DI TULLIO FILIPPONE
Il 78% della capienza dei quattro invasi di Palermo adesso è stato raggiunto, c'è acqua per il prossimo anno e mezzo. Le grandi piogge che hanno continuato a interessare senza sosta il Palermitano hanno fatto tornare il livello delle scorte d'acqua all'estate del 2022, quando parlare di siccità era impensabile. Per capire l'impatto sulle riserve della città, basta osservare un grafico pubblicato dall'Amap, che gestisce il servizio idrico di Palermo e di cinquanta Comuni della provincia. Secondo le ultime rilevazione disponibili di venerdì 3 aprile la quantità di acqua custodita dai quattro bacini — Rosamarina, Scanzano, Poma e Piana degli Albanesi — mostra come in tre mesi, da gennaio ai primi di aprile, le scorte siano passate dalla soglia critica di 37,6 milioni di metri cubi a poco più di 140 milioni attuali.
Un incremento di più di 100 milioni di metri cubi, con l'acqua immagazzinata che è triplicata. Per intenderci le stesse quantità del periodo tra luglio e agosto del 2022.Le sole piogge tra martedì e venerdì scorso hanno fatto guadagnare in tre giorni più di 9 milioni di metri cubi e adesso l'Amap guarda con serenità al futuro: c'è anche per il prossimo anno e mezzo.
Tutto ciò al netto della fine del razionamento deciso dalla cabina di regia regionale a metà febbraio. Un piano che per circa 16 mesi ha riguardato qualcosa come 250mila utenze e tantissimi quartiere della città, a partire dalle periferie, consentendo all'Amap di risparmiare acqua preziosa in un anno e mezzo critico. La scelta di allora era stata quella di riversare sulla città di Palermo una parte dell'acqua in eccesso accumulata allo Scanzano. La diga, progettata per contenere 18 milioni di metri cubi, oggi ne può immagazzinare meno della metà, circa 7,3 milioni, perché il collaudo non è mai arrivato. Già a fine febbraio, quando il lago aveva raggiunto i 9,6 milioni di metri cubi di acqua al suo interno, una parte è stata gettata in mare.
Nei mesi più critici oltre alle turnazione hanno dato un grande contributo i pozzi scavati che hanno permesso di utilizzare altre fonti di approvvigionamento. A questo si è aggiunto l'Oreto. Dopo oltre 20 anni, le acque del fiume sono state immesse di nuovo nella distribuzione idrica della città di Palermo. Le analisi batteriologiche e tutti i controlli durati parecchi mesi hanno confermato l'esito positivo e adesso l'Oreto fornisce alla rete cittadina circa 100 litri al secondo, ma in condizioni favorevoli è in grado di produrre anche anche il doppio. In una fase successiva, con il completamento di un altro intervento di filtrazione dei reflui della frazione di Pioppo, la portata prelevata dal fiume potrà raggiungere i 300 litri al secondo.
A scacciare la grande sete, come detto, è stata una stagione straordinaria di precipitazioni. Secondo le analisi del Sias — Servizio informativo agrometeorologico siciliano della Regione il primo trimestre di quest'anno è stato anomalo per l'abbondanza di piogge in tutta la Sicilia. E negli ultimi 30 anni, soltanto una volta, nel 2015, l'accumulo di pioggia è stato superiore a quello di quest'anno.
Soprattutto il periodo di marzo è stato molto piovoso, con un accumulo medio mensile stimato, con alcune incertezze sulla neve, intorno ai 110 millimetri. Molto di più della media di 81 millimetri per il periodo tra il 2003-2022. In tutta la Sicilia c'è stata una media di 11,3 giorni di pioggia, più alta di quella degli ultimi 20 anni.
La Repubblica Palermo, 5 aprile 2026


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