10/02/2026

Bolognetta, inaugurato il primo asilo nido. “Il giardino di Ogliastro”, già pronto a ospitare 15 bimbi tra 3 e 36 mesi



Si chiama “Il giardino di Ogliastro” ed è il primo asilo nido di Bolognetta, in provincia di Palermo. Dopo un accurato restyling, i locali dell’ex biblioteca comunale sono pronti ad accogliere 15 bambini da 3 a 36 mesi per l’anno educativo 2026/27. A poche settimane dal completamento dei lavori, è stata infatti già individuata la cooperativa sociale che gestirà la struttura: si tratta della Dialuogo Lirum Larum di Santa Flavia.

All’inaugurazione hanno preso parte tra gli altri l’assessore regionale alle Infrastrutture On. Alessandro Aricò, l’On. Questore Vincenzo Figuccia, l’On. Mario Giambona dell’Assemblea Regionale Siciliana, il consigliere Paolo Francesco Martorana, in rappresentanza della Città Metropolitana di Palermo, il sindaco di Bolognetta Mary Elizabeth Smith con rappresentanti di giunta e consiglio comunale, il parroco Antonino Cannizzaro, carabinieri e polizia municipale.

Una semplice domanda sul ddl contro l’antisemitismo




di Giuseppe Savagnone

Il testo

Poche volte un disegno di legge ha creato tante spaccature nel fronte politico quanto quello sulla prevenzione e il contrasto all’antisemitismo discusso in questi giorni alla Camera, dopo essere stato approvato, il 4 marzo scorso, al Senato. Perché su di esso non si sono divisi solo i partiti di destra e di centro da quelli di sinistra, ma anche un gruppo di esponenti del Pd lo ha sostenuto, in aperta rottura con la posizione ufficiale dei democratici (ora apertamente contrari, mentre nella votazione al Senato si erano astenuti).

Ma da che cosa nasce questo clima incandescente? Per comprenderlo, prima di entrare nel merito del dissenso, è bene riprendere i punti essenziali del testo.

All’art. 1, comma 1, esso esordisce dichiarando che il nostro Stato «ripudia ogni forma di antisemitismo (…) ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei princìpi costituzionali». Precisazione inserita successivamente nel testo originario per tenere conto dei timori di chi paventava limitazioni alla libertà di pensiero e di espressione.

Cuba, il diritto internazionale e la legge di Trump


di GIUSEPPE SAVAGNONE

Alle origini dimenticate di una storia

Nel suo discorso all’ONU Donald Trump ha menzionato Cuba: «Cuba», ha detto, «è uno Stato fallito e cadrà».  Dopo il Venezuela, è il secondo caso di una dittatura “di sinistra” presa di mira dal presidente americano, con la giustificazione – contenuta in una dichiarazione del 29 gennaio 2026 – che Cuba costituisce una minaccia «inusuale e straordinaria» per la sicurezza nazionale statunitense. Da parte sua, l’opinione pubblica occidentale non sembra affatto preoccuparsi di questa situazione, anche perché nell’immaginario collettivo al nome dell’Isola si collega solo la vaga immagine di un regime dittatoriale vetero-marxista.

E in effetti, anche dopo l’uscita di scena di Fidel Castro, avvenuta già nel 2006, per motivi di salute, e quella del fratello Raúl, che ne aveva preso il posto, non sembra che l’ascesa al potere di Miguel Díaz-Canel, presidente dall’aprile 2018, abbia molto cambiato la situazione.

A proposito dell'articolo di Tawfiq Al Ghussein e Rania Hammad, "Perchè dovete vedere Palestina 36 e non applaudire Naza"


R. Mangiameli
Il titolo credo sia volutamente provocatorio, il contenuto può fare riflettere e dialogare.

di ROSARIO MANGIAMELI*

Il problema è quello di sciogliere alcuni nodi interpretativi come per esempio quello della colpevolizzazione che ancora viene usato. In realtà lo stesso film propone questa lettura. Le inquadrature delle abitazioni che fanno da sfondo alle interviste, l’entrare nelle case, mostrare gli schermi televisivi attraverso le finestre, e poi quell’immagine fortissima delle mani che puliscono un tavolo, si suppone dopo cena, insomma tutte immagini di quotidianità che accompagnano le atroci confessioni, ricordano un altro film: “La zona di interesse”, e non casualmente. Jonathan Glazer, il regista di”La zona di interesse” è coinvolto nella produzione di Naza e in qualche modo se ne è fatto garante, diciamo morale e artistico. 

* storico