domenica, novembre 15, 2009

Oltre ottantamila con Saviano. Firmano Comencini, Ozpetek, Calopresti

ROMA - Oltre ottantamila firme per l'appello di Roberto Saviano ("Presidente, ritiri la norma del privilegio"). E oggi registriamo le prime adesioni dal mondo dello spettacolo. CLICCA QUI PER LEGGERE E FIRMARE L'APPELLO Firmano il premio Nobel Dario Fo, Franca Rame, la cantante Fiorella Mannoia, i registi Francesca Comencini, Ferzan Ozpetek e Mimmo Calopresti.
Nel nostro piccolo, abbiamo firmato anche noi. Invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto. L'Italia non può continuare ad essere paralizzata dalle leggi ad personam del premier. (d.p.)

Al Liceo classico e scientifico "Giovanni Colletto" di Corleone si premiano le "eccellenze"

di COSMO DI CARLO
Corleone - Premiati con Decreto Ministeriale due studenti del Liceo Scientifico Don Giovanni Colletto. Laura Picardo, 20 anni, studia alla Bocconi di Milano Economia Aziendale; Salvatore Milazzo, 20 anni, fa giurisprudenza alla LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta) di Palermo. Maturati nell’anno scolastico 2007 – 2008 con cento e lode, hanno ricevuto mille euro ciascuno. Per la preside professoressa Maria Rafti: “L’eccellenza premia anche i docenti e l’offerta formativa dell’Istituto che è in crescita costante”. LEGGI TUTTO
Telejato: guarda il video sulla premmiazione

sabato, novembre 14, 2009

Liberarci dalle spine. Da Rimini un aiuto per la "Bottega della Legalità" di Corleone

Per noi dirigenti dell'Arci salire su un palco di un Centro Sociale Autogestito non è cosa semplice. E' stato bellissimo sentirsi a casa propria, avvertire una condivisione fatta di punti in comune, gustare il valore della diversità come un valore e non come un problema. Dopo una gustosa cena, eccoci al dibattito. Ad un certo punto uno dei volontari romagnoli, David, comunica che con i fondi raccolti nella cena della legalità si riuscirà ad aprire il punto vendita previsto nel bene confiscato nel centro storico di Corleone. Quindi anche il Centro Sociale Autogestito di Rimini Sud ha un ruolo rilevante nel processo di cambiamento corleonese. Da questa sera anche loro fanno parte del Progetto Liberarci dalle Spine: benvenuti compagne e compagni, insieme riusciremo a sconfiggere il malessere molto diffuso in Toscana e in Emilia Lombardia: l' omertà. E pensare che la mattina era partita con un bellissimo incontro con gli studenti di Colle Val D'Elsa, dove Bernardo e Bianca hanno sperimentato la loro pratica di peer education. Con le loro testimonianze hanno fatto emozionare i tanti alunni presenti.
Maurizio Pascucci

Anche i libri della casa editrice La Zisa presenti all’interno dell’Antica Focacceria a Milano

Palermo, 14 novembre 2009 – Vi saranno anche i titoli della casa editrice La Zisa (www.lazisa.it) tra gli scaffali dell’Antica Focacceria San Francesco che domani aprirà i battenti a Milano, a due passi dal Duomo. Una scelta che si colloca all’interno di un percorso di affermazione della cultura della legalità iniziato fin dalla fondazione della piccola iniziativa editoriale che ha sinora mandato in libreria circa duecento titoli, la maggior parte dei quali riguardano proprio, tra attualità e storia, il tema della lotta alla mafia. La casa editrice La Zisa aderisce al gruppo di imprenditori e di consumatori di Addipizzo.
Davide Romano
Direttore editoriale "La Zisa"

L'APPELLO. Presidente ritiri quella norma del privilegio

ROBERTO SAVIANO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. PER FIRMARE L'APPELLO Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia. Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
(La Repubblica, 14 novembre 2009)

Crisi e lavoro, da tutta l'Italia a Roma con la Cgil. Epifani: «Il Governo cambi rotta, il peggio deve arrivare»

Centomila persone in piazza con la Cgil, ovvero i volti e storie di una realtà che il governo ignora consapevolmente. Al corteo anche studenti, e rappresentanti dell'opposizione, Pd, Idv. "La crisi non è finita, il peggio per l'occupazione deve ancora venire", dice Epifani che chiede al governo un cambio di passo, misure precise per i precari, i pensionati. "Finora non ha fatto nulla", ha solo aiutato gli evasori fiscali. E la finanziaria è "inesistente". Sacconi: "Piccolo mondo antico legato al 900".

Palermo: Orlando (PD), "L'Amia azzera perdite in tempi record? O nuovo presidente è mago, o vecchia gestione era banditesca"

“Se il nuovo presidente dell’Amia nell’arco di sei mesi è riuscito, pur con qualche sacrificio, a ridurre le perdite da 3,5 milioni a 170 mila euro al mese, le spiegazioni possibili sono due: o è un mago della finanza, o fino ad ora c’e stata una gestione banditesca dell’azienda”. Lo dice Salvatore Orlando, consigliere comunale del PD a Palermo e componente della commissione consiliare aziende partecipate. Evidentemente – prosegue Orlando - l’assunzione dei precari all’Amia Essemme era sopportabile e non richiedeva alcun aumento delle tasse. Semmai bisognerebbe essere più precisi quando si parla degli ‘sprechi’ che sono stati tagliati: a cosa ci si riferisce? Ai cestini d’oro di Palermo? Agli oscuri affari discussi di fronte alle aragoste d’oro di Dubai? Alle gare d’appalto per gli autocompattatori? Bisogna andare a fondo su questo enorme buco nero, e Cammarata non può fare spallucce e accusare la ‘precedente gestione’, dal momento che il principale responsabile è sempre lui: è il sindaco che ha nominato i vertici della precedente gestione, ed era il sindaco che aveva l’obbligo di controllare”. “Ora si apre la pericolosa pagina della liquidazione, che si vorrebbe minimizzare, come fosse un passaggio ordinario. Ma non è così: Cammarata spieghi alla città, al consiglio comunale e ai dipendenti dell’Amia cosa succederà adesso e se ci saranno ripercussioni sui servizi o sul personale”. “Infine – conclude Orlando - un’ultima domanda: Cammarata oggi si vanta di avere abbassato l’Irpef. Ma chi l’aveva aumentata?”.
14 novembre 2009

Corleone. L'ato non paga i salari e gli operai dichiarano lo stato di agitazione

A Corleone venerdì mattina era esplosa con rabbia la protesta degli operai dell'Ato Alto Belice Ambiente di Monreale, che non hanno ricevuto il salario del mese di ottobre. Per qualche ora gli autocompattatori non sono usciti dal parcheggio. "Sono intervenuto personalmente - spiega Giuseppe Giandalone, assessore all'Ambiente del Comune - noi abbiamo pagato la quota all'Ato 2 di cui facciamo parte. La società che gestisce i servizi mi ha assicurato che gli stipendi saranno pagati nei prossimi giorni. Ma il personale non ce la fa più". Non ce la fa più e non ha più fiducia nelle parole di sindaci, assessori e presidenti Ato. Anche perchè, insieme alla Regione, sono i responsabili dell'attuale sfascio. Se l'Ato di Monreale, di cui fa parte Corleone, non puà pagare gli stipendi, gli oneri sociali e le quote per portare i rifiuti in discarica è perchè in passato ha sprecato enormi risorse finanziarie in assunzioni politico-clientelari di impiegati amministrativi assolutamente non necessari per la raccolta dei rifiuti. Assunzioni di amici e clienti (clamoroso il caso del comune di Corleone, dove due neo-assunti siedono sui banchi del coonsiglio comunale nelle fila del Pdl), che hanno fatto saltare tutti i conti. Ma questo il sindaco Iannazzo e l'assessore Giandalone alla stampa non lo dichiarano.

Palermo. Volantinaggio di Addiopizzo nel quartiere dei Lo Piccolo

PALERMO - Volantinaggio antiracket domani mattina nel quartiere palermitano Resuttana-San Lorenzo che fu roccaforte del clan Lo Piccolo. Lo ha organizzato il comitato Addiopizzo "Nel quartiere da diversi mesi assistiamo - afferma una nota - ad un'escalation di intimidazioni ai danni di diversi commercianti ed imprenditori che operano sul territorio. È importante una partecipazione massiccia per dare un segnale di presenza forte a chi vive ancora oggi stretto tra la morsa del pizzo. Oggi si può decidere di denunciare senza essere lasciati soli". Sarà anche presente l'associazione 'Bene collettivò.

Il Senato da il "via libera"alla vendita dei beni confiscati alle mafie. Un regalo ai boss?

"Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività". E' quanto afferma don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione "Libera". "Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obiettivo è quello di recuperare risorse finanziarie - dice il sacerdote - strumenti già ce ne sono, a partire dal 'Fondo unico giustizia' alimentato con i soldi 'liquidi' sottratti alle attività criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia". "Ma è un tragico errore vendere i beni - prosegue - correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all'influenza dei clan". Don Ciotti conclude facendo "un appello a tutte le forze politiche perché questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore regalo alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera".
13 novembre 2009

Approvato il Piano di Zona del Distretto socio-sanitario D40 di Corleone

E’ stato definitivamente approvato dall’assessorato regionale della Famiglia il Piano di Zona del Distretto socio-sanitario D40 per il triennio 2010-2012. L’ambito territoriale è costituito dai Comuni di Corleone, Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana e Roccamena. «E’ il primo Piano di Zona approvato in Sicilia - afferma con grande soddisfazione il presidente del Comitato dei Sindaci, Pio Siragusa -. Ci siamo adoperato affinché questo strumento di programmazione possa dare risposte concrete ai più bisognosi. Abbiamo puntato non soltanto a garantire i servizi di base (assistenza a domicilio agli anziani e ai disabili, servizi in favore dei minori), ma anche all’integrazione delle persone in situazione di marginalità sociale (disoccupati, vedove, ragazze madri, ex detenuti). Presto sarà anche attivato lo sportello unico di accesso ai servizi sociali. E’ un percorso difficile, ma ce la faremo. Sono orgoglioso della professionalità e della competenza acquisite dal personale dell’ufficio e del clima di collaborazione tra i sindaci e gli assessori dei comuni, che ci hanno consentito di raggiungere questo importante risultato». Sono 4 i progetti che partiranno dal prossimo primo gennaio e per i quali è stata stanziata la cifra di 200mila euro. Sono rivolti a vedove, ragazze madri disoccupate e con figli a carico, anziani, diversamente abili e persone che necessitano, per condizioni socioeconomiche, dell’assegno per il servizio civico. I bandi si possono consultare sul sito Internet del Comune www.comune.corleone.pa.it.
NELLA FOTO. Pio Siragusa

Sicilia. Il Pd tra demonizzazione e adulazione

di Agostino Spataro
L’immondizia dilaga in centri grandi e piccoli del palermitano e assedia la stessa Palermo, capitale di questo centro-destra rissoso e includente che aggrava i problemi invece che risolverli. L’altra sera all’Ars se ne avuta un’ulteriore dimostrazione col voto contro il Pdf che segna la sconfitta del governo Lombardo ed appone il sigillo parlamentare sopra una rottura che appare insanabile. Questa è la sostanza delle cose. LEGGI TUTTO

venerdì, novembre 13, 2009

CI SCRIVONO. Dal letame nascono i fiori...

"Dal letame nascono i fiori" disse il Faber. Quindi possiamo sperare, e c'è tutta la possibilità che ciò accada, che nel tempo i rifiuti si decompongano in prezioso letame trasformando i nostri paesi in novelli San Remo. Certo, nel frattempo dovremo tollerare qualche miasmo poco piacevole, ma il risultato sarà esaltante! Magari qualcuno si ammalerà, ma non mancheranno le corone ai funerali! Solo un improvviso quanto malaugurato risveglio di sindaci, amministratori, "colitici" in genere potrebbe impedire questa svolta floreale, ma auspichiamo che continuino, così come hanno fatto fin ad ora, ad occuparsi dei rifiuti solo a fini privatistici e clientelari, a vedere gli ATO come la gallina dalle uova d'oro, la manna caduta dal cielo a risolvere i problemi occupazionali (di figli, nipoti e quant'altro). Se quest'ultima condizione non sarà disattesa da costoro, vedremo presto i flussi turistici diretti in Spagna, Thailandia, Londra e Parigi dirottarsi verso gli ameni paesini del palermitano; e tra le ex discariche sorgeranno hotel di lusso con piscine infiorate, ristoranti recensiti sulla Michelin che per l'occasione sostituirà le stelle con i petali di rosa, lounge bar in stile Buddha presso i quali non sarà infrequente incontrare Sting e Clooney intenti a consumare beveroni profumati al ginepro del Triona, ovviamente accompagnati da frotte di paparazzi che immortaleranno le gesta erotiche di vip e colitici che quivi verranno a svernare felicemente nelle suites PRESIDENZIALI passando il tempo nelle Jacuzzi piene di ragazzine ambiziose ed inebrianti fiori di campo (santo). AVANTI così, dunque! Siamo sulla strada giusta! Presto la disoccupazione attule sarà un brutto, vecchio ricordo! Nient'altro! Anzi, assisteremo ad una inversione dei ruoli e toscani ed emiliani, lumbard e savoia correranno da noi ad implorare un posticino di lavoro. E finalmente potremo guardarli NOI dall'alto in basso! Dal letame nascono i fiori...
Carmelo

Giustizia & Processi. Effetto colpo di spugna

di Lirio Abbate
Giusto accelerare i tempi, ma senza serie riforme e più risorse sono a rischio processi importanti: da Eternit a Thyssen. Parla il procuratore di Torino. Colloquio con Giancarlo Caselli
Il procuratore della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, è d'accordo nel celebrare processi nel più breve tempo possibile, ma suggerisce di "calarsi" nel quotidiano della giustizia prima di fare nuove mosse. La norma è stata chiesta da Silvio Berlusconi per abbreviare i dibattimenti e concluderli entro sei anni. Superato questo termine il processo sarà dichiarato estinto. Per il capo dei pm torinesi potrebbe provocare negli uffici giudiziari l'azzeramento di migliaia di processi.
Procuratore Caselli, Niccolò Ghedini, consigliere giuridico e avvocato difensore del premier, ha pensato a nuove regole per accorciare i processi, che dovrebbero essere applicate a procedimenti già in dibattimento di primo grado. Cosa ne pensa?
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Sicilia, hanno perso la testa. Il Partito Democratico e le spaccature congressuali

di Francesco Palazzo
Hanno perso la testa. Vedendo in rete alcuni spezzoni dell'assemblea regionale dei democratici, consumatasi, in tutti i sensi, domenica 8 novembre, non si può dire che questo. L'hanno persa, e alla grande, i vincitori e i vinti. Nel PCI e nella DC, che sono, grosso modo, i contenitori di provenienza degli iscritti al partito, mai sarebbe accaduta una cosa del genere. Almeno nella misura in cui è avvenuta questa spaccatura verticale, con un'intera mozione che lascia il campo e con il parapiglia che ne è conseguito. Insomma, se il Partito Democratico in Sicilia voleva trovare il modo migliore per farsi del male, c´è perfettamente riuscito. LEGGI TUTTO

giovedì, novembre 12, 2009

Rifiuti in Provincia di Palermo. Da 65 sindaci chiesto lo stato di emergenza

La conferenza permanente dei 65 sindaci della provincia di Palermo chiama in causa il governo regionale per "un intervento straordinario di natura finanziaria per consentire agli Ato di superare la crisi"
PALERMO - Il presidente Giovanni Avanti ha convocato una seduta straordinaria urgente della Conferenza permanente dei sindaci della provincia per affrontare la grave situazione nella quale si trovano diversi centri a causa dell'emergenza rifiuti che ha portato, tra l'altro, alcuni primi cittadini a decidere la chiusura delle scuole. "È una situazione gravissima - sottolinea Avanti - che deve essere affrontata in modo serio e nella massima rapidità. È ormai chiaro che il sistema degli Ato deve essere modificato e che i comuni non hanno i mezzi finanziari. La Regione deve dichiarare lo stato d'emergenza in tutta la provincia".La Conferenza, alla quale hanno partecipato 65 sindaci o loro delegati, al termine della seduta ha approvato all'unanimità un ordine del giorno nel quale si chiede al governo regionale e alle istituzioni nazionali "la dichiarazione dello stato di emergenza igienico-sanitaria su tutto il territorio della provincia di Palermo per l'impossibilità di conferire i rifiuti nelle attuali discariche e per la conseguente interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani".Nel documento si chiede anche al governo regionale "che si faccia carico di un intervento straordinario di natura finanziaria per consentire agli attuali Ato rifiuti di potere superare la grave crisi economica e finanziaria in cui versano".
11/11/2009

ED IO DICO LA VERITA'...

di RANIERO LA VALLE
E io dico la verità: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un´identità, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa, e se la sua difesa dovesse essere messa nelle mani di Gasparri, di Calderoli o di Pera, della Lega o di Villa Certosa, e cessasse di essere la memoria di un Dio che si è fatto uomo, per rendere gli uomini divini, e che "avendo amato i suoi fino alla fine" ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei più vedere un crocefisso in vita mia. Se dovessi dire come procedere, direi che lo Stato smetta di imporre alle scuole il crocefisso, e non impugni Strasburgo; che la Chiesa non ne rivendichi l´obbligo, tanto meno come simbolo d´identità e di radici, piuttosto che come simbolo di salvezza, e per ottenerlo non corra nelle braccia del governo; e che con buon senso, secondo le tradizioni e le esigenze dei luoghi, si trovi un consenso tra genitori, alunni e maestri, sul lasciare o togliere la croce. L´ultima cosa che vorrebbe quel Dio schiavo che vi si trova appeso, è di portare l´inquietudine, l´inimicizia e lo scontro nei luoghi dove una generazione sta scegliendo, e forse solo subendo, il suo futuro. (Leggi la versione integrale)

La Carovana Antimafia in viaggio per la Lombardia. La tappa di Lodi e Pavia.

Martedì 10 novembre: sole! Il pulmino fila sull’autostrada, direzione Lodi: dopo il casello ci infiliamo in un banco di nebbia, si rallenta. Scorro il fitto programma della giornata, la carovana entra nel vivo. Prima tappa, Liceo Gandini, incontro con i gruppi che nel corso dell’anno hanno approfondito temi impegnativi su mafia e dintorni. Nell’Aula Magna, tante facce attente, facile e naturale qui parlare di legalità come progetto di vita, un impegno che contiene un cuore di futuro- proprio per loro. Si vede che il tema sta sedimentando nei loro pensieri. Persino più sorprendente l’incontro all’Arci “Primo Maggio” di Lodivecchio con una classe di terza media. Molta timidezza iniziale, ma riusciamo a superare il muro e fioccano le domande: “ma lei non ha paura a stare su un pulmino antimafia? Ha mai incontrato un mafioso? “ Capiscono bene che la mafia fa quel che fa perché è sostenuta dalla cultura della prevaricazione, dello sfruttamento, dell’illegalità generale . LEGGI TUTTO

mercoledì, novembre 11, 2009

Contessa Entellina. "Tombarolo" di Paternò "in trasferta" arrestato dai Carabinieri sul sito archeologico di Rocca d'Entella

Domenica notte i Carabinieri della Stazione di Contessa Entellina, coadiuvati dal Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazioni di Giuliana e Campofiorito, hanno tratto in arresto il “tombarolo” Alfio Asero, 35enne di Paternò (CT), con l’accusa di tentato furto aggravato. L’uomo è stato fermato in flagranza mentre effettuava degli scavi archeologici clandestini alla ricerca di reperti storici. Asero ha tentato di scappare, ma è stato bloccato dai militari dell’Arma proprio sul sito archeologico, a pochi metri dalle buche poco prima realizzate. I Carabinieri della Stazione di Contessa Entellina negli ultimi giorni avevano infatti ricevuto diverse segnalazioni di tentati trafugamenti da parte dell’ente che gestisce la riserva naturale, ed hanno quindi predisposto un mirato servizio per cogliere in flagranza i “tombaroli” e mettere fine ai loro scempi. LEGGI TUTTO

martedì, novembre 10, 2009

Monsignor Mariano Crociata, segretario della CEI: "I mafiosi sono fuori dalla Chiesa, non c'è bisogno di scomuniche esplicite"

Dal nostro inviato ORAZIO LA ROCCA
ASSISI - "E' già scomunicato" chi commette atti criminali come mafiosi, camorristi e affiliati alla 'ndrangheta e non c'è quindi bisogno di ulteriori atti ufficiali della Chiesa. L'anatema arriva dall'arcivescovo Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che ha illustrato oggi il documento sul Mezzogiorno discusso dall'Assemblea della Conferenza episcopale italiana in corso ad Assisi.
L'arcivescovo ha anche reso noto il "clima" che si respira all'interno delle assise episcopali dove si stanno confrontando, rigorosamente a porte chuse, i 260 presuli in rappresentanza delle diocesi italiane. Un "clima" - ha riferito - "vivace, nuovo, espressione di una Chiesa che vuole essere sempre più vicina ai problemi della gente comune con sollecitudine pastorale, attenta alle esigenze dei singoli, specialmente dei più poveri e dei più bisognosi". LEGGI TUTTO

Dramma rifiuti. Partinico non permette l'uso della discarica. Corleone invasa dai rifiuti

Ieri mattina il presidente del Consiglio comunale di Partinico, Gioacchino Albiolo, e i capigruppo hanno impedito agli autocompattatori degli Ato rifiuti 1, 2 e 4 di entrare nella discarica di contrada Baronia. Con questo gesto i consiglieri comunali si sono opposti all'ordinanza emessa alcuni giorni fa del presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, per far fronte all'emergenza rifiuti che coinvolge molti comuni del Palermitano. La discarica di Partinico resta quindi aperta solo per i comuni dell'Ato che serve i comuni vicini. "Questa discarica - ha detto Albiolo - è stata realizzata per contenere i rifiuti di un solo comune. Quindi è impossibile che potrà ricevere l'immondizia di più di 50 paesi senza che si verifichi uno scempio ambientale nel territorio". Gli autocompattatori del Comune di Corleone, quindi, sono stati costretti a ritornare indietro con i rifiuti, mentre i cassonetti del centro abitato restano stracolmi di immondizia non raccolta. Una situazione drammatica, che è stata al centro di un incontro svoltosi questa mattina a Monreale tra i lavoratori dell'Ato Palermo 2, il presidente e alcune amministrazioni comunali, tra cui Corleone e Monreale. Si è alla disperata ricerca di una discarica (e "Ponte Aranci" quando riaprirà, assessore Giandalone?), ma i lavoratori sono anche alla disperata ricerca dei salari di ottobre che ancora non arrivano. Nessuna vera soluzione, mentre i rifiuti invadono sempre più Corleone...

Il direttore di TG1 Augusto Minzolini contro il pm di Palermo Antonio Ingroia

Minzolini dedica l'editoriale delle 20 all'abolizione dell'immunità parlamentare: "Sanare un vulnus". Lo spunto sono state le dichiarazioni del pm palermitano sull'autonomia della magistratura
ROMA - L'abolizione dell'immunità parlamentare è stata «un vulnus» alla Costituzione, e «c'è da auspicare che sia sanato». E' l'opinione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che ha dedicato all'argomento un editoriale nell'edizione delle 20. Per Minzolini la riforma costituzionale del '93 fu «un atto di sottomissione» della politica alla magistratura, confermata dall'elezione di numerosi magistrati in Parlamento, con la conseguenza che «il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia». Lo spunto per l'editoriale sono state le dichiarazioni del pm Antonino Ingroia, che Minzolini definisce «un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione. Solo che la Costituzione che Ingroia vuole salvaguardare - afferma Minzolini - almeno su un punto sostanziale non è quella originale. Nella Carta infatti, insieme all'autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioè i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l'istituto dell'immunità parlamentare: non lo fecero perchè erano dei malandrini, ma perchè ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico». Insomma, a giudizio del direttore del Tg1, «l'immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio dei poteri. Non fu certo un'idea stravagante: strumenti diversi ma con lo stesse finalità sono previsti in Germania, Inghilterra e Spagna e di un'immunità beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo: D'Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente».

Il giudice Antonio Ingroia: "Non ho programmi politici. E' grave dire che un magistrato voglia ribaltare assetti politici"

Il pm di Palermo replica al direttore del Tg1 Minzolini che lo aveva attaccato con un editoriale
ROMA - «Non ho fatto alcuna critica nei confronti del governo, alcune mie frasi sono state estrapolate dal contesto e ad esse è stato attribuito un significato diverso». Il pm di Palermo Antonio Ingroia, interviene a "24 Mattino" su Radio 24 e sceglie toni pacati per replicare all'affondo lanciato dagli schermi del Tg1 dal direttore Augusto Minzolini. Negando che, nelle sue parole, ci sia un pregiudizio politico nei confronti del premier. «Non ho né obiettivi, né programmi politici - continua Ingroia - tantomeno di ribaltare posizioni o attuali assetti politici e istituzionali. Penso che questa sia l'accusa più grave che si possa fare a un magistrato, non mi sento di meritarla». Ad Articolo 21, il pm spiega come il suo pensiero venga "stravolto" al punto di attribuirgli «un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai principi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia...». Ingroia torna alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa. E precisa: «Ho fatto riferimento alla mia preoccupazione per alcuni disegni di legge, quello sulle intercettazioni e alla riforma del codice di procedura penale, che a mio parere rischiano di aggravare la situazione di difficoltà investigativa della magistratura, soprattutto nei procedimenti più delicati sulle organizzazioni criminali, anche sul versante dei rapporti coi colletti bianchi. Poi ho aggiunto che da parte dei cittadini occorre, come ci ricordavano Falcone e Borsellino, una partecipazione attiva».

A Casalecchio di Reno torna la tre-giorni di "Politicamente scorretto"

Dal 27 al 29 novembre 2009, a Casalecchio di Reno, torna Politicamente Scorretto, il progetto culturale ideato da Casalecchio delle Culture in collaborazione con Carlo Lucarelli e Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie. Dibattiti, testimonianze, reading, proiezioni, laboratori per affrontare le vicende più oscure della nostra storia con la sola arma della cultura.L'edizione 2009 si concentrerà su Nei forzieri della mafia, un tesoro per la cultura, l'appello lanciato da Carlo Lucarelli e Casalecchio delle Culture con l'adesione di Libera per chiedere che una parte dei beni confiscati alla criminalità venga destinata alla cultura. La campagna ha raccolto fino a oggi oltre 1.800 sottoscrizioni individuali, tra cui quelle di importanti personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e della magistratura, e l'adesione di più di 100 enti culturali e del terzo settore. È ancora possibile aderire all'appello sul sito web di Politicamente Scorretto. Il futuro volta le spalle alle mafie proporrà incontri e seminari rivolti al mondo scolastico e giovanile sul tema della legalità, mentre con La letteratura indaga i gialli della politica si affronterà lo stato del noir, tra pagina scritta e fiction televisiva. Il programma completo on-line da venerdì 20 novembre su http//www.politicamentescorretto.org/.

Corleone. La FP-CGIL chiede il potenziamento dei laboratori di analisi pubblici

Con una nota indirizzata alla Direzione generale dell'ASP di Palermo, la F.P.-CGIL di Palermo e di Corleone esprimono preoccupazione "per la mancata definizione delle problematiche inerenti i laboratori di analisi pubblici territoriali" e richiamano "l’attenzione sulle precarie condizioni, con rischio di disservizi, presenti nel laboratorio d’analisi dell’ospedale di Corleone, per il carente numero di tecnici e medici". Infatti, il personale tecnico risulta dimezzatato: dei sei tecnici previsti in pianta organica, ne risultano presenti solo tre. E tutti gli operatori in servizio "sono sottoposti a carichi di lavoro eccessivi e a turni di pronta disponibilità di gran lunga superiori ai tetti contrattuali". Incredibilmente, poi, il contratto a tempo determinato per un tecnico di laboratorio, scaduto il 31 ottobre, non è stato rinnovato, a diversamente da quanto è avvenuto in altre realtà aziendali. E non si spiega perchè i tecnici dei disciolti laboratori pubblici, in attesa di ricollocazione, sono stati messi in ferie d’ufficio. "Le difficoltà del laboratorio di analisi dell’ospedale di Corleone, dopo la chiusura del laboratorio territoriale del Distretto 5 dei mesi scorsi - conclude la nota della F.P.-CGIL - indeboliscono, inoltre, l’offerta pubblica nel comprensorio, con esclusivo vantaggio delle strutture private convenzionate che quanto prima rivendicheranno, fra l’altro, il superamento dei tetti loro assegnati". Di fronte a questo stato di cose, la Cgil chiede interventi decisi della direzione dell'Asp per potenziare i laboratori pubblici.
10/11/09

BYE, BYE DA CHICAGO... E NEL MENTRE CORLEONE ANNEGA NEI RIFIUTI...


domenica, novembre 08, 2009

La mafia non è una favola

di Giorgio Bocca
Sono stato additato come nemico della patria per aver scritto che tra Stato e criminalità organizzata si sono create zone di tolleranza se non di coesistenza. Ma ho solo cercato di capire cosa stava accadendo in Italia
Mi è capitato di recente di incorrere nelle ire e nei sarcasmi della maggioranza di destra al potere per aver scritto che fra lo Stato e la criminalità organizzata delle mafie si erano create, di fatto, zone di tolleranza se non di coesistenza. E la stampa della maggioranza scrisse che ero un nemico della patria o vittima del sonno della ragione, cioè uno che delirava. Il più educato, Fabrizio Cicchitto, disse che: "Da saggista che era, Bocca si è trasformato in romanziere, inventa collusioni fra la mafia e lo Stato". LEGGI TUTTO

Antimafia sociale. Continua il viaggio del progetto "Liberarci dalle spine"

Nei prossimi due mesi sono molte le attività programmate. Con questa comunicazione cercherò di elencarle in modo dettagliato.
1) Carovana Antimafie:
In Toscana è prevista dal 10 al 19 dicembre. Con noi saranno sempre presenti Salvatore, Bernardo e Mario della Cooperativa "Lavoro e Non Solo" e in alcune tappe anche Calogero. Tra gli invitati in alcune tappe Rita Borsellino, Pippo Cipriani, Alfio Foti e Dino Paternostro. In carovana ci saranno anche altri ospiti dell'Arci, di Libera , di Avviso Pubblico e della Cgil. In questo caso siamo alla ricerca di 2 volontari che facciano con me l'intera carovana oltra alla disponibilità di 4 volontari per ogni tappa locale. LEGGI TUTTO

Corleone. E' emergenza-rifiuti, ma il sindaco Iannazzo scappa in "gita" in America

Emergenza rifiuti a Corleone, dove per due giorni non è stato possibile svuotare i cassonetti, perché non c’è dove poi portare i rifiuti. Una situazione drammatica, a fronte della quale il sindaco Nino Iannazzo (Pdl)… è andato in “gita” in America (Los Angeles) per una settimana, insieme con un gruppo di consiglieri comunali e qualche “amico”. Non ha saputo rinunciare a divertirsi il sindaco, nemmeno di fronte ad un paese in ginocchio per i rifiuti, per la disoccupazione, per gli operai che non ricevono il salario. L’amministrazione comunale ha annunciato che entro poco tempo riaprirà la discarica di “Ponte Aranci”. Una buona notizia, finalmente, che arriva… con un ritardo di 7 anni! È dal 2002, infatti, che gli amministratori di destra annunciano la riapertura di questa discarica. Non l’hanno fatto. Adesso, forse, dopo 7 anni, lo faranno. Meno male!
La notizia del giorno arriva dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti che, ieri sera, ha firmato l'ordinanza di riapertura della discarica di contrada «Baronia» a Partinico, dove potrà conferire i rifiuti anche Corleone. «E' stato necessario adottare questo provvedimento – sottolinea Avanti – per mettere fine alla emergenza igienico-sanitaria degli ultimi giorni, con seri rischi per la salute pubblica. È stato accolto l'appello dei sindaci in difficoltà ma è stato anche sancito un principio: quello della solidarietà fra territori. Ringraziamo i sindaci per la collaborazione e per la sensibilità che stanno dimostrando nel risolvere un problema dell'intera comunità provinciale. Nel frattempo stiamo lavorando per la riapertura dei siti di Bolognetta e Camporeale, per scongiurare nuove emergenze». (d.p.)

Monreale. Raccolta di cellulari dismessi per aiutare i poveri d'Africa

MONREALE - I telefonini dismessi possono aiutare le nazioni povere dell'Africa. L'iniziativa, cui ha aderito la Caritas diocesana di Monreale, è stata promossa dal Magis, Movimento ed azione dei gesuiti italiani per lo sviluppo. I telefonini cellulari usati, anche non funzionanti, vengono raccolti per essere trasformati in risorse che servono a finanziare progetti di cooperazione e sviluppo. Grazie ad una rete di punti di raccolta diffusi su tutto il territorio nazionale è possibile regalare il proprio apparecchio e, non inquinando l'ambiente, essere sicuri di aiutare popolazioni bisognose. Da oggi, sarà possibile "affidare" il proprio cellulare dismesso anche alla Caritas di Monreale. Gli apparecchi donati vengono inviati a società specializzate che li smaltiscono in maniera corretta, garantendo la gestione delle componenti pericolose nel pieno rispetto delle leggi nazionali ed europee in materia ambientale. Gli introiti ricavati da questa raccolta sostengono alcuni progetti di beneficenza. Fra questi, due importanti iniziative a favore dell'Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad e il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya.E' possibile lasciare i telefonini usati anche non funzionanti presso la sede della Caritas di Monreale, in via Carmine n.58, oppure telefonare al 0916401992.
Maria Modica
(La Sicilia)

Sicilia. Giuseppe Lupo segretario regionale del Pd

Il neo eletto (mozione Franceschini) ha ottenuto al ballottaggio 122 voti su 123. L'altro candidato, Beppe Lumia, ha abbandonato i lavori per protesta: "Volevano un congresso pilotato". La replica: "Non ci vuole molto a vedere che non è così"
PALERMO - Giuseppe Lupo, della mozione Franceschini, è stato eletto segretario regionale del Pd in Sicilia. Ha ottenuto 122 voti su 123 votanti: uno è andato al senatore Giuseppe Lumia, l'altro candidato al ballottaggio, che però aveva abbandonato per protesta i lavori.Dei 180 delegati (71 della mozione Franceschini, 53 della Bersani e 53 di Lumia, candidato autonomo) erano presenti 175, prima che i sostenitori di Lumia abbandonassero i lavori. I delegati della mozione Bersani, già all'indomani delle primarie, avevano dichiarato di sostenere la candidatura di Lupo.Il neo segretario, subito dopo la proclamazione, ha chiesto al capogruppo del Pd all'Assemblea regionale, Antonello Cracolici, di rimettere il mandato a disposizione del partito "com'è stato fatto nel parlamento nazionale". LEGGI TUTTO

Terminelli (Pd): "Pellegrino usa linguaggio da pulizia etnica"

“È davvero singolare che da parte dell’area che ha vinto il congresso del PD siciliano non venga, come fa sempre chi assume la funzione di governo di un partito, una apertura alla condivisione e un invito alla collaborazione e si assista, invece, ad attacchi spropositati come quello del consigliere Maurizio Pellegrino”. Lo dichiara Ninni Terminelli, consigliere comunale del PD a Palermo. “Il linguaggio – aggiunge Terminelli – di chi ha oggi vinto il congresso sembra quello di chi aspira ad una pulizia etnica interna piuttosto che al raggiungimento di quell’unità indispensabile per battere il centrodestra. Siamo stati e rimaniamo una proposta alternativa per il PD siciliano, pronti a fare la nostra parte in un Partito realmente plurale e aperto alle sue componenti”. “A questo – conclude Terminelli - si aggiunge l’immediata richiesta di dimissioni rivolta al capogruppo all’Ars, Antonello Cracolici, da parte del neosegretario Giuseppe Lupo. Davvero un modo singolare per iniziare un nuovo corso, scegliendo la strada delle vendette e non quella del dialogo”.
Palermo, 08 novembre 2009

Cracolici (OPd): "Ecco perchè non mi dimetto da presidente del gruppo Pd all'Ars"

“Non facciamo gli ipocriti, chiedermi di rimettere il mandato com’è avvenuto a Roma è un atto di furbizia che serve per nascondere la verità. Soro e Finocchiaro hanno rimesso il mandato perché questo è stato deciso un anno fa all’atto della loro riconferma nei rispettivi ruoli di Presidenti dei gruppi PD di Camera e Senato, quando è stato deciso che la loro durata avrebbe avuto una verifica al congresso che si è appena celebrato. Io, invece, sono stato eletto senza nessun termine, anzi i deputati regionali sanno, a partire da Anna Finocchiaro che ha partecipato alla mia elezione nella qualità di componente del gruppo PD all’ARS, che non volevo accettare la carica di capogruppo. Ma sono orgoglioso del lavoro di questi quindici mesi, il governo Lombardo 1 è esploso, Cuffaro è stato buttato fuori dalla giunta, il governo Lombardo 2 è in agonia, tutto questo grazie ad un protagonismo del PD all’ARS inedito e senza fare sconti a nessuno, compreso l’ultimo caso dell’assessore Armao esploso grazie alle mie denunce. La crisi della destra in Sicilia può aprire una crisi della destra a Roma. Sono pronto a rispondere di questo, non avendo nessuna poltrona da difendere,e non dei giochi di palazzo e delle ritorsioni che qualcuno ha ordinato di eseguire nei miei confronti per avere votato Lumia. Si presenti la sfiducia e si spieghi ai siciliani che una parte del PD ha paura della crisi della destra e di quello che potrà succedere, perché in fondo è più rassicurante dichiararsi all’opposizione con l’arricchimento di aggettivi tipo vera, forte, dura, tutto questo a parole, e aspirare a fare magari da “paciere” tra gli esponenti della destra siciliana.”
Palermo, 2009-11-08

sabato, novembre 07, 2009

Camion di tritolo contro un carabiniere per vendicare la cattura di Riina

di Salvo Palazzolo
Parla Spatuzza: "I Graviano progettarono un nuovo attentato a Palermo". E in Calabria si riapre l'inchiesta sull'omicidio di due sottufficiali dell'Arma
Palermo. Dopo la strage di Firenze, del maggio 1993, Cosa nostra progettava di uccidere uno dei carabinieri che aveva lavorato con il capitano Ultimo per la cattura di Totò Riina. Lo ha svelato il neo pentito Gaspare Spatuzza ai magistrati di Palermo Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che indagano sui misteri della trattativa fra Cosa nostra e pezzi delle istituzioni. I boss Graviano, da sempre vicini a Riina, progettavano un attentato in grande stile: "Giuseppe Graviano voleva colpire le torri di viale del Fante con un camion dei vigili del fuoco carico di esplosivo", ha messo a verbale Spatuzza. «Graviano mi disse che li abitava un capitano dei carabinieri, tale Miranda o Merenda, che in qualche modo aveva avuto un ruolo nella cattura di Riina e che era solito viaggiare a bordo di un'automobile sportiva decappottabile di colore rosso». L'attentato alle "torri", il residence trasformato in caserma dopo le stragi del 1992, doveva essere solo una tappa di una strategia di morte contro i carabinieri. Spatuzza svela che c'era Cosa nostra dietro il duplice omicidio degli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, trucidati nei pressi di Scilla, nel gennaio 1994. Le dichiarazioni di Spatuzza hanno fatto riaprire l'indagine, alla Procura di Reggio Calabria. Ma come faceva Cosa nostra a sapere di quel capitano che aveva lavorato alla cattura di Riina? Spatuzza dice che Giuseppe Graviano aveva informazioni attraverso "suoi canali". In realtà, l'obiettivo finito nel mirino di Cosa nostra sarebbe stato un maresciallo, in servizio al Gruppo Monreale dei carabinieri, che accompagnò il pentito Balduccio Di Maggio a Palermo, per identificare il luogo esatto dove Riina si nascondeva.
(La Repubblica, 06 novembre 2009)

Talpe, "condannate Cuffaro a 8 anni" è la richiesta della Procura generale

Conclusa la requisitoria del processo sulle talpe al Tribunale di Palermo
PALERMO. Otto anni di reclusione. È questa la condanna richiesta dai procuratori generali Daniela Giglio e Enza Sabatino per l'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreti di ufficio nel processo di appello alle talpe nella Dda.In primo grado Cuffaro era stato condannato a cinque anni per favoreggiamento semplice. Il tribunale ritenne infatti che il governatore non aveva intenzione di dare un contributo a Cosa nostra con le due rivelazioni che gli sono state contestate: quella del 2001, relativa alla presenza di una microspia a casa del capomafia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, e quella del 2003 relativa all'inchiesta a carico del manager della sanità privata, Michele Aiello.Per Aiello i Pg hanno chiesto la condanna a 17 anni e otto mesi per associazione mafiosa (in primo grado era stato condannato a 14 anni) e a otto anni e otto mesi per Giorgio Riolo ex maresciallo dei Ros che sarebbe stato una delle talpe dalla Dda, condannato in primo grado a 7 anni per favoreggiamento.L'accusa ha chiesto anche la conferma dalle sentenza di primo grado per tutti gli altri imputati, tranne che per Adriana La Barbera che è deceduta.
(06 novembre 2009)

venerdì, novembre 06, 2009

Roccamena . Condannati per mafia in primo grado, gli imprenditori Leonardo e Franco Salvatore Diesi sono stati assolti in appello

PALERMO - Due imprenditori di Roccamena (Palermo), Leonardo e Franco Salvatore Diesi, padre e figlio, sono stati assolti in appello dall'accusa di associazione mafiosa, dopo essere stati condannati in primo grado, col rito abbreviato. Per loro la pena era stata di un anno e quattro mesi, ma ora la IV sezione della Corte d'appello, presieduta da Rosario Luzio, ha accolto le tesi degli avvocati Giovanni Di Benedetto e Gioacchino Sbacchi, che avevano presentato i Diesi come vittime delle estorsioni ordinate dai capimafia della zona. I due imprenditori erano stati arrestati nel gennaio 2006, assieme al sindaco del paese, Giuseppe Salvatore Gambino, e al capomafia Rosario Cascio. Solo quest'ultimo era stato poi condannato, in continuazione con una precedente sentenza, mentre Gambino era stato scagionato. I due imputati avevano fatto alcune, limitate ammissioni e avevano dato un minimo contributo alle indagini contro i clan della zona. Un altro figlio di Leonardo Diesi, Giuseppe, fratello di Franco Salvatore, era stato processato assieme al figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore detto Salvuccio, nell'ambito dell'inchiesta "New Generation", sui giovani mafiosi aspiranti capi nella zona di Corleone: condannato in primo grado, Giuseppe Diesi era stato assolto in appello dall'accusa di associazione mafiosa e in Cassazione anche dall'imputazione residua, quella di tentata estorsione. A Giuseppe Diesi era stata applicata una misura di prevenzione, poi cancellata dopo l'assoluzione.

giovedì, novembre 05, 2009

Corleone. Ecco i nomi dei nostri "eroi", che andranno in "gita" negli Stati Uniti d'America!

Quali origini, tradizioni e cultura corleonese andranno a riscoprire a Chicago non è dato di sapere, dal momento in cui questa città americana non è mai stata la meta degli emigrati di Corleone. La cosa certa è che il sindaco Antonino Iannazzo e gli altri dieci componenti della delegazione che partiranno per gli U.S.A. sabato prossimo andranno a farsi una “gita” a spesa dei contribuenti, alla faccia della crisi galoppante, che sta spazzando ogni realtà produttiva. E alla faccia della sofferenza dei nostri agricoltori in lotta per non soccombere e dei nostri operai in lotta per avere un salario che non arriva.
E adesso dei “nostri eroi” sappiamo pure i nomi e i cognomi. A “Palazzo” hanno fatto di tutto per non darceli, ma, dopo la nostra richiesta scritta, non hanno avuto scelta. Ecco l’elenco degli “amici” e dei “clientes” del sindaco Iannazzo, che, con lui, voleranno oltre Atlantico (alcuni sono anche "recidivi"): Calogero Di Miceli (consigliere comunale), Giuseppe Nicosia (consigliere comunale) Maurizio Bruno (consigliere comunale), Vincenzo Macaluso (consigliere comunale), Fausto Iaria (consigliere comunale), Gianluca Saporito (imprenditore turistico locale), Salvatore Pomilla (esperto prodotti tipici locali), Giovanni Piccione (Associazione S. Leoluca). A questi nominativi si aggiungeranno un rappresentante dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessore al lavoro e un rappresentante del Dipartimento lavoro. Una bella delegazione! Quasi tutta di consiglieri comunali e (sostanzialmente) tutti della maggioranza che sostiene il sindaco Iannazzo. Davvero vergognoso! (d.p.)

Massimo Ciancimino: "Provenzano tradì Riina"

Nuova rivelazione di Massimo Ciancimino, interrogato dai magistrati sui retroscena della trattativa tra mafia e Stato. Secondo il figlio dell'ex sindaco di Palermo, "Binnu" indicò ai carabinieri la zona esatta del nascondiglio in cui trascorse l'ultima parte della latitanza l'altro boss. Consegnati alla procura ulteriori documenti
PALERMO - "Il boss Bernardo Provenzano indicò ai carabinieri la zona esatta del nascondiglio in cui trascorse l'ultima parte della latitanza Totò Riina". È l'ultima rivelazione di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, che sta svelando ai magistrati i retroscena della trattativa tra mafia e Stato. Secondo Ciancimino, dunque, Provenzano avrebbe "venduto" il boss corleonese Riina, consentendone la cattura. Una circostanza che confermerebbe che, a una prima fase della trattativa, che ebbe come protagonista mafioso Riina, sarebbe seguita una seconda fase con un nuovo interlocutore in cosa nostra: Bernardo Provenzano. LEGGI TUTTO

Carovana antimafia per 7 giorni in Lombardia

MILANO - La Carovana antimafia, promossa per la prima volta nel 1994 dall'Arci Sicilia, arriva in Lombardia e toccherà quasi tutte le province lombarde. La prima iniziativa in calendario (lunedì 9 novembre) è a Sesto San Giovanni dove nella sede del sindacato si svolgerà il convegno 'Mafia, occupazione, lavoro alla vigilia dell'Expo'. L'edizione di quest'anno è dedicata alla difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori. L'Expo e le possibili infiltrazioni mafiose per gli appalti sono temi di particolare attualità anche alla luce della decisione di istituire per questo una struttura simile al Comitato nazionale sulle grandi opere e annunciata dal ministro dell'interno Roberto Maroni. Martedì la Carovana si sposterà a Lodi e a Pavia, mercoledì a Brescia e a Cremona, giovedì a Como e a Varese, venerdì a Bergamo, sabato a Lecco, domenica a Morbegno, Corsico e Buccinasco e lunedì 16 novembre a Milano.
05/11/2009

Sondaggi: scendono il premier Berlusconi e il Pdl

Crespi ricerche: leggero calo di Fini, Napolitano sempre al top
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - In un mese Silvio Berlusconi ha perso il 2% nella fiducia degli italiani. A sostenerlo e' un sondaggio di 'Crespi Ricerche'. Il sondaggio rileva anche un calo dell'1% di fiducia in Fini. Stabili, tra i rappresentanti delle istituzioni, sia il presidente della Repubblica Napolitano (al top col 64%) sia il presidente del Senato Schifani (al 51%). Nelle intenzioni di voto, invece, il Pdl perde un punto su un mese fa e va al 38%, mentre sul fronte opposto il Pd sale dell'1,5 al 28%.

La Cgil nazionale a fianco della Coop Lavoro e Non Solo: "Un'esperienza importantissima!"

Abbiamo di recente ricevuto dallo Spi della Toscana il resoconto delle attività svolte da questo regionale a sostegno dei campi di lavoro e studio
“Liberarci dalle Spine”. Nei terreni confiscati alla mafia a Corleone la Cooperativa in oggetto ha avviato la coltura, rigorosamente biologica, di generi agricoli ed alimentari, avvalendosi di soci-lavoratori e di volontari dai 16 ai 28 anni provenienti da tutta Italia, e sostenendosi anche con il prezioso ausilio di molte compagne e di molti compagni dello Spi della Toscana, che nell’arco di circa 5 mesi si sono avvicendati in quei luoghi, non soltanto occupandosi della mensa, bensì confrontandosi con i giovani sui temi della memoria, della legalità, della sicurezza e sui valori fondanti della cultura del lavoro e della Costituzione. Riteniamo utile, pertanto, visto l’altissimo valore politico e culturale che riveste per noi un confronto generazionale su questi temi sensibili, fare nostro e replicare il sentito invito giunto dalla nostra struttura regionale Toscana di provvedere, qualora lo aveste in programma, all’acquisto di generi alimentari provenienti da questa preziosa esperienza, confezionati anche in pacchi natalizi. Vi invitiamo al contempo a diffondere, per quanto in vostro potere, la possibilità dell’acquisto anche presso circoli ed associazioni con cui normalmente intrattenete rapporti. Per gli acquisti potrete rivolgervi al Sig.Franco Ancona, tel. 338.2592635, fax 0587.714530, commerciale@lavoroenonsolo.org
Sandro Gambellini

Dipartimento Politiche del Benessere CGIL

mercoledì, novembre 04, 2009

Delitto Pio La Torre. Grasso: “Oltre alla mafia, è possibile che vi siano anche elementi esterni”

Nell'omicidio di Pio La Torre, (avvenuto a Palermo il 30 aprile 1982) parlamentare del Pci, e padre della legge che ha introdotto il reato di mafia e il sequestro dei beni mafiosi firmata insieme all'allora ministro Dc Virgilio Rognoni, oltre alla mano di 'Cosa nostra' potrebbe esserci anche l'apporto di "elementi esterni" non estranei al sistema del potere politico dominante in Sicilia all'epoca. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso intervenendo alla presentazione - nella sede della Rai di viale Mazzini - della puntata di 'La Storia siamo noi' che andrà in onda su Rai Storia la prossima domenica e che è dedicata alla figura di Pio La Torre. Grasso ha fatto riferimento alle parole del pentito Marino Mannoia. In particolare Grasso ha ricordato che Mannoia, a proposito dell'uccisione di Pio La Torre nel quale, venne colpito a morte anche il suo autista Rosario Di Salvo, disse, in sostanza, che l'esponente del Pci fu ucciso per la sua azione politica di contrasto e non fu ucciso in quanto uomo politico. LEGGI TUTTO
04 novembre 2009

Mafia, "Pagherete e ci sarà sangue". Lettera di minacce per Angelino Alfano e Roberto Maroni

Missiva alla redazione palermitana di Repubblica da sedicenti familiari dei detenuti al 41 bische lamentano le restrizioni dei carcerati tanto vessati da essere "costretti al suicidio". Nel mirino oltre ai due ministri anche i parlamentari di Pdl e Pd Vizzini e Lumiae i vicecapi di gabinetto di via Arenula, i magistrati Piscitello e Barbiera
PALERMO - "Pagherete e ci sarà sangue". E' l'inquietante minaccia con cui si chiude una lettera di minacce ai ministri dell'Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, ai parlamentari del Pdl e del Pd Carlo Vizzini e Beppe Lumia (che hanno presentato il disegno di legge che ha inasprito il 41 bis, ndr) e ai vicecapi di gabinetto di via Arenula, i magistrati Roberto Piscitello e Sergio Barbiera. La lettera è stata recapitata oggi alla redazione palermitana di Repubblica. Nella missiva, scritta da sedicenti familiari dei detenuti al 41 bis, si lamentano le restrizioni a cui sono sottoposti i carcerati tanto vessati da essere "costretti al suicidio". Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri e la Procura di Palermo.
(4 novembre 2009)

Anche Provenzano indagato per il "Papello"

Palermo. Bernardo Provenzano è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Palermo per l'ipotesi di "violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario", in relazione al così detto "papello". Nel fascicolo sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra figuravano già, per lo stesso reato, i nomi di Totò Riina e del medico Antonino Cinà, che si ritiene abbia avuto un ruolo nella formulazione delle richieste dei mafiosi rivolte allo Stato per fermare la stagione delle stragi: il "papello", appunto, di cui sarebbe stato tramite l'ex sindaco di Palermo, Vito CianciminoE' probabile che i pm palermitani ascoltino di nuovo, nell'ambito dell'inchiesta, come persone informate sui fatti l'ex ministro della Giustizia, Claudio Martelli, l'ex direttore degli Affari penali del ministero, Liliana Ferraro.
(04 novembre 2009)

"Pdl-Sicilia". Un oscuro oggetto di pressione?

di Agostino Spataro
Ora che il “passo decisivo” è stato compiuto, l’on. Gianfranco Micciché dovrebbe spiegare meglio il senso vero, più autentico (o più recondito?) della fondazione del suo “Pdl-Sicilia”. Si sperava nella conferenza di presentazione, ma da lì non sono venuti idee e programmi nuovi, solo giri di parole e propositi di lealtà a Berlusconi.
Perciò, in attesa di un chiarimento esaustivo, non resta che tentar di capire dove il sottosegretario vorrebbe andare a parare, partendo da alcune domande che la gente si pone. Cosa è questa nuova creatura uscita dal cilindro di Micciché? Un oscuro oggetto di destabilizzazione o una vera svolta politica? Quali conseguenze potrà determinare sulla confusa situazione politica siciliana e sul Lombardo-bis? Interrogativi pesanti che meritano risposte puntuali e precise, chiarendo quali sono gli obiettivi al presente e le conseguenze per il futuro. LEGGI TUTTO

Corleone. Tragico incidente stradale: perde la vita un giovane, altri due restano feriti

di Cosmo Di Carlo
Tragico incidente stradale ieri mattina nella campagne di Corleone. A perdere la vita, schiacciato nella cabina di un autocarro su cui viaggiava con due altri operai, un giovane nativo di Corleone: Giovanni Puccio, 27 anni, scapolo. I tre a bordo del mezzo sono precipitati, dopo aver divelto la spalletta di un ponte sulla S:P 59, che collega Corleone con Campofiorito e Roccamena, all’altezza del Km.6,200. In quel tratto vi è un ponte sul fiume “Batticano”. L’automezzo si è ribaltato, precipitando con le ruote in aria da un’altezza di circa 10 metri. Nell’impatto l’abitacolo dell’automezzo si è schiacciato sulle rocce del greto del fiume intrappolando i tre giovani. LEGGI TUTTO
FOTO. Il luogo dell'incidente (Fh. Di Carlo)

martedì, novembre 03, 2009

Corleone. Protestano gli operai Ato senza salario. Mercatante (Cgil): "Siamo gli unici operai ancora con un part-time di 24 e 30 ore settimanali!"

A Corleone, anche gli operai del servizio di nettezza urbana sono in stato di agitazione. L’Ato rifiuti di Monreale, da cui dipendono, non ha ancora pagato il salario del mese di ottobre e, quel ch’è peggio, non è in condizione di dire se e quando pagherà. Come non ha ancora pagato una quota della 14° mensilità, che pure andava pagata entro luglio. E lo stato di agitazione rischia di esplodere in dura rabbia, di fronte a questo stato di incertezza. «Tra l’altro, gli operai di Corleone – dice Giovanni Mercatante, delegato aziendale della Fp-Cgil (nella foto) – sono gli unici operai dell’Ato ancora a part-time. Alcuni facciamo 30 ore settimanali (e possiamo considerarci i più fortunati!), mentre gli altri appena 24 ore. E tutti abbiamo moglie e figli da mantenere. Da tempo la Cgil si batte per avere il tempo pieno, addirittura abbiamo convinto il sindaco di Corleone a trovare le risorse finanziarie per darci le 36 ore settimanali, ma il presidente dell’Ato fa le orecchie da mercante».
L’Ato di Monreale, come tutti gli altri Ato, si trova in agonia per mancanza di soldi, per l’assenza di piani industriali, per il clientelismo selvaggio degli anni passati. Il Presidente della Regione Lombardo ne annuncia ogni giorno una riforma radicale, ma non la fa mai. I sindaci non pagano più le quote mensili e gli Ato stentano a pagare i salari agli operai. In questo contesto, è inutile parlare di miglioramento della qualità dei servizi, di raccolta differenziata (siamo a percentuali riducile del 2-3%).

Corleone ha ricordato Bernardino Verro

Con una cerimonia sobria davanti al busto in villa comunale, davanti al quale sono state deposte tante rose rosse, la Camera del lavoro Cgil, l’Associazione Corleone-Dialogos e la Coop “Lavoro e non solo” hanno ricordato Bernardino Verro, dirigente del movimento contadino e primo sindaco socialista di Corleone, assassinato dalla mafia nel pomeriggio del 3 novembre 1915. Alla manifestazione ha partecipato pure l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonino Iannazzo, che nel pomeriggio aveva approvato l’idea progettuale di ristrutturazione dell’immobile sede della coop “Unione Agricola”, recentemente acquisito al patrimonio comunale.

Pino Apprendi (Pd): "L'Ars ha approvazione una mozione sulla crisi agricola che dà speranza al settore"

“L’approvazione delle mozioni del PD a sostegno del comparto agricolo danno speranza uno dei settori più colpiti dalla crisi”. Lo dice Pino Apprendi, deputato regionale del PD e primo firmatario, insieme a Camillo Oddo e Antonello Cracolici, delle mozioni approvate oggi all’Ars.
“Abbiamo impegnato il governo – prosegue Apprendi - ad intervenire per l’innalzamento degli aiuti ‘de minimis’ e per attuare gli articoli dell’ultima finanziaria regionale che riguardano il comparto agricolo, che fino ad oggi rimasti solo sulla carta. Le norme riguardano in particolare finanziamenti per la formazione delle scorte delle aziende, provvedimenti sul credito agrario a tasso agevolato e proroga della scadenza dei termini sui debiti agrari”.

Rieccoli gli amministratori "gitanti" del Comune di Corleone. La città è in ginocchio, ma "Lorsignori" vanno a vedere "Lamerica"!

Rieccoli gli amministratori “gitanti” del Comune di Corleone! Mentre tanti giovani corleonesi cercano disperatamente un lavoro e non lo trovano, mentre gli operai addetti alle pulizie dei locali comunali e del Tribunale aspettano ancora i salari di agosto, settembre ed ottobre (compresa la 14° mensilità), mentre gli operai della nettezza urbana non hanno nessuna speranza di avere pagato lo stipendio di ottobre, mentre da settimane gli agricoltori corleonesi, con gli agricoltori siciliani, manifestano nelle piazze per una crisi agricola devastante, “Lorsignori” non trovano di meglio che farsi l’ennesima “gita” all’estero. Stavolta andranno negli U.S.A., “niente-poco-di-meno-che” a Chicago, per riscoprire e consolidare i legami con la cultura degli emigrati corleonesi in America. Peccato che – storicamente - gli emigrati corleonesi negli U.S.A. sono quasi tutti a New York e a Brooklin (e dintorni). Ma questo è un dettaglio: l’importante è divertirsi, svagarsi, vedere “Lamerica”, vero?! Partiranno in 12 sabato prossimo. Obiettivamente, però, un po’ si vergognano, se tengono ben nascosto l’elenco dei “fortunati” che andranno a vedere “Lamerica”. Stamattina, infatti, non ci è stato possibile (nonostante il diritto di accesso agli atti di cui godiamo come consiglieri comunali) avere l’elenco dei “partenti”. Una volta, quando il diritto aveva ancora un po’ di cittadinanza a “Palazzo”, i partecipanti venivano individuati con delibera di giunta. Questa volta, invece, nessun atto amministrativo. Solo una semplice nota che non l’aveva il vice-segretario generale, non aveva l’ufficio che segue “l’evento”. L’unico ad averlo, a quanto pare, era il “democraticissimo” sindaco Antonino Iannazzo (nella foto), che ci ha reso la vita difficile. «Prima bisogna presentare un’istanza, poi si vedrà…». L’istanza la stiamo presentando, sperando di avere l’elenco prima della partenza per “Lamerica”. Altrimenti a chi dobbiamo augurare “Buon Viaggio”? (d.p.)

lunedì, novembre 02, 2009

Ballottaggio PD: Bernardo Mattarella (mozione Bersani) sostiene Giuseppe Lupo (mozione Franceschini)

PALERMO - Bernardo Mattarella (mozione Bersani), giunto terzo alle primarie del Pd in Sicilia, sosterrà Giuseppe Lupo (mozione Franceschini) nel ballottaggio con Beppe Lumia (autonomo) previsto per domenica prossima nel corso dell'Assemblea regionale che eleggerà il segretario siciliano del partito. La decisione è stata assunta in un incontro tra Mattarella e Lupo."La scelta di Lupo - ha detto Mattarella - nasce, oltre che dal risultato elettorale dei congressi dei circoli e delle primarie, soprattutto dalla condivisione della necessità di rafforzare il protagonismo del Pd siciliano e l'opposizione al governo regionale. È necessario - scrivono in una nota congiunta Mattarella e Lupo - affrontare subito i temi della crisi economica e occupazionale, dello sviluppo produttivo, della tutela e salvaguardia dell'ambiente e delle riforme a partire dell'emergenza rifiuti e degli aiuti alle famiglie e alle imprese. Il Pd siciliano - aggiungono - in sintonia con il segretario nazionale, solleciterà al governo nazionale una linea di politica economica che abbia come priorità lo sviluppo del meridione e in particolare della Sicilia".
02/11/2009

Corleone. La protesta degli agricoltori. Consegnati centinaia di certificati elettorali

Continua la protesta degli agricoltori di Corleone. Per tutta la giornata di domenica e la mattinata di lunedì hanno piazzato alcuni trattori nella centralissima piazza Falcone e Borsellino, iniziando la raccolta dei certificati elettorali. Alla fine delle due giornate erano già diverse centinaia i certificati imbucati in un’urna dagli agricoltori, per sottolineare protesta e sfiducia nei confronti di una classe politica di governo regionale e nazionale, che sta condannando a morte l’agricoltura siciliana. «Continueremo ancora a raccogliere i certificati elettorali – dice l’ing. Angelo Labbruzzo, uno degli organizzatori della manifestazione – e stasera nella sala consiliare faremo un’assemblea insieme ad altre categorie produttive di Corleone per tentare di allargare la protesta. Il governo regionale ha già dichiarato lo stato di crisi, ma adesso la delibera deve passare al vaglio del governo nazionale e dell’Unione Europea. Ma se non fanno presto tante aziende agricole falliranno…». (d.p.)

Corleone. A Natale un punto vendita della coop "Lavoro e non Solo" dei prodotti con la vitamina "L"

La decisione ormai è presa: entro Natale si aprirà il punto vendita della Cooperativa Lavoro e Non Solo in Via Crispi a Corleone. Il primo punto vendita in un bene confiscato alla mafia! Saranno gli stessi soci della Cooperativa, insieme al Direttivo del Circolo Arci “Liberarci dalle Spine”, ad essere i diretti protagonisti, sia nella costruzione dello spazio vendita e nella conseguente gestione. Ora si tratta di raccogliere le risorse economiche necessarie: stima finanziaria €2.000. Si attendono donazioni da conferire direttamente alla Cooperativa Lavoro e Non Solo. Certo che per la comunità di Corleone potrebbe essere un Natale un po’ diverso! Attiviamo le nostre risorse e energie per vivere così con loro un piccolo ma concreto cambiamento! Domenica a Firenze si è concluso l'Evento “Dire Fare”. Una bella esperienza: molto partecipata e con ottima sintonia con gli organizzatori. Con loro non ci siamo sentiti né clienti né ospiti ma cooperatori! Sono stati esposti cinque pannelli con la mostra fotografica “Liberarci dalle Spine”, realizzata e poi donata da “Dire Fare”. Ora girerà la Toscana per testimoniare e far riflettere! Inoltre ci è stato conferito un premio: noi siamo molti felici di questo sia per il riconoscimento, ma sopratutto per aver portato, nel nostro piccolo, un contributo "alla semina di giustizia sociale". Visitate il nuovo sito web: http//www.lavoroenonsolo.org
Maurizio Pascucci

FOTO. Un pannello della mostra "Dire Fare"

Antiracket a Bagheria. Cipriani: «Sono stati fatti passi importanti, ma ancora molto resta da fare»

Bagheria. Senza dubbio, si sono fatti passi avanti nella lotta al racket. E' emblematico l'episodio di quel commerciante che l'altro giorno in municipio, conclusa l'intervista rilasciata dal rappresentante della Confcommercio alla televisione locale, ha voluto dire anche la sua sulla questione antiracket. Impensabile qualche anno fa. Diciamo però di assistere ad un alternarsi di luci e di ombre. Pippo Cipriani, presidente dell'associazione antiracket e antiusura, nell'annunciare la prossima costituzione di parte civile nel processo contro i 94 presunti mafiosi arrestati l'anno scorso (fra i quali il bagherese Pino Scaduto) nell'ambito dell'operazione "Perseo", definisce "fatto eclatante" che alcuni imprenditori abbiano collaborato ammettendo di aver pagato il pizzo. LEGGI TUTTO