di Alessio Festi
Dal 7 all’11 settembre scorsi si è svolta a Bologna la decima edizione della Summer School “Lavoro e Legalità”, promossa dalla Cgil nazionale e dall’Università di Bologna e dal titolo “Contrasto alla corruzione e promozione della legalità per la difesa delle istituzioni pubbliche”.
Dieci anni hanno rappresentato un traguardo importante per un’iniziativa di alta formazione che, nel corso del tempo, ha coinvolto centinaia di sindacaliste e sindacalisti, contribuendo a rafforzare conoscenze, competenze e strumenti utili ad affrontare fenomeni come la corruzione, le infiltrazioni mafiose e la criminalità organizzata nell’economia e nella società. Un percorso che ha consolidato all’interno della Cgil una crescente consapevolezza del nesso tra legalità, qualità della democrazia e tutela dei diritti del lavoro.
La Summer School è nata dall’intuizione e dall’impegno di Luciano Silvestri, che ha dedicato gran parte della sua attività sindacale alla promozione della legalità e al contrasto delle mafie e della corruzione, sempre a partire dalla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Una figura che ha lasciato un segno profondo nell’organizzazione e che la Cgil continua a ricordare anche attraverso una borsa di studio a lui intitolata. Per il secondo anno consecutivo, il riconoscimento è stato assegnato a una studentessa partecipante alla Summer School, nel segno della continuità del suo insegnamento e del suo impegno.
La giornata conclusiva della Summer ha ospitato inoltre la cerimonia di conferimento dei premi dedicati a Pio La Torre, ucciso da killer della mafia insieme a Rosario Di Salvo il 30 aprile 1982. I premi, promossi da Cgil, Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Avviso Pubblico, sono stati assegnati da una giuria presieduta da Rosy Bindi a sindacaliste e sindacalisti, amministratrici e amministratori, giornaliste e giornalisti che si sono distinti nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata e nella promozione della cultura della legalità.
La giuria del Premio Pio La Torre ha poi voluto riconoscere una targa alla memoria del sindacalista, scomparso prematuramente due anni fa, Umberto (Uber) Franciosi, per lo straordinario impegno profuso durante tutta la sua militanza prima come delegato, poi nella Flai di Modena e successivamente come segretario generale regionale, in difesa dei più deboli e per la legalità del lavoro.
Anche quest’anno l’appuntamento finale della Summer si è tenuto presso l’Auditorium Enzo Biagi di Sala Borsa a Bologna. I lavori sono stati aperti dai saluti del sindaco Matteo Lepore e di Franco La Torre, figlio di Pio. Si è poi svolta una tavola rotonda dal titolo “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle istituzioni pubbliche e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini”, coordinata dalla professoressa Stefania Pellegrini. Vi hanno preso parte Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, Rocco Maruotti, segretario generale dell’Anm, Maria Costi, coordinatrice di Avviso Pubblico Emilia-Romagna, e Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil.
Per la Cgil si è trattato di un’occasione importante per riportare al centro del dibattito pubblico il tema della lotta alla corruzione e alle mafie come questione decisiva per la qualità della democrazia, la difesa delle istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti sociali e del lavoro. Fenomeni che incidono direttamente sulle condizioni di vita delle persone, sul funzionamento dell’economia e sulla condizione di lavoratrici e lavoratori.
La Summer School è stata anche un momento di riflessione critica sulle scelte sbagliate e pericolose del governo in materia di giustizia, sicurezza e legalità. Un governo che ha abrogato e depotenziato strumenti e presìdi fondamentali per il contrasto alle mafie e alla corruzione. La Cgil, anche dopo la battaglia vinta sul recente referendum costituzionale sulla Giustizia per la difesa dell’autonomia della magistratura, che è la più importante garanzia dell’uguaglianza di cittadine e cittadini di fronte alla legge, ha inteso riaffermare la necessità di rafforzare il ruolo delle pubbliche istituzioni e della società civile nella difesa della legalità democratica. Una sfida che riguarda in particolare il mondo del lavoro, dagli appalti pubblici e privati alle filiere produttive, dove criminalità organizzata e pratiche corruttive continuano a rappresentare una minaccia concreta per i diritti, la dignità e la sicurezza delle persone che lavorano.
27/9/2026

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