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| Umberto Santino |
Umberto Santino è nuovamente nelle librerie col volume “La mafia finanziaria, accumulazione illegale e complesso militare-digitale” per le edizioni Di Girolamo.
Lo scritto che apre il volume, pubblicato nel 1986, voleva essere un contributo a una ridefinizione dell'analisi del crimine organizzato, legandolo a un contesto che mostrava segni di mutamento, non adeguatamente colti e studiati. Alla finanziarizzazione dell'economia si affiancava quella delle mafie, con la lievitazione dell'accumulazione illegale e un ruolo crescente nel mercato mondiale. Il contesto attuale è profondamente mutato, il finzancapitalismo si coniuga con l'economia di guerra, legata ai conflitti in corso, con le innovazioni tecnologiche, come l'Intelligenza artificiale, con un potere che mira a sfuggire a ogni controllo e assume sempre di più forme autoritarie. Una crisi della democrazia o una crisi di civiltà? «Non ho bisogno del diritto internazionale, la mia moralità, la mia mente è l'unica cosa che può fermarmi»:
sono parole di Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti che, con l'uso di bande di sicari che perseguitano gli immigrati e hanno ucciso cittadini americani, l'invasione del Venezuela e la guerra all'Iran, in aperta violazione del diritto, possono definirsi uno «Stato mafia». La stessa definizione può essere usata per la Russia di Putin, in guerra con l'Ucraina, per lo Stato ebraico di Netanyahu con il genocidio dei palestinesi. In questo quadro, in cui l'unica legge è quella del più forte, che ruolo possono avere le mafie, in particolare la mafia siciliana?La sua storia continua a intrecciare il nuovo con il vecchio. L'accumulazione illegale, con i traffici internazionali, in primo luogo quello di droghe, l'uso delle innovazioni tecnologiche convivono con la «signoria territoriale»; Cosa nostra ha ricevuto dei colpi ma sopravvive e accanto a vecchi e nuovi padrini compaiono gruppi giovanili che replicano i modelli criminali dei social. Una realtà che siamo chiamati ad analizzare con metodi adeguati. Gli scritti raccolti in questo volume possono ancora oggi aiutare a capire le forme di dominio che condizionano la vita quotidiana e provano a indicare le strade di alternative possibili.
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Umberto Santino è fondatore, assieme ad Anna Puglisi, del Centro siciliano di documentazione di Palermo, il primo centro studi sulla mafia sorto in Italia (1977), successivamente dedicato a Giuseppe Impastato, assassinato dalla mafia il 9 maggio del 1978, e del Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia - No mafia Memorial. Impegnato da decenni nello studio della criminalità organizzata e nel movimento antimafia, è autore di numerosi saggi, tra i quali: La violenza programmata, con Giorgio Chinnici (1989), L'impresa mafiosa (1990) e Dietro la droga (1993) con Giovanni La Fiura, La borghesia mafiosa (1994, 2023), L'alleanza e il compromesso (1997), La democrazia bloccata (1997), La cosa e il nome (2000), Storia del movimento antimafia (2000, 2009), Dalla mafia alle mafie (2006), Mafie e globalizzazione (2007), Don Vito a Gomorra (2011), La mafia dimenticata (2017), La memoria e il progetto (2020) con Anna Puglisi e Sylwia Proniewicz. Ha scritto anche: Una ragionevole proposta per pacificare la città di Palermo (1985, 2006), Libro di Giona
(1993), I giorni della peste (1999, 2006), Le colombe sulla Rocca (2010), Dalla parte di Pollicino
(2014), Le fiabe di Nonna Eroina (2016), Appunti per un libro di versi (2025).


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