giovedì, aprile 16, 2026

Un enigma si aggira per Corleone: la statua di San Francesco dove la metto?

La statua di San Francesco in piazza Falcone e Borsellino 

DINO PATERNOSTRO

Ma possibile che ci sia un paese in subbuglio per l’ipotesi (non verificata) di spostare la statua di San Francesco da piazza Falcone e Borsellino per portarla non si sa dove, e l’amministrazione comunale (il sindaco e gli assessori) non dicano un parola chiara ai cittadini?

Si hanno notizie di raccolte firme nelle parrocchie e nei supermercati, ma i signori di Palazzo Cammarata restano “muti”!

Alcuni consiglieri comunali, piuttosto che andare dal sindaco e dagli assessori competenti ed esprimere in maniera netta e chiara la propria contrarietà alla rimozione della statua, annunciano contrarietà su Facebook e, sempre su Facebook, annunciano la presentazione di interrogazioni e ordini del giorno, il cui svolgimento avrà sicuramente tempi più lunghi di un incontro con il sindaco. 

Sembra il gioco delle tre carte. E a perdere sono sempre i cittadini, trattati come sudditi e mai coinvolti nelle scelte. 

Perché il comune di Corleone (sindaco, giunta, presidente del consiglio e consiglieri) non convoca un’assemblea cittadina per dire con chiarezza se è vero o no che si vuole rimuovere la statua di San Francesco?

E nel caso sia vero, perché non spiega le ragioni di questa scelta? 

E perché non ascolta i punti di vista e le ragioni dei cittadini?

Tanti perché e nessuna risposta. Non si amministra così un comune nel terzo millennio. 

Anche noi pensiamo che il problema di Corleone non sia spostare la statua di San Francesco. Anzi, un santo come Francesco, espressione secolare di un forte messaggio di pace e di dialogo tra i popoli, è meglio averlo sotto gli occhi nel cuore sociale di Corleone che ormai è piazza Falcone e Borsellino. 

Che gli amministratori comunali si impegnino a fermare il degrado continuo di via Bentivegna, dove incredibilmente ogni giorno si staccano i cubetti di porfido, collocati da circa due anni. 

Che gli amministratori chiedano conto ai responsabili del progetto e alla ditta appaltatrice di quanto sta accadendo. 

Che spieghino alla città le azioni che stanno portando avanti.

A proposito, per il nuovo look di via S. Nicolò, via Piazza, via SS. Salvatore, via G. Orsini, via San Bernardo e via Firmaturi, i cui lavori sono in corso, sono previsti sempre cubetti di porfido per la loro pavimentazione? L’esperienza consiglierebbe di no. Gli amministratori possono dare qualche informazione?

E le fontane pubbliche perché sono ancora senz’acqua e sempre più contenitori di rifiuti? L’emergenza idrica è finita e le fontane di piazza Garibaldi e di piazza Nascè utilizzano impianti per il riciclaggio dell’acqua. 

I cittadini pretendono risposte, gli amministratori hanno il dovere di darle. 

Dono Paternostro

Nessun commento: