9/13/2026

Dieci anni a rimirar le stelle: la festa dell'osservatorio di Isnello

Un'immagine del centro Gal Hassin di Isnello

L'osservatorio fa festa col meteorite di un'altra era. I dieci anni di Gal Hassin che ha fatto di Isnello un polo scientifico. Il planetario e il telescopio per gli asteroidi

DI MARIO PINTAGRO

C'è un pezzo di roccia vecchio quattro miliardi e mezzo di anni da vedere al Gal Hassin, il Centro internazionale per le scienze astronomiche di Isnello, e la sola presenza di questo proiettile cosmico precipitato sulla Terra nel 1882 nel deserto cileno di Atacama, merita una visita nel cuore delle Madonie. Il meteorite Imilac, prestato dal Museo italiano di scienze planetarie, è solo una modesta parte dell'intero meteorite che pesava quasi una tonnellata. Tecnicamente è una palliaste, composta per lo più di ferro e nichel con cristalli di olivina che gli fanno assumere colori giallo, verde e arancio. Un meteorite che proviene dalla fascia compresa fra Marte e Giove e racconta tanto della genesi del sistema solare: si è formato quando grandi masse rocciose, chiamate planetesimi, si sono fuse e si sono scontrate l'una contro l'altra.

I metalli sono precipitati al centro, le rocce sono emerse in superficie.

L'esposizione del meteorite fa parte dell'ampio programma di manifestazioni per il decennale di fondazione di Gal Hassin, avvenuta l'11 settembre del 2016, che si chiude oggi. Per tre giorni, Isnello ha accolto astronomi, fisici, giuristi, divulgatori. Un programma fitto, che ha intrecciato scienza, politica culturale, diritti, educazione. Il programma di questa mattina è dedicato alla divulgazione: asteroidi, scuola, percezione del cielo. Nel pomeriggio, incontro con Mauro Palma e Gustavo Zagrebelsky che riflettono sulla Costituzione, i diritti, le fragilità. A Zagrebelsky sarà assegnato il Premio Gal Hassin alla Civiltà 2026. Identico premio è stato consegnato nei giorni scorsi al cosmologo bolognese e divulgatore Andrea Cimatti, impegnato negli studi sull'energia oscura dell'Universo, a cui è stato intitolato un asteroide. 

Ma Gal Hassin guarda con sempre maggiore attenzione al telescopio Flyeye sul Monte Mufara, il primo al mondo dedicato al monitoraggio degli asteroidi vicini alla Terra. Il telescopio, situato nel cuore del Parco delle Madonie, farà compiere un balzo gigantesco nell'osservazione del cielo per scovare i potenziali proiettili cosmici che possono intercettare l'orbita terrestre. 

«Il decennale del Gal Hassin celebra un percorso che ha portato la Sicilia in una delle reti di ricerca internazionale più avanzate al mondo - dice il presidente della Regione Renato Schifani - Un motivo d'orgoglio per la nostra Isola e per l'Italia. La firma con l'Agenzia spaziale europea per la gestione del telescopio Flyeye sul monte Mufara, il primo al mondo dedicato al monitoraggio degli asteroidi vicini alla Terra è un risultato che il mio governo ha sostenuto rimuovendo i vincoli urbanistici che bloccavano il progetto e finanziando con 1,6 milioni di euro la messa in sicurezza della strada d'accesso. Insieme all'accordo con l'Istituto nazionale di astrofisica e l'Università di Palermo è davvero "l'idea assurda che si è realizzata"».

Gal Hassin deve il suo nome a un termine siriaco che significa "torrente freddo", un chiaro riferimento storico al territorio. Il centro è dedicato alla ricerca astrofisica, alla didattica e alla divulgazione scientifica. Tra le sue strutture principali ci sono un planetario, un parco dello spazio e del tempo, un museo e una terrazza osservativa. Dal 2019, il Gal Hassin ha avviato ricerche sugli asteroidi e sui pianeti extrasolari. Ma Gal Hassin è diventato un importante polo di riferimento per la scienza astronomica nel Mediterraneo anche grazie alla qualità del cielo di Isnello e delle Alte Madonie, ideale per l'osservazione astronomica.

la Repubblica Palermo, 23 settembre 2026

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