10/08/2026

Giovanni Perrino, la sua Itaca petrosa, la sua Corleone selvaggio borgo natio…

 Pubblichiamo l’interessante relazione introduttiva svolta dalla prof.ssa Benedetta Marcianti alla presentazione del libro di Giovanni Perrino “La bianca notte dei passeri”, tenuta nel salone del Cidma a Corleone lo scorso 6 ottobre 2026.  


Benedetta Marcianti


Benedetta MARCIANTI

“Un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via” Cesare Pavese (La luna e i falò)

Itaca ancora Itaca, così recita l’incipit del libro. “Non saresti partito senza di lei” (Costantino Kavafis)

Così per Marco, il protagonista, senza la sua Itaca petrosa, senza la sua Corleone, selvaggio borgo natio, non sarebbe partito, non avrebbe avuto il desiderio di costruire la sua esistenza lontano da quell’ambiente, come se la fuga fosse l’unica possibilità, come un biglietto della lotteria di Capodanno che si compra ogni anno per tentare la fortuna, anche se sa che si parte per “un vuoto lago salato”. Eppure è un viaggio che prevede un Nostos, un ritorno, non necessariamente fisico, sull’onda dei ricordi che nonostante la convinzione che la sua vita sia “altrove”, restano indelebili  nella sua mente e nel suo cuore, come le navi che partono e arrivano con il loro fascino intatto e il loro carico di ricordi e nostalgia.

Nostalgia (nostos + alghia), desiderio di tornare a vivere un luogo, rimpianto per le occasioni perdute.

Forse la nostalgia della fanciullezza, delle tante persone care della sua famiglia, della casa dei nonni, del suo papà, cresciuto in America che capiva la sua irrequietezza e lo incoraggiava ad andare via da quell’ambiente dove in quegli anni vigeva la politica del più forte, di quella che chiamavano mafia e che lo costringeva a rientrare presto a casa e a guardare sempre dall’altra parte.

Da qui una carrellata degli episodi che avevano reso Corleone famosa come capitale della mafia. Il nostro amico ricorda perfettamente uomini e cose, gli eroi e antieroi di allora fino ad arrivare ai tempi più recenti con l’affermarsi dell’antimafia, intesa non solo come commissione ma come sentimento di reazione di comuni cittadini anche corleonesi, di tanti giovani che desiderano essere orgogliosi del loro paese, delle tradizioni religiose e culturali di cui è ricco. Infine, dopo il liceo classico, Roma, la laurea, i viaggi, l’Eritrea, la Russia, l’approdo del nostro amico in quella che lui definisce la “Bassa” dove “il suo spirto guerriero” ha messo finalmente radici, dove vive con la sua famiglia, sicuramente realizzato, impegnato nel sociale, circondato da nuovi amici che si sommano a quelli di un tempo nella sua Corleone.

Benedetta Marcianti

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