
È una frase che contiene già il senso dell'incontro. Perché quella di domani non sarà una commemorazione, ma una tappa di un percorso che continua.
"C'è una forma di essere insieme che di fatto nemmeno la scomparsa fisica può interrompere", spiega Silvia. "Intendo portarlo con me in futuro in ogni mia iniziativa, così come lui, d'altronde, ha sempre incluso me e tanti altri amici artisti nei progetti che qua e là si aprivano alle sue possibilità. Ora è arrivato il suo turno, spetta a me ricordarlo e avere cura della sua figura di artista".
Una "mostra da tenere in mano"
Uno dei momenti più particolari dell'appuntamento sarà la "mostra da tenere in mano" con alcune opere di Silvio Benedetto. Chiediamo a Silvia che cosa significhi questa espressione.
"Si tratta di un modo snello e dinamico tipico di Silvio", risponde. "Come aprire lo studio agli amici e far vedere alcune opere, non importa se non sono ancora finite o rifinite, opere che si possono toccare e passare di mano in mano, non come nei musei, comunque validissimi e importanti".
Alle Grazie saranno utilizzati forex illustrativi per raccontare una parte dell'immensa ed eclettica attività di Benedetto: murales, installazioni, opere di grandi dimensioni che non sarebbe possibile portare fisicamente sulla goletta. "Sarà un rapido, vivace volo attraverso la sua arte", spiega Silvia.
Sullo schermo del Cantiere della Memoria verrà inoltre proiettato il video che Silvia ha ideato, girato e montato in occasione del loro ultimo passaggio alle Grazie, il 28 dicembre 2024.
Quella giornata aveva portato nel porto antico la Sicilia e la Liguria attraverso la musica e le arti: la cantante nissena Giovanna Caruana, una "mostra da tenere in mano" con opere di artisti siciliani e dei due Silvi e, alla fine, una delle azioni pittoriche di Silvio Benedetto.
Le Grazie e quella geografia che non è sulle mappe
Le chiediamo allora che effetto faccia tornare oggi in quei luoghi. La risposta è un'immagine bellissima. "Nel tempo, attraverso i viaggi qui e là e le frequentazioni di tante persone, si è venuta a creare in me una sorta di geografia interiore che unisce affettività e luoghi geograficamente distanti, una geografia che non coincide con le mappe geografiche".
E alle Grazie ritroverà anche Corrado Ricci e Jole Rosa del Cantiere della Memoria, con i quali il rapporto artistico e umano è nato proprio attraverso queste iniziative. "Cosa c'è di più bello che reincontrare amici portando avanti con loro progetti comuni sui temi che più ci appassionano, magari aggregando altri in un processo dinamico, elastico, basato sulla stima e sull'affetto?".
Poi aggiunge una considerazione che racconta molto del suo modo di intendere la cultura: "Non si può costruire da soli un percorso come questo di dialogo con le persone, per farlo ci vogliono buoni interlocutori".
La "Via del mare" non si ferma
È da qui che partiamo per parlare del progetto che Silvia e Silvio avevano chiamato "La via del mare".
Dalle Cinque Terre alla Sicilia, dalla Valle delle Pietre dipinte di Campobello di Licata alla Calandriniana di Sarzana, fino al Cantiere della Memoria delle Grazie: un percorso fatto di artisti, mostre, musica, teatro, incontri e relazioni.
Nel dicembre 2024, alle Grazie, Liguria e Sicilia si erano incontrate. Nel gennaio 2025 il percorso aveva fatto il viaggio inverso, con una mostra a Campobello di Licata dedicata ad artisti liguri o che avevano operato in Liguria.
E il viaggio continua.
Alla recente Calandriniana di Sarzana, organizzata da Federico Galantini e dedicata a Silvio Benedetto, Silvia ha portato due giovani artisti siciliani, Calogero Alaimo di Ravanusa e Sara Canale di Casteldaccia. Anche loro saranno presenti domani alle Grazie.
È un passaggio di testimone particolarmente significativo. Alla Calandriniana del 2025 Silvio, già sulla sedia a rotelle e assistito, aveva voluto ancora una volta dipingere davanti al pubblico e aveva espresso il desiderio di tornare l'anno successivo con i due giovani artisti. Non ha potuto farlo. Ma Silvia ha scelto di portare avanti quel desiderio.
"L'arte può costruire ponti"
Le chiediamo allora quanto sia ancora importante, oggi, utilizzare l'arte per mettere in relazione persone e territori. "Al di là del talento, che è qualcosa di innato e personale, l'arte e la cultura ritengo siano importanti per formare buoni operatori, buoni spettatori e in generale buoni interlocutori", risponde.
Per Silvia arte e cultura possono essere "un tramite per unire persone di luoghi anche geograficamente distanti", attraverso incontri inclusivi, intergenerazionali e interdisciplinari.
Non solo mostre, dunque, ma anche libri, proiezioni, musica, teatro, ambiente, storia e antropologia. "Dialoghi veri, insieme, come invito ad una partecipazione attiva, propositiva, a mettersi in gioco attraverso una colloquiale condivisione di esperienze, senza pulpiti né formalità né tecnicismi che intimoriscono ed allontanano i 'non addetti ai lavori'". È lo stesso spirito che ha accompagnato la relazione tra 'L'Isola che c'è', in Sicilia, e 'Il Volo nell'arte', in Liguria.
Il libro: "Occorre cambiare rotta partendo da noi stessi"
Ma l'appuntamento di domani non sarà soltanto dedicato a Silvio. Silvia presenterà anche il suo nuovo libro, Come te come sei come mai, pubblicato da Medinova.
Le chiediamo da dove nasca. "Il tema è complesso, frutto per me di anni di studio", racconta. Il libro nasce dalla riflessione sulle convinzioni che condizionano il nostro modo di pensare e, di conseguenza, le emozioni, i comportamenti e le nostre scelte.
"Credo che occorra urgentemente cambiare rotta e passare da un mondo giudicante e punitivo, basato su una bellicosa competizione ad oltranza, ad un sistema meno dannoso per noi stessi, per gli altri, per l'ambiente che ci ospita". Il punto di partenza è uno solo: "L'unica possibilità che vedo è che ognuno riparta da sé stesso".
Nel libro trova spazio anche il 'bambino interiore', al quale Silvia propone di tornare per affrontare alcuni nodi del passato e prendersene cura con un linguaggio nuovo.
E poi c'è la forma: poesia, gioco, attenzione alla dimensione visiva delle parole, ritmo, suono, pagine nelle quali il lettore è chiamato a intervenire. Un contenuto profondo affrontato, come dice Silvia, con "apparente leggerezza".
Il Premio Mimosa d'Oro
Domani sarà anche l'occasione per festeggiare il "Premio Mimosa d'Oro" ricevuto da Silvia il 3 agosto nella Valle dei Templi di Agrigento. La motivazione parla del suo "percorso umano e creativo" e dell'arte come strumento di "crescita culturale e dialogo con le comunità".
"In questo riconoscimento ho sentito stima e soprattutto affetto", ci dice. E nel raccontare quel riconoscimento torna inevitabilmente a Silvio.
"Con Silvio, vulcano di idee, di voli creativi, di energia sempre positiva, oltre che di grande esperienza e di vastissima cultura multidisciplinare, siamo stati un tandem fenomenale". Oggi quel tandem continua in una forma diversa, intrecciando il lavoro personale di Silvia con la memoria e l'eredità artistica di Silvio.
"Adelante, adelante siempre!"
Nella parte finale della nostra intervista chiediamo a Silvia chi sia oggi, dopo tutto quello che è accaduto, e quali siano le strade che vuole ancora percorrere. Parla della "Metasemantica", la poetica sviluppata insieme a Silvio, e di "Errare", un testo che sembra quasi una dichiarazione d'intenti: muoversi tra persone, luoghi e argomenti, lasciarsi sorprendere, vagare anche mentalmente, accettare l'errore senza perdere il senso ludico del vivere.
"Purché il 'gioco' sia un gioco serio attraverso il quale poter meglio dialogare con me stessa e con gli altri".
E alla fine le poniamo una domanda inevitabile: se Silvio fosse idealmente con noi domani alle Grazie, cosa le direbbe? Silvia non ha dubbi. "Adelante, adelante siempre!".
Domani, sulla goletta Oloferne, quel messaggio sarà forse il modo più semplice e più autentico per ricordarlo: non fermarsi, continuare a creare incontri, portare con sé le persone incontrate lungo il viaggio e trasformare la memoria in qualcosa che ancora vive.
26 agosto 2026
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