![]() |
| Carlo Levi |
Lo scrittore Carlo Levi è morto da 50 anni ma il suo pensiero è presente ogni giorno della nostra vita. Il libro di Salvatore Venezia, “Carlo Levi una voce del sud” pubblicato con Navarra Editore nel Maggio di quest’anno è un libro necessario che colma un vuoto durato troppo a lungo che ci fa scoprire gli scritti dispersi di Carlo Levi e illumina il lettore sulla grande passione politica dello scrittore torinese che spesse volte venne in Sicilia per raccontare la questione meridionale dal suo punto di vista, sempre dalla parte degli ultimi.
Molto interessante l’epistolario che approfondisce il rapporto con Danilo Dolci “maestro irregolare e santo laico”, con il quale conduce le grandi battaglie di Palma di Montechiaro, Palermo, Scicli e sarà testimone al processo ingiusto che vede condannare Danilo Dolci a 50 giorni al carcere all’Ucciardone per lo sciopero alla rovescia. Il sud paga sempre i danni della politica nazionale e regionale. Ma andiamo a porre alcune domande allo scrittore Salvatore Venezia.
L’dea nasce dal voler approfondire il rapporto tra Carlo Levi e il meridione d’Italia, in particolar modo il territorio siciliano.
- Dove hai svolto le ricerche per costruire questo libro, oltre alla biblioteca di Caltagirone e la Fondazione Carlo Levi di Roma?
Questo lavoro nasce dalla consultazione di manoscritti, disegni, fotografie e scritti dispersi di Levi conservati oltre alla Biblioteca Comunale “Emanuele Taranto” di Caltagirone e alla Fondazione Carlo Levi di Roma anche presso l’Archivio Centrale di Stato di Roma che raccoglie un fondo della famiglia Carlo Levi, alla Pinacoteca Levi di Alassio che conserva un fondo di carte di Carlo Levi, all’Università di Pavia presso il Centro Manoscritti – Archivi letterari e presso altri archivi e biblioteche torinesi…
- Mi puoi parlare del rapporto tra letteratura e politica nell’opera di Carlo Levi…
I lettori di Carlo Levi hanno sempre cercato di capire il rapporto tra letteratura e politica nelle sue opere e ne viene fuori un immagine di Levi, antifascista in esilio, scrittore e senatore nel secondo dopoguerra che rimane consegnata alla storia dell’Italia. La sua opera letteraria “L’orologio” segna una svolta epocale nella storia d’Italia, la fine del governo di Ferruccio Parri, del Comitato di Liberazione Nazionale e l’inizio della crisi dei partiti liberali e azionisti.
- Mi puoi dire qualcosa su Carlo Levi pittore?
Carlo Levi, iniziò a dipingere a Torino negli anni 20 e 30, facendo parte del cosiddetto Gruppo dei Sei (Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Francesco Mencio ed Enrico Paulucci), artisti formatisi a Torino presso la scuola privata di Felice Casorati.
- Dove ha esposto le sue opere?
Alle Biennali di Venezia ha esposto tele raffiguranti immagini il mondo contadino meridionale. Tante sono le opere di Levi da ricordare, l’omaggio a Danilo Dolci, in Morte a Rocco Scotellaro, ma una in particolare mi colpisce, quella esposta in occasione del centenario dell’Unità d’Italia per la mostra delle Regioni d’Italia, una grandiosa tela dal nome Lucania61, oggi conservata a Matera, dove si fondono la bellezza e il dramma del Sud.
- Perché il potere ha paura di Danilo Dolci, Rocco Scotellaro, Corrado Alvaro, Ignazio Silone e soprattutto di Carlo Levi?
Carlo Levi durante l’esilio in Francia, scrisse un saggio dal titolo “Paura della Libertà” si riferiva sull’angoscia e sulla fuga della responsabilità degli individui che non riescono a sostenere la libertà. Oggi “il potere” delle istituzioni dovrebbe incoraggiare e far riflettere quanto importanti siano stati i contributi ed i temi trattati da autori come Danilo Dolci, Rocco Scotellaro, Carlo Levi, invece fa finta che non esistano e li ha segnati sulla lista nera degli “indesirati “…
- Qual è l’eredità intellettuale che ci ha lasciato, è ancora attuale il suo pensiero?
Dopo tanti anni, i temi ed i problemi trattati da Carlo Levi nei suoi interventi in occasione di assemblee o di convegni in Sicilia ad esempio sono e rimangono di drammatica attualità, chiaramente in un contesto diverso. Ad esempio lo spopolamento delle aree interne, la migrazione giovanile verso il nord Italia ed Europa, le disparità territoriali, continuano a caratterizzare il sud Italia. Il pensiero di Carlo Levi è sempre attuale, a partire dal coinvolgimento attivo delle comunità locali
- Quanti libri ha scritto, perché alcuni non li conosciamo?
Sono tanti i libri scritti da Carlo Levi che comprendono anche poesie, saggi, reportage, come “Le parole sono pietre” che consiglio di leggere. Il libro mi ha anche stimolato a scrivere questo mio saggio “Una voce del Sud”.
- Perché secondo te ci hanno nascosto Carlo Levi, Danilo Dolci e altri scrittori del sud, li hanno cancellati dai libri, dai giornali dal cinema e dalla tv?
Negli anni 70 per il libro “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi c’era l’edizione scolastica della Marsilio Editore ed era adottato e consigliato nelle scuole medie e nelle superiori, oggi i programmi scolastici hanno ridotto lo studio e la conoscenza di tantissimi scrittori italiani, tutto nell’ottica di una formazione scolastica aziendalista con lo slogan del merito…
- Quali sono i nuovi documenti dispersi che hai ritrovato?
Sono carteggi, epistole tra Carlo Levi e Danilo Dolci, sono relazioni di interventi orali in occasione di convegni e assemblee come quella del caso “Chiafura”, dove si ritrovarono a Scicli nel 1959 intellettuali e artisti come Renato Guttuso, Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini.
- Perché è così importante l’epistolario tra Danilo Dolci e Carlo Levi?
Si tratta di lettere e corrispondenze intercorse tra loro negli anni ‘50 e ‘60 sui temi della lotta alla mafia, alle battaglie per l’acqua come la vicenda della diga dello Jato, di manifestazioni per il lavoro in Sicilia.
- Carlo Levi e le sofferenze procurategli dal fascimo…
Carlo Levi di origine ebrea fu un antifascista, a Torino fu molto vicino a Piero Gobetti, dove si forma. Aderì al movimento antifascista “Giustizia e Libertà”, fu arrestato più volte e inviato al confino tra il 1935 e 1936 prima a Grassano e poi ad Aliano. Esiliò in Francia. Insomma furono tante le sofferenze subite dalla dittatura fascista che gli fecero maturare un’altra visione della politica e della questione meridionale.
- Puoi commentare questa frase: “ Levi era certo che al di sopra di Eboli c’era l’Italia vera…
Secondo uno studio sul meridionalismo ed i contadini il Prof. Giuseppe Carlo Marino sosteneva che al di sotto di Eboli si scopriva che c’era un’altra Italia, due tempi storici tra loro incomunicabili Nord e Sud, due realtà che non potevano avere nessun rapporto. Ma la identità del Sud, rispetto al Nord non è di per se stessa inciviltà, anzi è la scoperta di una diversa civiltà.
- A chi si rivolge il tuo libro?
Direi che si rivolge a tutti e soprattutto alle nuove generazioni, purtroppo mi è capitato di incontrare degli studenti che sconoscevano completamente la figura poliedrica di Carlo Levi. Per i curiosi nel mio libro ho anche pubblicato in appendice una sintesi di una delle sue ultime interviste nel 1974 al giornalista Walter Mauro, ritrovata nella Biblioteca comunale di Caltagirone. Levi racconta la sua vita, la sua esistenza ricca di tanti incontri ed esperienze.
- Il fortunato libro “Le parole sono pietre” è una testimonianza strastraordinaria della vita della gente del sud che i politici fanno fatica a sentire, forse quelle verità fanno troppo male alle loro notti insonni?
In questo libro Vincenzo Consolo nella prefazione descrive la straordinaria capacità di Carlo Levi di guardare, leggere e capire la realtà contadina meridionale, le parole sono pietre è un’invettiva contro i responsabili dei mali siciliani e meridionali e consiglio tutti sempre di leggere e rileggere, perché è i temi trattati sono di grande attualità, chiaramente in un contesto diverso rispetto ai tempi che viviamo.
- Qual è il prossimo appuntamento per il tuo libro “Carlo Levi una voce del Sud”?
Dopo il Salone del Libro di Torino, il prossimo appuntamento sarà in Sicilia, proprio a Caltagirone dove ho ritrovato nella Biblioteca Comunale alcuni scritti inediti di Carlo Levi dal 1956 al 1974. Presso la Villa Patti venerdì 17 luglio 2026 alle 18,30, dialogherò con il docente e scrittore Andrea Alba, candidato al premio Strega 2026. Proseguirò il 22 luglio a Mirabella Imbaccari e il 26 luglio sarò ospite della Rassegna Letteraria Parnaso Siculo Book Fest che si svolge presso la casa natale di Luigi Capuana a Mineo.
Biografia
Salvatore Venezia è laureato in scienze politiche in indirizzo storico politico e lavora all’Archivio Storico della Città di Torino.
Tra le pubblicazioni: Mussolinia: il fantasma della città giardino e Fascismo e potere locale a Caltagirone apparsi nel Bollettino della Società Calatina Storia Patria Cultura (1993 e 1994); L’esilio di Luigi Sturzo nel volume “Il movimento cattolico nella città di Sturzo, edito da Biblioteca del Cenide (2003); La città giardino Mussolinia in Sicilia, saggio edito dalla casa editrice Novecento Latina (2006).
Ha collaborato con l’Istituto di Sociologia “Luigi Sturzo”; con la Provincia di Latina e la Città di Cagliari e di Caltagirone per la mostra nazionale sulle “Città italiane di fondazione”. Diverse le collaborazioni con le università, con scrittori e giornalisti.
1 luglio 2026


Nessun commento:
Posta un commento