
Mosaico romano del III secolo avanti Cristo conservato al Museo del Bardo di Tunisi raffigurante Ulisse legato per resistere alle sirene
DI GIACOMO PILATI
Il mare che giunge fino al Castello. Una fuga di blu impennata dalla rocca di Santa Caterina. Un tocco che spezza il respiro. Un miraggio che la luce accelera fino a sfiorare più in alto il cielo. Con tutto quel blu che precipita poi improvviso sulle calette di Favignana. E poi si adagia quieto su approdi che galleggiano quieti su orizzonti circolari. Marettimo alle spalle, Levanzo di fronte, Trapani lontana a definire la cornice spuntata dal profilo di Erice.
Per lo scrittore vittoriano Samuel Butler una suggestione. Una rotta destinata a sovvertire i luoghi dell'Odissea. A rigenerare il mito sullo sfondo di una inedita narrazione topografica. Non convinto della ambientazione greca del poema, Butler, che aveva già firmato a Londra diversi romanzi di successo, cominciò a cercare sulle carte i luoghi più corrispondenti alla descrizione omerica. Prima però si convinse che l'autore dovesse essere una donna, una tesi accreditata secondo i suoi studi da una spiccata sensibilità e una profonda empatia verso le protagoniste femminili e una scarsa conoscenza del mondo marinaro.
A questo punto bisognava trovare la scena. Nell'esame delle mappe del British Museum i suoi occhi si posarono sulle coste trapanesi della Sicilia con le Egadi a punteggiare le rotte del mito. Dal 1892 in poi una serie di sopralluoghi e di incontri con studiosi locali finirono per alimentare ancora di più le sue certezze. Una incredibile corrispondenza dell'arcipelago con Marettimo a rappresentare la vera Itaca, Favignana l'isola delle Capre, Levanzo l'isola del bestiame, la grotta di Polifemo Pizzolungo, una frazione ai piedi di Erice. Trapani secondo Butler era Scheria, il regno dei Feaci; qui l'autrice si sarebbe ritratta nel poema proiettando i propri desideri, il proprio spirito d'indipendenza nella figura di Nausicaa, la giovane figlia del re Alcinoo. La geografia trapanese come firma d'autore.
È del 1897 la prima edizione de L'Autrice dell'Odissea, la rilettura del testo omerico aggiornato dalle nuove scoperte di Butler. Con un folto seguito di storici, archeologi e scrittori che, nell'ultimo secolo, si sono avvicendati nel tentativo di rivederla e integrarla.
L'ultima revisione, proprio mentre "L'Odissea" di Christopher Nolan anima il dibattito, è quella di Girolama Sansone, studiosa delle tradizioni della Sicilia e dei suoi miti, che con il saggio I viaggi di Ulisse e le isole Egadi (Quick edizioni) mette in dialogo il testo omerico con le tre isole. «L'identificazione di Favignana con l'Isola delle capre dove approda Ulisse dopo avere lasciato la terra dei Lotofagi è confermata anche dal suo stesso nome - spiega Sansone. - Già i Greci la chiamavano Aegusa che vuol dire isola delle capre, un rilievo confortato anche dalla descrizione del porto identica a quella dove Omero fa sbarcare Ulisse; il bestiame, una sola montagna, e in fondo una spiaggia di sabbia».
La novità che corregge Butler è pure un'altra: la caverna di Polifemo non sarebbe a Pizzolungo, ma a Levanzo nella grotta del Genovese. Soltanto da Favignana Ulisse avrebbe potuto vedere i fumi che salivano dalla terra dei Ciclopi situata più avanti, una localizzazione che escluderebbe quella individuata dallo scrittore inglese a nove miglia nautiche da lì. «Un anfratto ricco di raffigurazioni preistoriche facilmente riferibili a idoli e divinità, con una configurazione che lascia pochi dubbi: un grande antro celato da una apertura piccola. Che a Polifemo è bastato un masso per ostruirne l'ingresso», spiega Sansone. E poi il faraglione di Levanzo, che secondo l'autrice corrisponderebbe perfettamente al masso lanciato dal gigante verso Ulisse. E un'onda così alta da spingere poi la nave in un batter d'occhi verso Favignana per unirsi al resto della flotta rimasta lì ad attenderlo. Qui dopo avere diviso il gregge rubato al Ciclope, Odisseo sacrifica invano il montone più grande a Zeus sul bagnasciuga. Il mattino seguente riprende il mare verso la tappa successiva: l'Isola di Eolo. Le Eolie per Omero. Ustica per Butler. Marettimo per Girolama Sansone.
31/7/26 Repubblica Palermo
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