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| Nicola Cipolla |
“Il 30 luglio ricorre il nono anniversario della scomparsa di Nicola Cipolla, figura di primo piano della sinistra siciliana e nazionale. Antifascista e protagonista con Cesare Sessa della riapertura della Camera del Lavoro di Palermo, subito dopo la Liberazione, insieme a personaggi come Pio La Torre ed Emanuele Macaluso, Cipolla è stato uno dei protagonisti assoluti delle battaglie democratiche del Novecento in Sicilia, lasciando un’eredità politica e morale di straordinaria attualità”, ricordano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il presidente ANPI Palermo Ottavio Terranova, e il responsabile dipartimento Memoria e archivio storico della Cgil Palermo Dino Paternostro.
La lotta al fianco del movimento contadino
“Nel secondo dopoguerra, Nicola Cipolla - aggiungono Ridulfo, Terranova e Paternostro - fu tra gli animatori e le guide del grande movimento per la riforma agraria. In un’epoca segnata dal latifondo, dalla miseria e dallo strapotere mafioso, seppe stare al fianco dei braccianti e dei contadini siciliani nell’occupazione delle terre incolte, trasformando il bisogno di riscatto sociale in organizzazione politica e diritti conquistati. Per Cipolla, il movimento contadino non è mai stato solo una questione di redistribuzione della terra, ma l'inizio del riscatto democratico e civile dell'intera isola. Per questo si batté sempre per la libertà e la democrazia, contro i rigurgiti neo-fascisti, e nel luglio 1960 fu accanto ai ragazzi dalle magliette a strisce a Palermo per fronteggiare e battere la svolta autoritaria del governo Tambroni”.
Il pioniere di un ambientalismo moderno
“Ma l'aspetto forse più straordinario della figura di Nicola Cipolla è stata la sua capacità di guardare avanti. Molto prima che i temi dell'ecologia e della sostenibilità entrassero nel dibattito pubblico globale, Cipolla intuì l'indissolubile legame tra giustizia sociale e tutela dell'ambiente, fondando il Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica e Sociale (CEPES), col sostegno di Pio La Torre, il cui archivio ha donato alla Cgil Palermo.
Nicola Cipolla fu animato da una instancabile passione politica e promosse battaglie pionieristiche:
- La difesa del territorio e dell'agricoltura sostenibile, contro la speculazione e la cementificazione.
- L'acqua pubblica e la gestione responsabile delle risorse naturali, considerate beni comuni inalienabili.
- La transizione verso le energie rinnovabili, anticipando di decenni il dibattito sulla crisi climatica e sullo sviluppo pulito.
Per Cipolla non poteva esserci vera emancipazione dei lavoratori senza la salvaguardia della terra che li nutre: un'intuizione di ecologia integrale estremamente moderna, che oggi parla con forza alle nuove generazioni”.
Un'eredità viva
“Ricordare Nicola Cipolla a nove anni dalla sua scomparsa - concludono Ridulfo, Terranova e Paternostro - non significa soltanto rendere omaggio a un dirigente rigoroso e appassionato, ma riprenderne il testimone: la convinzione che la politica debba sempre unire la difesa degli ultimi alla tutela del nostro futuro sul pianeta, in una fase storica in cui il nostro pianeta rischia di non avere un futuro”.

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