giovedì, aprile 02, 2026

Intervista al Maestro Gaetano Porcasi, vincitore del "Premio Leonessa d'Italia contro le mafie": “la pittura è testimonianza. E qualcosa che resta nel tempo, che attraversa le epoche”


Quest'anno a Brescia il Premio “Leonessa contro le mafie”, giunto alla seconda edizione, è stato assegnato al Maestro Gaetano Porcasi, l'artista siciliano che da decenni con le sue opere pittoriche racconta la mafia e la sua efferatezza. Lo fa con efficacia e vigore, evocando con la sua Arte e sensibilità fatti, misfatti e altri dettagli: 
"i colori prorompenti della natura, i fichi d'India, il rosso delle montagne, l'azzurro profondo del mare, i ruderi degli antichi monumenti, il volto dei vecchi segnati dalla fatica e dagli effetti del sole, del caldo e del freddo, gli eroi del nostro tempo".

L'arte del Maestro Porcasi si ispira "alla superba bellezza del paesaggio e della natura contrapposta all'orribile bruttezza della violenza che idistrugge, senza etica e senza limiti. Nato a Partinico (PA) sul finire del Boom economico (1965) e laureato con il massimo dei voti in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Palermo, Gaetano Porcasi ha collaborato con artisti di fama internazionale; è docente di Storia dell'Arte in un liceo scientifico, pittore, scultore, restauratore. Da decenni è noto in Italia ed all'estero come "il pittore antimafia" per antonomasia.

"Sin da ragazzino," ricorda, "non riuscivo a capire come si potesse arrivare ad uccidere per denaro". Gli chiediamo: "Che cosa è, oggi, la mafia in Italia? Come la definirebbe?" Il Maestro risponde così: "Oggi la mafia non esiste più come nell'immaginario collettivo di un tempo, quello della coppola e della lupara. I mafiosi sono diventati spesso colletti bianchi, figure che si muovono in ambiti più sofisticati e, in alcuni casi, anche all'interno delle istituzioni, soprattutto dove circolano grandi interessi economici". Ed aggiunge: "Uno dei mali sociali più evidenti in Italia è lo sperpero del denaro pubblico. Spesso la politica, per alimentare dinamiche clientelari, affida incarichi a numerosi esperti, talvolta con ruoli poco chiari o costruiti ad personam.

Capita di vedere amministrazioni locali circondate da molte figure consulenziali, con il risultato che le risorse pubbliche vengono impiegate in modo discutibile, attraverso meccanismi che sembrano quasi cuciti su misura, come un abito sartoriale". Il risultato di tutto ciò è un mix di "corruzione, evasione fiscale, politica malavitosa… la cosa pubblica ridotta ad una forma di mangiatoia senza fondo, ignoranza, sfascio della Giustizia e delle leggi, diffusa gestione criminale dell'Amministrazione".

Quando è nata in Italia la mafia? "Il fenomeno mafioso in Italia affonda le sue radici già nel banditismo. Oggi le mafie non sono una realtà unica: in Italia ne esistono diverse e nel mondo sono ancora più numerose.

Il fenomeno si è evoluto e si intreccia sempre più con dinamiche economiche e globali. La corruzione non riguarda solo contesti locali, ma si estende anche a livelli più alti, coinvolgendo grandi interessi economici e, in alcuni casi, anche realtà legate alle multinazionali.

Esistono quelli che comunemente

vengono definiti "poteri forti", capaci di influenzare equilibri e scelte politiche.

La globalizzazione ha amplificato

queste dinamiche, rendendo il potere più complesso e meno visibile. Come osservava Leonardo Sciascia, “il potere spesso si trova altrove rispetto ai luoghi in cui appare formalmente". Chiediamo: che senso ha raffigurare vittime e criminali con l'arte pittorica? "Oggi - risponde il Maestro - viviamo in un mondo dominato dalla digitalizzazione. Basta pensare a cosa succede se perdiamo un cellulare: in un attimo rischiamo di perdere una parte importante della nostra memoria, dei nostri documenti, della nostra vita. La pittura, invece, è testimonianza. E qualcosa che resta nel tempo, che attraversa le epoche. Se pensiamo ai grandi artisti del passato, ci rendiamo conto di quanto ci abbiano lasciato in termini di memoria, identità e cultura.

Insomma, le opere pittoriche hanno

una forza straordinaria: raccontano,

documentano, resistono. Ho realizzato più di 2000 opere dedicate alle pagine più oscure della storia d'Italia. Attraverso il mio lavoro ho cercato di raccontare il Paese, soffermandomi in particolare sulle stragi e sui momenti più drammatici della nostra storia. È un percorso artistico e civile allo stesso tempo, che nasce dall'esigenza di non dimenticare e di mantenere viva la memoria".

A Brescia come a Castel Volturno (Caserta) e a Cefalù (Palermo) sono esposte in questi giorni alcune opere del Maestro Porcasi. Le più significative sono presenti anche in Internet.

LeggoTenerife.com, aprile 2026

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