mercoledì, luglio 01, 2026

I lavoratori delle ditte esterne all’ASP: dopo vent’anni di servizio chiediamo l’assunzione nel pubblico. Ma nei nuovi bandi di concorso questi lavoratori sono esclusi


PALERMO – Esiste una componente fondamentale, eppure troppo spesso ignorata, nel funzionamento  
quotidiano degli ospedali di Palermo e provincia: sono i circa 240 operatori impiegati tramite ditte esterne (PFE, Rekeep, Dussmann). Da quasi un quarto di secolo, questa platea di lavoratori garantisce la continuità dei servizi sanitari e sociosanitari, sopperendo alle gravi carenze di organico che affliggono il sistema sanitario locale.

Il ruolo determinante tra le mura ospedaliere

Per oltre vent'anni, questi addetti hanno operato costantemente all'interno dei reparti degenti, ricoprendo mansioni che sono andate ben oltre il loro profilo contrattuale. Di fatto, hanno agito come supporto necessario al lavoro degli Operatori Socio-Sanitari (OSS), figura che in passato era assente o insufficiente negli organici pubblici.

Si è trattato di un percorso di crescita professionale significativo: la maggior parte di questi lavoratori, anche in vista di possibili cambi d'appalto, ha conseguito autonomamente – e a proprie spese – l'attestato di qualifica OSS, investendo risorse personali in una formazione che, ad oggi, non ha ancora trovato il dovuto

riconoscimento da parte dell’ASP.

Le criticità del sistema e il paradosso dei bandi

Durante l'emergenza pandemica, la necessità di incrementare il personale ha portato l'ASP a procedere con assunzioni tramite concorso. Tuttavia, si è assistito a un fenomeno ricorrente: molti dei neo-assunti, privi di pregressa esperienza ospedaliera, sono stati formati sul campo proprio dal personale delle ditte esterne, salvo poi richiedere il trasferimento verso i propri comuni di residenza, lasciando nuovamente vacanti i posti.

Questo scenario ha creato una costante instabilità, che l'ASP ha cercato di gestire chiedendo alle ditte esterne un incremento delle ore lavorative, spogliando ulteriormente i reparti di una presenza ormai strutturale.

La situazione è giunta a un punto critico con il recente bando pubblicato il 9 giugno scorso per l'assunzione di OSS a tempo determinato. Con grande sorpresa, la tabella di valutazione dei titoli non prevede alcuna valorizzazione dell'esperienza maturata in vent'anni di servizio all'interno delle strutture pubbliche. Una scelta che penalizza chi conosce perfettamente le dinamiche dei reparti e che, di fatto, esclude professionisti

che chiedono solo il riconoscimento di un percorso lavorativo pluridecennale. Il nodo politico e le prospettive di stabilizzazione

Il dibattito sulla questione è approdato in V Commissione all'Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 10 marzo. In quell'occasione, è emersa una convergenza trasversale sulla necessità di approfondire la

reinternalizzazione dei servizi, con l'obiettivo di garantire stabilità occupazionale e continuità assistenziale.

L'avvocatura regionale ha confermato che la stabilizzazione, in linea con quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), è tecnicamente percorribile. Ulteriori analisi, inoltre, hanno evidenziato

come l'internalizzazione del personale comporterebbe un sensibile abbattimento della spesa rispetto agli attuali costi sostenuti per i contratti con le aziende private.

Il tempo stringe

Nonostante il parere favorevole di tecnici e componenti della Commissione, ad oggi non sono stati adottati atti concreti. La scadenza del 31 dicembre 2026, termine ultimo per le assunzioni agevolate dal PNRR, rende la situazione ancora più urgente. Mentre l'ASP riorganizza i servizi – come visto con l'attivazione delle recenti Case di Comunità – il personale delle ditte esterne resta in una condizione di precariato, nonostante la dedizione dimostrata nei decenni. La sfida, ora, è politica: trasformare una disponibilità di legge in un provvedimento concreto che restituisca dignità a lavoratori indispensabili per la tenuta del sistema sanitario siciliano. 

1 Luglio 2026


La redazione di Città Nuove e il direttore Dino Paternostro sostengono la battaglia di stabilizzazione dei lavoratori delle ditte esterne all’Asp. È una battaglia giusta per i lavoratori stessi e nell’interesse dei pazienti e dello spirito pubblico a cui dovrebbe essere improntata l’azione dell’Azienda Sanitaria e del parlamento siciliano. 

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