venerdì, giugno 16, 2017

VEDI RENZI DA GRUBER (E capisci che è ora di spegnere le luci)

Alessandro Gilioli
Lo vedi e lo senti, soprattutto: con la sua mitraglia di parole, slogan, battute, allitterazioni, sarcasmi, attacchi, variazioni, smorfie, controsmorfie, sorrisi, aggrottamenti, smarcamenti, fughe laterali, riapparizioni al centro, finte di corpo e tackle di caviglia, scatti improvvisi, frenate, bilocazioni, pacche sulle spalle, gesti dell'ombrello, allusioni, metonimie, sineddochi, paso doble, sombreri, controfinte, poi la palla buttata da una parte, poi dall'altra, poi nascosta dietro la schiena, poi fatta riapparire con uno sberleffo, poi ancora una battuta, un sorriso, un grugno, poi la palla di nuovo lanciata lontano e subito dopo tra le sue braccia o nascosta sotto la maglietta con un marameo.

SERGIO STAINO: LETTERA APERTA A MATTEO RENZI SULLE SORTI DE "L'UNITA"

Sergio Staino, direttore de L'Unità, creatore di Bobo
di SERGIO STAINO
Sono rimasto profondamente colpito, sfavorevolmente, dalla risposta data da Matteo Renzi alle domanda a lui posta da Massimo Giannini sulla situazione de l’Unità. In pratica il nostro Segretario se l’è cavata spiegando che l’Unità ormai è in mano a privati e che questa scelta di consegnarla in mano a privati non è stata fatta da lui ma da segretari precedenti, per cui tanta solidarietà e comprensione umana per i dipendenti ma che si rivolgano a qualcun altro perché lui non c’entra, arrivederci e grazie. Ho riascoltato quattro volte sul sito di Repubblica questa sua tranquilla e allucinante logica per la quale la riapertura de l’Unità era stata frutto di una iniziativa totalmente privata. Naturalmente ho scritto subito un sms sia a lui che al Vicesegretario Martina chiedendo spiegazioni e proponendo per l’ennesima volta un incontro per discutere insieme delle possibilità superstiti per il salvataggio del giornale. Come ormai capita da mesi, silenzio assoluto.

giovedì, giugno 15, 2017

LA TERRA FECONDATA. Il grano in Sicilia fra natura e cultura

Scene di vita contadina sui Nebrodi - Galati Mamertino 1988.89. Mario SaricaRicerca etnografica; Giangabriele FiorentinoFotografie
La Fondazione Ignazio Buttitta e l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari / Museo delle marionette A. Pasqualino, con la collaborazione della Fondazione "Sebastiano Crimi" di Galati Mamertino, del Museo Cultura e musica popolare dei Peloritani e dell’Associazione Culturale Kiklos, allestiscono la mostra fotografica "LA TERRA FECONDATA. Il grano in Sicilia tra natura e cultura”. La mostra, che presenta una ventina di  immagini di Giangabriele Fiorentino, è basata sul lavoro di ricerca etnoantropologica svolta da Mario Sarica nell'area dei Nebrodi sul finire degli anni '80.

La Cgil chiede RISPETTO per il mondo del lavoro e per i cittadini

La CGIL ha indetto per il 17 giugno 2017 una MANIFESTAZIONE NAZIONALE STRAORDINARIA.
Straordinaria perché urgente, straordinaria perché parla soprattutto di democrazia, straordinaria perché contesta comportamenti antidemocratici che non hanno precedenti nella storia repubblicana.

I fatti: 

La Cgil Palermo: "Così non funziona: troppi i disservizi creati ai residenti stranieri"

Bijou Nzirirane, responsabile dell'ufficio migranti della Cgil di Palermo
La Cgil chiede il potenziamento del personale dell'ufficio immigrazione della Questura. 
Palermo 15 giugno 2017 – La continua ondata degli sbarchi e le farraginose procedure previste dal decreto sicurezza Minniti-Orlando stanno determinando il mal funzionamento dell'ufficio immigrazioni della Questura di Palermo, che provvede al rilascio e al rinnovo dei permessi soggiorno per i cittadini stranieri. L'allarme lo lancia la Cgil, interprete del disagio vissuto da tantissimi lavoratori e lavoratrici residenti a Palermo. “Il personale dell'ufficio immigrazione, che normalmente si occupa delle pratiche per i cittadini migranti, è ormai quotidianamente impegnato nel fronteggiare l'emergenza sbarchi – dichiarano Calogero Guzzetta, della segreteria Cgil Palermo e Bijou Nzirirane, responsabile dell'ufficio migranti della Cgil di Palermo - Con l'aumento degli arrivi dal mare, dovuto alla stagione estiva, pur riconoscendo l'impegno profuso su questo fronte dal personale dell'ufficio stranieri, temiamo che il problema si possa aggravare ancora, con ripercussioni sul normale funzionamento degli uffici e con rinvii ancora più lunghi per il rilascio dei documenti. Gli utenti, quando il loro appuntamento già preso con mesi d'anticipo salta, raccontano il disagio di dover aspettare altri mesi per il rinnovo e il rilascio dei permessi di soggiorno, mentre la legge prevede 60 giorni”.

mercoledì, giugno 14, 2017

Graviano e la cresima negata al figlio: “Quel cardinale ha fatto un errore”

Giuseppe Graviano
SALVO PALAZZOLO
Le rivelazioni. Intercettato  
nel carcere di Ascoli il capomafia parla di Montante “Lo chiamano in causa dieci pentiti”
«Sono stato parecchio male per quella storia... il cardinale ha fatto un errore». Non usa mezzi termini Giuseppe Graviano per bocciare la decisione del cardinale Paolo Romeo, che due anni fa vietò al figlio del capomafia di Brancaccio di ricevere il sacramento della cresima in Cattedrale, assieme ai suoi compagni del Centro educativo ignaziano. «Spesso i preti sono coinvolti in scandali», è il giudizio del boss sulla Chiesa, affidato al compagno dell’ora d’aria. Graviano si scaglia anche contro don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, definendolo un «approfittatore ». Se la prende poi contro i professori che a scuola fanno lezioni di legalità: «Questa nuova era di ragazzi... quello che ci inculcano a scuola e cose... non accettano la nostra situazione. Perché ci impapocchiano che i padri sono mafiosi... che non c’è niente nella realtà... perché prima che giudichi, conosci».
L’ANTIMAFIA DI MONTANTE

Macaluso: «La Cgil e la Sicilia, i miei anni decisivi»

Emanuele Macaluso
Nel 1947 è stato il primo segretario generale della confederazione regionale, eletto a soli dieci giorni dalla strage di Portella della Ginestra. "Ho fatto tante cose nella mia vita, ma l'essenziale del mio essere è, e resta, nel sindacato"
Emanuele Macaluso, nel 1947 fu il primo segretario generale della Cgil regionale. A Caltanissetta si svolse dal 10 al 12 maggio 1947, a dieci giorni dalla strage di Portella della Ginestra, il primo congresso regionale della Cgil che lo elesse alla presenza di Giuseppe Di Vittorio. E proprio  a Caltanissetta si celebra oggi (martedì 13 giugno) l’anniversario dei 70 anni della Cgil siciliana, con una manifestazione che vede la partecipazione del segretario generale Cgil Susanna Camusso e dello stesso Macaluso. GUARDA L'INTERVISTA

Bisacquino, Di Giorgio riconfermato con l'83,89%


Prizzi, un consenso "bulgaro" per Vallone, che torna sindaco


Anche a Chiusa Sclafani a volte ritornano: Francesco Di Giorgio sindaco


Delusione a Piana degli Albanesi per la sconfitta della sinstra


Camporeale, tensione prima del voto, ma Cino batte Montalbano


San Giuseppe Jato, vince Rosario Agostaro


San Cipirello, battuto Casamento, Geluso è il nuovo sindaco


Bolognetta, Grassadonia supera Tutone


A Mezzojuso Salvatore Giardina fa il bis


Petralia Sottana, plebiscito per Neglia


A Petralia Soprana vince ancora Macaluso


Caccamo, a volte ritornano...


Campofelice, un operaio forestale batte un docente universitario


martedì, giugno 13, 2017

Leoluca Orlando: “Sono il papà di Palermo, vinco perché con me i partiti si fanno indietro”

SARA SCARAFIA
Eletto al primo turno e per la quinta volta: “La città chiude un cerchio, da capitale della mafia a capitale dell’inclusione”. Ho la visione di ciò che ci sarà dopo la fine del mio mandato, ma nessuno mi chieda di scegliere un delfino
PALERMO - Alle 8 del mattino, l’abito scuro gualcito, gli occhi rossi di chi non ha dormito, l’eterno sindaco di Palermo attraversa la hall ormai vuota dell’hotel del centro trasformato in comitato per la lunga notte elettorale. Il portiere gli porge la mano e si complimenta. «Sindaco, ma come ha fatto a essere eletto al primo turno?». Leoluca Orlando sorride e risponde in tedesco, poi traduce: «Sono stato prima figlio della città, poi fratello e infine padre ». Il “papà” di Palermo a 69 anni è stato eletto sindaco per la quinta volta con oltre il 46 per cento dei consensi. La prima volta fu nel 1985, la seconda in quel 1993 schizzato dal sangue delle stragi. E poi ancora nel ‘97 e nel 2012. Ieri il suo primo appuntamento da nuovo sindaco è stato al porto di Palermo, dove è attraccata una nave con 724 migranti a bordo.
Orlando, le rimproverano di essere il «vecchio che torna». Perché si è ricandidato?

Giusi Nicolini: “Non sono carrierista, ho detto molti no e sono stata punita”

EMANUELE LAURIA
La sindaca paladina dell’accoglienza battuta a Lampedusa: “Io fenomeno mediatico? L’immagine serve”
PALERMO - L’unica consolazione, per la figura simbolo dell’accoglienza sbalzata di sella dai suoi concittadini, è stato un sms di Matteo Renzi: «Mi ha detto di non abbattermi e di proseguire nell’impegno. Gli ho risposto che mi prendo una breve vacanza e ricomincio con più energia di prima». Ma il day after di Giusi Nicolini, da ieri ex sindaco di Lampedusa, è stato mesto. Tutto il giorno chiusa nella sua stanza del Comune «a fotocopiare carte molto delicate», con il conforto di due dipendenti – due sole – che sono salite a esprimerle solidarietà dopo la sconfitta. Un’immagine eloquente della solitudine in cui all’improvviso è piombata l’amministratrice delle frontiere aperte, l’emblema di un’isola candidata al Nobel per la pace, la donna che Renzi volle con sé alla Casa Bianca per rappresentare l’Italia delle eccellenze. La notorietà internazionale non ha impedito a Nicolini una sconfitta in casa: solo terza in amministrative con 4 mila votanti, dietro il neo-sindaco Totò Martello, appoggiato da un’altra parte del Pd, e il giovane iscritto a M5S Filippo Mannino.
Nicolini, se l’aspettava?

Riina, Bindi all'Antimafia: "Resta un capo di Cosa nostra. E non esiste il diritto di morire a casa"

Il presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosi Bindi
La presidente della commissione relaziona dopo la visita all'Ospedale Maggiore di Parma, dove il boss è ricoverato in regime di 41-bis"Viste le condizioni fisiche di Riina, sì imprevedibili ma al momento stabili, si potrebbe anche ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari. Questo gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa. A meno che non si voglia affermare un diritto a morire fuori dal carcere, che non è supportato da nessuna norma".

domenica, giugno 11, 2017

Corleone, il Corpus Domini si farà: e ci saranno anche le giostre e "bancarelle"...

Col comunicato che segue la Commissione straordinaria del comune di Corleone informa i cittadini di cose ovvie: il Corpus Domini si farà, ci saranno le giostre, ci saranno le bancarelle. Ma se sono cose ovvie, perché scomodarsi a fare un comunicato? Perchè, incredibilmente, si era sparsa la voce che i commissari avevano "abolito" questa festa. E' facile immaginare che ci sono "pezzi" di Corleone che non "amano" la Commissione straordinaria... Magari pensano che si stava meglio quando si stava peggio (dp) 
COMUNICATO DEL COMUNE DI CORLEONE

TOTO' RIINA DENTRO O FUORI DAL CARCERE ? C'E' UNA TERZA VIA...

Totò Riina
SU TOTO’ RIINA DECIDANO I PARENTI DELLE VITTIME
AUGUSTO CAVADI 
E’ giusto che Totò Riina muoia dignitosamente a casa sua? Se la risposta dev’essere, seccamente, un sì o un no è assai arduo darla in maniera ponderata. Per fortuna la storia recente offre una terza via. Già dai tempi in cui la Repubblica Sudafricana raggiunse una pacificazione sociale, dopo decenni di guerre civili fra bianchi e neri, si conoscono i tribunali della riconciliazione: luoghi in cui carnefici e parenti delle vittime (se lo vogliono) si incontrano, si guardano negli occhi, si parlano, L’ottica è quella della giustizia “rigenerativa”, al di là di una volontà inossidabile di vendetta (che fa male a chi la prova almeno quanto danneggia il colpevole cui è diretta) come di un facile perdonismo buonista (che offende la memoria dei caduti almeno quanto la sensibilità dei congiunti sopravvissuti).

Loach: “Corbyn esempio per l’intera Unione, solo così la sinistra vince”

Il leader laburista Jeremy Corbyn
ANTONELLO GUERRERA
Il regista. “Tutto il continente deve cambiare marcia”
Corbyn, l’uomo più odiato dei tabloid, il “terrorista”, ha preso quasi gli stessi voti del primo Blair, nel 1997. Per lei sarà stata una notte meravigliosa, Ken Loach.
«Absolutely. Mentre i socialdemocratici di tutta Europa stanno fallendo, come in Francia, un vero uomo di sinistra come Jeremy Corbyn affossa Theresa May. I cittadini oggi rivogliono lo Stato, il welfare, le sicurezze, il diritto alla salute, la possibilità di comprare o affittare una casa a Londra senza non dover fare il pendolare a 80 chilometri di distanza, l’istruzione libera, lo stop all’austerity, le tasse alle multinazionali. Corbyn ha stupito per questo. È un esempio per la sinistra europea: appiattirsi al centro non paga. Bisogna andare a sinistra. Ma sul serio. Perché gli Hollande, i Blair oggi sono perdenti. Anche l’Ue, se non vuole essere lasciata indietro, deve cambiare marcia. Pensare di più alle persone, ai loro bisogni, ai loro diritti. Non alle grandi aziende o alle privatizzazioni».

Da Corleone all’America, perché morire in casa per i boss è una rivincita

Il boss mafioso Totò Riina
ATTILIO BOLZONI
SI dice in Sicilia per misurare la “grandezza” di un vecchio mafioso: «È morto nel suo letto». Significa che se n’è andato con tutti gli onori, circondato dall’affetto dei suoi cari, ossequiato dalla comunità. Significa che, nonostante un’esistenza dedicata al crimine, è sopravvissuto ai nemici di cosca, alle “sparatine” e agli agguati, che è sfuggito per sempre alle maglie della giustizia. L’ha fatta franca sino alla fine. Morire nel proprio letto è segno di gloria per un boss, di potenza. Morirà nel suo letto anche Totò Riina, probabilmente il più feroce fra i capimafia siciliani e sicuramente il più invaso dal delirio di onnipotenza?

La mafia non vota solo d’estate

di ALESSIO RIBAUDO
Ecco i 5 comuni commissariati dove le urne non si apriranno
Parafrasando il titolo del film di Pif, la Mafia «uccide» le elezioni locali. Tra Campania, Calabria e Sicilia, le città dove le consultazioni sono annullate. Nel feudo del boss Messina Denaro, latitante dal 1993, la macchina elettorale era stata avviata ma è stata bloccata dal governo, su proposta del ministro dell’Interno. Invece altri 5 centri hanno riconquistato il diritto al voto. Dal ‘91 a oggi, sono 241 le amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose

sabato, giugno 10, 2017

TgCom24 e il caso Riina. Dino Paternostro: "Vogliamo l'attenzione dei media non solo per fatti di mafia, ma anche per la strada Corleone-Partinico interrotta da anni"

Dino Paternostro al "Giallo della settimana"
E' andata in onda stasera su TGCOM24 la puntata de "Il giallo della settimana" dedicato al caso Riina (deve o non deve lasciare il carcere). Nei miei interventi ho rappresentato le aspettative dei corleonesi civili e democratici, che non vogliono "accanimenti" dello Stato nei confronti del boss mafioso, ma nemmeno "cedimenti". In ultimo, ho sottolineato che questa Corleone, però, non vuole l'attenzione morbosa dei media solo per fatti di mafia, ma anche per la soluzione dei problemi. Ecco le battute finali tra me e il conduttore Remo Croci, di cui ho apprezzato l'attenzione e la professionalità: 
Remo Croci: C’è attesa, c’è questo clima di tensione a Palermo, a Corleone?
Dino Paternostro: Si, c’è molta tensione, c’è molta attesa. Però, io l’ultima cosa che volevo dire è anche che c’è tensione nell’opinione pubblica perché i cittadini vedono che c’è molta attenzione, un’attenzione morbosa, dei media quando si tratta di mafia. Mentre invece... GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO E IL VIDEO

venerdì, giugno 09, 2017

Grasso sfida Totò Riina: “Se vuole uscire collabori e riveli i mandanti delle stragi”

SALVO PALAZZOLO
Per il presidente del Senato è sempre il capo di Cosa nostra “Dica chi erano le persone importanti che lo contattarono”
PALERMO - «Salvatore Riina è ancora il capo di Cosa nostra». Non ha dubbi Pietro Grasso, il presidente del Senato, che da procuratore nazionale antimafia ha indagato a lungo sulle complicità del padrino di Corleone. «Riina potrebbe interrompere il regime del 41 bis collaborando ». Grasso, intervistato da Radio24, indica un tema ben preciso: «Ci faccia sapere chi erano le persone importanti che lo hanno contattato prima di fare le stragi». È il mistero attorno agli eccidi di Capaci e via d’Amelio. «Il progetto di Riina era quello di uccidere Falcone a Roma - ricorda Grasso - poi richiamò il commando dicendo che il giudice sarebbe stato ucciso in Sicilia. Cosa gli aveva fatto cambiare idea? Questo ancora non l’ha detto».

Palermo. Una marina di libri - Ottava edizione - Il primo festival letterario accessibile del Sud Italia

All'Orto botanico di Palermo, "Una Marina di libri"
250 eventi, 90 editori, 10 ettari di giardino letterario. Da giovedì 8 a domenica 11 giugno all’Orto Botanico di Palermo
Al via dall’8 giugno e fino a domenica 11 giugno il festival dell’editoria indipendente, promosso dal CCN Piazza Marina & Dintorni in collaborazione con le case editrici Navarra e Sellerio torna tra i viali dell’Orto botanico di Palermo. Saranno oltre 250 quest’anno gli eventi in programma in quattro giornate tra presentazioni, letture, laboratori e spettacoli per adulti e bambini, mentre in fiera saranno presenti 90 editori indipendenti nazionali e locali (20 le new entry), con uno speciale focus quest’anno dedicato all’editoria per l’infanzia con 10 delle migliori case editrici nazionali del settore e un vasto programma dedicato, curato dalla libreria Dudi, partner del festival. La fiera sarà allestita tra i viali dell'Orto e intorno alla Vasca delle ninfee, trasformando l’Orto Botanico in un meraviglioso giardino letterario di 10 ettari.

Sicilia, la Cgil compie 70 anni. A Caltanissetta Macaluso e Camusso


giovedì, giugno 08, 2017

Mons. Pennisi: “Riina può morire anche in carcere con una morte dignitosa”

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale
L'arcivescovo di Monreale: "Assurdo che Riina risieda a Corleone. Rischio che la sua casa diventi un santuario negativo, ma lo Stato non può applicare la legge del taglione"
Monreale, 8 giugno 2017 – Disteso su una barella, in videoconferenza dal carcere di Parma, Totò Riina ha seguito l’udienza, a Firenze, del processo d’appello per la strage del treno 904, in cui è imputato come mandante. Riina, 87 anni, non era presente in aula a causa delle sue critiche condizioni di salute, argomento questo di forti polemiche negli ultimi giorni, dopo il richiamo della Cassazione al diritto di morire dignitosamente per tutti i detenuti, compreso Riina che sconta 17 ergastoli. Dichiarazione che ha aperto un aspro dibattito sulla opportunità o meno di scarcerare il boss mafioso. Francesca Sabatinelli, di Radio Vaticana, ha intervistato mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, arcidiocesi a cui appartiene Corleone.

ELEZIONI A PALERMO. Per Orlando gli appelli del mondo della cultura, degli enti locali e dello spettacolo

L'attore e scrittore Moni Ovadia 
Con una serie di video pubblicati in queste ore nelle rispettive pagine Facebook o in quella di Leoluca Orlando o con la sottoscrizione di appelli, diversi esponenti italiani e stranieri del mondo della cultura, dell'informazione, degli enti locali e dello spettacolo, prendono posizione a favore della riconferma del sindaco uscente, con il motto "#ilCambiamentoNonSiFerma". Negli appelli, viene sottolineato il cambiamento culturale e la rinascita materiale della città, soprattutto con la riscoperta degli spazi del centro storico, della costa e della Favorita e i riconoscimenti ottenuti con il percorso Unesco e quello di Capitale della cultura. GUARDA L'APPELLO DI MONI OVADIA

DOPO SCIARA, “ASP IN PIAZZA”: PIU’ DI MILLE LE PRESTAZIONI

Da sx: il sindaco Salvatore Rini, il direttore generale Antonio Candela,
il direttore del distretto di Termini Luigi Lo Giudice
DOPO SCIARA, MARTEDI’ I CAMPER DEGLI SCREENING ONCOLOGICI SARANNO A COLLESANO
PALERMO 8 GIUGNO 2017 – Sono 1045 le prestazioni effettuate, finora, dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo nelle tre tappe di “Asp in piazza”, manifestazione itinerante sulla prevenzione la cui quarta edizione ha preso il via lo scorso 25 maggio a Contessa Entellina. Dopo la tappa del 30 maggio a Villafrati, i camper degli screening oncologici sono stati oggi a Sciara. Davanti la sede del Municipio, in piazza Castelreale, medici, infermieri ed ostetriche dell’Asp hanno lavorato alle 9.30 alle 17 per “rispondere” alla grande richiesta degli utenti di tutto il comprensorio. Preso letteralmente d’assalto l’ambulatorio dello screening del melanoma: il dermatologo dell’Azienda sanitaria provinciale ha effettuato 110 visite, mentre sono state 71 le ecografie effettuate nell’ambito della prevenzione del tumore alla tiroide.

Caso Riina. Perchè la Corte di Cassazione apre un varco alla scarcerazione...

Il boss Totò Riina
Pubblichiamo l'intervento di Rosario Accordino sulla vicenda Riina, da cui si evince che la Corte di Cassazione ha davvero aperto un varco alla possibile scarcerazione di Totò Riina. A seguire, nel post successivo, pubblichiamo integralmente la sentenza. Non siamo tutti giuristi, ma un'idea ce la possiamo fare solo leggendo il testo. Altrimenti continueremo a dividerci pregiudizialmente. (dp)
ROSARIO ACCORDINODiciamolo subito. Lo sapevamo anche noi che la Corte di Cassazione non era chiamata a decidere se scarcerare o meno Riina, né a decidere se la decisione del Tribunale di sorveglianza era ben motivata, ma a decidere se accogliere o meno il ricorso del Riina, avverso la sentenza di rigetto della istanza di scarcerazione. È lampante che in questi termini la Cassazione non poteva decidere la scarcerazione del Riina. La Cassazione dice che la sentenza non è sufficientemente motivata ed argomentata. Chiunque abbia letto la sentenza del Tribunale di sorveglianza, richiamata anche nella sentenza della Cassazione, si stupisce di questo appunto perché, al contrario, il tribunale elenca molto chiaramente tutti i motivi che impediscono o sconsigliano o non fanno ravvisare la necessità, ai fini di una pena non afflittiva, della scarcerazione del Riina.
La Cassazione, oltre a dire che la decisione non è sufficientemente motivata, si spinge a dire che la incompatibilità con la detenzione permane anche se le strutture carcerarie sono in grado di fornire le necessarie cure. Dice, infatti, la corte di Cassazione: ....Al di là, quindi, della trattabilità delle singole patologie, rileva nel giudizio de quo, la valutazione complessiva dello stato di logoramento fisico in cui versa il soggetto, sovente aggravata anche da altre cause non patologiche come, nel caso di specie, la vecchiaia..". E già questa è una indicazione ben precisa dei criteri che devono orientare la scelta del tribunale.

La sentenza integrale della Corte di Cassazione sul caso Riina

Penale Sent. Sez. 1 Num. 27766 Anno 2017 - Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA - Relatore: COCOMELLO ASSUNTA - Data Udienza: 22/03/2017
SENTENZA
sul ricorso proposto da Riina Salvatore, nato il 16/11/1930 a Corleone, avverso l'ordinanza n.299/2016 del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, del 20/5/2016;
Visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott.ssa Assunta Cocomello;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott.ssa Felicetta Marinelli, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende;
RITENUTO IN FATTO

Partinico, campi a secco, agricoltori in crisi

La diga Jato vicino Partinico
L'acqua della diga Jato non arriva per un guasto all'impianto elettrico. Cgil, Cisl e Cia scrivono all'assessore Cracolici
Palermo 8 giugno 2017 – A Partinico da più di un mese gli agricoltori costretti a trasportare l'acqua con i bidoni per irrigare i campi. L’acqua della Diga Jato, in particolare quella dei lotti di sollevamento, che hanno bisogno dell’energia elettrica per attivare i motori, non arriva. Al punto di accesso per la distribuzione dell’acqua nelle campagne da un mese rispondono che sono i corso lavori per riparare i guasti elettrici e sostituire i pezzi mancanti e “che tutto a giorni dovrebbe essere pronto”. A denunciare la problematica situazione dell'irrigamento dei campi nella zona dello Jato, ormai al collasso per l'assenza di piogge, sono la Cgil e Cisl e dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che hanno scritto ieri una lettera all'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici. Cracolici ha risposto oggi che l'Enel riparerà i guasti che riguardano l'erogazione della corrente elettrica e le pompe, entro la metà della prossima settimana, torneranno in funzione.

"Scarcerare Riina o no?", c'è una petizione

Il boss mafioso Totò Riina
E' polemica per la possibile scarcerazione di Totò Riina. Il boss di Cosa Nostra potrebbe ottenere i domiciliari per poter "morire dignitosamente", scrive la Cassazione, "a causa del suo aggravato stato di salute". Da qui la petizione su Change.org che, in un solo giorno, ha raggiunto oltre 30mila firme in un solo giorno per chiedere che "Riina rimanga in carcere". Con una sentenza depositata due giorni fa la Suprema corte ha accolto il ricorso presentato dai difensori del boss, annullando con rinvio la decisione del Tribunale di sorveglianza di Bologna, che aveva rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha aperto alla possibilità di un differimento della pena o della concessione degli arresti domiciliari per Totò Riina, in relazione alle sue condizioni di salute. Ora toccherà al tribunale di sorveglianza di Bologna decidere sulla richiesta dei legali del boss. "L'udienza è fissata per il 7 luglio prossimo e ci saremo" conclude uno dei legali Luca Cianferoni.


mercoledì, giugno 07, 2017

Corleone, la Commissione straordinaria ha incontrato la chiesa e la società civile

Corleone, la piazza del municipio
Nella mattinata di oggi la Commissione Straordinaria del comune di Corleone ha incontrato in municipio una rappresentanza di diverse categorie di lavoratori accompagnata dal Decano, don Vincenzo Pizzitola e dal Parroco della Chiesa di San Leoluca, Don Luca Leone. La richiesta dell’incontro era stata sostenuta anche dall’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, sulla base di quanto emerso in occasione della recente visita pastorale riguardo alle problematiche che investono il mondo del lavoro e alle possibili soluzioni. Sia da parte dei rappresentanti ecclesiastici che da parte delle rappresentanze della società civile è stata prospettata l’esigenza di stabilire una connessione con l’Amministrazione comunale allo scopo di individuare percorsi condivisi che consentano di venire incontro alle esigenze del mondo del lavoro anche attraverso l’utilizzo delle strutture comunali,

“ASP IN PIAZZA” DOMANI NEL COMUNE DI SCIARA

DALLE 9.30 ALLE 16.30 VISITE ED ESAMI GRATUITI
PALERMO 7 GIUGNO 2017 - Terzo appuntamento domani (giovedì 8 giugno) con “Asp in Piazza”, manifestazione sulla prevenzione organizzata per il quarto anno di fila dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. Dopo Contessa Entellina e Villafrati, i camper degli screening onclogici saranno a Sciara. Dalle 9.30 alle 16.30, nella centrale Piazza Castelreale, gli utenti di tutto il comprensorio avranno la possibilità di usufruire gratuitamente e con accesso diretto di esami e visite. A bordo di 3 camper ed all’interno di 8 gazebo, lavoreranno 20 operatori dell’Azienda sanitaria provinciale che effettueranno: lo screening del tumore alla mammella (mammografia); screening del tumore al collo dell’utero (pap-test e HPV test); screening del tumore al colon-retto (verrà distribuito il sof test per la ricerca del sangue occulto nelle feci); screening del tumore alla tiroide (visita ed ecografia) e screening del melanoma.

La Rai a Corleone per la vicenda Riina

Raffaella Maria Cosentino
Sono stata per la prima volta a Corleone, nella strada in cui abita la moglie di Riina, Ninetta Bagarella. Per chi vive in paese ancora è difficile accompagnare i giornalisti in quel vicolo. Sono andata via con l'idea che Corleone, meta di turisti stranieri sulle tracce della mafia, è un paese in bilico. Lo racconto in questo reportage (al minuto 14.40 del link in basso) per il nostro #BuongiornoRegioneGrazie a chi ha voluto raccontarmi il suo punto di vista. Spero di tornarci presto per approfondire la conoscenza e di avere fatto un racconto utile anche se breve. GUARDA BUONGIORNO REGIONE DEL 7 GIUGNO

“Così io e la squadra di Ultimo giurammo di catturare la Belva, ora non gli regalino la libertà”

La squadra di carabinieri guidata dal capitano
Ultimo durante un incontro nel 2010 al Palauditore di Palermo.
Uno di loro mostra la foto di Totò Riina
La lotta alla mafia. Il personaggio. Parla Roberto Longu, nome di battaglia Omar, il maresciallo che per sette mesi diede la caccia al Capo dei capi
PIERO COLAPRICO
MILANO - Roberto Longu ha 54 anni, portati atleticamente, e fa il security manager. Nel 1993 il suo nome di battaglia era Omar, e il suo mestiere il maresciallo dell’Arma. Era la mattina del 15 gennaio del 1993 quando a Palermo lui e Vikingo attaccano l’autista di un’utilitaria, Salvatore Biondino, mentre il capitano Ultimo e Arciere, alla fine di un’indagine durata sette mesi, mettono spalle a terra, sull’asfalto della rotonda dell’Agip, il “capo dei capi”, Salvatore Riina, detto Totò: era l’”inafferrabile di Cosa Nostra”, latitante da 24 anni. E adesso, che la Cassazione spiega che il boss dei corleonesi può finire di scontare la pena a casa, che cosa pensa un cacciatore di latitanti? «Una cacciatore di latitanti non odia nessuno, fa il suo lavoro contro l’avversario, chiunque sia».
Però…

Fra Paolo, 100 pagine di Mafia, Africa e Preghiere

Domani a Viadana, in provincia di Mantova, sarà presentato un interessante libro del "nostro" fra Paolo "100 pagine di Mafia, Africa e Preghiere". Viadana è il paese di origine di Marino Boldrini, che da frate ha scelto il nome di fra Paolo. L'ho sentito al telefono, invitandolo a presentare il libro anche a Corleone, con la sua presenza. La presentazione del libro la potremmo organizzare, mi ha detto, ma non sarà possibile la sua presenza perchè fra qualche giorno torna in Africa, in Tanzania, nella sua terra di missione. Raccogliamo il suo invito e presentiamo questo libro a Corleone? (dp)

martedì, giugno 06, 2017

Ecco come i mafiosi hanno avuto pietà del piccolo Giuseppe di Matteo, assassinato e sciolto nell'acido

Il piccolo Giuseppe Di Matteo a cui piacevano i cavalli...
Pubblichiamo un documento terribilmente crudo, che fa inorridire: il racconto dell'assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, di 13 anni, fatto dal "pentito" Vincenzo Chiodo al processo e riportato nelle pp. 30-31 nella sentenza del 10 febbraio 1999 della Corte d'Appello di Palermo, presieduta dal giudice dott. Vincenzo Oliveri, attuale sindaco di Villabate e presidente del Cidma di Corleone. Anche per avere un'idea della ferocia di cui erano (sono) capaci i mafiosi, per i quali in queste ore c'è chi invoca dignità, rispetto ed altro...
Chiodo ha confermato che aveva fatto appoggiare il bambino al muro con le braccia alzate, gli aveva messo la corda al collo, l'aveva tirata ed erano intervenuti gli altri. In pochi attimi il piccolo era rimasto soffocato.
“...Allora il bambino, per come io gli ho detto, si è messo di fronte il muro, diciamo, a faccia al muro. Io ci sono andato da dietro, ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l'ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo ... e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva.

La vedova dell’agente di scorta a Falcone: “A mio marito e agli altri lui l’ha negata”

Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone 
L’intervista.Tina Montinaro: “Non cerco vendetta, voglio la verità È come se lo stessero graziando. Allora lo Stato se ne assuma la responsabilità”
PALERMO - «È come se lo stessero graziando», dice Tina Montinaro, la vedova del caposcorta di Giovanni Falcone. «E allora lo Stato si assuma le sue responsabilità. Chiedano direttamente la grazia per Riina al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il nostro presidente saprà cosa rispondere».

CORLEONE, RIINA VENGA CURATO IN CARCERE!

Feroci mafiosi come Totò Riina non hanno il diritto di invocare dignità o pietà. Anche perché loro non ne hanno mai avute per nessuno. Penso al piccolo Giuseppe Letizia o al piccolo Giuseppe Di Matteo, assassinati con feroce crudeltà senza che avessero nessuna colpa. Penso alle stragi di Portella della ginestra, di Capaci e di via D'Amelio. Lo Stato italiano deve assicurare in carcere (e quando serve in ospedale) le cure a Riina. Un suo ritorno a Corleone agli arresti domiciliari verrebbe letto come un cedimento inammissibile, che lo Stato democratico non può permettersi e che i cittadini con comprenderebbero. 
Lo dico e lo scrivo da corleonese, dato che (per fortuna o purtroppo) lo sono (dino paternostro)
IL SERVIZIO DEL TGR SICILIA: GUARDA IL VIDEO

È ancora il capo di Cosa Nostra: ecco cosa si rischia a liberarlo

ATTILIO BOLZONI
Il boss. È il più famoso e anche il più sanguinario. Farlo tornare a Corleone significherebbe aiutarlo a realizzare il sogno che ha dal giorno della cattura
È il sogno che ha sempre avuto: uscire dal carcere, tornare nella sua Corleone. Dal giorno della cattura, avvenuta in misteriose circostanze il 15 gennaio del 1993, Totò Riina non ha pensato ad altro. Un’ossessione: riacquistare in qualunque modo la libertà perduta quando era all’apice della sua potenza. Anche lui, come ogni mafioso, ha sempre coltivato la speranza che — prima o poi — lo Stato gli potesse fare uno sconto, un piccolo regalo in virtù dei tanti segreti che porterà fino nella tomba. Una grazia. È arrivato quel momento magico per quello che — ancora oggi — è formalmente il capo dei capi di Cosa Nostra? Lo ripetiamo, a scanso di equivoci: al vertice della Cupola, malato o non malato, c’è sempre lui. C’è sempre il contadino di vicolo Scorsone che omicidio dopo omicidio e massacro dopo massacro ha conquistato la Sicilia e ricattato l’Italia. C’è sempre uno che si fa ascoltare anche quando sta zitto.

Corleone. L’Orchestra del “G.Vasi” si esibirà al Complesso S. Agostino

I giovani musicisti premiati
L’Orchestra composta dai giovani musicisti studenti della scuola Media “G. Vasi” ha vinto il Concorso nazionale “Rahal – Città del Sale e della Musica” che si è svolto a Racalmuto, aggiudicandosi il Primo premio tra diciotto gruppi partecipanti, non soltanto come ensamble ma anche per le esibizioni di diversi solisti.
Nel manifestare il pieno apprezzamento e le più vive congratulazioni per il prestigioso conseguimento, certamente frutto dell’impegno degli stessi studenti ma anche dei docenti e della dirigenza scolastica, l’Amministrazione comunale è lieta di ospitare una esibizione dei giovani musicisti nel Chiostro del Complesso Sant’Agostino, nella serata del 7 giugno p.v., con inizio alle ore 18,30. La manifestazione sarà aperta a tutti i cittadini che avranno piacere di partecipare.
                            LA COMMISSIONE STRAORDINARIA

Cassazione: Lumia (Pd), "Riina è un carnefice spietato, lo Stato non deve dare segnali di debolezza"

Il boss mafioso Totò Riina
Palermo, 05 giugno 2017 - “Sul caso Riina bisogna evitare di dare messaggi sbagliati. È chiaro a tutti che il diritto alle cure mediche non può essere negato a nessuno, Riina compreso, ma da qui a tirar fuori un profilo quasi pietoso del boss ce ne passa. Il sistema carcerario italiano è in grado di garantire le cure necessarie ai detenuti. Riina è un carnefice spietato e ancora pericoloso. Per cui è necessario non dare segni di debolezza che potremmo pagare amaramente. Non scordiamoci quanto fino a poco tempo fa egli sosteneva nei dialoghi intercettati in carcere dalla Procura antimafia. Dialoghi agghiaccianti nei quali il capo dei capi parlava di piani mafiosi e omicidi da compiere”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, commentando il pronunciamento della Cassazione.