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| Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Pa |
Palermo 20 aprile 2026 – “Un’operazione che svela ancora una volta la presenza di aree della città completamente assoggettate al controllo asfissiante della criminalità organizzata.
Per fortuna anche questa volta le indagini riescono a perseguire illegalità e infiltrazioni ma lo spaccato è di un contesto criminale e mafioso in cui malgrado arresti e decapitazioni tutto sembra ricominciare ogni volta daccapo, di una città ostaggio di cosche, criminali e consorterie che si riorganizzano mettendo assieme vecchie generazioni di mafiosi e nuove leve malavitose, in un intreccio morboso con la borghesia mafiosa, la politica, la finanza e con l’uso di metodologie inedite e di insospettabili. La reazione è di scoraggiamento e sarà per la Cgil oggetto di riflessione, alla vigilia della III assemblea nazionale contro mafie e corruzione che si terrà il 29 aprile a Palermo, all’aula bunker, in cui è previsto l'intervento del segretario Maurizio Landini. Ma meglio la novità di altri 32 fermi, e la buona notizia che tutto è partito da chi ha trovato il coraggio civile di denunciare i tentativi di estorsione, piuttosto che il silenzio assordante di una Palermo che subisce la pressione mafiosa e il condizionamento dell’attività politica ed economica. Anche la politica dovrebbe stare più attenta: alla politica spetta un compito supplementare di selezione dei candidati e della classe dirigente. Plauso alle forze dell'ordine pe ril lavoro svolto”. Ad affermarlo è il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, commentando l’operazione che ha coinvolto boss di Brancaccio tornati in azione sul territorio dopo avere scontato condanne.

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