domenica, luglio 19, 2026

Borsellino, il giorno del ricordo. Il fratello attacca Meloni

Paolo Borsellino ucciso dall'autobomba di via D'Amelio il 19 luglio di 34 anni fa

L
e parole di Salvatore: "Smetta di dire che si ispira a lui". Ma la premier ringrazia Lucia e dice: "Non arretriamo"

DI GIOACCHINO AMATO

Meloni la smetta di dire di ispirarsi alla figura di mio fratello, quando invece quello che sta facendo questo governo è distruggere sistematicamente tutti quei mezzi che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano lasciato alla magistratura per permettere di combattere la mafia». L'ultimo pesante attacco di Salvatore Borsellino, l'ultima crepa che si apre in un anniversario che divide uomini e schieramenti che si ritroveranno solo fisicamente insieme stasera in via D'Amelio non senza polemiche. Che provoca la reazione della stessa Giorgia Meloni che sui social, senza citare Salvatore, difende la presidente della commissione Antimafia e cita la nipote del leader delle Agende Rosse.

«Il lavoro encomiabile della commissione antimafia presieduta da Chiara Colosimo per restituire agli italiani la verità sulla strage di via D'Amelio è un punto d'orgoglio per Fratelli d'Italia -scrive Meloni - Il ringraziamento pubblico di Lucia Borsellino conferma che la via è quella giusta. Non arretreremo di un millimetro».

Gli fa eco il presidente del Senato, Ignazio La Russa, duro con il fratello del magistrato: «Io ho grande rispetto per tutta la famiglia Borsellino. E il rispetto non viene meno per il fatto che Salvatore ha la tessera dei partigiani, non viene meno perché non aveva le stesse idee del fratello, che era di destra. Non accetto però che nessuno, neanche il fratello, possa decidere di sapere cosa avrebbe fatto oggi Paolo Borsellino. Io ho un enorme rispetto ma ho più rispetto per Paolo Borsellino. Potrei dire, tanto nessuno mi smentirebbe, che oggi sarebbe ministro di Fratelli d'Italia». 

Una divisione quest'anno più evidente e netta in una strana estate nella quale è già piombato un pesante clima da campagna elettorale senza esclusione di colpi. 

Toni che si sono alzati dopo il segnale della premier, Giorgia Meloni, con la sua visita lampo in città e l'annuncio della linea dura contro i boss e che venerdì ha visto la risposta dei leader di centrosinistra, Elly Schlein e Giuseppe Conte. La segretaria dem ha elencato i politici siciliani di centrodestra indagati, ha scandito che «in questi anni il governo è andato nella direzione opposta alla lotta alla mafia». Conte è andato oltre: «Chi indaga ci segnala che è un momento in cui i registra un arretramento nella lotta alla mafia».

Ad attaccare le destre al governo e Colosimo, anche l'europarlamentare di Avs, Leoluca Orlando che parla di «Un depistaggio che non è solo giudiziario ma anche istituzionale. La lettura riduttiva della commissione parlamentare Antimafia, infatti, si configura come una grave strumentalizzazione che ha l'obiettivo di allontanare la verità su quella stagione di sangue». Analisi che in modo singolare collima con quella del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci: «Dobbiamo necessariamente scavare fra le pieghe di una realtà complessa che non esclude coinvolgimenti dolosi anche di parte delle istituzioni. Abbiamo il dovere di accendere un riflettore su quello che è accaduto negli anni nella stagione delle stragi». 

Ma dal deputato meloniano Raul Russo arriva la bacchettata a Orlando in difesa di Colosimo che finisce per stridere con le parole di Musumeci: «Come al solito il 19 luglio siamo costretti ad ascoltare e leggere le lezioncine professorali dei soliti professionisti dell'Antimafia. L'ultimo, ma di antico pelo, è Leoluca Orlando. La Commissione presieduta da Chiara Colosimo sta portando avanti un grandissimo lavoro».

Oggi le divisioni saranno plastiche, con Conte, Antoci e De Raho al Giardino Inglese e poi con Salvatore Borsellino e le Agende Rosse in via D'Amelio. Fratelli d'Italia a pochi metri, all'Astoria con Arianna Meloni, Lucio Malan e Giovanni Donzelli. La sera la fiaccolata fino a via D'Amelio unirà per un attimo animi sempre poù distanti.

La Repubblica Palermo, 19 luglio 2026

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