mercoledì, agosto 12, 2015

SE IO FOSSI SINDACO DI CORLEONE... avremmo gli edifici pubblici col fotovoltaico e le lampade al LED

L'interrogazione del Pd
SE IO FOSSI SINDACO DI CORLEONE già da tempo avrei dato disposizione agli uffici comunali di elaborare dei progetti per l’uso del fotovoltaico in tutti gli edifici pubblici e per l'intera rete della pubblica illuminazione. E avrei pure disposto di trovare soluzioni per una graduale sostituzione delle attuali lampade ad alto consumo energetico con lampade a LED a bassissimo consumo. Attraverso il fotovoltaico e il LED il comune di Corleone avrebbe potuto abbattere fino ad azzerare la carissima bolletta che paga ogni anno all’Enel: circa 700 mila euro. 
Purtroppo il comune di Corleone ad oggi non ha mai elaborato nessun progetto di efficientemento energetico, per cui rischia di restare il fanalino di coda della provincia di Palermo e dell’intera Sicilia. Per provare a scuotere gli amministratori comunali dal sonno … degli ingiusti, abbiamo presentato oggi come gruppo consiliare del PD un’interrogazione al sindaco, con cui l’invitiamo ad attivarsi per partecipare ad un bando per il fotovoltaico che scade a settembre. Speriamo che ci ascoltino… (dp)      

Il Comitato Pro Ospedale di Corleone coinvolgerà i Sindaci del territorio



L'ospedale di Corleone
Il Comitato Pro Ospedale ha chiesto formalmente al direttore Generale dell’ASP Antonino Candela di poter avere un incontro in merito all’adeguamento del punto nascita, come previsto dal ministero, allo stato dei lavori di ristrutturazione che ormai si protraggono da qualche tempo, sull’atto aziendale e sulla dotazione organica che prevedono il declassamento dell’unità operativa complessa di Chirurgia a Semplice.
“Nella mia lettera di invito – afferma il rappresentante del Comitato Pro Ospedale di Corleone Giuseppe Crapisi – ho espressamente ringraziato il direttore dell’Asp Candela per l’impegno mostrato in questi anni e che ha permesso di ottenere, anche da parte del ministero della salute, la deroga per il nostro punto nascita. Ma oggi, ancora una volta, ci ritroviamo a chiedere un incontro con l’azienda per evitare il depotenziamento dello stesso.

martedì, agosto 11, 2015

All’Ars il disegno di legge di iniziativa popolare contro la povertà assoluta



La delegazione del Comitato "No Povertà" che ha
presentato le firme raccolte all'Assessorato EE.LL.
di Angelo Meli
Per la prima volta nella storia della Sicilia, un cartello di associazioni di volontariato, sindacali e datoriali ha presentato all’Ars una proposta di legge di iniziativa popolare per l’integrazione al reddito delle famiglie in povertà assoluta. I faldoni con i testi della proposta e le oltre 15 mila firme raccolte in meno di due mesi sono stati consegnati stamane all’assessorato regionale degli Enti Locali, il minimo previsto dalla legge per la presentazione del ddl di iniziativa popolare è di diecimila firme. A settembre la proposta sarà esaminata dall’Ars. Promotore dell’iniziativa è il Comitato "No Povertà" formato da uno schieramento di associazioni mai così trasversale: Centro Pio La Torre, Anci Sicilia, Cgil, Cisl, Uil, Libera, Confindustria Sicilia, Caritas, Comunità di S.Egidio, Erripa, Comitato lotta per la casa "12 luglio" e Terzo settore.

Corleone, Nino Marino e la "buona politica" di una volta...


L'antico simbolo del Partito socialista
Ho conosciuto l’ing. Nino Marino nel 1973, nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali. Votavo per la prima volta e mi sono fidato di lui, gli ho dato la preferenza. Non me ne sono mai pentito. Nino era ed è stato sempre espressione di quella “buona politica”, che allora non era uno slogan per ammaliare gli elettori, ma pratica vera e concreta. Era un socialista Nino, uno di quelli che ancora sognava “il sol dell’avvenire”. Era un ottimo professionista. Da ingegnere/consigliere comunale mi spiegò cos’era il programma di fabbricazione del comune di Corleone. E le differenze col piano regolatore, che alcuni amministratori democristiani non volevano. Mi spiegò che le “maglie larghe” del primo erano meno vincolanti, ma che una città per svilupparsi davvero aveva bisogno di regole certe e di un progetto di futuro.

lunedì, agosto 10, 2015

Riforma dell'acqua pubblica. Arriva il sì dell'Ars


Esulta la maggioranza. Cracolici: "Era uno dei punti centrali del nostro programma di governo". Approvato un emendamento proposto da Crocetta per dimezzare i costi dell'acqua non potabile. Contrafatto: "Obiettivo raggiunto nonostante le pulsioni demagogiche".
PALERMO - In Sicilia l'acqua torna in mani pubbliche. L'Assemblea regionale siciliana questa sera ha approvato l'intero articolato della riforma che prevede nove Ambiti territoriali ottimali (Ato) che potranno assegnare la gestione del servizio a una società pubblica, mista o anche ai privati in caso di offerta vantaggiosa.

CI SCRIVONO. Il palo pericolante, l'edificio fatiscente...

Il palo in ghisa rotto di via Bentivegna
Caro Dino, se s trattasse di solo degrado non ci penserei nemmeno a segnalarti il fatto. Ormai la nostra città credo abbia il record in questo, seppur in buona compagnia di mezza Italia. Ma credo che le due cose che ti segnalo sia come consigliere comunale sia come giornalista nascondano anche pericoli.
Palo di illuminazione pubblica tra Via S. Martino e Corso Bentivegna. Il palo in ghisa è rotto. Ci sono pericoli di scariche elettriche, ma soprattutto di cedimento strutturale e considerato che il palo peserà almeno 200 chili è intuibile il danno che farebbe.
Casa del Fanciullo. È in fase di serio cedimento e qualche piccolo crollo potrebbe creare danni ai passanti.
Grazie, nell'interesse dell'incolumità dei cittadini.
Arch. Biagio Cutropia

Il nuovo libro di don Leo Pasqua: "Dal rancore al perdono"


La copertina del libro di Leo Pasqua
di NINO DI SCLAFANI
Una felice circostanza accompagna l'uscita del nuovo lavoro di Padre Leoluca Pasqua: mentre il libro era in stampa, papa Francesco, con la bolla Misericordiae Vultus, ha indetto un Giubileo straordinario proprio sulla misericordia. Mentre la chiesa universale, dunque, si appresta a "contemplare il mistero della misericordia, [...] fonte di gioia di serenità e pace, [...] condizione della nostra salvezza, [...] atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro", il nostro parroco con il volume "Dal rancore al perdono" (Ed. RnS) ci illustra il cammino che ogni uomo deve percorrere per testimoniare il dono della misericordia nel rapporto con i fratelli. La riflessione dell'autore parte dall'assunto che l'uomo, pur essendo incline ad implorare la misericordia di Dio, non è altrettanto propenso ad esercitare il perdono nei confronti del prossimo. Rancore, astio, odio, invidia, conflittualità, mormorazione, indifferenza inquinano il nostro animo  pregiudicando la relazione con il nostro prossimo, alimentando ossessioni che spesso compromettono la stessa stabilità psichica facendoci precipitare in un circolo vizioso che impedisce la possibilità, reale e tangibile, del perdono.

domenica, agosto 09, 2015

Vera Pegna: "Filippo Intili era sindacalista comunista, ma principalmente uomo giusto"



L'intervento di Vera Pegna alla cerimonia
per ricordare Filippo Intili a Caccamo
di VERA PEGNA
La cerimonia di oggi è organizzata dalla CGIL e dal Comune di Caccamo e questo basta a testimoniare il lungo cammino percorso nei 60 e più anni trascorsi dall’assassinio di Filippo Intili. L’anno scorso la  posa di un cippo alla sua memoria da parte dell’amministrazione comunale ha segnato l’emersione di Filippo dall’anonimato e quest’anno ne vediamo il coronamento con la partecipazione dei familiari di Filippo a questa bella cerimonia. Filippo era un sindacalista e un comunista ma, prima di tutto, era un uomo giusto, partecipe della sofferenza dei suoi concittadini, della miseria e delle ingiustizie che pativano. Le testimonianze raccolte presso chi lo ha conosciuto (ho un ricordo nitido della sorella e del cognato) fanno pensare che Filippo era animato dalla consapevolezza  che lottare per cambiare le cose non è solo giusto ma è anche possibile, si può fare; e questo convincimento significa no alla rassegnazione, un no intransigente alla rassegnazione; ma Filippo era anche consapevole che la lotta comportava un prezzo alto che andava affrontato. E infatti, oggi siamo qui per ricordare che lui, Filippo, questo prezzo lo ha pagato con la vita.

sabato, agosto 08, 2015

A Caccamo è stato ricordato Filippo Intili, assassinato dalla mafia nel 1952. A Casteldaccia Andrea Raia, assassinato da Cosa Nostra nel 1944

I nipoti di Intili col sindaco di Caccamo e il segretario
della Cgil di Palermo scoprono la targa della nuova
tomba del sindacalista assassinato dalla mafia nel 1952
A Caccamo erano presenti i nipoti, venuti dalla Toscana  con le famiglie: “Solo ora abbiamo conosciuto la storia di nostro nonno sindacalista ucciso dalla mafia e capito perchè viviamo a Pisa”. Alla tre giorni di Casteldaccia Santa Raia, figlia 87nne del sindacalista: “Mio padre faceva del bene alla povera gente, per questo è stato ucciso”
Palermo 7 agosto 2015 – “I particolari sulla storia di nostro nonno li abbiamo appresi solo adesso. Ora, a 51 anni, ho  realmente  capito perché viviamo a Pisa e perché la nostra famiglia tanti anni fa è dovuta scappare via da Caccamo. Mio padre, che era un contadino come il nonno, dopo la sua uccisione non trovava lavoro. La  mafia non lo faceva lavorare”. Così Filippo Campisi, 51 anni, ha ricordato oggi la figura di Filippo Intili, contadino e dirigente della Cgil di Caccamo, ucciso dalla mafia il 7 agosto del 1952, commemorato per la prima volta dalla Cgil di Palermo con una celebrazione al cimitero del paese.
La figlia Santa Raia e il segretario della Cgil di Palermo
rendono omaggio alla tomba del sindacalista di Casteldaccia
La Cgil in questi mesi ha ripreso i contatti con la famiglia, che vive in Toscana. E ha organizzato la giornata del ricordo alla presenza di una rappresentanza dei familiari. Alla cerimonia  hanno preso parte il sindaco di Caccamo Andrea Galbo, la scrittrice Vera Pegna, il segretario della Cgil  di Palermo, Enzo Campo, il  responsabile Legalità per la Cgil Dino Paternostro. Il frate domenicano padre Giovanni Calcara  ha tenuto una benedizione davanti alla lapide, presso la quale sono state deposte le corone di fiori dei familiari, della Cgil e del Comune.
     Questa mattina anche un altro dei nipoti, per la prima volta in paese per l’anniversario di Intili, Giuseppe Gullo, 55 anni, ha raccontato di aver provato le stesse sensazioni: “Non avevo mai saputo niente. I miei genitori ci avevano solo raccontato che il nonno era stato ucciso. Forse volevano tenerci all’oscuro di una storia così dura e triste. Poi, da quando su Internet è comparsa una foto di Filippo Intili, ho appreso che era un sindacalista della Cgil, e ho trovato la sua storia su Google. Assieme agli altri cugini, abbiamo così aperto su facebook la pagina “Nipoti di nonno Filippo Intili”. Intili fu fatto a pezzi in una montagna sopra il paese a colpi di ascia. 
GUARDA L'ALBUM DELLA CERIMONIA PER FILIPPO INTILI
GUARDA L'ALBUM DEL FORUM "ANDREA RAIA: UNO - DUE - TRE

Padre Giovanni Calcara: “Intili, un crocifisso della storia”



Padre G. Calcara mentre pronuncia il suo discorso
Discorso tenuto da padre Giovanni Calcara, frate domenicano, in occasione dell'anniversario dell'omicidio di Filippo Intili, da parte della mafia, e della nuova collocazione dei resti mortali e di una lapide nel cimitero di Caccamo.
Carissime/i
il mio fraterno ed affettuoso saluto a tutti voi, qui presenti, venuti per ricordare un martire e testimone della giustizia, il sindacalista Filippo Intili, trucidato per volontà della mafia il sette agosto 1952. Un particolare saluto ai nipoti di Filippo Intili, che sono a Caccamo per la prima volta, a venerare il loro nonno, nel ricordo di quel barbaro omicidio mafioso, alla ricerca (perchè no?) di dare una risposta a degli interrogativi che sicuramente si saranno posti dopo avere ascoltato i racconti della loro nonna e dei genitori. Perchè è stato ucciso? Perchè la ferocia e le modalità disumane dell'omicidio? Perchè l'accanimento nel lasciare il suo cadavere in preda agli animali ? Perchè il lungo e omertoso silenzio sulla sua vicenda?

martedì, agosto 04, 2015

Il 5 e il 7 agosto la Cgil ricorda per la prima volta Andrea Raia a Casteldaccia e Filippo Intili a Caccamo



Sono due sindacalisti della Cgil che la mafia assassinò nel 1944 e nel 1952: due eroi civili, morti per la libertà e la giustizia sociale in Sicilia
Palermo 3 agosto 2015 – La Cgil di Palermo ricorda quest’anno per la prima volta i sindacalisti Andrea Raia e Filippo Intili, uccisi dalla mafia rispettivamente il 5 agosto  del 1944 e il 7 agosto del 1952. Andrea Raia, di Casteldaccia, è stato il primo sindacalista ucciso dalla mafia.  Membro del comitato di controllo dei “Granai del popolo”, fu colui al quale venne affidato il compito di distribuire alla gente le provviste alimentari  in un contesto in cui, era il secondo dopoguerra, il cibo scarseggiava e si ricorreva al mercato nero. Raia fu ucciso per essersi opposto alle speculazioni contro i granai del popolo la sera del 5 agosto, davanti alla sua abitazione, in via Butera: due sconosciuti lo freddarono con quattro colpi di fucili sparati alle spalle.  Il contadino e dirigente sindacale Filippo Intili, di Caccamo, fu ucciso il 7 agosto del 1952, negli anni della riforma agraria. Intili voleva dividere il prodotto dei campi che aveva a mezzadria distribuendone il 60 per cento ai contadini e il 40 per cento ai proprietari, secondo il decreto del ministro Gullo. Ma a Casteldaccia, dove comandavano mafiosi e agrari, si divideva ancora al 50 per cento.

Controllo del territorio. I Carabinieri arrestano due donne e denunciano un uomo

L'argenteria d'epoca e i preziosi recuperati
PALERMO: I Carabinieri del Comando Provinciale hanno intensificato i controlli del territorio con particolare attenzione al capoluogo ed alle periferie, durante il periodo estivo, proprio nel mese di agosto che, rappresenta per molti il mese deputato alle vacanze. In ragione di ciò diverse pattuglie hanno vigilato e vigileranno sulla tranquillità dei cittadini che possono allontanarsi dalle loro abitazioni per godere di giornate all’insegna del relax. A tal proposito i Carabinieri in due distinti interventi hanno arrestato due donne per furto in appartamento recuperando la refurtiva  e denunciato un georgiano che si trovava bordo di una vettura carica di argenti e preziosi. Il 2 agosto c.a., nel primo pomeriggio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti in via Marchese Ugo a seguito di un furto in abitazione, segnalato a mezzo dell’impianto d’allarme. Giunti sul posto i Carabinieri hanno trovato la porta dell’abitazione aperta con evidenti segni di effrazione e l’abitazione stessa messa a soqquadro. I Carabinieri hanno altresì sentito dei rumori provenire dall’ascensore. All’interno di questo vi avevano trovato riparo due donne, autrici del furto in abitazione, che salivano e scendevano ai piani pur di non fermarsi gettando oggetti vari nel vano dello stesso ascensore.

Il sindaco di Bivona a Renzi: "Ascoltare i sindaci del Sud non è tempo perso"

Il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto
Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi
Caro segretario/presidente, pur non essendo stato mai “renziano”, né penso di diventarlo in futuro, voglio dirti grazie per la passione che metti nell’impegno a governare questa meravigliosa e complicata Italia. Ma nell’esprimere gratitudine vorrei anche dirti, da sindaco di Bivona, un paese nel parco dei Monti Sicani, cuore della Sicilia interna, che stai sbagliando l’approccio con i Sindaci ed i Comuni. Soprattutto con quelli del Sud.
Negli ultimi cinque anni sono stati tagliati trasferimenti per circa il 50 per cento, il personale, assunto per concorso, resta ancora a lavorare, a 62/63 anni, frustrato e demotivato. Non c’è una “mission” né un “sogno” per gli enti locali territoriali e per chi li governa. E’ stata ricentralizzata la spesa per investimenti tesi a recuperare il ritardo del Meridione, cancellando il ‘modello Ciampi’ che era stato efficace. Con tutto il rispetto dovuto al Presidente del Consiglio ed al Segretario del mio Partito, ti prego di valutare la possibilità di un incontro con i Sindaci delle Regioni meridionali, non per sentire un lamento da Magna Grecia ma per ascoltare le loro proposte. Questo Meridione sta in piedi anche per merito di amministratori che considerano il governo della res publica come ragione di impegno civico e morale.

Giovanni Panepinto
Sindaco di Bivona (AG)
Deputato Assemblea regionale siciliana

Palermo, Borgo Vecchio. I Carabinieri scoprono una piantagione di mariujana in un appartamento privato



I Carabinieri a Borgo Vecchio
PALERMO: è iniziato stamane, alle prime luci dell’alba, il controllo dei Carabinieri del Comando Provinciale all’interno del quartiere di Borgo Vecchio. Diverse le pattuglie dei Carabinieri che sono intervenute per controllare auto e persone ed effettuare decine di perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi e droga. Ed è a seguito di una di queste che è stata rinvenuta una piantagione indoor con circa settanta piantine di Mariujuana. All’interno dell’abitazione, sita al secondo piano di uno stabile di tre piani, una stanza era stata riservata ed adibita per alla realizzazione della piantagione fornita di un moderno impianto di areazione. Tra il tinello e la camera da letto era stata realizzata una piantagione indoor perfettamente organizzata e quindi produttiva (condizionatore, ventilatore, lampade alogene, un impianto di irrigazione a goccia e fertilizzanti vari).

Lampedusa: attivato l’ambulatorio materno-infantile


L'inaugurazione dell'ambulatorio a Lampedusa
Per la prima volta pediatri e ginecologi a tempo pieno nell’isola: avviato il programma di screening del cervicocarcinoma 
Per la prima volta l’isola di Lampedusa può contare su un ambulatorio materno-infantile con la presenza a tempo pieno di ginecologa, pediatra ed ostetrica. Il servizio, ospitato nei locali del Poliambulatorio di contrada Grecale, è stato attivato questa mattina e sarà in funzione tutti i giorni (dal lunedì al venerdì) dalle 8 alle 14 e nelle ore pomeridiane di martedì (15-17). Gli specialisti dell’ambulatorio materno-infantile forniranno, durante tutto l’arco della settimana, anche attività di consulenza al pronto soccorso. “Mettiamo a disposizione della comunità un servizio in grado di dare risposte concrete ed immediate ai bisogni di salute di donne e bambini – ha spiegato il direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonio Candela – finora i servizi materno-infantili nell’isola erano garantiti dalla presenza di una pediatra di libera scelta e dalla disponibilità due volte la settimana di uno specialista ambulatoriale in ginecologia ed ostetricia.

lunedì, agosto 03, 2015

Arrestati 11 fedelissimi di Messina Denaro, ecco la rete dei pizzini del superboss



PALERMO. La polizia ha arrestato 11 fiancheggiatori del capomafia latitante Matteo Messina Denaro. L'operazione è coordinata dalla Dda di Palermo. Sono in corso perquisizioni nelle province di Palermo e Trapani nei confronti di capi delle famiglie di Cosa Nostra trapanese e di presunti favoreggiatori del padrino latitante. All'operazione, eseguita dalle Mobili di Palermo e Trapani, con il coordinamento dello Sco, partecipa anche il Ros dei carabinieri. Le misure cautelari sono state notificate ai capi del 'mandamento' mafiosi di Mazara del Vallo e dei clan di Salemi, Santa Ninfa e Partanna. Le indagini, finalizzate a disarticolare la rete che supporta la latitanza del capomafia di Castelvetrano, sono una prosecuzione delle operazioni "Golem" ed "Eden" condotte dalla polizia e dai carabinieri e che hanno portato in cella favoreggiatori e familiari del boss.
Mafia nel Trapanese, ecco i nomi e le foto degli undici arrestati nell'Operazione Ermes

Lo Voi: "Cosa nostra resta un'organizzazione unitaria"



Il procuratore della Repubblica di Palermo Lo Voi
PALERMO. «Le indagini escludono che sia in corso una sorta di camorrizzazione di Cosa Nostra. La mafia resta una organizzazione unitaria».  Lo ha detto il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, intervenendo alla conferenza stampa che ha illustrato i particolari dell'inchiesta che ha portato all'arresto di undici fiancheggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro.
«Queste considerazioni - ha aggiunto - non escludono che ogni mandamento e ogni provincia possano anche curare i propri interessi, ma le decisioni sono prese collettivamente».

Corleone, blitz in consiglio comunale: i consiglieri di maggioranza approvano la nuova TARI

L'ingresso della sala consiliare B. Verro
Contro ogni previsione, e in contraddizione con quanto dichiarato in aula da tutti i suoi consiglieri, che non ritenevano più urgente la seduta perché i termini di approvazione del bilancio erano stati prorogati al 30 settembre, sabato sera la maggioranza del sindaco Savona si è presentata in aula per dare inizio alla seduta del consiglio comunale, che aveva all’odg le tariffe TARI 2015 e le aliquote IMU. E a nulla è valsa la ragionevole proposta mia e del consigliere Francesco Piazza di rinviare la seduta a lunedì-martedì per dare la possibilità di essere presenti a tutti i consiglieri comunali. Sembrava che l’avessero accettata, addirittura avevano fatto la proposta di rinvio in aula, quando il mega-assessore Vincenzo Macaluso ha dato LA LINEA: si resta in aula e si approva tutto! Per protesta (e sottolineando che la seduta non era valida perché tanti consiglieri assenti la notte di venerdì non erano stati avvisati del rinvio a sabato sera), insieme al consigliere Piazza abbiamo abbandonato l’aula. E “lorsignori”, per nulla sconvolti, hanno votato l’urgenza della seduta (giovedì la negavano) ed hanno approvato le nuove tabelle della TARI (tassa sui rifiuti).

sabato, agosto 01, 2015

Comune di Corleone, scontro sulle tasse. Rinviato il consiglio


La seduta del consiglio del 30 luglio
Se una cosa comincia male, è difficile che possa finire bene. E le sedute del consiglio comunale per trattare il difficile tema della tassa sui rifiuti (Tari) e della tassa sui fabbricati (Imu) non hanno fatto eccezione. Mercoledì 29 luglio c’era stata la seduta-non-seduta, con una proposta di delibera non scritta e senza i prescritti pareri; giovedì 30 luglio, invece, la seduta urgente-non-urgente, fatta finire a coda di sorcio dalla maggioranza-non-maggioranza, che, dopo un lungo dibattito in aula, si squaglia facendo venire meno il numero legale. Seduta rinviata di un’ora (a mezzanotte e 20 di oggi) e poi, permanendo la mancanza del numero legale, alla stessa ora del giorno successivo, cioè alle ore 21,00 di oggi sabato 1° agosto. A meno di miracoli, non se ne farà nulla.

A Caccamo, la Cgil e il Comune ricordano Intili, dirigente sindacale assassinato dalla mafia



Per 63 lunghi anni nessuno ha più parlato di lui. Solo l’anno scorso è stato per la prima volta ricordato dall’amministrazione comunale. Il suo nome è stato inserito nell’elenco delle vittime innocenti di mafia, redatto dall’associazione “Libera”, ma nessuno ha mai cercato di sapere chi fosse Filippo Intili, mezzadro comunista, dirigente della Camera del lavoro, assassinato il 7 agosto 1952 dalla potente mafia di Caccamo. Addirittura, la Regione siciliana, che pure lo ha inserito nell’elenco delle vittime del movimento contadino, allegato alla L.R. n. 20/99, ne ha sbagliato nome e cognome, chiamandolo Giuseppe Intile. Ma il 7 agosto prossimo, sarà la Camera del lavoro di Palermo in collaborazione col comune di Caccamo, a fare giustizia di questo lungo silenzio, ricordando Filippo Intili con una manifestazione nel cimitero comunale, alla presenza dei dirigenti della Cgil, dell’amministrazione comunale, della scrittrice Vera Pegna e di diversi nipoti e pronipoti che arriveranno direttamente dalla provincia di Pisa dove da anni risiedono. Sarà padre Giovanni Calcara, frate domenicano, a benedire la nuova tomba dove saranno traslati i resti di Intili, con incisa la frase: «Filippo Intili (1901-1952) – mezzadro – ucciso da mano mafiosa - si batté per la legalità e la giustizia. La sua memoria spezzi ogni pavido silenzio».

Casteldaccia: tre giorni di eventi, incontri e musica per ricordare Andrea Raia. Il programma completo

Il manifesto ufficiale per ricordare Raia
Dal 5 al 7 agosto, presso la suggestiva location della Torre del Duca di Salaparuta, nel cuore del centro abitato di Casteldaccia, si terrà la seconda edizione della manifestazione per ricordare Andrea Raia, sindacalista ucciso dalla mafia la notte del 5 agosto 1944. Quest’anno la manifestazione ha il duplice obiettivo di ricordare la figura di Raia e di parlare di mafia e antimafia nell’attualità. I tre dibattiti del pomeriggio, infatti, toccano i temi più caldi degli ultimi anni, come la gestione dei beni confiscati alla mafia (5 agosto), la lotta al racket (6 agosto) e la questione dei rifiuti in Sicilia (7 agosto). Durante le sere del 6 e del 7 agosto, invece, spazio alla musica e alla letteratura, con il reading del blog Apertura a Strappo di Giorgio D’Amato. Di seguito il programma completo.
Programma della manifestazione:
Forum Antimafia Andrea Raia
5-6-7 agosto 2015

Sicilia: "Abbiamo scritto una riforma vera, addio a Province che si occupavano di feste"



“La riforma delle Province, che istituisce sei Liberi Consorzi di Comuni e le Città Metropolitane di Palermo Catania e Messina segna una svolta dell’assetto degli enti locali in Sicilia. A chi dice che ‘abbiamo solo cambiato il nome’, rispondo che non sa di cosa parla”. Lo dice Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars, dove nel corso di questi mesi è stato elaborato il testo di riforma delle Province, che istituisce i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane, approvato oggi dall’Assemblea Regionale Siciliana. Dopo il voto dell’Ars, Cracolici ha tenuto una conferenza stampa insieme con il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore alle Autonomie Locali Giovanni Pistorio.

Palazzo Adriano, quattro persone arrestate per rissa dai CC

Una pattuglia dei carabinieri in piazza Umberto I
PALAZZO ADRIANO: Sere d’estate, dimenticate… Così cantava qualche anno fa Sugar Fornaciari in un noto pezzo musicale. Ma c’è ben poco da dimenticare nella serata di sabato 25 Luglio scorso, quando nella storica Piazza Umberto, ai più nota quale immortale set del Film Nuovo Cinema Paradiso si è esibito il gruppo reggae “Shakalab”. Serata iniziata con controlli dei Carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi con l’ausilio di unità Cinofili Antidroga Carabinieri di Palermo, la cui presenza si è tradotta in un risultato preventivo, a beneficio del buon andamento della manifestazione, e repressivo, con la segnalazione di due persone per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti. I militari della locale Stazione hanno vegliato, in servizio di ordine pubblico, al regolare svolgimento degli eventi in programma, e la popolazione ha contribuito assicurando un buon afflusso, organizzato ed interessato.