10/14/2026

Una pagina di giornale in un vecchio baule… il ricordo di Giovanni Orcel, mio pro-zio

Miriam Giuliana

MIRIAM GIULIANA*

Qualche tempo fa, quasi per caso, mentre curiosavo in un vecchio baule di famiglia, nascosta tra  ritagli di giornale che raccontavano l’arrivo dell’uomo sulla Luna, ho trovato una piccola scatola.

Al suo interno, un foglio di giornale ingiallito dal tempo: un articolo del 1923, pubblicato su "La Sicilia Grafica, organo dei tipografi siciliani", corredato da un ritratto fotografico.

*pronipote Giovanni Orcel

A tre anni dalla sua morte, quelle pagine rievocavano Giovanni Orcel, le sue battaglie e il dolore di chi lo aveva conosciuto e non voleva che la sua vita e il suo sacrificio andassero perduti.


Questa scoperta inaspettata mi ha restituito una parte della mia storia familiare.

Con emozione, mi sono resa conto che i miei genitori, pur non avendone mai parlato, avevano custodito con cura il ricordo del mio prozio.


In quel momento ho pensato che la memoria serve proprio a questo: a impedire che il tempo cancelli ciò che per noi è importante.


Oggi, questa testimonianza del passato torna a Palermo, nel luogo della sua storia. 

Ed è particolarmente toccante pensare che il ritratto di Giovanni Orcel possa trovare nuovamente casa proprio qui, alla Camera del Lavoro che porta il suo nome.


L’immagine è stata rielaborata con l’intelligenza artificiale, partendo proprio da quella vecchia fotografia. 

È, in fondo, un incontro simbolico tra passato e futuro: una tecnologia del nostro tempo che restituisce un volto più nitido a una persona vissuta più di un secolo fa.


Custodire la memoria significa fare in modo che le storie di chi ci ha preceduto continuino a parlarci, a interrogarci e ad accompagnarci nel presente.

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