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| La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa lo scorso 4 luglio |
DI CLAUDIA BRUNETTO
Mons. Corrado Lorefice: «Chi sventola il vessillo della remigrazione ferisce a morte la fraternità evangelica e umana e sfrutta l'insicurezza, la frustrazione, il risentimento della gente per individuare un capro espiatorio su cui scaricare il negativo della vita sociale e politica».
Racket, guerre, migranti rispediti nei Paesi di origine. Sono le "nuove pesti" che piegano l'Italia e il mondo. «Responsabilità della politica che non fa scelte lungimiranti e non ha coraggio, imbrigliata nelle logiche di partito e del potere». L'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, presidente della fondazione Migrantes, l'ha urlato alla città nella notte dedicata alla patrona Santa Rosalia che proprio dalla peste, quella fisica, ha salvato il capoluogo siciliano nel 1624.
Lorefice, che responsabilità ha la politica?
«Partiamo dalla parola "remigrazione". Che significa? È una follia. Siamo di fronte a una politica incapace di grandi idee, di grandi letture della storia. Basta guardare come l'Italia e l'Europa stanno conducendo la questione della mobilità umana. Perché di questo si tratta, di mobilità umana come un fatto che appartiene da sempre a questo mondo. Invece, i politici parlano di emergenza, di confini da difendere. Questa è la deriva della politica che cerca di distrarre la gente dai veri problemi che dobbiamo affrontare. Solo propaganda: individuare un nemico da cui difenderci per distrarci dai problemi veri».
Che dovrebbe fare la politica?
«Deve rinunciare agli equilibri di potere. Ha abbondonato la realtà, la verità della gente. Sulla questione dei migranti siamo debitori non solo di questo governo, ma anche dei governi precedenti. Perché un europeo si può muovere dove e quando vuole e non può farlo un africano?».
La visita del papa a Lampedusa ci indica la strada?
«L'Italia è chiamata a essere il porto sicuro dell'accoglienza, il luogo della prossimità, lo spazio di una politica fondata sul coraggio e non sulla paura, sull'eguaglianza e non sulla divisione, sulle pari opportunità sociali ed economiche e non sul dislivello morale. Una politica della vita e non della morte, che tenga presente il faro della Costituzione come punto di riferimento. Il viaggio di Papa Leone XIV sull'isola non è stata un'ingerenza politica, uno sconfinamento, né tantomeno buonismo. Si tratta di Vangelo. Chi sventola il vessillo della remigrazione ferisce a morte la fraternità evangelica e umana e sfrutta l'insicurezza, la frustrazione, il risentimento della gente per individuare un capro espiatorio su cui scaricare il negativo della vita sociale e politica».
E la peste del mondo?
«Pare che non possiamo più esistere senza farci guerra. Siamo arrivati al punto che nei vertici dei grandi del mondo si ricevono in regalo pistole dedicate con i nomi e il kit dei proiettili. Siamo di fronte a leader senza pietà, senza pudore, avviluppati nel loro narcisismo delirante. Se Trump si sveglia e vuole prendersi la Groenlandia vuol dire che stiamo ricominciando a considerare la guerra come una continuazione della politica. Stiamo tornando a sancire un diritto alla guerra, ovvero un diritto del più forte sul più debole. Il dibattito politico odierno fa sempre più riferimento alle armi e alla guerra come un dato ineliminabile, necessario. Basta guardare a quello che succede nella Striscia di Gaza, in Ucraina, in ogni parte del mondo».
E la mafia che fa ciò vuole.
«Una politica ai vari livelli che non aderisce alla realtà e non dà le vere risposte, anzi eccita gli animi rispetto a falsi problemi, dà spazio alla mafia che finisce per essere l'unica "istituzione" che risponde ai bisogni essenziali è chiaro che la cultura mafiosa continuerà a crescere. Con il racket che continua a colpire i commercianti, mentre gli ammalati e agli anziani continuano a essere vittime di un sistema sanitario inefficiente e travolto da scandali. In questo clima è più facile che ci sia collusione con la politica, con gli amministratori se le cose stanno così. Non possiamo meravigliarci».
La Repubblica Palermo, 19/7/2026


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