Palermo 7 luglio 2026 – Sono passati 66 anni da quel tragico 8 luglio 1960, giornata di sangue in cui a Palermo, nel giorno dello sciopero della Cgil contro il governo Tambroni, persero la vita quattro cittadini: Andrea Cangitano, 14 anni, Giuseppe Malleo, 16 anni, Francesco Vella, operaio edile di 42 anni e Rosa La Barbera, 53 anni.
Alle ore 8.30 sarà posta una corona di fiori sotto lapide in via Maqueda, all’angolo con via del Celso. E interverranno, durante la commemorazione, i rappresentanti di Fillea Cgil, Cgil Palermo, Anpi, del circolo di Rifondazione “Ciccio Vella”, militanti e attivisti della società civile.
“Fu una delle pagine più drammatiche della storia democratica della città di Palermo e del nostro Paese – dice il segretario generale della Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo - La Cgil mantiene vivo quel ricordo perché la memoria per noi appartiene al presente e al futuro e non solo al passato. Ricordare infatti significa assumersi una responsabilità, perché la memoria è uno strumento di consapevolezza collettiva. Per questo motivo non possiamo solo limitarci a raccontare quel che accadde ma dobbiamo interrogarci sul significato di quella storia, che nel tempo oggi stiamo vivendo”.
“Quest’anno sarà particolarmente emozionante perché per la prima volta non sarà presente il partigiano Angelo Ficarra, vice presidente dell’Anpi Palermo. La sua presenza è stata sempre un valore aggiunto, nel ricordare la strage del 1960, perché Angelo Ficarra ha vissuto quegli anni. Veniva da Licata, paese in quegli stessi giorni teatro di una sanguinosa manifestazione sindacale per il lavoro e per l’acqua: il 5 maggio del 1960 la polizia aprì il fuoco uccidendo l’operaio Vincenzo Napoli. Ricordiamo con affetto Ficarra che è stato, insieme alla Fillea, promotore di tanti incontri nelle scuole sul racconto dell’8 luglio, suscitando sempre un grande interesse tra i giovani”.
Alle ore 11 a Cerda si svolgerà un secondo momento celebrativo in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Camera del Lavoro con all’interno il “Dopo Lavoro” edile della Fillea, in contrada Canna.Una nuova struttura che garantirà servizi di tutela individuale e collettiva ai lavoratori edili ma anche attività come corsi di informatizzazione e di lingua, tornei, attività sportive.
“E’ un’area strategica per la nostra provincia, dove a breve partirà una grande opera, il raddoppio ferroviario Fiumetorto-Lercara, in cui saranno impegnati, tra diretti e indotto, più di mille maestranze - spiega Ceraulo - Come Fillea, vogliamo non solo avvicinarci a un territorio che ha la necessità di un punto di riferimento rappresentato dal sindacato. Ma anche, partendo dai fatti dell’8 luglio, in cui i lavoratori erano alla ricerca di un lavoro stabile e duraturo, provare a tradurre le esigenze dei lavoratori in una zona interprovinciale che lamenta difficoltà legate ai trasporti, alla mobilità, all’occupazione. Questo è il primo dopo lavoro che inauguriamo, per continuare la nostra azione come sindacato di prossimità, più vicini ai lavoratori che stazioneranno nei campi base in prossimità di Cerda e di Lercara”.

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