Giancarlo Macaluso
Un piccolo spiraglio si apre nella vicenda dei Piani di vita per le persone con disabilità. Dopo l’attenzione sollevata dal Giornale di Sicilia e la denuncia dell’onorevole Davide Faraone sui tempi di attesa, arriva la risposta dell’Asp.
L’Azienda sanitaria annuncia il potenziamento dell’Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), la struttura chiamata a esaminare le richieste e a definire, insieme alla componente sociale del Comune, i progetti individualizzati.
«Sui tempi di definizione dei Piani di vita, va precisato che le Uvm sono organismi interistituzionali, nei quali sono coinvolte la componente sanitaria dell’Azienda e quella sociale del Comune», spiega il direttore generale Alberto Firenze. L’Asp ha individuato e conferito due incarichi a medici che si aggiungono ai professionisti già impegnati nelle attività. È stata inoltre programmata un’attività aggiuntiva dell’Unità, con sedute straordinarie, «proprio per contribuire alla riduzione dei tempi di attesa».
Il provvedimento interviene sulla fase decisiva della procedura, quella della valutazione. Il Piano di vita, infatti, è uno strumento previsto dalla legge e distinto dall’assistenza: viene costruito sulla base dei bisogni, delle capacità e delle aspirazioni della singola persona e può comprendere attività sportive, socializzazione, pet therapy, attività musicali e interventi educativi. Una volta autorizzato dall’Uvm, il progetto viene attuato attraverso un ente specializzato e accreditato scelto dalla famiglia.L’annuncio dell’Asp arriva in un momento in cui la situazione a Palermo presenta un arretrato significativo. Secondo i dati forniti dal Comune, sono già attivi oltre mille Piani di vita, 532 per adulti e 553 per minori. Le istanze ancora da valutare sono invece 898, comprese 181 richieste di rimodulazione. Altre 65 pratiche risultano già definite e pronte per essere avviate dall’ufficio H: l’azienda sanitaria conta di portarle a 40.
In un intervento sul Giornale di Sicilia Davide Faraone, deputato di Italia Viva, aveva parlato di circa mille disabili in attesa del proprio Piano di vita, chiedendo al sindaco di intervenire per smaltire l’arretrato. Una situazione che riguarda direttamente le famiglie, alle quali il progetto dovrebbe garantire un percorso costruito sulle esigenze della persona con disabilità.
Il Comune, dal canto suo, aveva spiegato che l’Uvm si riunisce da due a tre volte alla settimana ed esamina circa dieci pratiche per seduta: quindi una media di 30 a settimana. Si conta di portarle a 40. L’amministrazione ha inoltre potenziato il servizio con due assistenti sociali. L’Unità è però unica per l’intero Distretto sanitario 42 e il suo funzionamento dipende dalla collaborazione tra la componente sanitaria dell’Asp e quella sociale del Comune.
Ed è proprio sul coordinamento che Firenze insiste: «Sono in corso interlocuzioni e attività di coordinamento con il Comune - afferma il direttore generale dell’Asp - con l’obiettivo di rendere più omogenee ed efficienti le procedure» e favorire una progressiva riduzione dei tempi di definizione. Firenze sottolinea inoltre che «la programmazione delle sedute e la partecipazione della componente comunale sono elementi essenziali per il regolare funzionamento delle Uvm».
GdS, 14 settembre 2026

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