
La prof.ssa Angela Pizzitola 
Giuseppe Governali
Pubblichiamo l’intervento della prof.ssa Angela Pizzitola alla cerimonia per l’intitolazione al preside Giuseppe Governali dell’Auditorium dell’IISS “don Giovanni Colletto” di Corleone
di ANGELA PIZZITOLA
Il rapporto tra Giuseppe Governali e la scuola oserei definirlo un rapporto simbiotico, perché il prof. Governali ha dedicato tutta la sua esistenza alla scuola , fin da quando, appena laureato, entrò al Liceo classico Baccelli, dove era stato alunno modello, come apprezzato docente di Italiano e Latino.
Da allora , pur con qualche intervallo che lo ha visto preside a Chiusa Sclafani e al Liceo Mursia di Carini , e ricercatore all’IRSAE di Palermo, la sua è stata una presenza costante , un punto di riferimento per l’intero territorio del corleonese e per tantissime generazioni di studenti. Ha, infatti, segnato la storia della nostra scuola e per molti di noi anche quella della nostra vita, da docente, da preside, da promotore culturale, da amico, da appassionato amante della sua missione .
Un maestro , nel senso vero del termine, un maestro autorevole e saggio, una guida sicura , tale non solo per la sua elevata professionalità e le sue eccellenti competenze , ma per la sua affabilità , la sua cordialità , la sua indiscussa capacità di ascolto e, cosa più straordinaria, la sua umiltà .
Da studenti siamo stati affascinati dalla sua sensibilità , dalla sua empatia , dal suo stile educativo e formativo che mirava a far sentire sempre l’alunno a suo agio, a promuovere le singole potenzialità , a dare risposte ai vari bisogni , ad incoraggiare e stimolare senza mai mortificare in eventuali insuccessi o esiti non del tutto positivi ( che comunque oserei dire rarissimi se non del tutto assenti) ; anzi, paradossalmente se ne assumeva la colpa ; “ forse non sono stato chiaro, non mi sono spiegato bene, non vi ho coinvolti abbastanza” era solito ripetere; e, se talvolta non si aveva voglia di studiare, lo si faceva per non dispiacerlo, per fargli sentire tutto l’apprezzamento e la stima. Per chi, come me ha avuto la fortuna di essere stata sua alunna al liceo, i ricordi sono tanti e sempre vivi. Lo rivedo in classe, con i suoi immancabili foglietti di appunti ( perché il prof Governali preparava sempre le sue lezioni in modo ordinato e scrupoloso) , le maniche della camicia leggermente rivoltate, anche in inverno, l’orologio sul tavolo con accanto un pacchetto di esportazioni con filtro ( allora si poteva fumare !!!!!) , durante le sue magistrali lezioni di letteratura italiana o i penetranti commenti del Paradiso dantesco , seguiti con stupore e religioso silenzio; le sue lezioni toccavano veramente il cuore perché non erano trasmissioni di semplici contenuti scolastici , ma profonde riflessioni sull’uomo e sul suo essere , comunicazioni di emozioni e sentimenti che passavano dalla mente al cuore e facevano brillare gli occhi; erano lezioni di cittadinanza attiva e responsabile che miravano alla crescitaumana e socio-culturale degli studenti; perché Giuseppe Governali era un uomo di grande cultura della vera cultura, quella che affonda le sue radici nell’humanitas , nella Paideia, nella Philandropeia , declinate nell’interesse , nel rispetto e nel benessere della persona e della sua dignità , sia esso un alunno, un collega, un docente o un semplice conoscente.
Da preside di cui ho avuto l’onore di essere stata collaboratrice e vicaria, è stato un pilastro portante della nostra scuola ; era il momento difficile dell’unificazione tra classico, scientifico , pedagogico e tecnico di Marineo; egli ha saputo con la sua costante presenza , la sua pazienza e la sua saggezza mediare encomiabilmente i possibili conflitti che tale situazione potessecomportare ; a volte bastava una sua battuta , un proverbio , un semplice paragone per stemperare eventuali tensioni o interventi un po’ troppo accalorati.
Ha soprattutto puntato alla promozione di una scuola aperta al territorio , protesa a formare giovani responsabili , dotati di senso civico e critico . Ricordo che quando si realizzavano incontri socio-culturali a cui venivano invitati gli studenti, egli stimolava la partecipazione delle classi , giustamente convinto che la formazione integrale della persona si attua anche nelle relazioni e nelle opportunità extra-scolastiche .
E al tempo stesso , fin dagli anni 80 , quando è stato preside per la prima volta, promuoveva incontri pomeridiani di grande spessore culturale , concorsi di poesia, cineforum, dibattitti socio-politici,incontri vari, una sorta di progetti ante litteram che avevano tutto il sapore e l’entusiasmo della condivisione, della ricerca, dell’approfondimento e della curiositas , progetti aperti a docenti genitori , alunni e a tutto l territorio che, hanno reso la scuola punto di riferimento per Corleone e i paesi limitrofi . Accoglieva tutte le proposte culturali , non solo arricchendole con la sua partecipazione ma spendendosi a piene mani nella loro organizzazione . Una lettera degli studenti di Cinisiello Balsamo , su proposta di don Ciotti , per condividere con gli studenti di Corleone l’impegno nell’affermazione della legalità contro l’imporsi della cultura mafiosa, ha l’input per uno scambio culturale tra le due scuole , di cui il preside Governali è stato fulcro e motore .
Del resto la porta della presidenza era sempre aperta , accoglieva ed ascoltava con vera empatia alunni, docenti, genitori , personale ATA , costituendo per tutti il consigliere, il mediatore, il confidente, proprio per la sua serietà e saggezza; dopo un incontro con lui ci si sentiva più forti, più sereni nell’affrontare le grandi sfide che il mondo della scuola ha sempre posto agli operatori del settore . e se, da alunni si studiava per non dispiacerlo, da docenti non si diceva mai di no ad una richiesta del preside che non si imponeva ma che proponeva sempre con garbo e delicatezza , dimostrando di saper fare un passo indietro, se necessario, per ascoltare le esigenze degli altri . ll fatto è che,da preside, ha messo al centro la comunità educante; non si è fatto fagocitare dalla burocrazia o dal formalismo delle carte , rimanendo docente , sempre desideroso di parlare di letteratura e di arte ai giovani; e lo faceva con gioia quando qualche insegnante lo invitava in classe per approfondire tematiche varie o semplicemente per dialogare con i ragazzi con i quali si intratteneva volentieri nei corridoi o fuori dal contesto scolastico
Non possiamo certo dimenticare le attività da lui promosse come presidente del distretto 11/49 ; visite guidate per la scoperta e la valorizzazione del territorio del corleonese , incontri socio-culturali in cui apprezzavamo il suo alto spessore, le sue profonde conoscenze frutto di costanti studi, seri ed appassionati; si è impegnato con ogni mezzo per coinvolgere tutte le scuole in progetti unitari che dessero proprio un significato concreto all’istituzione del distretto, istaurando relazioni proficue con i vari enti locali in un rapporto sinergico, collaborativo e produttivo. Aveva, infatti, una grande capacità di fare rete ; il coinvolgimento di tutte le scuole nella ricorrenza del 23 maggio era diventato con lui un appuntamento imprescindibile , un’occasione di grande testimonianza , animata dai valori della legalità e dell’impegno civile volti a mantenere in tutti, specie nei giovani, la memoria e la consapevolezza della lotta al fenomeno mafioso , stimolando il senso di un’appartenenza motivata e motivante .Era fermamente convinto e lo ripeteva sempre, che la cultura mafiosa, con cui purtroppo la realtà corleonese ha dovuto fare i conti, va combattuta con una capillare azione culturale volta a contrastare la mentalità di chiusura e di sudditanza che ha creato l’humus favorevole alle azioni mafiose ed ha mortificato tantissimi corleonesi onesti.
Non si è risparmiato neppure da pensionato ; era felice di incontrare gli studenti del suo liceo per corsi di letteratura italiana sul novecento e continuava a studiare , rimanendo aggiornato su metodologie , discipline e questioni varie del mondo della scuola e non . Del resto l’attitudine e l’interesse per la ricerca sono stati per il prof. Governali un punto cardine , fin da quando ha scelto di fare l’esperienza di ricercatore all’IRSAE di Palermo. Da pensionato continuava ad essere punto di rifermento per innovazione ed aggiornamento perché insisteva :” solo una scuola aperta alle nuove proposte e ai nuovi bisogni dell’evolversi sociale , può favorire e promuovere la crescita culturale , umana e sociale delle nuove generazioni, spesso vittime della superficialità e della massificazione,
Noi oggi ne ammiriamo l’esempio , ne raccogliamo il testimone , certi che ,per l’Istituto Superiore Don Giovanni Colletto rimarrà sempre un punto di riferimento così come lo è stato da vivo.
Concludendo voglio ricordare i versi di Eugenio Montale da Piccolo Testamento, che abbiamo inciso sulla targa donatagli in occasione del suo pensionamento e che, meglio di tante parole sintetizzano il profilo di Giuseppe Governali :
giusto era il segno: chi l’ha ravvisato
non può fallire a ritrovarti.
Ognuno riconosce i suoi i: l’ orgoglio
non era fuga, l’ umiltà non era
vile, il tenue bagliore strofinato laggiù
non era quella di un fiammifero.
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