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| La sede di Vesti-Amo il fratello a Corleone |
Egregio Direttore
Dopo aver visto sulla pagina Facebook l’intervista rilasciata del responsabile e dal co-responsabile dell’associazione “4Chiacchiere” , ho aspettato fino a oggi , 29 Settembre 2026, l’incontro che era stato programmato alle ore 16:00 presso l’abitazione del Signor “X” , per primo , aveva fatto rilevare la nostra assenza dell’elenco delle eccellenze ponendo pubblicamente un punto interrogativo al quale, fino a oggi , non era stata data risposta. L’invito all’incontro, non ostante la mia disponibilità a chiarire qualsiasi eventuale equivoco o incomprensione, è stato declinato.
Prima di scrivere queste righe, insieme alle mie collaboratrici e ai miei collaboratori ci siamo fermati a riflettere. Alla fine abbiamo deciso di chiarire la nostra posizione, perché riteniamo sia giusto che quando si parla di una persona o di una associazione, si ascolta anche l’altra campana.
Nella lunga intervista sono state evidenziate soprattutto le cose positive che questa prima edizione del Corleone Film Festival 2026 ha lasciato alla nostra città. E su questo non possiamo che essere d’accordo.
Ma veniamo al punto sul quale, credo, sia necessario fare chiarezza
Nell’intervista si parla di alcune lacune e di passaggi poco chiari nella compilazione del lungo elenco delle persone e delle realtà individuate per ricevere il riconoscimento delle eccellenze, previsto nell’ambito del festival. La nostra Associazione in quell’elenco con c’era.
Siamo rimasti in silenzio. Ma quel silenzio non significa che non abbiamo provato amarezza.
Ci siamo sentiti feriti, perché “Vestiamo il Fratello “ non è un’associazione che si impegna soltanto in una determinata occasione o per un periodo limitato dell’anno.
Il nostro impegno dura 365 giorni all’anno.
La nostra dedizione,i nostri sacrifici e il nostro tempo sono rivolti a chi ha bisogno, a chi soffre spesso in silenzio, a chi si trova in una situazione di fragilità.
Lo facciamo con tutto il cuore, anche negli orari in cui molti di voi sono già a casa a riposare.
Per questo motivo, il mancato inserimento nell’elenco ci ha fatto male.
Non è il premio in sé a cambiare quello che siamo è quello che facciamo, o salire su un palco scenico. il nostro modo di aiutare gli altri non dipende da una targa o un attestato di riconoscimento.
È stato un nostro concittadino attraverso un suo post, a rivelare quello che riteneva un’anomalia e a chiedere pubblicamente il perché della nostra assenza.
Quel post ha fatto molto rumore.
Forse ha anche creato qualche disagio ma noi non l’abbiamo né scritto e non abbiamo chiesto a nessuno di scriverlo.
Se si è trattato, come è stato detto di una dimenticanza o di un passaggio sfuggito durante l’organizzazione di una manifestazione durata 4 giorni, riteniamo che ci sarebbe stata comunque la possibilità di porre rimedio.
Errare è umano e può succedere a tutti.
C’è stato detto che mi sarei rifiutata di ritirare il premio.
Vorrei precisare che, per quanto mi riguarda, nessuno mi aveva avvisata della possibilità di ritirarlo, mentre agli altri riconoscimenti la consegna era avvenuta nell’ambito della cerimonia prevista.
Se ci fosse stata la volontà di consegnarlo successivamente, sarebbe bastato semplicemente avvisarmi. Oppure, visto che la nostra sede è conosciuta da tutti, si sarebbe potuto consegnare direttamente lì.
A Corleone, e non solo, “Vestiamo il Fratello” è una realtà conosciuta. Non siamo sconosciuti e non è difficile trovarci.
Riteniamo che sarebbe stato giusto ricevere quel riconoscimento insieme alle altre realtà individuate, perché anche noi , nel nostro piccolo pensiamo di rappresentare una eccellenza nel sociale.
Non vogliamo però alimentare polemiche, prese di posizione o incomprensioni.
Non vogliamo pensare che il nostro impegno possa essere visto come una minaccia o possa arrecare fastidio a qualcuno.
Noi vogliamo soltanto continuare ad aiutare.
Il riconoscimento più importante, infatti, non è quello che si riceve su un palco.
È quello che arriva dalla gente ogni giorno: attraverso un grazie, una stretta di mano, una parola di conforto, un sorriso.
Ed è proprio in questo pensiero che voglio ricordare Nonuccio Anselmo, che tanto ha fatto per questa associazione e che continua in qualche modo, a farlo attraverso i suoi familiari.
Mi auguro che la nostra associazione non possa arrecare disturbo a nessuno, perché aiutare i fratelli più bisognosi e più fragili dovrebbe essere un sentimento che appartiene a tutti noi, senza colori senza divisioni e senza appartenenze.
Noi rimaniamo disponibili al dialogo, alla collaborazione e quando possiamo, anche ad aiutare. La nostra porta rimane sempre aperta, anche nei confronti dell’associazione “4Chiacchiere“ perché parlarsi, confrontarsi e chiarirsi significa anche poter mettere una pietra sopra alle incomprensioni e andare avanti.
Grazie per aver dato spazio a questa lettera aperta e per aver permesso anche a noi di raccontare la nostra parte di verità.
Ritengo che da questo momento in poi venga chiuso l’argomento perché voglio dedicarmi a problemi più concreti e alle varie attività che porteremo avanti nei prossimi mesi che verranno.
Cordiali saluti.
Il presidente dell’associazione
“Vestiamo il Fratello”
Verdetti Rosa, per tutti zia Rosa

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