martedì, aprile 14, 2026

Si, Pino Governali ci manca molto, manca a Corleone, al mondo della scuola e ai suoi amici

L’intervento di Dino Paternostro 


DINO PATERNOSTRO

Se a distanza di 10 anni tante persone si sono riunite per ricordarlo e il suo Liceo, il “don G. Colletto”, ha deciso di dare il suo nome all’Auditorium, allora significa che davvero Pino Governali ha lasciato il segno del tuo passaggio nel mondo della scuola e tra di noi. 

Del Governali “uomo di scuola” se n’è parlato tanto. L’intervento di Angela Pizzitola, anche lei apprezzata docente e dirigente scolastica (e amica cara di Pino), lo racconta egregiamente. Ma Governali non era solo uomo di scuola. Io l’ho ricordato per la passione civile con cui ha accompagnato la nascita e la crescita di questo nostro giornale, da Corleonese Notizie a Città Nuove. Passione e coraggio che abbiamo apprezzato tanto dopo l’attentato incendiario si locali della redazione della notte tra il 16 e il 17 aprile 1991. Pino ci incoraggiò, continuò a metterci la faccia, il cuore e la ragione. E andammo avanti, nonostante le preoccupazioni per gli uomini del  gotha mafioso di Corleone ancora liberi e latitanti. 

Pino veniva in campeggio con noi ragazzi. Nell’estate 1974 ne organizzammo uno memorabile in tenda a Scopello quando non era ancora Scopello, ma un luogo selvaggio e incontaminato. 

Pino era un uomo politico progressista, di sinistra. Militò nel Partito socialista, ma Craxi non l’entusiasmò mai. Restò sempre un progressista e come tale si candidò al consiglio comunale con Pippo Cipriani sindaco nel 1997.  Lo sostenemmo con convinzione e venne eletto consigliere comunale. Pippo lo volle vicesindaco e assessore alla cultura e alla pubblica istruzione. E da uomo delle istituzioni diede un grande contributo alla crescita della nostra comunità. Diede l’imput per l’approvazione di un regolamento che assegnava delle somme annuali alle scuole dell’obbligo, lasciando la più ampia autonomia nella loro gestione. Inventò la “Festa di Pace” nel 1995 per ricordare la strage di Capaci, coinvolgendo tutte le scuole del Distretto 11/49 del Corleonese. Sostenne con decisione una ricerca della storia di Corleone, affidata a un gruppo di studiosi delle Università di Palermo e di Catania, coordinati dal prof. Paolo Viola. Scrisse una colta guida turistica, corredata da un apparato iconografico di grande pregio. 

Pubblicò tanti volumi dedicati alle tradizioni popolari e religiose di Corleone. Ed uno, pubblicato postumo, dedicato alla “lingua corleonese”, al modo di parlare dei nostri padri e dei nostri nonni, il dialetto, dandone interessanti chiavi di lettura. 

Era un cattolico democratico Governali, espressione dei contenuti di rinnovamento del Concilio Vaticano II, che nella sua attività politico-istituzionale mantenne sempre un profilo laico.  

Approfondì molto il rapporto tra mafia e cultura popolare, aiutandoci a capire come cosa nostra abbia strumentalizzato alcune parole e alcuni valori della cultura popolare per incunearsi più facilmente in mezzo al popolo. 

I contributi scritti di Pino Governali sul nostro giornale li abbiamo riprodotti in  una mostra fotografica, esposta al don Colletto fino a fine mese. 

Inutile dire che ancora oggi, a dieci anni di distanza, Pino Governali ci manca. Manca alla Corleone civile d culturale, al mondo della scuola, al nostro giornale e ai suoi amici. Mi considero con orgoglio uno di questi. 

Dino Paternostro  

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