mercoledì, giugno 24, 2026

In libreria il nuovo libro di Giovanni Perrino: La bianca notte dei passeri. Un viaggio da Corleone verso “il mondo” tra sogni, speranze e voglia di futuro


Giovanni Perrino
Pubblichiamo la prefazione del libro

GIOVANNI PERRINO

Il significato del titolo "la bianca notte dei passeri" va interpretato simbolicamente anche alla luce della trama del romanzo che parla di un giovane che lascia la propria terra, affronta un viaggio interiore, ma conserva il legame con la memoria e le proprie radici. Il titolo riprende un famoso racconto di Anton Cechov "una storia difficile" mentre la notte ricorda un periodo di incertezze, di ricerca, di distacco dalla propria terra e dalla propria famiglia. 

La notte bianca perché, lungi dall'essere oscura e minacciosa, è illuminata dalla memoria, dalla speranza è dalla purezza dei ricordi. I passeri sono simbolo di creature semplici che s'accontentano di quel che trovano e quindi del ritorno al nido e agli affetti quotidiani. Si allontanano dal nido ma conservano sempre il richiamo delle proprie origini. Il titolo è l'immagine poetica e cecoviana di una generazione che lascia il proprio paese per costruirsi un futuro, attraversando una notte in cui tante cose potrebbero cambiare, ma nel bianco chiarore degli affetti e della memoria.

La bianca notte dei passeri non è il titolo di un libro d'azione o di cronaca ma un racconto il cui valore principale è la memoria. Il titolo del racconto cechoviano è "Una notte terribile" del 1884, ma l'immagine che emerge è quella di un protagonista che, arrivato alla soglia della maturità, guarda il proprio passato non con rimpianto ma con consapevolezza. I passeri, uccelli piccoli e apparentemente insignificanti, ricordano che spesso ciò che conta davvero nella vita non sono gli eventi straordinari ma gli affetti, i luoghi dell'infanzia e le persone che hanno accompagnato il cammino. La notte bianca diventa allora quasi una veglia della memoria, una notte in cui il passato non scompare nel buio ma rimane illuminato e vivo. È un titolo che, prima ancora di leggere il libro, evoca già un sentimento che predispone non solo in senso evocativo ma quasi poetico. La mente corre da Cechov a Pascoli in cui gli uccelli rappresentano spesso la famiglia, il nido, gli affetti semplici e la nostalgia di casa. I passeri sono esseri fragili che vivono vicino agli uomini e cercano protezione nel proprio nido, mentre la notte e il tempo della riflessione, del ricordi, della solitudine. Nella notte tutto il passato ritorna alla mente e chiede il conto. La notte bianca è una notte senza tenebre illuminata dai ricordi in cui la memoria vince sull'oblio. La notte bianca non sconvolge le scure nubi del passato ma continua ad illuminare il presente. Il non colore, il bianco non illumina la malinconia per qualcosa di irrimediabilmente perduto ma ne conserva la pallida luce dentro di sé. Specie nel silenzio notturno i passi restituiscono brani di vita che riflettono il fascino del passato ma anche angosce e amarezze. L'eco diviene racconto e anche il paesaggio partecipa ad una speciale resurrezione. Tanto più il luogo è solitario e campestre tanto più è capace di raccontare. La bianca notte dei passeri racconta di strade che s'incrociano, scenari inattesi che s'aprono nel silenzio. La fuga dal paese del giovane protagonista è la risposta ad un ambiente percepito come chiuso è violento per le forti tensioni sociali dovute alla criminalità organizzata e all'emigrazione. La tensione fra restare e partire attraversa il libro fra viaggi ed esperienze che danno un segno diverso ad una non facile esistenza. La vicenda individuale s'intreccia con una ricostruzione storica più ampia della Sicilia degli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche delle vicende familiari caratterizzate da tenerezze e lutti, arrivi e partenze, sullo sfondo di esperienze di emigrazione nelle Americhe di quegli anni. La memoria monta, smonta, accosta, insiste non per ricostruire un passato immobile, ma per capire come questo continua a vivere nel presente. Così i protagonisti raccontano di strade che s'intrecciano, di incontri inattesi, scenari che s'aprono nel silenzio della notte a nuove visioni, nuove storie che s'intendono come accade nella vita quotidiana. La bianca notte dei passeri è un segno di una memoria che, testardamente, nel silenzio, risonanza intatti brani di vita mentre ne apre altre dando sensi. 

Giovanni Perrino

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