![]() |
| Vallepiano con Francesco |
ROBERTO VALLEPIANO
Mi dispiace deludere i dotti e arguti analisti nostrani ma no, Donald J. Trump non è pazzo. Le sue teatrali pose messianiche, i suoi post palingenetici sui social in cui si paragona in maniera blasfema a Gesù Cristo, gli strani rituali e i bizzarri esorcismi alla Casa Bianca, perfino i suoi insulti prima a Papa Francesco e poi a Papa Leone, non sono le uscite estemporanee di un folle ma rispondono a una precisa strategia comunicativa.
Trump sta parlando allo zoccolo duro del suo elettorato, quello costituito dalle sette evangeliche, con il linguaggio che capiscono meglio. Ma facciamo un passo indietro: le tendenze innovatrici e progressiste comparse all'interno della Chiesa Cattolica con il Concilio Vaticano II° fecero sorgere in tutto il mondo e soprattutto nel Continente Latinoamericano una Chiesa diversa, che stava al fianco dei poveri e delle lotte di liberazione contro le ingiustizie sociali innescate dall'imperialismo a stelle e strisce. Gesù Cristo divenne non solo un riferimento biblico ma un compagno di lotta, nacque la Teologia della Liberazione.
Le cosiddette "Chiese Evangeliche" furono la risposta della CIA per contrastare l'influenza della Chiesa Cattolica e dei movimenti di liberazione all'interno del Continente Latinoamericano.
Nascono con l’esigenza di imporre all'America Latina modelli di riferimento culturali e religiosi compatibili con la way of life a stelle e strisce. L'ascesa dell'evangelismo eterodiretto da Washington ha l'obiettivo dichiarato di plasmare la transizione verso il capitalismo. Il loro Dio pretende obbedienza assoluta e incondizionata in cambio di benefici materiali. Al posto del crocifisso hanno la bandiera di Israele. I loro inni sacri sono canzoni Pop e loro cerimonie religiose veri e propri show di telepredicatori che si prendono gioco di ogni spiritualità e senso del sacro, scagliando maledizioni contro i governi laici e progressisti, e all'occorrenza trasformandosi in micidiali comitati elettorali come quelli che hanno garantito la vittoria di Uribe in Colombia, di Bolsonaro in Brasile e dello stesso di Trump negli USA.
Per non parlare Paraguay, Honduras e Bolivia dove il fondamentalismo evangelico ha guidato le violenze golpiste che defenestrarono i rispettivi Presidenti: Ferdinando Lugo, Zelaya ed Evo Morales.
Dietro all'estrema destra parareligiosa delle sette evangeliche si cela dunque l'obiettivo dichiarato di cancellare dalla società ogni conquista di stampo umanista, di revocare i principi costituzionali di laicità dello stato, di annullare il protagonismo delle donne, di cancellare i diritti sociali e civili, di avversare l'istruzione pubblica per assoggettarla e subordinarla alla morale messianica e fondamentalista.
Quello delle sette evangeliche è un falso dio oscurantista e misogino, escludente e colonialista, che incita alla discriminazione, rifiuta il dialogo e condanna ogni diversità.
Un dio di cui i loro seguaci si riempiono ossessivamente la bocca per minacciare gli atei, intimidire i laici e gettare discredito sulla Chiesa Cattolica tacciandola di satanismo.
Quello evangelico è un dio a stelle e strisce, capitalista e violento, che si propaga attraverso le fake news, che nega i progressi scientifici e che condanna come eresia ogni altra forma di spiritualità.
E' a questo segmento sociale che si sta rivolgendo Trump.
————
Roberto Vallepiano è nato e vive nella Riviera Ligure di Ponente, terra di mare e di roccia dove il sole regna anche d’inverno. Agitatore culturale, viaggiatore, poeta e attivista. Scrittore per diletto e per passione. Da sempre attivo in campo culturale, politico e divulgativo con una particolare predilezione per l’America Latina. A livello giornalistico ha collaborato con varie testate tra cui il Granma Internacional e Altrenotizie, fa parte del Collettivo radiofonico Radio Revolucion. Nel 2014 ha pubblicato il saggio Svendola. Anche i Nichi piangono. Nel 2015 è uscito il libro Cuba. Geografia del desiderio, presentato alla Fiera del Libro dell’Avana e in diverse altre città dell’isola. Per le Edizioni Bepress ha dato alle stampe Ufficio Sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra nel 2017, I figli del vulcano nel 2019, Sole e Rivoluzione. L’incantesimo cubano nel 2022 e Nicaragua Fuoco e Poesia nel 2024. Per le sue opere ha ricevuto premi e riconoscimenti in diversi Paesi tra cui Italia, Cuba e Vietnam.


Nessun commento:
Posta un commento