martedì, aprile 14, 2026

Giuseppe Governali è stato un maestro autorevole e saggio, una guida sicura per la sua elevata professionalità, per le sue eccellenti competenze, ma anche per la sua affabilità, la sua cordialità, la sua indiscussa capacità di ascolto e, cosa più straordinaria, la sua umiltà

La prof.ssa Angela Pizzitola 


Giuseppe Governali

Pubblichiamo l’intervento della prof.ssa Angela Pizzitola alla cerimonia per l’intitolazione al preside Giuseppe Governali dell’Auditorium dell’IISS “don Giovanni Colletto” di Corleone 

di ANGELA PIZZITOLA

Il rapporto tra Giuseppe Governali e la scuola  oserei  definirlo un rapporto simbiotico, perché il prof. Governali ha dedicato tutta la sua esistenza alla scuola , fin da quando, appena laureato, entrò al Liceo  classico Baccelli, dove era stato alunno modello,  come apprezzato docente di Italiano e Latino. 

Da allora , pur con qualche intervallo che lo ha visto preside a Chiusa Sclafani  e al Liceo Mursia di Carini , e ricercatore all’IRSAE  di Palermo, la sua è stata una presenza costante , un punto di riferimento per l’intero  territorio del corleonese e per tantissime  generazioni di studenti. Ha, infatti, segnato  la storia della nostra scuola   e per molti di noi  anche quella della nostra vita, da docente, da preside,  da promotore culturale, da amico, da appassionato amante della sua missione .

Un maestro , nel senso vero del termine, un maestro  autorevole e saggio, una guida sicura , tale non solo per la sua elevata professionalità e le sue eccellenti competenze , ma per la sua affabilità , la sua cordialità , la sua indiscussa capacità di ascolto e, cosa più straordinaria,  la sua umiltà .

Da studenti siamo stati affascinati dalla sua sensibilità , dalla sua empatia , dal suo stile educativo e formativo  che mirava a far sentire sempre l’alunno a suo agio, a promuovere le singole potenzialità , a dare risposte  ai vari bisogni , ad incoraggiare e stimolare senza mai mortificare  in eventuali insuccessi o esiti non del tutto positivi   ( che comunque oserei dire rarissimi se non  del tutto assenti) ; anzi, paradossalmente se ne assumeva la colpa ; “ forse non sono stato chiaro, non mi sono spiegato bene,  non vi ho coinvolti abbastanza” era solito ripetere; e, se talvolta non si aveva voglia di   studiare, lo si faceva per non dispiacerlo,  per fargli sentire tutto l’apprezzamento e la stima. Per chi, come me  ha avuto la fortuna di essere stata  sua  alunna al liceo, i ricordi sono tanti e sempre vivi. Lo rivedo in classe, con i suoi immancabili foglietti di appunti ( perché il prof Governali preparava sempre le sue lezioni in modo ordinato e scrupoloso) , le maniche della camicia leggermente rivoltate, anche in inverno, l’orologio sul tavolo  con accanto un pacchetto di esportazioni con filtro ( allora si poteva fumare !!!!!) , durante le sue magistrali lezioni di letteratura italiana  o i penetranti commenti del Paradiso dantesco , seguiti con stupore e religioso silenzio; le sue lezioni toccavano veramente il cuore  perché non erano trasmissioni di semplici  contenuti scolastici , ma profonde riflessioni  sull’uomo e sul suo essere , comunicazioni  di emozioni e sentimenti  che passavano dalla mente al cuore e facevano brillare gli occhi; erano lezioni di cittadinanza attiva e responsabile  che miravano alla crescitaumana e socio-culturale degli studenti; perché Giuseppe Governali  era un uomo di grande cultura  della vera cultura, quella che affonda le sue radici nell’humanitas , nella Paideia, nella Philandropeia , declinate nell’interesse , nel rispetto e nel benessere della persona  e della sua dignità , sia esso un alunno, ucollega, un docente o un semplice conoscente.

Da preside di cui ho avuto l’onore di essere stata collaboratrice e vicaria, è stato un pilastro portante della nostra scuola ; era il momento difficile dell’unificazione tra classico, scientifico , pedagogico e  tecnico di Marineo; egli ha saputo con la sua costante presenza , la sua pazienza  e la sua saggezza  mediare encomiabilmente  i possibili conflitti  che tale situazione potessecomportare ;  a volte bastava una sua battuta , un proverbio , un semplice paragone   per stemperare eventuali tensioni o interventi  un po’ troppo accalorati.

Ha soprattutto puntato alla promozione di una scuola  aperta al territorio , protesa a formare giovani responsabili , dotati di senso civico e  critico . Ricordo che quando si realizzavano incontri socio-culturali a cui venivano invitati gli studenti, egli stimolava la partecipazione delle classi , giustamente convinto che la formazione integrale della persona  si attua anche  nelle relazioni e nelle opportunità extra-scolastiche .

E al tempo stesso , fin dagli anni 80 , quando è stato preside per la prima volta, promuoveva incontri pomeridiani di grande spessore culturale , concorsi di poesia, cineforum, dibattitti  socio-politici,incontri vari, una sorta di progetti ante litteram che avevano tutto il sapore e l’entusiasmo della condivisione, della ricerca, dell’approfondimento e  della curiositas , progetti  aperti a docenti  genitori , alunni  e a tutto l territorio  che,  hanno reso la scuola  punto di riferimento per Corleone  e i paesi limitrofi . Accoglieva tutte le proposte culturali  , non solo arricchendole con la sua partecipazione  ma spendendosi a piene mani  nella loro organizzazione . Una lettera degli studenti di Cinisiello Balsamo , su proposta di  don Ciotti ,  per condividere con gli studenti di Corleone  l’impegno nell’affermazione della legalità  contro l’imporsi della cultura mafiosa, ha  l’input per uno scambio  culturale  tra le due scuole , di cui il preside Governali è stato  fulcro e motore .

Del resto la porta della presidenza era sempre aperta , accoglieva ed ascoltava  con vera empatia   alunni, docenti, genitori , personale ATA , costituendo per tutti il consigliere, il mediatore, il confidente, proprio per  la sua serietà e saggezza; dopo un incontro con lui  ci si sentiva più forti, più sereni  nell’affrontare le grandi sfide  che il mondo della scuola  ha sempre posto  agli operatori del settore . e se, da alunni si studiava per non dispiacerlo, da docenti  non si diceva mai di  no  ad una  richiesta del preside  che non si imponeva  ma che proponeva sempre con garbo e delicatezza , dimostrando di saper fare un passo indietro, se necessario, per ascoltare le esigenze degli altri . ll fatto è che,da preside, ha messo al centro la comunità educante; non si è fatto fagocitare dalla burocrazia o dal formalismo delle carte , rimanendo docente , sempre desideroso  di parlare di letteratura  e di  arte  ai giovanie  lo faceva con gioia  quando qualche insegnante lo invitava  in classe per approfondire tematiche varie  o semplicemente per dialogare con i ragazzi con i quali si intratteneva volentieri  nei corridoi o fuori dal contesto scolastico

Non possiamo certo dimenticare le attività da lui promosse  come presidente del distretto 11/49 ; visite guidate  per la scoperta e la valorizzazione del territorio del corleonese , incontri socio-culturali in cui apprezzavamo  il suo alto spessore, le sue profonde conoscenze frutto di costanti studi, seri ed appassionati; si è impegnato con ogni mezzo  per coinvolgere tutte le scuole in progetti unitari che dessero proprio un significato concreto all’istituzione del distretto, istaurando  relazioni proficue con  i vari enti locali  in un rapporto sinergico,  collaborativo e produttivo. Aveva, infatti, una grande capacità di fare rete ;  il coinvolgimento di tutte le scuole   nella ricorrenza del 23 maggio  era diventato   con lui  un appuntamento  imprescindibile , un’occasione di grande testimonianza , animata dai valori  della legalità  e dell’impegno civile  volti a mantenere in tutti, specie nei giovani, la memoria e la consapevolezza della lotta al fenomeno mafioso , stimolando il senso di un’appartenenza motivata e motivante .Era fermamente convinto  e lo ripeteva sempre, che la cultura mafiosa,  con cui  purtroppo  la realtà corleonese ha dovuto fare i conti, va combattuta  con una capillare  azione culturale  volta a contrastare  la mentalità di chiusura e di sudditanza  che ha creato l’humus  favorevole alle  azioni  mafiose ed ha mortificato tantissimi corleonesi  onesti.  

Non si è risparmiato neppure da pensionato ; era felice di incontrare gli studenti del suo liceo  per corsi  di letteratura italiana sul novecento  e continuava a studiare , rimanendo aggiornato  su metodologie , discipline  e questioni varie  del mondo della scuola e non . Del resto l’attitudine e l’interesse per la ricerca  sono stati per il prof. Governali un punto cardine , fin da quando  ha scelto di fare l’esperienza di ricercatore all’IRSAE  di Palermo. Da pensionato continuava ad essere  punto di rifermento  per innovazione ed aggiornamento  perché insisteva :”  solo una scuola  aperta alle nuove proposte e ai nuovi bisogni  dell’evolversi sociale , può  favorire e promuovere la crescita culturale  , umana e sociale delle nuove generazioni, spesso vittime della superficialità e della massificazione,

Noi oggi ne ammiriamo l’esempio , ne raccogliamo il testimone , certi che ,per l’Istituto Superiore Don Giovanni Colletto  rimarrà sempre un punto di riferimento così come lo è stato da vivo. 

Concludendo voglio ricordare i versi di Eugenio Montale da Piccolo Testamento, che abbiamo inciso sulla targa donatagli  in  occasione del suo pensionamento e che, meglio di tante parole  sintetizzano il profilo di Giuseppe Governali :

giusto era il segno: chi l’ha ravvisato 

non può  fallire a ritrovarti.

Ognuno riconosce i suoi i: l’ orgoglio

non era fuga, l’ umiltà non era

vileil tenue bagliore strofinato laggiù 

non era quella di un fiammifero.


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