Storia dell’avvocato Luigi Ficarra: dalle piazze alle aule di giustizia, dalla Sicilia a Padova
L’avvocato Luigi Ficarra, già professore di Diritto e protagonista di oltre mezzo secolo di lotte nelle aule di giustizia e nelle piazze, è morto all’età di 87 anni, pochi mesi dopo il fratello Angelo (Vicepresidente vicario dell’Anpi Palermo “Comandante Barbato” e docente di Fisica nella Facoltà d’Ingegneria dell’Ateneo palermitano). Originario di Canicattì, da giovane Luigi Ficarra si è trasferito a Padova, dove ha insegnato materie giuridiche ed ha esercitato per 54 anni la professione di avvocato.
Luigi Ficarra era considerato un “social-comunista” come suo fratello Angelo e come suo cognato Pietro Ancona, già segretario generale della Cgil siciliana e marito della sorella, la professoressa Giuseppina Ficarra (di formazione marxista).
I suoi punti di riferimento nella Prima Repubblica erano: l’ala sinistra del PSI, il Partito Socialista di Unità Proletaria e l’ala sinistra del PCI. Ma teneva rapporti anche con la sinistra antagonista.
Quando si è sciolto il PCI, Ficarra ha aderito a Rifondazione Comunista. Fino agli ultimi giorni di vita, Luigi Ficarra ha creduto nell’unità della sinistra antagonista, alternativa e “di classe”, mantenendo due tessere di partito: Rifondazione Comunista e Potere al Popolo.
Suo zio era monsignor Angelo Ficarra, vescovo di Patti dal 1937 al 1957, citato dallo scrittore Leonardo Sciascia nel volume “Dalla parte degli infedeli” (Adelphi) come esempio di vescovo scomodo e illuminato, che fu accusato dalla sezione locale della Democrazia Cristiana di non avere appoggiato il partito e di averne causato la sconfitta, allo scopo di preservare l’indipendenza della Chiesa dal collateralismo con il partito di maggioranza del governo dell’epoca.
Proprio i fratelli Ficarra donarono i carteggi e altri documenti dello zio Vescovo all’Istituto Gramsci Siciliano, presieduto dal grecista Salvatore Nicosia.
Luigi Ficarra aveva 3 figli artisti: Adriana, Federico e Pietro. Il figlio Federico (insegnante e musicista) sui social ha annunciato la cerimonia di commiato per suo padre nel cimitero Maggiore di Padova, in programma alle ore 1530 di giovedì 24 Settembre.
A sua volta, Luigi Ficarra era zio di Davide (scrittore e titolare del Caffè letterario Picwick di Palermo) e di Marco (artista e fumettista a Bologna). “Mio zio Luigi – racconta Davide – era avvocato, comunista libertario ed intellettuale con tante curiosità e tantissime passioni. Mi auguro che la terra ed il vento (che custodiranno le sue ceneri) continuino a raccontare le sue storie, il ricordo dei suoi pensieri, la memoria delle sue battaglie”.
Luigi Ficarra era appassionato di storia degli Indiani Nativi d’America, come ricordato dall’altro nipote Marco: “Ricordo quando ero bambino e mi leggeva in campagna le storie dal libro “Seppellite il mio cuore a Wounded Knee”. Le storie degli indiani d’America, storie forti, drammatiche ma raccontate con la passione che l’ha sempre contraddistinto. Queste storie diventavano leggendarie, affascinanti, coinvolgenti, orgoglio dei popoli indiani. Le ho sentite subito mie, parte indissolubile della mia storia”.
Giovanni Russo Spena (membro dei Giuristi Democratici, con un passato da segretario di Democrazia Proletaria e da capogruppo dei senatori di Rifondazione Comunista) conobbe tanti anni fa Luigi Ficarra, e ne nacque un sodalizio sia giuridico sia politico: “Luigi era un grande giurista, raffinato analista delle strutture istituzionali e sociali. Un amico carissimo. Mi spiace molto. I suoi burberi affettuosi rimproveri mi mancheranno”.
In memoria di Luigi, Rifondazione Comunista di Padova ha scritto: “Con la sua scomparsa, la nostra città perde un punto di riferimento fondamentale per la sinistra alternativa, un uomo che ha speso l’intera vita a difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, della democrazia e del diritto, degli ultimi, dei beni comuni e della pace. Presente in ogni battaglia sociale, Luigi ha rappresentato con coerenza, passione e immensa umanità i valori della pace, dell’antifascismo e della giustizia sociale. La sua militanza non è mai stata un semplice ruolo politico, ma una scelta di vita vissuta sempre al fianco di chi non aveva voce, con quell’onestà intellettuale e quella generosità che lo hanno fatto apprezzare anche al di là di ogni appartenenza di partito. Il suo impegno e autorevolezza di compagno prima e fuori dal perimetro della militanza in Rifondazione, in più di sessant’anni di tenace attivismo politico, sarà ricordato e onorato anche dai molti altri che l’hanno conosciuto. Ciao Luigi, la tua coerenza e il tuo esempio continueranno a camminare insieme a noi”. Al ricordo del Prc di Padova si è associata anche Rifondazione Comunista di Palermo, con i segretari Barbara Evola e Ramon La Torre.
Potere al Popolo di Padova ha evidenziato il suo impegno nel difendere gli attivisti politici e sindacali, nonchè i palestinesi e i filopalestinesi: “Luigi Ficarra ci lascia l’esempio di una militanza fatta di lavoro intellettuale indefesso e presenza. Pochi mesi fa davanti al carcere di Padova, alle manifestazioni per la Palestina al fianco del Popolo e della Resistenza palestinese, pronto ad intervenire con un discorso puntuale, anche arrabbiato. Vi sono tanti suoi contributi scritti ancora da leggere, appassionati, polemici, con le sue note e i suoi commenti sui fatti di oggi come sulle scelte del PCI negli anni ’50 del secolo scorso. Militante fin da giovane nelle file del PCI in Sicilia, amico di Leonardo Sciascia, avvocato, anche negli ultimi anni ha mantenuto la sua adesione a Potere al Popolo, oltre che, ovviamente, al suo partito il PRC. Ci mancheranno non solo i suoi contributi, le sue divergenze capaci sempre di far ragionare, ma anche certi suoi modi di prendere parola, di arrabbiarsi ferocemente, denunciare le incoerenze senza mezzi termini, la sua fiducia nella possibilità di trasformazione e l’instancabile desiderio di conoscere e capire”.
Oltre che avvocato e docente, Luigi Ficarra fu anche sindacalista. Un aspetto evidenziato dalla Fiom Cgil di Padova: “Siamo orgogliosi di aver incrociato i passi con un uomo del suo spessore. Fin da giovanissimo in Sicilia ha militato nella Cgil, difendendo i lavoratori e le lavoratrici nel suo territorio d’origine, e, una volta partito, ha poi portato la sua passione e il suo impegno anche qui a Padova dove ha continuato per oltre sessant’anni a stare dalla parte giusta, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, nelle iniziative, ai presidi, sempre presente nel dibattito pubblico e politico cittadino per difendere la pace, la giustizia e la Costituzione. Come Fiom padovana ricordiamo una delle ultime volte che ci ha sostenuto come certificatore nelle aziende, durante la raccolta firme per i referendum sul lavoro del 2024: e anche lì ha voluto ribadire, fra i lavoratori, che difendere la dignità di chi lavora significa difendere la Costituzione e la democrazia stessa. Ciao Luigi, la tua coerenza e la tua determinazione continueranno a camminare insieme a noi e a ogni persona che ha a cuore la giustizia sociale, in ogni piazza, in tutti i luoghi di lavoro e in ogni battaglia”.
Il Professore Salvatore Vaiana, scrittore originario di Canicatti, ebbe una grande amicizia con i fratelli Ficarra: “Luigi fu consigliere socialista della nostra cittadina negli anni Sessanta. Poi si trasferì a Padova dove esercitò la professione di avvocato penalista e dove si confermò come un intellettuale poliedrico e di grandi qualità umane.
L’amore per la storia si rafforzò nel tempo “dell’inverno della memoria (e della storia)” per citare le parole del compianto storico Giuseppe Carlo Marino di cui era amico: dalla sua testimonianza sul luglio ‘60 a Palermo, alla strage di Canicattí del 21 dicembre 1947, dai suoi interventi sulla mafia storica siciliana alle analisi sulle odierne propagazioni nel Nord Italia.
E poi l’impegno straordinario: le iniziative di una vita per la verità sullo zio arcivescovo, Angelo Ficarra, un intellettuale di alto spessore culturale: eminente studioso di San Girolamo e autore di una relativa biografia (pubblicata sulla Treccani). Consegnò l’archivio privato a Leonardo Sciascia per la stesura di “Dalle parti degli infedeli” (1979) ed alcuni anni fa, intraprese la meritevole iniziativa della digitalizzazione dell’intero archivio privato dello zio per la consegna ufficiale alla diocesi di Patti”.
Pressenza.com, 22/09/2026
Pietro Scaglione
Giornalista, scrittore, direttore editoriale e fondatore della casa editrice Mohicani Edizioni. E' autore del romanzo "Palermo nel cuore" ed è coautore del saggio "L'Altra Resistenza" insieme allo storico Giuseppe Carlo Marino.



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