
Emmanuel Macron ha regalato a Leone XIV una maglia della nazionale francese di basket
Iacopo Scaramuzzi
Macron: stesse convinzioni. L'inquilino dell'Eliseo, in Vaticano insieme alla moglie Brigitte, ricevuto per un'ora. Sul tavolo Libano e crisi in Medio Oriente. "Porre fine ai conflitti attraverso negoziati"
CITTÀ DEL VATICANO - Il cristiano «non sta mai dalla parte di chi lancia le bombe»: papa Leone XIV è tornato a sconfessare il tentativo di utilizzare il cristianesimo per giustificare la violenza e lo ha fatto in riferimento alla guerra in corso in Medio Oriente proprio nel giorno in cui la situazione della regione è stata al centro del primo incontro che ha avuto ieri con il presidente francese Emmanuel Macron.
«Fratelli», ha scritto detto Prevost in mattinata ai vescovi della Chiesa di Baghdad dei Caldei, «siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell'Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi».
Pur senza citare espressamente Usa e Israele, il Papa ha fatto riferimento alla guerra in corso nella regione. «Nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie, nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato», ha detto. «Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace», ha scandito, «non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli».
Sempre ieri mattina Leone XIV ha ricevuto per la prima volta Emmanuel Macron. Si erano sentiti a inizio pontificato ma le due agende non avevano permesso sino ad ora di fissare un incontro. Segno dell'interesse reciproco a fare conoscenza, l'udienza è durata un'ora. Se con Bergoglio il presidente francese aveva una maggiore confidenza, al punto da dargli del tu e — gesto che fece sussultare qualche monsignore di Curia — una volta accarezzò il Papa sulla guancia, con Leone c'è stata maggiore formalità. Francesco, d'altro canto, non è mai andato a Parigi, neppure per la riapertura di Notre Dame: nel corso del suo pontificato si è recato tre volte Oltralpe, a Strasburgo nel 2014, a Marsiglia nel 2023 e in Corsica nel 2024, ma, concentrato sulle "periferie", ha sempre evitato una visita di Stato. Ora Macron, che ha parlato in inglese, ha invitato il nuovo Papa a Parigi e a Lourdes (potrebbe essere settembre).
Ma al centro dell'udienza c'è stata la convergenza sulla situazione mondiale in un'epoca segnata dall'imprevedibilità statunitense.Non a caso tanto l'inquilino dell'Eliseo quanto il Pontefice nato a Chicago negli ultimi giorni hanno manifestato la loro preoccupazione per i propositi di Trump.
«Condividiamo la stessa convinzione», ha scritto su X Macron: «Di fronte alle fratture del mondo, l'azione per la pace è un dovere e un'esigenza. La Francia lavorerà sempre per il dialogo, la giustizia e la fratellanza tra i popoli». In particolare il Libano, in questi giorni sotto le bombe israeliane, sta storicamente a cuore tanto alla Francia quanto alla Santa Sede.
Accompagnato dalla moglie Brigitte, Macron, che a Roma è venuto per il Vaticano e per delicatezza diplomatica non ha incontrato esponenti del Governo, dopo il Papa ha incontrato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, col quale ha avuto «uno scambio di vedute sulle situazioni di conflitto nel mondo, auspicando che si possa ristabilire la convivenza pacifica attraverso il dialogo e il negoziato».
Sono rimasti in secondo piano le divergenze sul diritto all'aborto che la Francia ha messo in costituzione e la legge sul fine vita. Prima di tornare a Parigi Macron ha visitato Villa Medici, accademia francese a Roma, e il Laterano, di cui il presidente della laicissima Francia è protocanonico. Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 11 aprile 2026
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