10/03/2026

Sunia Palermo: “La casa è diventata una delle principali voci dell’impoverimento delle famiglie“

Roberto Alosi, segretario generale del Sunia Cgil Palermo


Il Sunia alla manifestazione del 14 promossa dalla Cgli Palermo, con al centro anche il diritto all’abitare

Palermo  2 ottobre 2026  - Il Sunia di Palermo parteciperà alla manifestazione promossa dalla Cgil  Palermo per il 14 ottobre contro il carovita. Il sindacato degli inquilini porterà al corteo una questione che pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie: il costo della casa. “Oggi parlare di caro vita significa necessariamente parlare di caro abitare – dichiara Roberto Alosi, segretario generale del Sunia Cgil Palermo – perché per migliaia di famiglie il canone di locazione, insieme alle utenze e alle altre spese legate all’abitazione, assorbe una quota sempre maggiore del reddito disponibile. La casa rischia così di trasformarsi da diritto fondamentale e condizione essenziale di sicurezza sociale in uno dei principali fattori di impoverimento”.

Nel Comune di Palermo vivono circa 260-280 mila famiglie e il ricorso all’affitto interessa una parte molto consistente della popolazione. La domanda di edilizia residenziale pubblica resta molto superiore alle possibilità di risposta, mentre migliaia di nuclei familiari attendono un alloggio pubblico.

Parallelamente, negli ultimi , anni i canoni richiesti sul mercato privato hanno registrato una forte crescita, aumentando la distanza tra costo dell’abitazione e capacità reddituale delle famiglie. Ma il paradosso palermitano è anche un altro: a una forte domanda di abitazioni accessibili corrisponde la presenza di un patrimonio abitativo complessivo molto ampio, con una quota rilevante di immobili non occupati o non pienamente utilizzati. Nel patrimonio pubblico, inoltre, una parte degli alloggi necessita di interventi di recupero e manutenzione per poter tornare effettivamente disponibile. A ciò si aggiunge, soprattutto nelle aree più attrattive della città, la pressione delle locazioni turistiche e temporanee sull’offerta destinata alla residenza stabile.

“Siamo di fronte – sottolinea Alosi – a una contraddizione che non possiamo più ignorare: ci sono case senza persone e persone che non riescono ad avere una casa a condizioni sostenibili. Il problema non è quindi soltanto costruire, ma recuperare, rimettere in uso e rendere accessibile il patrimonio esistente, pubblico e privato”.

Il disagio abitativo, inoltre, non riguarda più soltanto le fasce tradizionalmente più fragili. Si sta progressivamente estendendo a lavoratori, pensionati, giovani, studenti e famiglie con redditi medi che, pur non trovandosi in condizioni di povertà assoluta, incontrano difficoltà crescenti nel sostenere i costi di una casa sul libero mercato.”È questo il punto che come Sunia vogliamo portare alla mobilitazione della Cgil  – prosegue Alosi –. Il salario reale e il reddito disponibile non si misurano soltanto guardando a quanto entra ogni mese nelle tasche delle persone, ma anche a quanto ne esce per soddisfare bisogni essenziali. Quando una parte troppo grande del reddito viene assorbita dall’abitazione, diminuiscono inevitabilmente le risorse per alimentazione, salute, istruzione, mobilità e vita sociale».

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