10/25/2026

L’Associazione Nazionale Magistrati: «Il decreto sicurezza scorciatoia miope»

Giuseppe Tango

Una scorciatoia «miope», che non risolve i problemi. L’ultimo decreto sicurezza finisce nel mirino dell’Associazione nazionale magistrati. E la diagnosi che ne fa il suo presidente, Giuseppe Tango, nel corso del Comitato direttivo centrale dell’associazione, riunito a Roma, è una bocciatura senza appello. Rispondere ai fatti di cronaca con nuovi reati, afferma, è una strategia «miope», che non risolve nulla, anzi «intasa le aule giudiziarie ed esaspera le criticità degli istituti di pena».

Nella relazione, Tango ha messo in fila le sue riserve. «Troppo spesso assistiamo alla tentazione di rispondere a complessi problemi sociali o a contingenti fatti di cronaca attraverso la creazione di nuove figure di reato o un inasprimento sconsiderato delle pene», ha spiegato.

Ma «ferma restando la condanna degli atti vandalici, delle violenze e delle devastazioni, oltre alla solidarietà agli agenti rimasti feriti», ha aggiunto, «è necessario interrogarsi sulle cause dei fenomeni e individuare strategie di contrasto efficaci». Il bersaglio è quella che Tango chiama «logica emergenziale e meramente punitiva», incapace di rispondere alla complessità del disagio giovanile e dei reati commessi da minorenni

Quella dell’Associazione nazionale magistrati non è la prima voce critica. Pochi giorni fa era stato il presidente delle Camere Penali, Francesco Petrelli, a bocciare il provvedimento. Secondo Petrelli, il «pacchetto sicurezza» dimostra «il contrario di ciò che si vorrebbe offrire ai cittadini»: cioè «la inutilità dell’innalzamento del livello della risposta penale e della criminalizzazione della devianza minorile».

Il decreto non è l’unico fronte aperto per i magistrati. L’altra polemica riguarda gli adeguamenti retributivi riconosciuti dal Consiglio di Stato.

GdS, 25/10/26

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