I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie.Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. (SEGUE)
lunedì, luglio 09, 2007
Sismi-Telecom colpo doppio
di Marco Travaglio
I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie.Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. (SEGUE)
I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie.Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. (SEGUE)
Vi racconto la storia di un'adozione
di Maurizio Chierici
Nei giorni dei corvi e delle spie, la storia di Massimo e Maria, milanesi sui 30 anni, non varrebbe la pena d’essere raccontata: banale, trasparente, acqua fresca. Inutile pedinare e registrare. Non eccita nessuna Betulla, più o meno in divisa. Briciole inutili di umanità. Un anno fa marito e moglie senza figli hanno deciso di adottare un bambino. Le procedure stanno finendo: lente ma è la lentezza della quale Maria e Massimo riconoscono l’opportunità.Da un colloquio all’altro il loro progetto cambia. Quando pensavano a un figlio, vedevano questo figlio come cosa propria; lentamente si sono resi conto che non doveva essere così. Lo volevano straniero e fra i bambini lontani preferivano un bambino dell’America Centrale perché - in modo diverso - marito e moglie sono legati a quella realtà. Piano, piano hanno capito che le porte andavano lasciate aperte: nessuna prevenzione se arrivava un piccolo latino, o africano o italiano.(SEGUE)
Nei giorni dei corvi e delle spie, la storia di Massimo e Maria, milanesi sui 30 anni, non varrebbe la pena d’essere raccontata: banale, trasparente, acqua fresca. Inutile pedinare e registrare. Non eccita nessuna Betulla, più o meno in divisa. Briciole inutili di umanità. Un anno fa marito e moglie senza figli hanno deciso di adottare un bambino. Le procedure stanno finendo: lente ma è la lentezza della quale Maria e Massimo riconoscono l’opportunità.Da un colloquio all’altro il loro progetto cambia. Quando pensavano a un figlio, vedevano questo figlio come cosa propria; lentamente si sono resi conto che non doveva essere così. Lo volevano straniero e fra i bambini lontani preferivano un bambino dell’America Centrale perché - in modo diverso - marito e moglie sono legati a quella realtà. Piano, piano hanno capito che le porte andavano lasciate aperte: nessuna prevenzione se arrivava un piccolo latino, o africano o italiano.(SEGUE)Lercara (Palermo): freddato a colpi di fucile, in perfetto stile mafioso
PALERMO - Un uomo è stato ucciso con diversi colpi di fucile da caccia nelle campagne di Lercara Friddi, in provincia di Palermo. Si tratta di Pietro D'Amore, commerciante di fieno di 33 anni, che era stato scarcerato dopo una lunga detenzione il 20 maggio scorso dopo essere stato assolto dall'accusa di aver assassinato l'allevatore di Lercara, Salvatore Lo Forte, ucciso il 22 settembre 2003.A indagare sono i carabinieri. D'Amore è stato raggiunto dai sicari mentre stava caricando delle balle di fieno su un camion in aperta campagna, in contrada Frilli. L'esecuzione ricalca lo stile mafioso. A sparare sono stati due uomini incappucciati. (SEGUE)
La Grande Spia tenta l'ultimo ricatto: Pollari vorrebbe "chiarire", ma può dire la verità al processo di Milano e alla procura di Roma
di GIUSEPPE D'AVANZO
ROMA - Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare. (SEGUE)
ROMA - Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare. (SEGUE)Il New York Times sferza Bush: "E' giunto il momento per gli Usa di lasciare l'Iraq!"

WASHINGTON - "E' giunto il momento per gli Stati Uniti di lasciare l'Iraq". Il duro stop alla guerra, fortemente voluta dall'amministrazione Bush, arriva dal New York Times. Il quotidiano affida la sua dura presa di posizione ad un lungo editoriale che chiama 'La via del ritorno'. E sono parole che pesano come macigni sulla Casa Bianca. "Come tanti americani abbiamo rinviato questa conclusione in attesa di un segnale che il presidente Bush stesse cercando di sottrarre gli Stati Uniti al disastro da lui creato invadendo l'Iraq senza ragioni sufficienti, sfidando l'opposizione generale, senza un piano successivo per stabilizzare il paese", scrive il quotidiano. (SEGUE)
Rifiuti. Otto sindaci votano "no" al bilancio dell'Ato di Monreale. Ed è polemica
MONREALE - Approvato a maggioranza il bilancio dell’Ato rifiuti «Alto Belice ambiente». Ma otto sindaci su diciassette votano contro. A guidare il malcontento è Gaetano Caramanno, primo cittadino di Piana degli Albanesi: «C’è un buco di 2 milioni e 700 mila euro che ricadrà sui nostri Comuni e sui nostri cittadini. Per questo ho chiesto le dimissioni del consiglio d’amministrazione». Immediata la replica del presidente dell’Ato Pa 2, Lea Giangrande: «Quello di Caramanno è solo un attacco politico». (CONTINUA)
domenica, luglio 08, 2007
Gli Ato? Dei carrozzoni mangia-soldi!
di DINO PATERNOSTRO
Che gli Ato-rifiuti siano dei carrozzoni mangia-soldi, capaci solo di elargire laute indennità ai loro amministratori e assunzioni superflue e clientelari a favore di questo o di quell’altro ras politico, non ci sono più ragionevoli dubbi. Che, poi, abbiano fallito l’obiettivo di garantire una gestione efficiente ed efficace dei rifiuti, accelerando sulla raccolta differenziata, anche questo è accertato. Al di là della posizione critica del sindaco di Piana degli Albanesi, Gaetano Caramanno, motivata probabilmente da poco nobili contrapposizioni pregresse, anche l’Ato “Belice Ambiente” di Monreale non sfugge a questa logica. (SEGUE)
Che gli Ato-rifiuti siano dei carrozzoni mangia-soldi, capaci solo di elargire laute indennità ai loro amministratori e assunzioni superflue e clientelari a favore di questo o di quell’altro ras politico, non ci sono più ragionevoli dubbi. Che, poi, abbiano fallito l’obiettivo di garantire una gestione efficiente ed efficace dei rifiuti, accelerando sulla raccolta differenziata, anche questo è accertato. Al di là della posizione critica del sindaco di Piana degli Albanesi, Gaetano Caramanno, motivata probabilmente da poco nobili contrapposizioni pregresse, anche l’Ato “Belice Ambiente” di Monreale non sfugge a questa logica. (SEGUE)Corleone, un parco-giochi inagibile!
Lettera aperta di Salvatore Saporito
Egregio sig. Sindaco,
Le scrivo questa lettera aperta per farLe presente una situazione che Lei dovrebbe conoscere meglio di me, e della quale mi auguro prenderà al più presto i dovuti provvedimenti.
Mi riferisco al parco giochi presente all’interno della villa comunale, dove ogni giorno tantissimi bambini passano il loro tempo divertendosi insieme. Da comune cittadino, che spera che la propria città offra servizi e spazi collettivi degni del terzo millennio Le dico subito che non ho mai visto uno spazio pubblico destinato al divertimento dei bambini così degradato e per di più pieno di rischi per la loro incolumità fisica. (CONTINUA)
Egregio sig. Sindaco,Le scrivo questa lettera aperta per farLe presente una situazione che Lei dovrebbe conoscere meglio di me, e della quale mi auguro prenderà al più presto i dovuti provvedimenti.
Mi riferisco al parco giochi presente all’interno della villa comunale, dove ogni giorno tantissimi bambini passano il loro tempo divertendosi insieme. Da comune cittadino, che spera che la propria città offra servizi e spazi collettivi degni del terzo millennio Le dico subito che non ho mai visto uno spazio pubblico destinato al divertimento dei bambini così degradato e per di più pieno di rischi per la loro incolumità fisica. (CONTINUA)
sabato, luglio 07, 2007
Notte in casa Provenzano

L'ultima notte abbiamo dormito nella casa che fu di Bernardo Provenzano, di recente assegnata alla cooperativa "Lavoro e non solo". Un po’ di emozione e un po’ di paura percorre le stanze e i nostri pensieri per quella che sarà l'ultima notte corleonese prima del commiato. Prima di noi l'ultimo che ha dormito in questa casa è un Provenzano: Simone, il fratello del boss dei boss. Abbiamo tenuto tanto ad essere i primi a dormire in quelle stanze, tanto che ci siamo organizzati con taniche e candele per sopperire alla mancanza di luce ed acqua. Ma ne valeva la pena... (SEGUE)
Marco Pingitore
responsabile campo di lavoro
dei ragazzi toscani a Corleone
venerdì, luglio 06, 2007
Anche la bandiera della Cgil a "casa" Provenzano

Carissime,i,
anche la bandiera della CGIL è entrata nella casa oggetto della confisca alla famiglia Provenzano e assegnata alla Coop Lavoro e Non Solo.
Nella foto Marco Pingitore con alcuni giovani volontari che entrano in casa.
Un saluto
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
anche la bandiera della CGIL è entrata nella casa oggetto della confisca alla famiglia Provenzano e assegnata alla Coop Lavoro e Non Solo.
Nella foto Marco Pingitore con alcuni giovani volontari che entrano in casa.
Un saluto
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
7 luglio 2007
Tano Badalamenti, lo Stato gli confisca i beni
PALERMO - La sua morte non ha bloccato il passaggio allo Stato dei beni. Sono stati confiscati terreni, società, appartamenti appartenuti al boss di Cinisi, Gaetano Badalamenti, deceduto tre anni fa. Il patrimonio - secondo una stima non ufficiale - ammonterebbe a un centinaio di milioni di euro. Badalamenti morì nel centro medico federale di Devens, Ayer, Massachusetts, il 29 Aprile 2004. Fu accusato di essere il capomafia della sua città natale Cinisi e di capeggiare la cupola mafiosa nel 1970. Nel 1987 fu condannato negli Stati Uniti a 44 anni di reclusione in una prigione federale per essere stato uno dei leader della allora chiamata Pizza Connection, un anello di narcotraffico del valore di 1,65 miliardi di dollari, che utilizzava pizzerie come punti di spaccio dal 1975 al 1984. Badalamenti fu condannato all'ergastolo dai magistrati italiani per la morte del militante di Dp Peppino Impastato. Il procedimento per la confisca era iniziato nel 1982. La difesa aveva sostenuto che Badalamenti aveva acquistato tutto con i proventi del suo onesto lavoro. La sezione misure di prevenzione non ha creduto però a questa tesi.7 luglio 2007
FOTO: L'ingresso di casa Impastato a Cinisi
Il vero campo comincia adesso...
Non sono bravo a scrivere certe cose ma spero almeno di trasmettervi le emozioni che ha provocato in me questo campo di corleonesi a Pistoia. Beh, in breve posso dire che sono state due settimene che sicuramente non scordero mai, grazie al fatto che le persone che ho consciuto, i loro ideali e la loro voglia di fare del bene, mi hanno fatto aprire gli occhi e mi hanno dato la convinzione che uniti possimo fare molto... le emozioni sono state tante nel bene e nel male, ma che hanno rafforzato sempre più il nostro gruppo. Ringrazio i ragazzi che hanno partecipato a questo campo, Libero e Marco (i nostri coordinatori) , e tanti altri ancora che non sto qui ad elencare, perche lo hanno reso speciale. Voglio dire un'ultima cosa...ragazzi!!! Il vero campo inizia ora... su mettiamocela tutta perche c'è molto da lavorare e lottare...
Enrico Labruzzo
7 luglio 2007
Enrico Labruzzo
7 luglio 2007
Più Cidma per tutti...
di MARIO MIDULLA
Egregio direttore,
dopo avere assistito all’ultima assemblea straordinaria dei soci del Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, tenutasi il 5 luglio, che seguiva un consiglio straordinario del comune di Corleone che si era pronunciato il giorno prima sulle modifiche statutarie dello Statuto dello stesso Cidma, deliberando un documento all’unanimità (assolutamente non considerato nella stesura delle stesse “variazioni disinteressate”) ed eleggendo successivamente in assemblea ordinaria il “nuovo” Presidente, mi permetto di attingere a piene mani da un “vecchio” Città Nuove cartaceo che uscì in occasione dell’inaugurazione del centro in questione. (SEGUE)
Egregio direttore,dopo avere assistito all’ultima assemblea straordinaria dei soci del Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, tenutasi il 5 luglio, che seguiva un consiglio straordinario del comune di Corleone che si era pronunciato il giorno prima sulle modifiche statutarie dello Statuto dello stesso Cidma, deliberando un documento all’unanimità (assolutamente non considerato nella stesura delle stesse “variazioni disinteressate”) ed eleggendo successivamente in assemblea ordinaria il “nuovo” Presidente, mi permetto di attingere a piene mani da un “vecchio” Città Nuove cartaceo che uscì in occasione dell’inaugurazione del centro in questione. (SEGUE)
Il Consiglio comunale “propone”… ma è sempre il Cidma che “dispone”
CORLEONE – L’assemblea del Cidma di giovedì è durata un’intera nottata. Forte dell’ordine del giorno del consiglio, approvato all’unanimità, il sindaco Nino Iannazzo ha chiesto che, nella modifica dello statuto, fosse previsto che i componenti del comune passassero da due a quattro (rappresentando anche il consiglio comunale) e che presidente dell’associazione fosse il sindaco pro-tempore di Corleone, ma l’assemblea del Cidma ha accolto solamente il suggerimento che uno dei due membri del comune fosse il presidente del consiglio comunale. (Segue)
giovedì, luglio 05, 2007
Non mi appassiona la "guerra" pro o anti Nicolosi
Gli scontri nella seduta consiliare di mercoledì sera sono stati l’ennesima puntata della “guerra” tra “nicolosiani” e “antinicolosiani”. Una guerra che non mi appassiona e nella quale non ho nessuna intenzione di lasciarmi trascinare. (Segue)
Corleone, “guerra” per il Cidma. Ma poi, improvvisamente, è scoppiata la “pace”
CORLEONE – Mercoledì sera, il consiglio comunale ne ha discusso per ore (dalle 20.00 all’una e mezza del giorno successivo). Con toni accesi, quasi al limite della rissa e con il presidente Mario Lanza, che – ad un certo momento – non sapeva più a quale santo votarsi. L’oggetto del contendere? Il Cidma (Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e il Movimento Antimafia), o, per meglio dire, il “diritto” del consiglio comunale di dare “consigli” al sindaco sulle modifiche statutarie, che l’assemblea dei soci dovrà apportare all’importante associazione culturale, inaugurata il 12 dicembre 2000 dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. (SEGUE)
martedì, luglio 03, 2007
Corleone, il Tar-Sicilia deciderà a novembre se ammettere il ricorso dell'ex sindaco Nicolosi

CORLEONE – E’ stata fissata per il prossimo 9 novembre, davanti ai giudici della terza sezione del TAR Sicilia, l’udienza per la discussione dei due ricorsi, presentati dall’ex sindaco Nicolò Nicolosi e da un gruppo di consiglieri comunali e suoi sostenitori (Arcangelo Ruffino, Angelo Labruzzo, Lea savona, Salvatore Sorisi, Dino Streva, Mario Lanza e Salvatore Schillaci), contro l’elezione del sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, esponente di An. Nelle elezioni di ballottaggio del 27-28 maggio, il candidato sindaco Nicolosi era stato battuto da Iannazzo con appena tre voti di scarto (3.510 contro 3.513), determinati dagli elettori della piccola borgata di Ficuzza, perché a Corleone-città i due candidati avevano, incredibilmente, ottenuto lo stesso numero di preferenze. (Segue)
Polizia, le priorità di Manganelli

ROMA - "Una delle priorità da affrontare è la criminalità che opera nel Nord dell'Italia, soprattutto legata all'immigrazione clandestina". Il nuovo capo della polizia, Antonio Manganelli, si presenta così davanti alla commissione Affari costituzionali del Senato presieduta da Enzo Bianco. Il successore di De Gennaro parla di criminalità e di violenza negli stadi. Non tralasciando, però, le polemiche che hanno preceduto la sostituzione del suo predecessore: ''La discontinuità è nel fatto stesso che c'è una persona diversa, nel taglio e nella formazione che ognuno ha, nei rapporti con la base sindacale. Una discontinuità già c'è perché ci avviamo ad un nuovo corso''.
Allarme criminalità al Nord. "L'incidenza della criminalità diffusa legata all'immigrazione clandestina" è "una situazione che preoccupa" nelle regioni del nord d'Italia perché si tratta di "un dato che non possiamo considerare casuale". Per Manganelli è "una priorità l'esigenza di meglio controllare il territorio in certe aree". Anche con lo studio "di una serie di misure". Citando a più riprese i contenuti del Rapporto sulla sicurezza Manganelli, ha invitato tutti a ''non cadere nei luoghi comuni ed a superare gli stereotipi sul versante dell'ordine pubblico''. (Segue)
Allarme criminalità al Nord. "L'incidenza della criminalità diffusa legata all'immigrazione clandestina" è "una situazione che preoccupa" nelle regioni del nord d'Italia perché si tratta di "un dato che non possiamo considerare casuale". Per Manganelli è "una priorità l'esigenza di meglio controllare il territorio in certe aree". Anche con lo studio "di una serie di misure". Citando a più riprese i contenuti del Rapporto sulla sicurezza Manganelli, ha invitato tutti a ''non cadere nei luoghi comuni ed a superare gli stereotipi sul versante dell'ordine pubblico''. (Segue)
NELLA FOTO: Il nuovo capo della Polizia Antonio Manganelli
Nel Paese c’è fortissima una questione giovanile
di Paolo Nerozzi
I giovani. Mai come in questo periodo i giovani sembrano essere al centro di riflessioni e di discussioni. Addirittura Veltroni, nel suo discorso di accettazione della candidatura a segretario del Partito democratico ha affermato che occorre stipulare un patto per i giovani. Ma non sarà che il tanto parlarne non serva da alibi? Quel che è certo è che viviamo in un paese dove c’è fortissima una questione giovanile che si aggrava con il passare del tempo. (Segue)
I giovani. Mai come in questo periodo i giovani sembrano essere al centro di riflessioni e di discussioni. Addirittura Veltroni, nel suo discorso di accettazione della candidatura a segretario del Partito democratico ha affermato che occorre stipulare un patto per i giovani. Ma non sarà che il tanto parlarne non serva da alibi? Quel che è certo è che viviamo in un paese dove c’è fortissima una questione giovanile che si aggrava con il passare del tempo. (Segue)
Veltroni e il comunista
di Alfredo Reichlin
La novità e l'importanza di ciò che è avvenuto con la discesa in campo di Walter Veltroni consiste essenzialmente - mi pare - nel fatto che la costruzione di un partito davvero nuovo (cioè diverso da quelli attuali) ha compiuto un passo avanti serio. Non siamo più alla sommatoria di vecchi ceti politici. Veltroni ha cominciato a definire la fisionomia del nuovo partito. Una forza che si candida a governare una società moderna molto complessa e frammentata come quella italiana uscendo dai vecchi schemi dentro e indicando le condizioni possibili perché questo paese possa ricominciare a «stare insieme». Non c'entrano niente i buoni sentimenti. C'entra la consapevolezza di quali sfide stanno davanti alla nostra patria, e quindi, della necessità di un nuovo patto di cittadinanza. (Segue)
La novità e l'importanza di ciò che è avvenuto con la discesa in campo di Walter Veltroni consiste essenzialmente - mi pare - nel fatto che la costruzione di un partito davvero nuovo (cioè diverso da quelli attuali) ha compiuto un passo avanti serio. Non siamo più alla sommatoria di vecchi ceti politici. Veltroni ha cominciato a definire la fisionomia del nuovo partito. Una forza che si candida a governare una società moderna molto complessa e frammentata come quella italiana uscendo dai vecchi schemi dentro e indicando le condizioni possibili perché questo paese possa ricominciare a «stare insieme». Non c'entrano niente i buoni sentimenti. C'entra la consapevolezza di quali sfide stanno davanti alla nostra patria, e quindi, della necessità di un nuovo patto di cittadinanza. (Segue)
Una giornata tra Corleone e Bisacquino
1° LUGLIO 2007: DIARIO DAL CAMPO DI LAVORO DI CORLEONE. LA MATTINA A "CASA"-PROVENZANO, DI POMERIGGIO SUI LUOGHI DI PIO LA TORRE
A mezzogiorno del 1° luglio siamo andati alla conferenza stampa presso il municipio di Corleone. Arrivati in comune noi, i ragazzi americani, i soci della cooperativa e altri ragazzi legati al progetto abbiamo assistito alla discussione. Erano presenti oltre al Sindaco Iannazzo e a Calogero Parisi, il presidente della cooperativa, la Console Americana Nora Dempsey, Il vicepresidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia, la direttrice della Syracuse University di Firenze, e Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana. Dopo l’interessantissima conferenza, che si è conclusa con l’assegnazione delle chiavi della casa di Provenzano, come non dirigersi subito verso la pagina di storia contemporanea di antimafia sociale scritta il 1° luglio 2007 ?!
Una forte emozione che ha colpito tutti noi. Una casa che potrà ospitare circa 40 persone; un bene confiscato che ha qualcosa in più di un terreno, visto che sarà un punto fondamentale per questo progetto, poiché sarà adibita come base per i futuri campi di lavoro. Tornati dall’inaugurazione della nuova “casa” della cooperativa, ci siamo diretti in palestra per il pranzo dove oggi erano di “corvees” Claudia e Miriam che hanno preparato per noi due appetitose pietanze: macedonia e insalata, oltre a questo c’era pasta al forno con gli anellini. E siccome tra italiani e americani siamo delle buone forchette abbiamo fatto onore alla tavola imbandita. Ultimo saluto agli amici americani, e subito dopo il consueto riposo pomeridiano, siamo svegliati come al solito dal coordinatore, il nostro “boss” di soprassalto.
LA VISITA A BISACQUINO, NEI "LUOGHI" DI PIO LA TORRE
Quindi ci dirigiamo a Bisacquino, famosa località dell’antimafia, dove incontriamo il vicesindaco e alcuni giovani assessori del comune che ci portano a visitare i posti simbolo della storia dell’antimafia locale. I luoghi dove Pio La Torre organizzò la protesta dei contadini locali, contro l’arroganza e la prepotenza degli agrari. Abbiamo visitato il luogo dove nel 1950 ci fu uno scontro tra i contadini e le forze dell’ordine con una fitta sassaiola.
Terminata la meravigliosa visita del posto che comprendeva due musei del paese e la tentata (perché il lettore dvd si è bruciato) proiezione di un documentario su Pio La Torre, siamo rimasti a cena con tutti i ragazzi in una pizzeria locale.
A mezzogiorno del 1° luglio siamo andati alla conferenza stampa presso il municipio di Corleone. Arrivati in comune noi, i ragazzi americani, i soci della cooperativa e altri ragazzi legati al progetto abbiamo assistito alla discussione. Erano presenti oltre al Sindaco Iannazzo e a Calogero Parisi, il presidente della cooperativa, la Console Americana Nora Dempsey, Il vicepresidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia, la direttrice della Syracuse University di Firenze, e Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana. Dopo l’interessantissima conferenza, che si è conclusa con l’assegnazione delle chiavi della casa di Provenzano, come non dirigersi subito verso la pagina di storia contemporanea di antimafia sociale scritta il 1° luglio 2007 ?!Una forte emozione che ha colpito tutti noi. Una casa che potrà ospitare circa 40 persone; un bene confiscato che ha qualcosa in più di un terreno, visto che sarà un punto fondamentale per questo progetto, poiché sarà adibita come base per i futuri campi di lavoro. Tornati dall’inaugurazione della nuova “casa” della cooperativa, ci siamo diretti in palestra per il pranzo dove oggi erano di “corvees” Claudia e Miriam che hanno preparato per noi due appetitose pietanze: macedonia e insalata, oltre a questo c’era pasta al forno con gli anellini. E siccome tra italiani e americani siamo delle buone forchette abbiamo fatto onore alla tavola imbandita. Ultimo saluto agli amici americani, e subito dopo il consueto riposo pomeridiano, siamo svegliati come al solito dal coordinatore, il nostro “boss” di soprassalto.
LA VISITA A BISACQUINO, NEI "LUOGHI" DI PIO LA TORRE
Quindi ci dirigiamo a Bisacquino, famosa località dell’antimafia, dove incontriamo il vicesindaco e alcuni giovani assessori del comune che ci portano a visitare i posti simbolo della storia dell’antimafia locale. I luoghi dove Pio La Torre organizzò la protesta dei contadini locali, contro l’arroganza e la prepotenza degli agrari. Abbiamo visitato il luogo dove nel 1950 ci fu uno scontro tra i contadini e le forze dell’ordine con una fitta sassaiola.Terminata la meravigliosa visita del posto che comprendeva due musei del paese e la tentata (perché il lettore dvd si è bruciato) proiezione di un documentario su Pio La Torre, siamo rimasti a cena con tutti i ragazzi in una pizzeria locale.
Lettera aperta a Walter Veltroni
Caro Walter,la tua candidatura alla guida del Partito Democratico è stata giustamente accolta dall’opinione pubblica del nostro Paese come un’interessante novità politica. Il tuo invito al confronto civile anche tra le diverse posizioni politiche, è stato salutato positivamente dai cittadini italiani, stanchi di assistere allo starnazzare dei politici politicanti nei talk-show televisivi. Ti faccio i migliori auguri, quindi, convinto che un Partito Democratico guidato da te potrà dare una prospettiva diversa e migliore al nostro Paese.Ma, rispetto ai contenuti del tuo discorso, al Lingotto di Torino, mi permetto di farti due obiezioni. (Segue nel Blog di Dino Paternostro)
lunedì, luglio 02, 2007
A Pistoia c'è adesso un magazzino per la Cooperativa sociale "Lavoro e non Solo"
L'HANNO RESTAURATO I RAGAZZI DEL CAMPO DI LAVORO SICULO-TOSCANO, CHE SI E' CONCLUSO PROPRIO IERI. ECCO I DIARI E LA NOSTALGIA DI QUESI ULTIMI GIORNI...
28-29/06/07
Ciao a tutti...ci scusiamo per non aver fatto pervenire il diario di questi giorni, ma non abbiamo avuto il tempo materiale per scriverlo, ed anche adesso il tempo stringe, per cui vi facciamo un resoconto generale.
la cosa più importante è aver finito il magazzino: finalmente la Toscana avrà il suo centro di stoccaggio per i beni provenienti dai terreni confiscati alla mafia.
un'altra cosa importante è stata la tavola rotonda organizzata da "Libera" sulla tematica del lavoro nero e della sicurezza sul lavoro in Toscana.E' stato interessante sapere le statistiche sulle percentuali riguardanti la regolarità delle aziende dei lavoratori, grazie alla partecipazione del ispettore del lavoro. Inoltre i segretari delle categorie (edilizia e agricoltura)ci hanno informato sulle situazioni dei lavoratori nei loro settori.
Nella giornata del 29 a pranzo siamo stati ospiti del circolo ARCI "Bugiani", promotore di questo campo di lavoro. La sera si è svolta la "Cena della Legalità" organizzata dalla Coop, della quale il ricavato andrà a sostegno del campo. la serata è stata impreziosita dalla presenza degli sbandieratori del comitato cittadino della "Giostra dell'Orso", i quali ci hanno intrattenuto con una bella esibizione. Dopo cena , alla festa della CGIL, il compagno Frosini, durante il concerto, ci ha invitati sul palco, assieme ai rappresentanti dell'ANPI, per donarci un assegno di 500 euro destinati alla cooperativa "lavoro e non solo", e nello stesso tempo abbiamo ricevuto 725 euro dalla Coop.
Ciao... dai ragazzi del campo
PS: quasi ci dimenticavamo della cosa più importante di tutto... Abbiamo disputato una partita di calcio ad otto con una squadra semiprofessionista di Pistoia, penserete che ci abbiano stacciato!?! e invece no! Abbiamo giocato un'ottima partita e neanche noi ce lo aspettavamo ed anche se alla fine hanno vinto per un paio di goal noi ci siamo sicuramente fatti valere.....
30/06/06 - 01/07/07
Oggi è l'ultimo giorno....e basta guardare i nostri volti per capirlo.
Siamo andati a fare una passeggiata nel bosco, nella "Foresta del Teso" parte degli Appennini che divide la Toscana dall'Emilia. Il paesaggio era davvero spettacolare e avvolti dal silenzio della natura abbiamo riflettuto molto sull'importanza di questo campo. In questi luoghi appena sessant'anni fa si combatteva la lotta per la resistenza partigiana, abbiamo anche visto il monumento ai ragazzi caduti, ed oggi? la lotta non è ancora finita e siamo noi che la dobbiamo portare avanti.
A chiudere questo diario ci siamo noi ragazzi pistoiesi, perché ieri i nostri compagni corleonesi sono partiti per tornare nella loro stupenda Sicilia.
Noi siamo rimasti qui alla festa della CGIL, è stato più forte di noi, non riuscivamo a restare a casa. Adesso il campo è finito ma per noi rimarrà sempre, in fondo al nostro cuore e ci darà la grinta a la speranza quando ci sentiremo tristi e ci spingerà a lottare per le nostre idee ed i nostri valori, sempre, uniti....le emozioni stanno prendendo il sopravvento sulla razionalità ed anche se si potrebbero sprecare molte parole alla fine il concetto sarebbe uno, e da solo riesce ad esprimere tutto il senso del nostro campo: AL LAVORO E ALLA LOTTA
I ragazzi pistoiesi del campo
28-29/06/07Ciao a tutti...ci scusiamo per non aver fatto pervenire il diario di questi giorni, ma non abbiamo avuto il tempo materiale per scriverlo, ed anche adesso il tempo stringe, per cui vi facciamo un resoconto generale.
la cosa più importante è aver finito il magazzino: finalmente la Toscana avrà il suo centro di stoccaggio per i beni provenienti dai terreni confiscati alla mafia.
un'altra cosa importante è stata la tavola rotonda organizzata da "Libera" sulla tematica del lavoro nero e della sicurezza sul lavoro in Toscana.E' stato interessante sapere le statistiche sulle percentuali riguardanti la regolarità delle aziende dei lavoratori, grazie alla partecipazione del ispettore del lavoro. Inoltre i segretari delle categorie (edilizia e agricoltura)ci hanno informato sulle situazioni dei lavoratori nei loro settori.
Nella giornata del 29 a pranzo siamo stati ospiti del circolo ARCI "Bugiani", promotore di questo campo di lavoro. La sera si è svolta la "Cena della Legalità" organizzata dalla Coop, della quale il ricavato andrà a sostegno del campo. la serata è stata impreziosita dalla presenza degli sbandieratori del comitato cittadino della "Giostra dell'Orso", i quali ci hanno intrattenuto con una bella esibizione. Dopo cena , alla festa della CGIL, il compagno Frosini, durante il concerto, ci ha invitati sul palco, assieme ai rappresentanti dell'ANPI, per donarci un assegno di 500 euro destinati alla cooperativa "lavoro e non solo", e nello stesso tempo abbiamo ricevuto 725 euro dalla Coop.
Ciao... dai ragazzi del campo
PS: quasi ci dimenticavamo della cosa più importante di tutto... Abbiamo disputato una partita di calcio ad otto con una squadra semiprofessionista di Pistoia, penserete che ci abbiano stacciato!?! e invece no! Abbiamo giocato un'ottima partita e neanche noi ce lo aspettavamo ed anche se alla fine hanno vinto per un paio di goal noi ci siamo sicuramente fatti valere.....
30/06/06 - 01/07/07
Oggi è l'ultimo giorno....e basta guardare i nostri volti per capirlo.
Siamo andati a fare una passeggiata nel bosco, nella "Foresta del Teso" parte degli Appennini che divide la Toscana dall'Emilia. Il paesaggio era davvero spettacolare e avvolti dal silenzio della natura abbiamo riflettuto molto sull'importanza di questo campo. In questi luoghi appena sessant'anni fa si combatteva la lotta per la resistenza partigiana, abbiamo anche visto il monumento ai ragazzi caduti, ed oggi? la lotta non è ancora finita e siamo noi che la dobbiamo portare avanti.
A chiudere questo diario ci siamo noi ragazzi pistoiesi, perché ieri i nostri compagni corleonesi sono partiti per tornare nella loro stupenda Sicilia.
Noi siamo rimasti qui alla festa della CGIL, è stato più forte di noi, non riuscivamo a restare a casa. Adesso il campo è finito ma per noi rimarrà sempre, in fondo al nostro cuore e ci darà la grinta a la speranza quando ci sentiremo tristi e ci spingerà a lottare per le nostre idee ed i nostri valori, sempre, uniti....le emozioni stanno prendendo il sopravvento sulla razionalità ed anche se si potrebbero sprecare molte parole alla fine il concetto sarebbe uno, e da solo riesce ad esprimere tutto il senso del nostro campo: AL LAVORO E ALLA LOTTA
I ragazzi pistoiesi del campo
A Corleone, la casa confiscata al boss Bernardo Provenzano è stata affidata alla coop antimafia
IL SINDACO NINO IANNAZZO HA CONSEGNATO LE CHIAVI DELLA CASA DI CORTILE COLLETTI ALLA COOP "LAVORO E NON SOLO", DOPO LA CONFERENZA STAMPA NELLA SALA CONSILIARE, ALLA QUALE HANNO PARTECIPATO IL CONSOLE AMERICANO NORA DEMPSEY, LA DIRETTRICE DELLA "SYRACUSE UNIVERSITY BARBARA DEIMLING, L'ON. GIUSEPPE LUMIA E IL VICE-PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA FEDERICO GELLI
CORLEONE – I tanti giovani toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché
dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. CORLEONE – I tanti ragazzi toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando
loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. «La nostra è una università americana - ha detto - ma siccome opera a Firenze, in Italia, abbiamo ritenuto giusto che i nostri ragazzi s'impegnassero in percorsi educativi, calandosi nel contesto socio-culturale del Paese che ci ospita. I risultati di questi campi, come mi hanno confermato i ragazzi, sono straordinari». «Il percorso portato avanti in questi anni - ha sottolineato Maurizio Pascucci - è stato faticoso e difficile, ma valeva la pena impegnarsi. Stiamo facendo un'esperienza di antimafia sociale che non ha eguali nel mondo. Un'esperienza che ci sta facendo crescere e che sta avvicinando i giovani alle istituzioni. Abbiamo cominciato con 80 ragazzi, che l'anno dopo sono diventati 200 e quest'anno oltre 350. E poi dicono che i giovani sono apatici e non vogliono impegnarsi seriamente...».
Venerdì sera, il console Nora Dempsey aveva voluto rendere omaggio alla memoria di Placido Rizzotto, il sindacalista assassinato dalla mafia nel ’48, visitando la Camera del lavoro di Corleone, che porta il suo nome. Un gesto “forte”, perché è stata la “prima volta” di un diplomatico americano nei locali della Cgil.
CORLEONE – I tanti giovani toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché
dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. CORLEONE – I tanti ragazzi toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando
loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. «La nostra è una università americana - ha detto - ma siccome opera a Firenze, in Italia, abbiamo ritenuto giusto che i nostri ragazzi s'impegnassero in percorsi educativi, calandosi nel contesto socio-culturale del Paese che ci ospita. I risultati di questi campi, come mi hanno confermato i ragazzi, sono straordinari». «Il percorso portato avanti in questi anni - ha sottolineato Maurizio Pascucci - è stato faticoso e difficile, ma valeva la pena impegnarsi. Stiamo facendo un'esperienza di antimafia sociale che non ha eguali nel mondo. Un'esperienza che ci sta facendo crescere e che sta avvicinando i giovani alle istituzioni. Abbiamo cominciato con 80 ragazzi, che l'anno dopo sono diventati 200 e quest'anno oltre 350. E poi dicono che i giovani sono apatici e non vogliono impegnarsi seriamente...».Venerdì sera, il console Nora Dempsey aveva voluto rendere omaggio alla memoria di Placido Rizzotto, il sindacalista assassinato dalla mafia nel ’48, visitando la Camera del lavoro di Corleone, che porta il suo nome. Un gesto “forte”, perché è stata la “prima volta” di un diplomatico americano nei locali della Cgil.
LE FOTO. Dall'alto: Calogero Parisi apre il portoncino della casa confiscata al boss Provenzano; un momento dell'intervento del console Nora Dempsey nella sala consiliare; il console nel salone della Cgil con Dino Paternostro.
I ragazzi dei campi di lavoro hanno trovato casa
di DINO PATERNOSTRO
La visita a Corleone del console americano di Firenze, della direttrice della Syracuse University e del vice-presidente della Regione Toscana ha acceso ancora una volta i riflettori sulla nostra città. E li ha accesi positivamente, per sottolineare che, se Corleone apre le porte al “mondo”, il “mondo” è pronto a darle fiducia. D’altra parte, gli illustri ospiti sono arrivati nella nostra città, dopo che essa ha saputo avviare concretamente percorsi di legalità, attraverso i tanti campi di lavoro, sperimentati dalla coop “Lavoro e non solo”, dall’Arci, col pieno sostegno della Cgil. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
La visita a Corleone del console americano di Firenze, della direttrice della Syracuse University e del vice-presidente della Regione Toscana ha acceso ancora una volta i riflettori sulla nostra città. E li ha accesi positivamente, per sottolineare che, se Corleone apre le porte al “mondo”, il “mondo” è pronto a darle fiducia. D’altra parte, gli illustri ospiti sono arrivati nella nostra città, dopo che essa ha saputo avviare concretamente percorsi di legalità, attraverso i tanti campi di lavoro, sperimentati dalla coop “Lavoro e non solo”, dall’Arci, col pieno sostegno della Cgil. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
Per salvare l'ospedale, adesso unità e coerenza
di DINO PATERNOSTRO
Bisogna dare atto che il consiglio comunale di Corleone, votando all’unanimità il documento a difesa dell’ospedale, ha dato una buona dimostrazione di unità civica. E non era scontato. Il rischio, infatti, era che prevalessero gli interessi di parte: nella fattispecie, gli interessi dei consiglieri comunali (la stragrande maggioranza) legati politicamente al carro del centrodestra, che una qualche responsabilità ce l’ha nel tentativo in atto di ridimensionare (col rischio che, fra qualche anno, si arrivi alla chiusura) un presidio ospedaliero antico di secoli, al servizio di una popolazione di almeno 40-50 mila abitanti. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
Bisogna dare atto che il consiglio comunale di Corleone, votando all’unanimità il documento a difesa dell’ospedale, ha dato una buona dimostrazione di unità civica. E non era scontato. Il rischio, infatti, era che prevalessero gli interessi di parte: nella fattispecie, gli interessi dei consiglieri comunali (la stragrande maggioranza) legati politicamente al carro del centrodestra, che una qualche responsabilità ce l’ha nel tentativo in atto di ridimensionare (col rischio che, fra qualche anno, si arrivi alla chiusura) un presidio ospedaliero antico di secoli, al servizio di una popolazione di almeno 40-50 mila abitanti. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
sabato, giugno 30, 2007
Sott'accusa la politica sanitaria dell'Ausl 6. Penalizza l'ospedale di Corleone!
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE HA APPROVATO UN DURO DOCUMENTO E CHIEDE CHE SI APRA UN TAVOLO DI TRATTATIVA CON IL MANAGER DELL'AUSL 6 IACOLINO E L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' LAGALLA
CORLEONE – E infine, venerdì sera, il consiglio comunale di Corleone ha approvato all’unanimità un documento di dura critica nei confronti delle scelte di politica sanitaria dell’Ausl 6 di Palermo, condiviso anche dal sindaco Nino Iannazzo e dalla sua giunta. Un “miracolo” reso possibile dalla preoccupazione, comune a tutte le forze politiche, che il dott. Salvatore Iacolino, manager dell’Ausl 6, pur di contenere la spesa sanitaria, sembra «prediligere percorsi di forte ridimensionamento delle strutture ospedaliere e territoriali, come per esempio l'Ospedale di Palazzo Adriano e alcune Guardie Mediche, senza dare seguito al promesso potenziamento di altre strutture ritenute strategiche, quali l'Ospedale Bianchi di Corleone e la sanità territoriale della zona del Corleonese». Certamente, è necessario contenere la spesa, ma attraverso l’eliminazione degli sprechi, non riducendo drasticamente i servizi sanitari essenziali per le popolazioni delle zone interne come quella del Corleonese, hanno sottolineato i consiglieri comunali che sono intervenuti al dibattito. Sott’accusa sono la delibera del Direttore Generale dell’Asl 6, con cui il Presidio Ospedaliero di Corleone è stato “aggregato” al Presidio di Partinico, limitandone drasticamente l’autonomia funzionale, e la proposta di delibera con cui pensa di trasformare in Unità Operative Semplici di tutte le Unità Operative Complesse dell’Ospedale di Corleone.
«Non ci stiamo ad assistere alla graduale trasformazione dell’ospedale di Corleone in un… presidio di guardia medica», hanno detto diversi consiglieri. Da qui la richiesta «al Direttore Generale dell’Asl 6 e all’Assessore Regionale alla Sanità di rivedere radicalmente gli indirizzi di politica sanitaria nel territorio del Corleonese, potenziando al massimo il ruolo e le strutture del P.O. di Corleone e del Distretto Sanitario, e accogliendo le specifiche proposte delle Organizzazioni Sindacali e degli Operatori Sanitari». In particolare, il consiglio comunale di Corleone ha chiesto «anche la revoca della delibera di “aggregazione” del P.O. di Corleone al P.O. di Partinico e il mantenimento di tutte le Unità Operative Complesse».
Adesso, una copia del documento approvato verrà inviata a tutti i sindaci del Distretto e, contemporaneamente, sarà avanzata la richiesta di attivazione di un “tavolo” di discussione tra l’Ausl 6, l’Assessorato alla Sanità, gli enti locali interessati, le organizzazioni sindacali e gli operatori sanitari, con l’obiettivo di modificare radicalmente gli indirizzi di politica sanitaria nella zona del Corleone. «In mancanza di risposte concrete – conclude il documento approvato venerdì sera – si metteranno in atto tutte le iniziative politico-istituzionali utili per la difesa e il potenziamento delle strutture sanitarie nel territorio».
30 giugno 2007
CORLEONE – E infine, venerdì sera, il consiglio comunale di Corleone ha approvato all’unanimità un documento di dura critica nei confronti delle scelte di politica sanitaria dell’Ausl 6 di Palermo, condiviso anche dal sindaco Nino Iannazzo e dalla sua giunta. Un “miracolo” reso possibile dalla preoccupazione, comune a tutte le forze politiche, che il dott. Salvatore Iacolino, manager dell’Ausl 6, pur di contenere la spesa sanitaria, sembra «prediligere percorsi di forte ridimensionamento delle strutture ospedaliere e territoriali, come per esempio l'Ospedale di Palazzo Adriano e alcune Guardie Mediche, senza dare seguito al promesso potenziamento di altre strutture ritenute strategiche, quali l'Ospedale Bianchi di Corleone e la sanità territoriale della zona del Corleonese». Certamente, è necessario contenere la spesa, ma attraverso l’eliminazione degli sprechi, non riducendo drasticamente i servizi sanitari essenziali per le popolazioni delle zone interne come quella del Corleonese, hanno sottolineato i consiglieri comunali che sono intervenuti al dibattito. Sott’accusa sono la delibera del Direttore Generale dell’Asl 6, con cui il Presidio Ospedaliero di Corleone è stato “aggregato” al Presidio di Partinico, limitandone drasticamente l’autonomia funzionale, e la proposta di delibera con cui pensa di trasformare in Unità Operative Semplici di tutte le Unità Operative Complesse dell’Ospedale di Corleone.«Non ci stiamo ad assistere alla graduale trasformazione dell’ospedale di Corleone in un… presidio di guardia medica», hanno detto diversi consiglieri. Da qui la richiesta «al Direttore Generale dell’Asl 6 e all’Assessore Regionale alla Sanità di rivedere radicalmente gli indirizzi di politica sanitaria nel territorio del Corleonese, potenziando al massimo il ruolo e le strutture del P.O. di Corleone e del Distretto Sanitario, e accogliendo le specifiche proposte delle Organizzazioni Sindacali e degli Operatori Sanitari». In particolare, il consiglio comunale di Corleone ha chiesto «anche la revoca della delibera di “aggregazione” del P.O. di Corleone al P.O. di Partinico e il mantenimento di tutte le Unità Operative Complesse».
Adesso, una copia del documento approvato verrà inviata a tutti i sindaci del Distretto e, contemporaneamente, sarà avanzata la richiesta di attivazione di un “tavolo” di discussione tra l’Ausl 6, l’Assessorato alla Sanità, gli enti locali interessati, le organizzazioni sindacali e gli operatori sanitari, con l’obiettivo di modificare radicalmente gli indirizzi di politica sanitaria nella zona del Corleone. «In mancanza di risposte concrete – conclude il documento approvato venerdì sera – si metteranno in atto tutte le iniziative politico-istituzionali utili per la difesa e il potenziamento delle strutture sanitarie nel territorio».
30 giugno 2007
NELLA FOTO: Un momento della seduta del consiglio comunale di Corleone
Il Consiglio comunale: "Non vogliamo l'accorpamento con Partinico!"
ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO SUI PROBLEMI DELL'OSPEDALE, APPROVATO ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE
Esprime seria preoccupazione per il futuro dell'assistenza sanitaria ai cittadini del Corleonese e delle aree territoriali limitrofe. Infatti, le scelte politico-programmatiche della Direzione Generale dell'Azienda Sanitaria Locale n. 6 di Palermo, nell'ottica del contenimento della spesa sanitaria, sembrano prediligere percorsi di forte ridimensionamento delle strutture ospedaliere e territoriali, come per esempio l'Ospedale di Palazzo Adriano e alcune Guardie Mediche, senza dare seguito al promesso potenziamento di altre strutture ritenute strategiche, quali l'Ospedale Bianchi di Corleone e la sanità territoriale della zona del Corleonese. Anzi, con una delibera del Direttore Generale dell’Asl 6 dello scorso dicembre, lo stesso Presidio Ospedaliero di Corleone è stato “aggregato” al Presidio Ospedaliero di Partinico, riducendone l’autonomia funzionale, ed esiste una proposta di delibera dell’Azienda per la trasformazione in Unità Operative Semplici di tutte le Unità Operative Complesse dell’Ospedale di Corleone.
Già le organizzazioni sindacali, il personale sanitario dell’Ospedale e del Distretto di Corleone e il Comitato dei Sindaci del Distretto Socio-sanitario D40 hanno espresso la loro preoccupazione per la situazione determinatasi, approvando un dettagliato documento che il Consiglio Comunale di Corleone nella sostanza condivide.
In particolare:
- Si rileva che l'Ospedale di Corleone è già stato depotenziato dall'abolizione dell'Ortopedia;
- Nonostante la presenza di 4 medici di Pediatria, non è stata ancora attivata l 'Unità Operativa Semplice con n. 4 posti-letto per il ricovero di bambini. In atto, infatti, esistono solo culle-nido, nell'ambito della divisione di ginecologia. Tale grave carenza assistenziale per i bambini del territorio (su cui incide una popolazione di circa 50.000 abitanti), deve essere rapidamente risolta, tramite il reperimento di almeno n. 6 infermieri e un altro pediatra, al fine di garantire i turni assistenziali nelle 24 ore.
- Al Servizio di Pronto Soccorso mancano almeno due unità mediche di cardiologia al fine di garantire le urgenze nelle 24 ore (gli accidenti cardio-vascolari sono, infatti, la prima causa di morte), più almeno altri 2 medici di pronto soccorso;
- Necessitano altri 2 ginecologi per completare la pianta organica, tenuto conto, fra l 'altro, che in atto n. 2 unità mediche rivestono importanti cariche elettive, che riducono la loro presenza in servizio;
- Sono in servizio presso il reparto di radiologia n. 3 dirigenti medici, di cui uno esonerato dalle reperibilità, su n. 8 previsti in pianta organica.
- Sono in servizio presso il reparto di psichiatria n. 2 dirigenti medici su n. 8 previsti in pianta organica.
- Per raggiungere adeguati livelli assistenziali, a regime sono indispensabili altre 27 figure professionali di Operatori Socio Sanitari (O.S.S.) e altri 11 infermieri (di cui 6 per la pediatria e 5 per il pronto soccorso). In atto tale carenza causa serie disfunzioni organizzativo-assistenziali.
Per quanto riguarda gli aspetti strutturali:
1) la sala operatoria della chirurgia, dopo mesi di lavori di ristrutturazione, non è ancora utilizzabile, per cui gli interventi vengono effettuati nella sala operatoria della ginecologia, con gravi disagi per gli operatori e per i pazienti. 2) i locali della nuova ala, i cui lavori di ristrutturazione sono stati recentemente ultimati, non sono ancora stati consegnati per la mancanza dei collaudi degli impianti.
3 ) Il progetto di ristrutturazione e completamento dei restanti locali dell'ospedale (già finanziato con 8 mil di euro ), benché esecutivo, non è stato ancora assegnato con gara.
Per quanto riguarda i servizi territoriali:
1) Sembra essersi arenato il progetto di costruzione della sede del Distretto e dei Poliambulatori di Corleone (doveva sorgere nell’area ex Casa del Fanciullo).
2) Le ambulanze del 118 sono sprovviste dell'infermiere (Corleone) e non è opportunamente medicalizzata (Bisacquino ), per cui i pazienti non ricevono adeguata assistenza in regime di emergenza-urgenza.
3) Nell'ambito del distretto sanitario mancano diverse attrezzature diagnostiche ripetutamente richieste (come l'ecografo multifunzionale e gli ulteriori riuniti odontoiatrico e otorinolaringoiatrico. Inoltre sono necessarie ore aggiuntive per le branche specialistiche.
4) mancano attrezzature informatiche e arredi.
5) E' necessario reperire i finanziamenti per il completamento dell'ambulatorio di Giuliana.
5) Necessita la riapertura dell'ambulatorio della fisioterapia di Corleone.
6) Si sottolinea infine la drammatica situazione in cui versa il SERT distrettuale, per la grave carenza di personale medico e non medico, a fronte di notevoli esigenze correlate al sempre maggiore uso di droghe nella popolazione giovanile locale, come emerso da una recente operazione della magistratura e della polizia.
Già le organizzazioni sindacali, il personale sanitario dell’Ospedale e del Distretto di Corleone e il Comitato dei Sindaci del Distretto Socio-sanitario D40 hanno espresso la loro preoccupazione per la situazione determinatasi, approvando un dettagliato documento che il Consiglio Comunale di Corleone nella sostanza condivide.
In particolare:
- Si rileva che l'Ospedale di Corleone è già stato depotenziato dall'abolizione dell'Ortopedia;
- Nonostante la presenza di 4 medici di Pediatria, non è stata ancora attivata l 'Unità Operativa Semplice con n. 4 posti-letto per il ricovero di bambini. In atto, infatti, esistono solo culle-nido, nell'ambito della divisione di ginecologia. Tale grave carenza assistenziale per i bambini del territorio (su cui incide una popolazione di circa 50.000 abitanti), deve essere rapidamente risolta, tramite il reperimento di almeno n. 6 infermieri e un altro pediatra, al fine di garantire i turni assistenziali nelle 24 ore.
- Al Servizio di Pronto Soccorso mancano almeno due unità mediche di cardiologia al fine di garantire le urgenze nelle 24 ore (gli accidenti cardio-vascolari sono, infatti, la prima causa di morte), più almeno altri 2 medici di pronto soccorso;
- Necessitano altri 2 ginecologi per completare la pianta organica, tenuto conto, fra l 'altro, che in atto n. 2 unità mediche rivestono importanti cariche elettive, che riducono la loro presenza in servizio;
- Sono in servizio presso il reparto di radiologia n. 3 dirigenti medici, di cui uno esonerato dalle reperibilità, su n. 8 previsti in pianta organica.
- Sono in servizio presso il reparto di psichiatria n. 2 dirigenti medici su n. 8 previsti in pianta organica.
- Per raggiungere adeguati livelli assistenziali, a regime sono indispensabili altre 27 figure professionali di Operatori Socio Sanitari (O.S.S.) e altri 11 infermieri (di cui 6 per la pediatria e 5 per il pronto soccorso). In atto tale carenza causa serie disfunzioni organizzativo-assistenziali.
Per quanto riguarda gli aspetti strutturali:
1) la sala operatoria della chirurgia, dopo mesi di lavori di ristrutturazione, non è ancora utilizzabile, per cui gli interventi vengono effettuati nella sala operatoria della ginecologia, con gravi disagi per gli operatori e per i pazienti. 2) i locali della nuova ala, i cui lavori di ristrutturazione sono stati recentemente ultimati, non sono ancora stati consegnati per la mancanza dei collaudi degli impianti.
3 ) Il progetto di ristrutturazione e completamento dei restanti locali dell'ospedale (già finanziato con 8 mil di euro ), benché esecutivo, non è stato ancora assegnato con gara.
Per quanto riguarda i servizi territoriali:
1) Sembra essersi arenato il progetto di costruzione della sede del Distretto e dei Poliambulatori di Corleone (doveva sorgere nell’area ex Casa del Fanciullo).
2) Le ambulanze del 118 sono sprovviste dell'infermiere (Corleone) e non è opportunamente medicalizzata (Bisacquino ), per cui i pazienti non ricevono adeguata assistenza in regime di emergenza-urgenza.
3) Nell'ambito del distretto sanitario mancano diverse attrezzature diagnostiche ripetutamente richieste (come l'ecografo multifunzionale e gli ulteriori riuniti odontoiatrico e otorinolaringoiatrico. Inoltre sono necessarie ore aggiuntive per le branche specialistiche.
4) mancano attrezzature informatiche e arredi.
5) E' necessario reperire i finanziamenti per il completamento dell'ambulatorio di Giuliana.
5) Necessita la riapertura dell'ambulatorio della fisioterapia di Corleone.
6) Si sottolinea infine la drammatica situazione in cui versa il SERT distrettuale, per la grave carenza di personale medico e non medico, a fronte di notevoli esigenze correlate al sempre maggiore uso di droghe nella popolazione giovanile locale, come emerso da una recente operazione della magistratura e della polizia.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE
Alla luce delle superiori considerazioni, chiede al Direttore Generale dell’Asl 6 e all’Assessore Regionale alla Sanità di rivedere radicalmente gli indirizzi di politica sanitaria nel territorio del Corleonese, potenziando al massimo il ruolo e le strutture del P.O. di Corleone e del Distretto Sanitario, e accogliendo le specifiche proposte delle Organizzazioni Sindacali e degli Operatori Sanitari, sopra sintetizzate.
In particolare, chiede anche la revoca della delibera di “aggregazione” del P.O. di Corleone al P.O. di Partinico e il mantenimento di tutte le Unità Operative Complesse.
In mancanza di risposte concrete, metterà in atto tutte le iniziative politico-istituzionali utili per la difesa e il potenziamento delle strutture sanitarie nel territorio.
30 giugno 2007
NELLA FOTO: Il municipio di Corleone
I campi di lavoro: un'esperienza indimenticabile!

Un ciao a voi amici carissimi. Vi mando una mia fotina fatta qualche giorno fa a Corleone. Adesso due righe su come è andata. Si è trattata di una seconda esperienza indimenticabile. L'anno scorso era stato contraddistinto dalla novità: Corleone sconosciuta, sospettosa e difficile (per tante difficoltà incontrate durante i 16 gg). Ma anche l'inizio di una amicizia che si è poi consolidata con gli amici della cooperativa Lavoro e non solo, con i ragazzi dell'Arci di Corleone e con Dino della Camera del lavoro. La natura e la terra dei campi hanno fatto da vitamina. Ti alzi alle 5.30, alle 7.00 sei pronto con la zappa in mano, il sudore e la fatica aumentano, ma non hai tempo per rendertene conto. Intanto la testa si libera di tutte le minchiate che porti dalla città e riscopri la vera natura dell'essere umano. Quest'anno è stato un po' come tornare a casa, riconoscere i luoghi, lepersone, gli amici, le loro abitudini, i loro tempi, le nuove e vecchie difficoltà. E, insieme a tutto questo, c'è stata la condivisione dell'esperienza sia con un gruppo di amici di Firenze, in veste di volontari e non di amici di città, con i quali sono stata benissimo nella buona e nella cattiva sorte (utili anche i momenti di crisi), sia la condivisione dell'esperienza con i ragazzi giovani di un altro gruppo coordinati da Marco (età media 18anni) anche loro toscani: bello vedere la loro luce negli occhi, la luce di chi crede che si debba fare qualcosa per tutti, quegli occhi buoni di chi le meschinerie non ci arriva a concepirle, ma che poi ti sorprendono con la risposta giusta "quella più giusta" rispetto alle nostre, perchè dettata da un cuore pulito e sincero.
UNICA l'esperienza di andare nella casa di Peppino Impastato (per chi ha visto I 100 passi), i suoi amici, ora sulla sessantina, che lavorarono con lui a RADIO OUT ci hanno rilasciato una ricchissima testimonianza. Tuttora vive dentro di me l'emozione di quel momento. Peppino ci ha lasciato scritto: "Nessuno ci vendicherà. La nostra pena non avrà testimoni. "Non è vero, noi ti ricordiamo e ti diciamo GRAZIE PEPPINO per tutto quello che hai fatto sacrificando la tua vita. Ora vi saluto, per chi ne volesse sapere di più di questo progetto ARCI-LIBERA, non ha che da farmelo sapere ed io sarò più che disponibile per raccontarvi. Ancora un caldo abbraccio a tutti.
Matilde da Firenze
Matilde da Firenze
Il trattore "Pio La Torre" adesso è arrivato sui terreni confiscati alla mafia di Corleone

E' stato acquistato dalla Sinistra Giovanile toscana, con il ricavato di tante "cene della legalità", per donarlo alla coop sociale "Lavoro e non Solo" di Corleone
Ecco il trattore donato dalla Sinistra Giovanile Toscana alla Coop Lavoro e Non Solo. In questo caso la politica diviene strumento concreto di "lavoro" antimafia. E poi ... il tutto in ricordo di Pio La Torre, ucciso il 30 aprile 1982 dalla mafia per aver promosso una legge che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi. Quindi siamo difronte ad un modo moderno di far politica che non intende disperdere i fatti e le azioni del passato!
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
Il console U.S.A. di Firenze Nora Dempsey a Corleone: "La lotta per la legalità non ha frontiere: è lotta per la libertà e la democrazia"
E' STATA LA "PRIMA VOLTA" DI UN DIPLOMATICO AMERICANO A CORLEONE, LA “PRIMA VOLTA” DI UN CONSOLE U.S.A. NEI LOCALI DELLA CGIL. DINO PATERNOSTRO: "PER NOI E' UN GRANDE ONORE OSPITARLA NELLA CAMERA DEL LAVORO INTITOLATA A PLACIDO RIZZOTTO, CHE LA MAFIA UCCISE 59 ANNI FA"
«Sono molto contenta di essere qui con voi, del grande calore umano con cui mi avete accolta. Sono qui per testimoniare la condivisione e il sostegno degli Stati Uniti d’America per il vostro impegno e la vostra attività, che mira a strappare alla criminalità mafiosa i beni acquisiti illegalmente. La lotta per la legalità è la lotta per la democrazia e la libertà. Questa lotta deve vederci tutti uniti, senza frontiere, a prescindere dalle esperienze culturali diverse di ciascuno di noi. Sono orgogliosa che i nostri studenti americani della Syracuse University of Florence abbiano scelto di impegnarsi qui, in terra di Sicilia, accanto ai giovani toscani e ai giovani della cooperativa “Lavoro e non solo” per coltivare i terreni confiscati alle mafie. Siete la dimostrazione concreta dei grandi slanci ideali di cui sono capaci le nuove generazioni. Grazie a tutti». Con queste parole la signora Nora Dempsey, console generale degli Stati Uniti a Firenze, ha salutato venerdì sera tutti i partecipanti all’incontro nei locali della Camera del lavoro di Corleone. Ad ascoltarla c’erano gli studenti della “Syracuse University” e alcuni loro insegnanti, i ragazzi toscani dei campi di lavoro, i soci della coop “Lavoro e non solo” e il loro presidente Calogero Parisi, il coordinatore del progetto “Liberarci dalle spine” Maurizio Pascucci e il segretario della Camera del lavoro, Dino Paternostro. Era stato proprio Paternostro ad introdurre l’incontro, dando un caloroso benvenuto alla signora Dempsey. «La sua presenza qui
da noi, nei locali della Camera del lavoro, è un grande onore ed un grande incoraggiamento. Ci fa capire che insieme ed uniti possiamo sperare davvero di battere la mafia e di costruire un futuro migliore. Questa Camera del lavoro è intitolata a Placido Rizzotto, un sindacalista corleonese assassinato dalla mafia nel 1948. Noi oggi ne vogliamo onorare la memoria e ci sforziamo di continuarne l'impegno». «Se tre anni fa mi avessero detto che i campi di lavoro, che abbiamo inventato con Maurizio Pascucci, avrebbero raggiunto risultati così importanti, fino a registrare la presenza di gruppi di studenti americani e del loro console, non ci avrei creduto. Invece, è vero. Questi risultati positivi sono una realtà ed io non posso che ringraziarvi tutti», ha aggiunto Calogero Parisi. «Devo confessare – ha detto, infine, Pascucci – che per uno come me, abituato a manifestare contro gli americani, è strano trovarmi qui col console degli Stati Uniti a Firenze. Ma devo dare atto che contano i fatti, più che i pregiudizi ideologici. Ed i fatti dimostrano che l’antimafia sociale e il sostegno alle cooperative che gestiscono i terreni confiscati a Cosa Nostra hanno trovato nuovi autorevoli compagni di strada, come la Syracuse University di Firenze e il console generale Nora Dempsey».
Dopo questo breve scambio di saluti, la Camera del lavoro ha offerto un piccolo rinfresco a base di patatine, salatini, aperitivo ed aranciata. Infine, i saluti e l’arrivederci a domenica mattina, nei locali della sala consiliare del comune di Corleone per la conferenza stampa. E’ finita così la “prima volta” di un console americano a Corleone, la “prima volta” di un diplomatico U.S.A. nei locali della Cgil. Un’esperienza forte e significativa, voluta dalla signora Dempsey, dall’Arci, dalla coop “Lavoro e non solo” e dal sindacato. Da oggi, anche a Corleone e in Sicilia, la lotta alla mafia e l’impegno a produrre pomodori, grano, uva, ceci, melanzane, lenticchie e fichi d'india (tutti prodotti con una vitamina in più, la vitamina “L” della Legalità, sono una lotta ed un impegno senza frontiere. Non è cosa da poco.
30 giugno 2007
«Sono molto contenta di essere qui con voi, del grande calore umano con cui mi avete accolta. Sono qui per testimoniare la condivisione e il sostegno degli Stati Uniti d’America per il vostro impegno e la vostra attività, che mira a strappare alla criminalità mafiosa i beni acquisiti illegalmente. La lotta per la legalità è la lotta per la democrazia e la libertà. Questa lotta deve vederci tutti uniti, senza frontiere, a prescindere dalle esperienze culturali diverse di ciascuno di noi. Sono orgogliosa che i nostri studenti americani della Syracuse University of Florence abbiano scelto di impegnarsi qui, in terra di Sicilia, accanto ai giovani toscani e ai giovani della cooperativa “Lavoro e non solo” per coltivare i terreni confiscati alle mafie. Siete la dimostrazione concreta dei grandi slanci ideali di cui sono capaci le nuove generazioni. Grazie a tutti». Con queste parole la signora Nora Dempsey, console generale degli Stati Uniti a Firenze, ha salutato venerdì sera tutti i partecipanti all’incontro nei locali della Camera del lavoro di Corleone. Ad ascoltarla c’erano gli studenti della “Syracuse University” e alcuni loro insegnanti, i ragazzi toscani dei campi di lavoro, i soci della coop “Lavoro e non solo” e il loro presidente Calogero Parisi, il coordinatore del progetto “Liberarci dalle spine” Maurizio Pascucci e il segretario della Camera del lavoro, Dino Paternostro. Era stato proprio Paternostro ad introdurre l’incontro, dando un caloroso benvenuto alla signora Dempsey. «La sua presenza qui
da noi, nei locali della Camera del lavoro, è un grande onore ed un grande incoraggiamento. Ci fa capire che insieme ed uniti possiamo sperare davvero di battere la mafia e di costruire un futuro migliore. Questa Camera del lavoro è intitolata a Placido Rizzotto, un sindacalista corleonese assassinato dalla mafia nel 1948. Noi oggi ne vogliamo onorare la memoria e ci sforziamo di continuarne l'impegno». «Se tre anni fa mi avessero detto che i campi di lavoro, che abbiamo inventato con Maurizio Pascucci, avrebbero raggiunto risultati così importanti, fino a registrare la presenza di gruppi di studenti americani e del loro console, non ci avrei creduto. Invece, è vero. Questi risultati positivi sono una realtà ed io non posso che ringraziarvi tutti», ha aggiunto Calogero Parisi. «Devo confessare – ha detto, infine, Pascucci – che per uno come me, abituato a manifestare contro gli americani, è strano trovarmi qui col console degli Stati Uniti a Firenze. Ma devo dare atto che contano i fatti, più che i pregiudizi ideologici. Ed i fatti dimostrano che l’antimafia sociale e il sostegno alle cooperative che gestiscono i terreni confiscati a Cosa Nostra hanno trovato nuovi autorevoli compagni di strada, come la Syracuse University di Firenze e il console generale Nora Dempsey».Dopo questo breve scambio di saluti, la Camera del lavoro ha offerto un piccolo rinfresco a base di patatine, salatini, aperitivo ed aranciata. Infine, i saluti e l’arrivederci a domenica mattina, nei locali della sala consiliare del comune di Corleone per la conferenza stampa. E’ finita così la “prima volta” di un console americano a Corleone, la “prima volta” di un diplomatico U.S.A. nei locali della Cgil. Un’esperienza forte e significativa, voluta dalla signora Dempsey, dall’Arci, dalla coop “Lavoro e non solo” e dal sindacato. Da oggi, anche a Corleone e in Sicilia, la lotta alla mafia e l’impegno a produrre pomodori, grano, uva, ceci, melanzane, lenticchie e fichi d'india (tutti prodotti con una vitamina in più, la vitamina “L” della Legalità, sono una lotta ed un impegno senza frontiere. Non è cosa da poco.
30 giugno 2007
FOTO. Dall'alto: Nora Dempsey tra Calogero Parisi (a sx) e Dino Paternostro (a dx); giovani americani e giovani toscani presenti all'incontro
venerdì, giugno 29, 2007
Dall'America e dalla Toscana a Corleone, per coltivare tanti prodotti con la vitamina "L"
Studenti U.S.A. nei campi antimafia, promossi dalla Regione Toscana e dall'Arci. Arriveranno anche , il console generale degli Stati Uniti a Firenze, Nora Dempsey, il direttore della Syracuse University in Florence, Barbara Deimling e il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, che domenica 1° luglio, alle ore 11.30, terranno una conferenza stampa a Corleone
FIRENZE. Il progetto è partito nel 2005 e nel tempo è cresciuto. D'estate infatti, ogni anno, sempre più giovani tra i 16 e i 30 anni partecipano a soggiorni di lavoro nelle cooperative che gestiscono le terre confiscate alle mafie in Sicilia e in Calabria. Giovani toscani che coltivano e raccolgono pomodori, grano e uva, ceci, melanzane e lenticchie, anche fichi d'india: tutti prodotti carichi di “vitamina L”, L come Legalità. Giovani che partecipano ad incontri e momenti di riflessione con gruppi e personalità locali dell'antimafia. E quest'anno nei campi sottratti al controllo delle cosche mafiose sono arrivati anche gli studenti americani.I primi sono partiti ad aprile. Da oggi un altro gruppo di giovani della Syracuse University, il prestigioso ateneo americano che dal 1959 ha una sua sede in Italia, lavorerà fianco a fianco per alcuni giorni a coetanei italiani nei terreni sequestrati alla mafia corleonese e gestiti dalla Cooperativa "Lavoro e non solo", contribuendo così in maniera concreta all'affermazione di quei valori di legalità che sono il patrimonio comune di ogni società democratica. Visiterà oggi Portella della Ginestra, incontrerà domani Rita Borsellino. L'iniziativa fa parte di una campagna di educazione promossa dalla Regione Toscana e dall'Arci regionale, in collaborazione con Libera, iniziata con il progetto "LiberaArci dalle spine" e proseguita con "E state Liberi". E per raccontare proprio questa esperienza è stata organizzata per domenica 1 luglio, alle ore 11.30, una conferenza stampa presso il Municipio di Corleone (PA) alla quale parteciperanno il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia on. Giuseppe Lumia, il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, il console generale degli Stati Uniti a Firenze Nora Dempsey, il direttore della Syracuse University in Florence (SUF) Barbara Deimling, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, il presidente della Cooperativa "Lavoro e non solo" Calogero Parisi, la segretaria dell'Arci Sicilia Anna Bucca e il coordinatore del progetto "LiberArci dalle spine" Maurizio Pascucci.La presenza a Corleone dei giovani americani, ospiti di famiglie del luogo - e con loro per l'intero fine settimana del console, della direttrice dell'università e del vice presidente della Regione Toscana -, è un modo per affermare il principio che la battaglia per la legalità non deve conoscere frontiere e che solo attraverso la collaborazione tra culture diverse si può sperare di arrivare a costruire un mondo migliore. E' un investimento sul futuro, un modo diverso per costruire un presidio per la legalità. Gli studenti della SUF intendono inoltre esprimere in questo modo la propria solidarietà ai contadini siciliani, aiutandoli ad uscire dall'isolamento in cui la mafia vorrebbe relegarli.Per scegliere i ragazzi l'università ad aprile ha bandito un vero e proprio concorso tra i suoi 350 studenti, chiamati a presentare un breve saggio sulla visione stereotipata che del Meridione italiano si ha negli Stati Uniti. Stavolta il viaggio rientra all'interno di un corso sulla mafia italiana. L'iniziativa di Corleone costituisce un'ulteriore tappa della collaborazione già da tempo avviata tra Regione Toscana, Consolato degli Stati Uniti d'America a Firenze, Syracuse University of Florence e Arci.28 giugno 2007
FOTO. In alto: il console americano Nora Dempsey; sotto: un gruppo di studenti americani che, nello scorso aprile, hanno lavorato sui campi antimafia
Benvenuta a Corleone, signora Dempsey!
IL CONSOLE AMERICANO ARRIVERA' A CORLEONE NEL TARDO POMERIGGIO ED HA ACCETTATO L'INVITO DI VISITARE LA CAMERA DEL LAVORO "PLACIDO RIZZOTTO"
di DINO PATERNOSTRO*
E’ la prima volta che la città di Corleone ospita un Console degli Stati Uniti d’America. Si tratta di un avvenimento importante, per tanti versi storico. Ma l’avvenimento ha dello straordinario, se si pensa che la signora Nora Dempsey, console generale degli Stati Uniti a Firenze, non arriva nella nostra città per una (sempre apprezzabile) visita di cortesia, ma per condividere con gli studenti americani della Syracuse University of Florence, i giovani soci della cooperativa “Lavoro e Non Solo”, l’Arci, la Cgil, la Regione Toscana e la Città di Corleone la significativa esperienza dei campi di lavoro antimafia. Un messaggio forte, dunque, quello della signora Dempsey, alla quale diamo il nostro più cordiale e caloroso benvenuto. La sua presenza, infatti, dà un valore ancora più alto all’impegno quotidiano di quanti in Sicilia e a Corleone si battono contro la mafia e per costruire sviluppo nella legalità.
Condividiamo l’idea che l’impegno per affermare la legalità non deve conoscere frontiere. Sperimentarlo anche nel contrasto socio-culturale a Cosa Nostra, attraverso la “contaminazione” tra culture politiche diverse, ha un valore inestimabile, di cui non ci sfugge l’importanza. Per questo apprezziamo ancora di più la disponibilità della signora Nora Dempsey, che ha accettato di vistare oggi pomeriggio la sede della Camera del lavoro di Corleone, intitolata a Placido Rizzotto, un sindacalista che ha pagato con la vita il suo impegno contro la feroce mafia del feudo del secondo dopoguerra.
Un caloroso benvenuto ed un sentito ringraziamento vogliamo porgerlo anche a Federico Gelli, vice-presidente della Regione Toscana, che per il secondo anno consecutivo ci onora della sua presenza in Sicilia e a Corleone. Lo ringraziamo per aver contribuito con molta convinzione alla costruzione del ponte ideale Sicilia-Toscana, che ormai fa sentire un po’ toscani noi siciliani e un po’ siciliani tanti giovani toscani. E’ bello constatare che esiste un’Italia civile, il cui cuore batte per la libertà e la democrazia. Ed è ancora più bello in un fase storica in cui, sempre più spesso, si nota l’emergere di rigurgiti egoistici. “La mafia esiste – sottolinea spesso don Luigi Ciotti – ma esiste anche l’Italia”. Un pezzo di questa Italia – lo diciamo con un pizzico d’orgoglio - oggi siamo noi e voi, insieme.
Grazie, signora Dempsey. Grazie, dott. Gelli. E grazie anche alle ragazze e ai ragazzi toscani, alle ragazze e ai ragazzi americani, che si stanno “sporcando” le mani in terra di Sicilia, che stanno faticando sotto il nostro sole cocente, che ci stanno aiutando a costruire un pezzo di futuro.
*Segretario della Cgil di Corleone
29 giugno 2007
di DINO PATERNOSTRO*
E’ la prima volta che la città di Corleone ospita un Console degli Stati Uniti d’America. Si tratta di un avvenimento importante, per tanti versi storico. Ma l’avvenimento ha dello straordinario, se si pensa che la signora Nora Dempsey, console generale degli Stati Uniti a Firenze, non arriva nella nostra città per una (sempre apprezzabile) visita di cortesia, ma per condividere con gli studenti americani della Syracuse University of Florence, i giovani soci della cooperativa “Lavoro e Non Solo”, l’Arci, la Cgil, la Regione Toscana e la Città di Corleone la significativa esperienza dei campi di lavoro antimafia. Un messaggio forte, dunque, quello della signora Dempsey, alla quale diamo il nostro più cordiale e caloroso benvenuto. La sua presenza, infatti, dà un valore ancora più alto all’impegno quotidiano di quanti in Sicilia e a Corleone si battono contro la mafia e per costruire sviluppo nella legalità.
Condividiamo l’idea che l’impegno per affermare la legalità non deve conoscere frontiere. Sperimentarlo anche nel contrasto socio-culturale a Cosa Nostra, attraverso la “contaminazione” tra culture politiche diverse, ha un valore inestimabile, di cui non ci sfugge l’importanza. Per questo apprezziamo ancora di più la disponibilità della signora Nora Dempsey, che ha accettato di vistare oggi pomeriggio la sede della Camera del lavoro di Corleone, intitolata a Placido Rizzotto, un sindacalista che ha pagato con la vita il suo impegno contro la feroce mafia del feudo del secondo dopoguerra.
Un caloroso benvenuto ed un sentito ringraziamento vogliamo porgerlo anche a Federico Gelli, vice-presidente della Regione Toscana, che per il secondo anno consecutivo ci onora della sua presenza in Sicilia e a Corleone. Lo ringraziamo per aver contribuito con molta convinzione alla costruzione del ponte ideale Sicilia-Toscana, che ormai fa sentire un po’ toscani noi siciliani e un po’ siciliani tanti giovani toscani. E’ bello constatare che esiste un’Italia civile, il cui cuore batte per la libertà e la democrazia. Ed è ancora più bello in un fase storica in cui, sempre più spesso, si nota l’emergere di rigurgiti egoistici. “La mafia esiste – sottolinea spesso don Luigi Ciotti – ma esiste anche l’Italia”. Un pezzo di questa Italia – lo diciamo con un pizzico d’orgoglio - oggi siamo noi e voi, insieme.
Grazie, signora Dempsey. Grazie, dott. Gelli. E grazie anche alle ragazze e ai ragazzi toscani, alle ragazze e ai ragazzi americani, che si stanno “sporcando” le mani in terra di Sicilia, che stanno faticando sotto il nostro sole cocente, che ci stanno aiutando a costruire un pezzo di futuro.
*Segretario della Cgil di Corleone
29 giugno 2007
giovedì, giugno 28, 2007
Il giornalista Cosimo Cristina, ammazzato dalla mafia (e dimenticato). Ma era il 5 maggio 1960

Approda sul web la storia di Cosimo Cristina, il giovane giornalista ucciso dalla mafia a Termini Imerese il 5 maggio del 1960. Su http://www.cosimocristina.ilcannocchiale.it/ tutto sul caso del giovane giornalista prima scomparso, poi ucciso e buttato sui binari del treno simulare il suicidio. A nulla valsero le proteste dei familiari e del giornale L'Ora sul depistaggio della indagini, gli inquirenti archiviarono subito il caso come suicidio.
Solo dopo sei anni dal delitto, grazie all'intervento del vice questore di Palermo Mangano, furono riaperte le indagini, fu riesumato il cadavere e fatta l'autopsia. Tanti i mafiosi indagati, unico il movente: era andato oltre con le accuse contro la mafia. Ma alla fine le indagini non individuarono né gli autori né i mandanti del "suicidio" di mafia di Cosimo Cristina. Oggi la storia del giovane giornalista siciliano - immagini, articoli, documenti, approfondimenti e testimonianze - su http://www.cosimocristina.ilcannocchiale.it/ perché il suo impegno viva nel ricordo viva delle nuove generazioni.Cosimo Cristina era nato a Termini Imerese l'11 agosto 1935. Tra il 1955 e il 1959 collaborò come corrispondente per L'Ora di Palermo, per il Giorno di Milano, per l'agenzia Ansa, per il Messaggero di Roma e per il Gazzettino di Venezia. Giovane e ambizioso, fondò e diresse a Palermo, anche il periodico Prospettive Siciliane.Il blog dedicato a Cosimo Cristina sarà frequentemente aggiornato, insieme agli utenti, sarà fatta un'ampia ricerca e riflessione sulla vita di Cosimo Cristina, il suo impegno contro la mafia e il suo conseguente assassinio. Saranno consultati articoli stampa dell'epoca, gli articoli di Cosimo Cristina, atti parlamentari della commissione d'inchiesta sulla mafia, documenti giudiziari, testimonianze, fotografie, ecc..Il blog nasce dal piacere ma anche dall'esigenza di rivalutare la figura di Cosimo Cristina cercando di riflettere, nello stesso tempo, sul modo attuale dei mezzi di informazione nel riportare le notizie di mafia e i loro effetti sull'opinione pubblica.
Solo dopo sei anni dal delitto, grazie all'intervento del vice questore di Palermo Mangano, furono riaperte le indagini, fu riesumato il cadavere e fatta l'autopsia. Tanti i mafiosi indagati, unico il movente: era andato oltre con le accuse contro la mafia. Ma alla fine le indagini non individuarono né gli autori né i mandanti del "suicidio" di mafia di Cosimo Cristina. Oggi la storia del giovane giornalista siciliano - immagini, articoli, documenti, approfondimenti e testimonianze - su http://www.cosimocristina.ilcannocchiale.it/ perché il suo impegno viva nel ricordo viva delle nuove generazioni.Cosimo Cristina era nato a Termini Imerese l'11 agosto 1935. Tra il 1955 e il 1959 collaborò come corrispondente per L'Ora di Palermo, per il Giorno di Milano, per l'agenzia Ansa, per il Messaggero di Roma e per il Gazzettino di Venezia. Giovane e ambizioso, fondò e diresse a Palermo, anche il periodico Prospettive Siciliane.Il blog dedicato a Cosimo Cristina sarà frequentemente aggiornato, insieme agli utenti, sarà fatta un'ampia ricerca e riflessione sulla vita di Cosimo Cristina, il suo impegno contro la mafia e il suo conseguente assassinio. Saranno consultati articoli stampa dell'epoca, gli articoli di Cosimo Cristina, atti parlamentari della commissione d'inchiesta sulla mafia, documenti giudiziari, testimonianze, fotografie, ecc..Il blog nasce dal piacere ma anche dall'esigenza di rivalutare la figura di Cosimo Cristina cercando di riflettere, nello stesso tempo, sul modo attuale dei mezzi di informazione nel riportare le notizie di mafia e i loro effetti sull'opinione pubblica.
Il blog è stato realizzato da Calogero Giuffrida, studente di scienze della comunicazione all'università La Sapienza di Roma, collaboratore del Giornale di Sicilia come corrispondente da Cattolica Eraclea. Ha pubblicato DELITTO DI PRESTIGIO. La storia di Giuseppe Spagnolo, dirigente politico ucciso dalla mafia. Prefazione di Francesco Renda (Edizioni Istituto Gramsci Siciliano, Palermo, 2005) e DELITTO ALLE ELEZIONI. Paolo Bongiorno, sindacalista ucciso dalla mafia. Prefazione di Emanuele Macaluso (Edizioni Istituto Gramsci Siciliano, Palermo, 2006). I libri sono gratuitamente in download su http://www.giuseppespagnolo.ilcannocchiale.it/
e http://www.paolobongiorno.ilcannocchiale.it/ .
28 giugno 2007
NELLA FOTO: Cosimo Cristina
Campo di Pistoia. Anche in Toscana c'è mafia (ed anche tanta massoneria...)

27/06/07
Rispetto alla giornata di ieri, oggi c´è stato molto più movimento, tanto che abbiamo dovuto dividerci in due gruppi. Alcuni di noi hanno lavorato al magazzino, come al solito; altri invece sono andati a tenere un banchino nel centro di Pistoia, cercando di vendere i prodotti anche a un pubblico diverso. Pensavamo di non riuscire a fare molto perchè aprire le porte ad un pubblico più vasto e meno sensibile rispetto a certi argomenti ci preoccupava, invece siamo rimasti felicemente sorpresi. In un paio d´ ore avevamo già venduto quasi tutto, dimostrando che davvero si può riuscire ad allargare il mercato dei prodotti di "Libera Terra". È stato quindi significativo vedere la gente comune venire al banco, chiedere informazioni, parlare con noi, comprare prodotti e mostrarsi interessata rispetto ai temi riguardanti la lotta per la legalità e la lotta alla mafia.
A pranzo siamo stati ospiti al circolo ARCI di Capostrada, dove abbiamo svolto un seminario sulla criminalità organizzata in Toscana. "l´ insospettabile" Libero, assieme al compagno Marco, ci ha parlato di come la mafia si presenta a Pistoia e del tipo di attività che gestisce. La mafia in Toscana è più silenziosa, cerca in tutti i modi di non farsi sentire e si inserisce principalmente nell´ economia soprattutto negli appalti e nell´ edilizia. Parte del suo profitto è dovuto anche allo sfruttamento della prostituzione, del lavoro nero soprattutto degli immigrati e dallo spaccio delle droghe. Ma il problema maggiore, e anche quello di cui la gente da queste parti non sempre gradisce che si parli è la massoneria. Infatti ,in Toscana, questa è il filo coduttore di tutti gli affari illeciti, e tiene il controllo delle principali infrastutture. Alla sera siamo tornati al nostro lavoro alla festa della CGIL.......
AL LAVORO E ALLA LOTTA
Tanti saluti i ragazzi del campo
26/06/07
Oggi la giornata è stata tranquilla, ma ciò non toglie che sia stata interessante e piena di significati. Dopo aver svolto il nostro lavoro al magazzino siamo andati a prendere un aperitivo al circolo ARCI di Serravalle alto, il quale riesce a funzionare grazie esclusivamente ai volontari che si impegnano in ricordo degli sforzi e dell´importanza che tale circolo aveva; infatti essendo il paese molto piccolo questo è l´unico punto di ritrovo che è riuscito a restare aperto. A pranzo finalmente abbiamo avuto l´onore di visitare il circolo ARCI del nostro "insospettabile" capogruppo Libero, a Barile e conosciuto il "su´ babbo" presidente del circolo e abbiamo finalmente capito chi gli ha trasmesso determinati valori. Dopo pranzo dovevamo vedere il filmato "100 anni della CGIL"ma purtroppo c´è stato un problema tecnico e il DVD saltava. Nonostante questo abbiamo comunque visto delle immagini significative, e sicuramente vogliamo rivedere il filmato in un'altra occasione. In serata siamo tornati a lavoro alla festa della CGIL e come sempre abbiamo fatto la nostra parte.
Tanti saluti dai ragazzi del campo
Rispetto alla giornata di ieri, oggi c´è stato molto più movimento, tanto che abbiamo dovuto dividerci in due gruppi. Alcuni di noi hanno lavorato al magazzino, come al solito; altri invece sono andati a tenere un banchino nel centro di Pistoia, cercando di vendere i prodotti anche a un pubblico diverso. Pensavamo di non riuscire a fare molto perchè aprire le porte ad un pubblico più vasto e meno sensibile rispetto a certi argomenti ci preoccupava, invece siamo rimasti felicemente sorpresi. In un paio d´ ore avevamo già venduto quasi tutto, dimostrando che davvero si può riuscire ad allargare il mercato dei prodotti di "Libera Terra". È stato quindi significativo vedere la gente comune venire al banco, chiedere informazioni, parlare con noi, comprare prodotti e mostrarsi interessata rispetto ai temi riguardanti la lotta per la legalità e la lotta alla mafia.
A pranzo siamo stati ospiti al circolo ARCI di Capostrada, dove abbiamo svolto un seminario sulla criminalità organizzata in Toscana. "l´ insospettabile" Libero, assieme al compagno Marco, ci ha parlato di come la mafia si presenta a Pistoia e del tipo di attività che gestisce. La mafia in Toscana è più silenziosa, cerca in tutti i modi di non farsi sentire e si inserisce principalmente nell´ economia soprattutto negli appalti e nell´ edilizia. Parte del suo profitto è dovuto anche allo sfruttamento della prostituzione, del lavoro nero soprattutto degli immigrati e dallo spaccio delle droghe. Ma il problema maggiore, e anche quello di cui la gente da queste parti non sempre gradisce che si parli è la massoneria. Infatti ,in Toscana, questa è il filo coduttore di tutti gli affari illeciti, e tiene il controllo delle principali infrastutture. Alla sera siamo tornati al nostro lavoro alla festa della CGIL.......
AL LAVORO E ALLA LOTTA
Tanti saluti i ragazzi del campo
26/06/07Oggi la giornata è stata tranquilla, ma ciò non toglie che sia stata interessante e piena di significati. Dopo aver svolto il nostro lavoro al magazzino siamo andati a prendere un aperitivo al circolo ARCI di Serravalle alto, il quale riesce a funzionare grazie esclusivamente ai volontari che si impegnano in ricordo degli sforzi e dell´importanza che tale circolo aveva; infatti essendo il paese molto piccolo questo è l´unico punto di ritrovo che è riuscito a restare aperto. A pranzo finalmente abbiamo avuto l´onore di visitare il circolo ARCI del nostro "insospettabile" capogruppo Libero, a Barile e conosciuto il "su´ babbo" presidente del circolo e abbiamo finalmente capito chi gli ha trasmesso determinati valori. Dopo pranzo dovevamo vedere il filmato "100 anni della CGIL"ma purtroppo c´è stato un problema tecnico e il DVD saltava. Nonostante questo abbiamo comunque visto delle immagini significative, e sicuramente vogliamo rivedere il filmato in un'altra occasione. In serata siamo tornati a lavoro alla festa della CGIL e come sempre abbiamo fatto la nostra parte.
Tanti saluti dai ragazzi del campo
Il Dpef passa all'unanimità: Su le pensioni minime, giù l'Ici dal 2008
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PRODI: «OGGI E' IL GIORNO DELLA SVOLTA»
«Oggi è la giornata della svolta». Così il premier Romano Prodi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri commenta il varo del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef). «Dal lavoro di questa giornata nasce il processo di rilancio della nostra economia». E ancora, «l'approvazione unanime rappresenta la migliore risposta alle tante critiche» e «il Dpef conferma gli obiettivi di sviluppo ed equità». «Abbiamo approvato un Dpef con al centro la nozione di crescita sostenibile dal punto di vista finanziario - afferma il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa - ma anche ambientale e sociale». Poi, "Tps" assicura: «Il tema del risanamento c'è ma non è più una emergenza. E l'obiettivo di uscire dalla procedura d'infrazione di Bruxelles è oggi a portata di mano».
Meno Ici dal 2008, bonus per gli incapienti e dote fiscale ai figli. Insomma, il governo vuole procedere alla riforma della tassazione sulla famiglia, cominciando col restituire agli incapienti «delle detrazioni per figli non usufruite, combinata con un miglioramento degli assegni» alle famiglie. Non solo, si vuole creare un unico istituto di sostegno per i nuclei con figli, che unifichi sgravi Irpef e assegni: «Una dote fiscale per il figlio».
Nel Dpef si conferma, al primo posto tra le priorità del governo in ambito tributario, la riduzione del carico sui redditi bassi e medi e su quelli delle famiglie numerose. E nel piano per la famiglia, è prevista la creazione di nuovi asili nido.
Procede, nel frattempo, la trattativa con i sindacati sulle pensioni. Secondo indiscrezioni, il governo ha intenzione di stanziare 900 milioni di euro per le pensioni più basse. L'aumento riguarderà 2-3 milioni di pensionati. È una delle proposte presentate giovedì dal governo nell'incontro con i sindacati. L'anticipo per ogni pensionato sarà di 300 euro nel 2007, annuncia Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl.
Il governo conferma l'impegno a stanziare 2,5 miliardi per misure in favore dello stato sociale e della competitività. In particolare 1,5 miliardi saranno destinati alle pensioni, 700 milioni per gli ammortizzatori sociali (in testa i giovani e i precari) e 300 milioni per incrementare i salari di produttività.
L'accordo sulle pensioni, tuttavia, è ancora lontano e la questione che più si è messa in mezzo - quella dell'età pensionabile e quindi di come aggirare lo "scalone" - è stata stralciata mercoledì dai tavoli di palazzo Chigi, rimandata alla prossima settimana.
«Oggi è la giornata della svolta». Così il premier Romano Prodi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri commenta il varo del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef). «Dal lavoro di questa giornata nasce il processo di rilancio della nostra economia». E ancora, «l'approvazione unanime rappresenta la migliore risposta alle tante critiche» e «il Dpef conferma gli obiettivi di sviluppo ed equità». «Abbiamo approvato un Dpef con al centro la nozione di crescita sostenibile dal punto di vista finanziario - afferma il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa - ma anche ambientale e sociale». Poi, "Tps" assicura: «Il tema del risanamento c'è ma non è più una emergenza. E l'obiettivo di uscire dalla procedura d'infrazione di Bruxelles è oggi a portata di mano».
Meno Ici dal 2008, bonus per gli incapienti e dote fiscale ai figli. Insomma, il governo vuole procedere alla riforma della tassazione sulla famiglia, cominciando col restituire agli incapienti «delle detrazioni per figli non usufruite, combinata con un miglioramento degli assegni» alle famiglie. Non solo, si vuole creare un unico istituto di sostegno per i nuclei con figli, che unifichi sgravi Irpef e assegni: «Una dote fiscale per il figlio».
Nel Dpef si conferma, al primo posto tra le priorità del governo in ambito tributario, la riduzione del carico sui redditi bassi e medi e su quelli delle famiglie numerose. E nel piano per la famiglia, è prevista la creazione di nuovi asili nido.
Procede, nel frattempo, la trattativa con i sindacati sulle pensioni. Secondo indiscrezioni, il governo ha intenzione di stanziare 900 milioni di euro per le pensioni più basse. L'aumento riguarderà 2-3 milioni di pensionati. È una delle proposte presentate giovedì dal governo nell'incontro con i sindacati. L'anticipo per ogni pensionato sarà di 300 euro nel 2007, annuncia Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl.
Il governo conferma l'impegno a stanziare 2,5 miliardi per misure in favore dello stato sociale e della competitività. In particolare 1,5 miliardi saranno destinati alle pensioni, 700 milioni per gli ammortizzatori sociali (in testa i giovani e i precari) e 300 milioni per incrementare i salari di produttività.
L'accordo sulle pensioni, tuttavia, è ancora lontano e la questione che più si è messa in mezzo - quella dell'età pensionabile e quindi di come aggirare lo "scalone" - è stata stralciata mercoledì dai tavoli di palazzo Chigi, rimandata alla prossima settimana.
Welfare: i punti della proposta del governo
Ecco i punti della proposta del governo, presentati giovedì a Palazzo Chigi al tavolo su crescita ed equità.
Previdenza. Rivalutazione delle pensioni in essere: il governo provvede a rivalutare le pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi a partire da quelle più basse tenendo conto dei contributi versati, attraverso lo stanziamento di un importo pari a 1,3 miliardi di euro a regime e con una misura una tantum per il 2007 (anticipo pari a 900 milioni di euro, rivalutazione all'incirca di 300 euro per tre milioni di persone).
Ammortizzatori sociali. Interventi immediati: stanziamento di una quota significativa dell'extragettito in direzione di un primo intervento sugli ammortizzatori sociali volto a migliorare l'indennità ordinaria di disoccupazione (tasso di sostituzione dall'attuale 50 per cento per i primi sei mesi fino al 60 per cento). In più, aumento delle indennità di disoccupazione a requisiti ridotti e aumento della copertura previdenziale mediante il riconoscimento di contributi figurativi.
Mercato del lavoro. Accrescere l'occupazione, combattere la precarietà. Riordinare gli incentivi all'occupazione, scegliendo come priorità le donne, i giovani, i lavoratori precari; riformare l'apprendistato, d'intesa con le Regioni e le parti sociali, fissando standard nazionali di qualità della formazione; porre fine agli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato; rimodulare il lavoro a tempo parziale; tutelare il lavoro regolare in particolare nel settore degli appalti, dell'edilizia, della cooperazione; riordinare il trattamento di disoccupazione e combattere il lavoro fittizio in agricoltura.
L'Unità, 28.06.07
I "luoghi" della mafia e dell'antimafia. E a sera gli studenti americani della Syracuse University

CAMPO DI LAVORO CORLEONE
Ieri, dopo il lavoro nei campi abbiamo avuto un pomeriggio e una serata intense. Siamo andati a Rocca Busambra, arrampicandoci per la montagna rocciosa per vedere e rendere omaggio a Placido Rizzotto, buttato nel 1948 dentro una foiba, nota come "il cimitero della mafia". Siamo poi andati a vedere la villa di Totò Riina in paese, quella che l'ex sindaco Cipriani requisì per farci una scuola e che oggi è sede della Guardia di Finanza. Infine siamo andati a vedere il covo di Provenzano a Montagna dei Cavalli e ci siamo impressionati nel vedere quante case ha intorno. Ogni volta ci siamo messi in cerchio a parlare per spiegare il significato di quel luogo e esprimere le proprie opinioni e sensazioni su quello che stavamo facendo e vedendo.
Tornati in palestra ci siamo preparati all'arrivo degli studenti americani della Syracuse University di Firenze. I 22 ragazzi sono arrivati alle 22.36... li aspettavamo in gloria anche perchè stavamo morendo di fame! Al loro arrivo siamo diventati di colpo timidissimi...loro si sono messi a tavola lasciando un posto vuoto accanto a ciascuno come noi avevamo chiesto, per far sì
che la conoscenza con i volontari italiani fosse più semplice durante la cena, ma i nostri ragazzi ci hanno messo un po' a sedersi. Invece la cena è stata vivace e allegra, anche grazie all'ottimo cibo cucinato da Lina, che stavamo gustando tutti insieme. Diverse famiglie sono venute durante la cena a conoscere e "prendere in consegna" le ragazze americane. Le ragazze infatti, che sono 18, saranno ospitate in famiglia. Alcuni hanno delle case così grandi che ne ospitano tre! Però non è stato facile per i ragazzi della cooperativa trovare queste famiglie, due si sono tirate indietro all'ultimo minuto e poi c'è il problema dei ragazzi maschi che non vengono ospitati perchè "non sta bene per le donne della famiglia", secondo il modo di pensare di qua. Stamattina alle 7.30 saranno tutti insieme sui campi a lavorare. Ci hanno detto che verrà anche le televisione a riprendere questo strano gruppo italo-americano proveniente da Firenze. Bene, noi l’aspettiamo, lavoreremo come sempre contenti di poter dare un po' di visibilità a questa bella esperienza che i ragazzi della “Lavoro e Non Solo” portano avanti con umiltà e passione da anni per...liberarci dalle spine della mafia!Francesca Balestri
Corleone, 28 giugno 2007
FOTO. da sx, l'ingresso della foiba di Roccabusambra; davanti al covo di Provenzano.
Da "gruppo di lavoro" a gruppo al lavoro (ovvero, sbagliando s'impara...)
CAMPO DI LAVORO PISTOIA
Domenica 24 giugno 2007
La notte porta consiglio, anzi è stata questa mattina a portarlo,tanto che appena svegli ci siamo subito riuniti nel giardino della nostra scuola-dormitorio.
Sinteticamente, il problema da affrontare è stato questo: tre di noi la sera di sabato sono andati a trovare dei loro amici, trascurando uno degli aspetti fondamentali del campo, cioè quello che tutte le attività del programma devono essere svolte da tutto il gruppo. La riunione è stata davvero molto intensa. Ognuno di noi, oltre che gli organizzatori del campo, ha sentito la necessità di dire qualcosa, di analizzare quello che era successo la sera prima, ma non come se il problema riguardasse soltanto i ragazzi che si erano allontanati, piuttosto come una difficoltà da affrontare tutti insieme. I ragazzi, hanno chiesto scusa agli organizzatori e anche agli altri del gruppo.
Abbiamo imparato sulla nostra pelle che un campo significa anche questo, che non è tutto semplice e lineare, che a volte qualcosa non va come dovrebbe andare, e risolvere i problemi affrontandoli insieme trasforma un "gruppo di lavoro" in un gruppo al lavoro.
Il resto della giornata è trascorsa come una bella domenica di paese.. a pranzo al circolo di Agliana insieme alla gente di questo piccolo paese, e poi la sera la nostra intensa attività di marketing-alternativo allo stand...al lavoro e alla lotta.
"se un uomo ha fame non dargli un pesce ma insegnagli a pescare"
Mao ... a grandi linee.
I ragazzi corleonesi del campo di lavoro pistoiese
Domenica 24 giugno 2007
La notte porta consiglio, anzi è stata questa mattina a portarlo,tanto che appena svegli ci siamo subito riuniti nel giardino della nostra scuola-dormitorio.
Sinteticamente, il problema da affrontare è stato questo: tre di noi la sera di sabato sono andati a trovare dei loro amici, trascurando uno degli aspetti fondamentali del campo, cioè quello che tutte le attività del programma devono essere svolte da tutto il gruppo. La riunione è stata davvero molto intensa. Ognuno di noi, oltre che gli organizzatori del campo, ha sentito la necessità di dire qualcosa, di analizzare quello che era successo la sera prima, ma non come se il problema riguardasse soltanto i ragazzi che si erano allontanati, piuttosto come una difficoltà da affrontare tutti insieme. I ragazzi, hanno chiesto scusa agli organizzatori e anche agli altri del gruppo.
Abbiamo imparato sulla nostra pelle che un campo significa anche questo, che non è tutto semplice e lineare, che a volte qualcosa non va come dovrebbe andare, e risolvere i problemi affrontandoli insieme trasforma un "gruppo di lavoro" in un gruppo al lavoro.
Il resto della giornata è trascorsa come una bella domenica di paese.. a pranzo al circolo di Agliana insieme alla gente di questo piccolo paese, e poi la sera la nostra intensa attività di marketing-alternativo allo stand...al lavoro e alla lotta.
"se un uomo ha fame non dargli un pesce ma insegnagli a pescare"
Mao ... a grandi linee.
I ragazzi corleonesi del campo di lavoro pistoiese
Gavino Angius: "Caro Walter, per salvare l'Italia il Pd non può bastare"
Caro Walter,
innanzitutto auguri sinceri. Credo di sapere le gravosità dell’impegno di cui ti sei fatto carico. Conosci le miei opinioni sul nascente PD. Non ho cambiato idea.
Non voglio qui con te riaprire una discussione che è ormai alle nostre spalle.
Sono persuaso, peraltro, che al punto in cui si era giunti, il fallimento del progetto cui DS e Margherita hanno lavorato avrebbe comportato un danno per tutto il Centro Sinistra, per il Governo e per la stessa democrazia italiana. Aver scongiurato con la tua candidatura questo rischio è già un risultato. Tuttavia non sono pochi i problemi con i quali tu, come leader del PD, e non solo tu, dovrai misurarti.
Da tempo sono convinto che il segno che più contraddistingue le crisi della società italiana siano le sue divisioni. Sì, se dovessi indicare la prima cosa da fare per l’Italia, risponderei “unire l’Italia”. Unirla in un progetto per il suo futuro.
Ma per unire l’Italia, caro Walter, io penso che il PD non basti. E non solo per le sue irrisolte contraddizioni interne. Ma perché il problema si pone per altri, anche a sinistra. A me non piace molto – anzi, per niente – l’espressione assai in voga della “crisi della politica”. Non capisco bene di cosa si parli. C’è invece una crisi di “credibilità” della politica.
Credibilità nel senso di responsabilità, di trasparenza, di onestà di rapporto con i cittadini. Non è facile. Ma nelle moderne democrazie si soffre di un deficit di libertà. Ma anche l’autonomia della politica è spesso messa in discussione da oligarchie economiche e finanziarie.
Non solo in Italia. Anche le fedi religiose tendono a invadere la sfera pubblica, a Oriente come a Occidente. Il principio di laicità è a rischio.
Far corrispondere nell’impegno politico ciò che si evoca, con ciò che poi effettivamente si pratica e si fa, non è semplice. Ma è ciò a cui dovremo tendere.
Praticare la politica in questo modo comporta anche e soprattutto scegliere, decidere.
Sinora il PD - o almeno i suoi partiti fondatori DS e Margherita – non sempre lo ha fatto. Anzi, quasi mai.
Penso alla legge sui Dico, o a quella sul conflitto di interessi o al testamento biologico o alla legge elettorale o alle riforme istituzionali, ma potrei continuare.
L’elenco, lo conosci meglio di me.
Spero che tutto ciò possa cambiare. Voglio, semplicemente, rendere esplicita l’esigenza di armonizzare politiche economiche e fiscali, sociali, civili e culturali capaci di superare quelle profonde disuguaglianze – in alcuni casi vere e proprie rotture – che rischiano di far regredire la società italiana.
L’Italia è diventata più ricca. Ma anche più povera, e non solo economicamente.
Ora, la mia opinione è questa. Il PD in ogni caso non basterà, non sarà sufficiente una sola forza politica ad affrontare e dirimere i numerosi e complessi e intricati nodi politici che abbiamo di fronte.
Parlo della questione essenziale.
Parlo della tenuta del Governo, parlo della coesione del centro sinistra. E’ una specie di precondizione, lo so. Ma essenziale.
Sinora le cose non sono andate bene. Ogni tanto scappa qualcuno. O a sinistra o al centro. O sull’Afghanistan o sui Dico. Il risultato è quello della paralisi o quello della contraddittorietà del messaggio. Il danno è enorme.
Questo è il più grande problema. Lo si deve affrontare.
Vedo, da alcuni interessanti commenti, che con la tua candidatura alla guida del PD, i rapporti e gli equilibri politici nel centro sinistra e nel governo sarebbero semplificati.
Lo schema sarebbe questo. Al centro c’è il PD, a sinistra c’è la sinistra “alternativa” e “radicale”.
Questo sarebbe il nuovo “centro trattino sinistra”. A parte il fatto che – e lo dice uno che è molto critico verso il nascente PD – qualificare il PD come di “centro” mi sembra almeno riduttivo, in altrettanto modo mi sembra non corrispondere ai fatti che la sinistra italiana possa essere qualificata come “radicale” o “alternativa”.
E quando mai lo è stata?
E’ stata sì radicale, in Italia, una sinistra minoritaria e massimalista.
Ma non quella sinistra di ispirazione socialista e democratica che nelle sue componenti è arrivata a superare il 40% dell’elettorato italiano.
Pensare o sperare che ciò che sta a sinistra del PD debba essere etichettato come “radicale” o “alternativo” è un abbaglio. Non corrisponde affatto alla realtà.
Sono infatti persuaso, caro Walter, che non solo al PD, o al centro sinistra, ma alla democrazia italiana serva una forza davvero nuova, democratica e socialista, che nelle sue diverse componenti, comprese quelle liberali democratiche e ambientaliste possa rappresentare alle nuove generazioni un futuro in cui la crescita non sia soltanto economica, ma civile, culturale, morale. Questa forza non nasce contro il PD. Con il PD cammina fianco a fianco.
Una forza politica dunque che sia parte del PSE, perché è lì che i riformismi hanno saputo trovare le risposte alle aspirazioni ad una vita migliore, più libera, più sicura per milioni di uomini e donne.
Offrire un riferimento politico e ideale a chi non si riconosce nel PD e non rinuncia alla sfida di un rinnovamento della società italiana e dello Stato che corrisponda alle nuove domande di vita è un bene per la democrazia italiana.
Lo dico perché penso che la società italiana abbia bisogno di una sinistra che si liberi dai miti, dai dogmi, dai simboli non solo sconfitti dalla storia, ma inservibili per il futuro. L’Italia avrebbe bisogno di una sinistra meno presuntuosa e saccente, più umile, in grado di imparare quanto di buono il socialismo democratico ha fatto in altri Paesi europei facendo dell’Europa il luogo del mondo con i più alti indici di benessere sociale, di ricchezza media individuale e di libertà e di uguaglianza.
Non sottovaluto affatto il percorso storico-politico, le conquiste raggiunte in Italia dai lavoratori e dalle classi non abbienti, come risultato delle loro lotte.
Ma con onestà anche a sinistra si dovrebbe riconoscere che in altri Paesi europei si è andati più avanti, liberandoci così una volta per tutte di quel neogiobertismo che troppo spesso e da troppo tempo ci affligge e ci paralizza nel nome di una pretesa autosufficienza italiana.
Ora potresti chiedermi: ma perché fai a me queste considerazioni? Domanda lecita. Lo faccio perché sono convinto che al governo del Paese, al centro sinistra, alla democrazia italiana serve anche una nuova forza di ispirazione democratica e socialista.
Concludo da dove ho iniziato. Si restituisca credibilità alla politica conferendole spessore ideale. Dando significato alla sua missione. Una democrazia vive di diritti. Ma anche di doveri.
Una profonda riforma della democrazia italiana non può prescindere dalla affermazione di una etica dei doveri che abbia nella responsabilità, e nella responsabilità pubblica in particolare, il suo primo riscontro.
E’ qui che la politica è chiamata alla prova più impegnativa di questi ultimi decenni.
Le miserie di una degenerazione e di un degrado della vita pubblica sono di fronte a noi.
Ma il contrasto a questa degenerazione va condotto anzitutto dalla politica che deve rinnovarsi nei suoi protagonisti anche con un forte ricambio generazionale e di genere.
Ecco perché dovremo forse pensare ardito e agire accorto.
Gavino Angius
Il Riformista, il 27 giugno 2007
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