9/29/2026

Dopo il “Corleone Film Festival, parlano Marcus Salemi e Tommaso Ruggirello, due protagonisti della kermesse: “Abbiamo lanciato il messaggio che a Corleone si volta pagina”

Al centro: Marcus Salemi; a sx Tommaso Ruggirello


DINO PATERNOSTRO
Nostra intervista a Marcus Salemi e a Tommaso Ruggirello sul Corleone Film Festival. 

D.P. E allora, buona giornata cominciamo con te, Marcus. Questa idea del Corleone film Festival come vi è venuta? 

Marcus: Nasce casualmente tornando da Bisacquino dal borgo Film Festival assieme a Tommaso. Abbiamo pensato e abbiamo valutato la possibilità che vivendo in un contesto quale Corleone, che ha un nome da un punto di vista cinematografico forte, si poteva provare a fare qualcosa. Abbiamo pensato di provare a girare pagina e scrivere un foglio bianco, nuovo, cercando di dare una interpretazione nuova della nostra città. E con buoni propositi e mettendo i puntini sulle “i”, Abbiamo pensato che poteva esserci un potenziale forte sotto questo punto di vista. Abbiamo  elaborato il bando di concorso, ci siamo iscritti alla piattaforma mondiale di film freeway, e questo ci ha messi nelle nelle condizioni di poter partire con il piede giusto. Abbiamo pensato che proprio l’aver individuato il nome oltre il nome, che ci faceva uscire dai soliti stereotipi, dal solido cliché, poteva essere un un percorso giusto.

E probabilmente i numeri ci hanno dato ragione. Sono arrivati oltre 1600 film da tutto il mondo, da circa 160 paesi del mondo. Probabilmente la gratuità di iscrizione avrà avuto un ruolo, ma siamo fortemente convinti che il nome abbia avuto un'influenza forte, tant'è che da più parti sono arrivati messaggi ed e-mail di apprezzamento verso questo progetto. 

D.P.  Con 1600 corti vi è venuta la confusione. E adesso  come facciamo a selezionarle? Come avete fatto? 

Tommaso: Ci è venuta la confusione sì, perché non ci aspettavamo questo numero di corti. Sono arrivati così numerosi nei giorni subito dopo l'apertura del bando. E già ci siamo preoccupati da quel minuto. 

Come abbiamo fatto? Dopo che la giuria popolare ha selezionato 1626 corti siamo arrivati ad una prima scrematura di un centinaio di corti. In questo modo abbiamo fatto la prima selezione. Dopo un’ulteriore selezione, siamo arrivati poi a quelli che avete visto: i corti finali e i vincitori. 

D.P.  Probabilmente come prima volta può anche andare, ma forse sarebbe il caso di pensare per tempo a selezionatori che siano dal punto di vista delle competenze professionali un poco più strutturati, in maniera tale che ci sia la garanzia che la selezione avvenga nel migliore dei motivi possibili. 

Tommaso: Noi abbiamo attuato un criterio di equità nella prima fase con gli altre 1600 corti. Abbiamo messo in campo un parterre di 38 selezionatori, individuati dal mondo dell'arte, della cultura, dello spettacolo, del teatro, e della società civile. Dopodiché siamo arrivati a 300-350 corti, che abbiamo selezionato ulteriormente all'interno del gruppo di quattro chiacchiere. E siamo arrivati ai 35 corti che abbiamo dato alla giuria di qualità, formata da gente che competente come Pietro Di Miceli, come Marta Limoli, come Salvatore Billitti, un semplice ragazzo di Corleone che è un cineasta, un un amante della cinematografia, scoperto quasi per caso, con una cultura cinematografica superiore a quella nostra. Noi, come organizzatori, abbiamo puntato di più all'evento e alla spettacolarità, alla promozione del nome, perché siamo consapevoli che noi di quattro chiacchiere da un punto di vista cinematografico centriamo completamente poco. Però abbiamo pensato bene che l'abbinamento dei due fattori, il nome con l'aspetto cinematografico, poteva far uscire fuori un prodotto eccezionale. Sicuramente dobbiamo raddrizzare e migliorare la barra, perché per noi è stato un anno zero sotto tutti i punti di vista. 

D.P. Prendendo spunto dagli errori, cercherete di migliorare il prossimo anno. Un risultato positivo è stato realizzato dal punto di vista della spettacolarità dell'evento. Corleone, che l'anno scorso avete cominciato a fare parlare, oggi non solo parla, ma diventa anche attrattiva per persone di tutto il mondo, che vi mandano i corti. Quindi sicuramente un successo importante che avete condito con una serie di eventi, di ospiti ospiti d'onore, eccetera. Certo, la chicca sarebbe stata quello di avere Al Pacino e Corleone. 

Marcus: Ci stiamo lavorando, ci lavoriamo, ma non solo al Pacino, speriamo anche Robert De Niro. E perché no, magari insieme.  

D.P. Diciamo che vi accontentate di poco… e andiamo agli ospiti che avete avuto quest'anno: un corleonese che ci riempie di orgoglio è Roberto Bentivegna. Come è stato l’impatto con questo giovane professionista? 

Marcus: L'impatto è stato assolutamente positivo. Abbiamo scoperto che è arrivato a Corleone contestualmente all'avvio del Corleone Film Festival. È successo quasi tutto per caso, Roberto con i suoi genitori si trovavano a Roma per affari privati e familiari. Dopodiché hanno raggiunto Corleone per venire a trovare i parenti, cugini e amici. E casualmente scoprono che è in corso il Corleone Film festival. Apprendono anche che gli organizzatori avevano assegnato il premio internazionale a Roberto Bentivegna. E quindi abbiamo incredibilmente “allineato i pianeti”. 

Ma accanto al Bentivegna, che è stato la ciliegina sulla torta, altri ospiti hanno arricchito il parterre del Corleone film festival. Totò Cascio, il bambino di Nuovo Cinema Paradiso; Giorgio Terruzzi, giornalista del Corriere della Sera e Mediaset e grande narratore 

Noi comunque vediamo il bicchiere pieno a metà perché il meteo ci ha tagliato la piazza dell'ultima sera, del sabato sera, e siamo dovuti correre al ai ripari trovando riparo presso il Cidma, a cui diciamo grazie per l'ospitalità. 

D.P. Un'osservazione per quanto riguarda la comunicazione. Come città nuove abbiamo riscontrato qualche difficoltà, nel senso che dopo ogni giornata non avete fatto un comunicato ogni sera per raccontare la giornata, dando ai media la possibilità di raccontare a loro volta.  Chi era presente poteva evidentemente raccontare, ma chi non c’era poteva avvalersi di qualche spot, di qualche comunicazione, ma sicuramente non di un racconto  complessivo degli eventi della giornata. 

Tommaso: Sulle singole giornate abbiamo puntato sulla comunicazione social, ma evidentemente non è arrivata a tutti. Per quanto riguarda invece la comunicazione classica ci possiamo ritenere soddisfatti in quanto la carta stampata e la stampa specializzata ci ha dato molto spazio (vedi l’Espresso, il GdS, ecc…), segno che il messaggio lanciato era molto forte. Ma sicuramente come molte cos’è tutto è migliorabile. 

D.P.  Dovete migliorare la comunicazione col “mondo”, e il “mondo” non può essere tutto qui a Corleone. Quindi bisognerebbe comunicare nella maniera più completa possibile ogni evento, in maniera tale che giornali, televisione, e mass media possano far arrivare lontano le notizie. La comunicazione fatta con i giornali cartacei e/o online è più duratura e più “lunga”.  

Tommaso: I giornali devo dire che hanno parlato di noi. Forse sulla tempistica si poteva fare meglio.

Noi l'abbiamo organizzato in tre mesi questa manifestazione. E tutto questo è pure figlio del fatto che comunque siamo pochi, abbiamo toccato con mano che effettivamente siamo quattro - cinque il cuore pulsante dell'organizzazione. Ma abbiamo già individuato dov'è il problema e sappiamo come poter porre rimedio. Tant'è che faremo opera di acquisizione di nuove leve. 

D.P. L'idea per esempio di strutturare il Corleone film festival in sezioni non sarebbe male. Mi dite che ci sono state tanti corti che vengono dall'estero. C'è un problema di avere traduzioni simultanee, perché mi pare che il corto premiato non aveva sottotitoli. 

Dobbiamo andare oltre, quindi si va all'estero con la Corleone nuova, che volete presentare, ma anche con delle sezioni più vicine al nostro territorio. Si potrebbe pensare per esempio a corti che possano in qualche modo raccontare Corleone e la Sicilia. 

Marcus: È nostra intenzione, infatti è allo studio per il prossimo anno di non fare solamente una serata dedicata al cinema sotto le stelle, ma dividerlo in sezioni, per cui Sezione siciliana, corti internazionali, corti italiani documentari e animazione. Probabilmente il percorso che andremo a fare sarà questo, si allungherà la manifestazione per quanto riguarda la visione al pubblico. Rimane sempre l'impianto base della delle tre giornate conclusive, con la maratona, quattro chiacchiere con le ospitate sicuramente, con le eccellenze, andandole a regolamentare e strutturare meglio. E poi con con la notte d'oro, con la premiazione vera e propria dei corti. 

D.P.  Ecco, parliamo delle eccellenze.  Probabilmente avete esagerato con 60 premiati, 48 premi e 22 riconoscimenti. Credo che avete esagerato con i numeri, no? 

Marcus: Noi siamo magnanimi e buoni di cuore, abbiamo pensato che Corleone e il territorio circostante sono pieni di eccellenze che andavano gratificate. 

Questo va nel segno di quello che facciamo con quattro chiacchiere e con Corleone parla. Abbiamo sottolineato che parliamo di territorio, il pensiero nostro è e rimane quello di cercare anche le eccellenze nel nostro territorio, quindi guardare fuori, anche nei paesi del circondario. 

D.P. A me convince l'idea del territorio più che il singolo comune, ci mancherebbe altro. La cosa che mi chiedo è se numeri così alti non vadano poi a discapito della stessa possibilità di valorizzare queste eccellenze. Se in una serata dobbiamo dare 60 - 70 premi, c'è sì e no il tempo di consegnarli velocemente. Mentre invece sarebbe interessante un minimo di conversazione per far conoscere meglio le persone premiate. 

Marcus: Io che vengo dall'esperienza sportiva di Volanti d'oro dovevo attenzionare bene questo aspetto. Invece personalmente mi assumo la responsabilità della sottovalutazione.

mi è sfuggito questo aspetto e mi la totale responsabilità. Perché effettivamente, se andiamo a premiare 60 e passa personalità del posto e del territorio circostante, finisce che in 2-3 anni non abbiamo più chi premiare. Invece abbiamo capito che va fatto un regolamento ad hoc, si contingenta in vari settori, ma non più di 20 25 riconoscimenti di eccellenze vere e proprie. 

D.P. Si potrebbe anche - come si fa con il Nobel - chiedere le segnalazioni, perché evidentemente non tutti conosciamo tutti. 

Marcus: no non tutti conosciamo tutti. È proprio nel nostro spirito, forse presi dalla frenesia, abbiamo contattato i sindaci e abbiamo detto ai sindaci dei paesi di segnalarci le loro eccellenze, perché noi magari non li conosciamo e quindi qualcuno l'ha fatto. 

Come in tutte le cose in cui qualcuno cerca di fare, chi mangia fa molliche.  Abbiamo avuto qualche dimenticanza abbiamo avuto qualche scivolone, però è tutto frutto non di malizia, ma da semplice dimenticanza. 

D.P.  Le “molliche” ovviamente non sono mancate: la preside, la poetessa, vestiamo il fratello…

Marcus: Qualche dimenticanza, ma si è corso ai ripari, si è messa gente nel mezzo che ha fatto da ambasciatore, però sembrerebbe che il messaggio non sia arrivato o non è stato recepito, tanto che un riconoscimento c'è rimasto non consegnato. Per tutte e due le serate aspettavamo la presenza di qualcuno che ritirasse il riconoscimento di vestiamo il fratello. Ci dispiace questo polverone, questa polemica, questo non riconoscimento di ruolo, però ne prendiamo atto e andiamo avanti. Siamo sereni nei confronti loro e nei confronti di tutti e principalmente nei confronti nostri. Non c'è stata assolutamente malizia nell'escludere l'uno o l'altro, tutto è stato frutto di situazioni contingenti. E siamo sicuri che il prossimo anno andrà meglio. 

Tommaso: Vogliamo puntualizzare che abbiamo valorizzato un'altra piazza del centro storico di Corleone, Piazza Asilo, che tu ben conosci. perché noi ci distinguiamo anche in questo, cerchiamo di valorizzare il centro storico. Abbiamo iniziato da Piazza Nasce con Corleone parla e continuiamo ad andare avanti a cercare di valorizzare quello che c'è di bello per fare conoscere le piazze. Devo dire che tanti registi sono rimasti abbagliati da questi posti, per cui ora se ne può fare buon uso.  

Dino Paternostro

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