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sabato, gennaio 07, 2023

THE SKY DREAM TEAM. LO SQUADRONE DEL CIELO


di GAETANO PERRICONE

L'immenso popolo di tifosi del pallone dell'aldilà non crede ai propri occhi e si stropiccia le mani: non sono passati neanche nove giorni dall'arrivo in pompa magna dal Brasile di Edson Arantes Do Naacimento,  O Rey del football, il più grande di tutti i grandi dello sport più amato e seguito qui in Terra, ed ecco sbarcare un altro gran virtuoso, un vero campione che si divertiva tanto in campo quando giocava e ancora di più faceva divertire il pubblico che lo adorava. Si chiama Gianluca Vialli arriva dall'Italia, è stato un bravissimo attaccante nella sua professione di calciatore e un uomo molto generoso. 

E' l'ultimo acquisto del favoloso Sky Dream Team, lo squadrone del cielo che compie mirabolanti imprese calcistiche sul verdissimo campo dell'altrove e che negli ultimi anni si è rafforzato in modo assolutamente straordinario grazie ad alcune eccelse chiamate del "patron" Dio potentissimo fra tutti i super potenti. 

Per noi piccolissimi e comuni terrestri che questo calcio lo conosciamo e seguiamo fin da bambini con passione, tanta, ma anche amore e odio, la formazione del cielo, da una ventina di giorni guidata in panchina da un personaggio fantastico che qui da noi si chiamava Sinisa Mihailovjc (prima di lui ci furono due vecchi mister italiani, Ferruccio Valcareggi e poi a lungo  Enzo Bearzot, quello con la pipa che giocava bene a scopone e che vinse alla grande i  Mondiali 1982) è la più forte e spettacolare che potessimo immaginare, un vero sogno per chi ama il pallone. 

A difendere la porta, si è guadagnato il posto da pochi mesi un gigante italiano che si chiama Claudio Garella, che a un certo punto per la sua bravura fu soprannominato "Garellik", sulla scia del mitico Diabolik; i due terzini, io sono antico di età e di amore calcistico e per giunta interista di vecchio pelo, sono leggenda del pallone di ogni tempo, si chiamano Tarcisio Burgnich e Giacinto Facchetti, uno mastino insuperabile, l'altro capace di grandi falcate offensive e bei gol. Il regista arretrato, quello che una volta era chiamato centromediano metodista, è un giocatore brasiliano di grandissima classe e intelligenza: ha un nome molto lungo e complicato, Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, ma tutti noi che seguiamo il calcio lo conosciamo semplicemente come Socrates detto anche "O Doutor", il Dottore, perché sulla Terra fu anche medico pediatra, anche se non esercitava. Ed ecco stopper e libero, difensori centrali, anch'essi italiani in omaggio a una tradizione del nostro Paese di grandissimi in quei ruoli: si chiamano Roberto Rosato e Gaetano Scirea, fortissimi e amatissimi anche loro, non hanno bisogno di presentazioni per i calciofili.

Per l'attacco viene il bello, c'è imbarazzo per la scelta per Sinisa, mentre Patron Dio è in estasi calcistica come tutti noi che stiamo per sentire certi nomi. Sono antico e mi piace il modulo di una volta, con le ali che oggi chiamano "esterni avanzati": e dunque mi piace molto trovare all'ala destra un fenomenale nordirlandese che si chiama George Best capellone stravagante in campo inarrestabile e all'ala sinistra, con licenza di svariare, il nuovo arrivato Gianluca Vialli, con alternativa un vecchio campionissimo spagnolo di nome Francisco Gento, arrivato in squadra all'inizio del "florido" 2022. Come mezzali, più che altro come tutto,  entrambi con il numero 10 perché non gli si può togliere di dosso, i due Dei del pallone: Pelè e Diego Armando Maradona, O Rey e El pibe de oro, le icone assolute, il calcio, con un'alternativa divina quasi quanto loro, un infinito fuoriclasse olandese di nome Johan Cruyff, altro piede magico, in Terra lo chiamammo affettuosamente Giovannino. 

E il centravanti? Per Sinisa Mihailovjc la scelta non è per niente facile tra due componenti del Dream Team signori del gol: un italiano, Paolo Rossi, il nostro adorato Pablito e un tedesco piccolo ma terribile, incubo di tutte le difese, di nome Gerd Muller.  E' solo abbondanza e anche strepitosa ed è un privilegio scegliere tra questi due. Io un'idea ce l'ho e non è quella "patriottica" che vi aspettate.  

Ricapitolando: Garella; Burgnich, Facchetti; Socrates, Rosato, Scirea; Best, Pelè, Rossi (Muller), Maradona, Vialli, con tanti panchinari eccellentissimi. 

Il gioco è finito, devo dirvi che mi sono divertito assai, ma anche emozionato e commosso, è stato un modo per celebrare miei e nostri miti sportivi che non ci sono più e che ci hanno fatto sognare e rivivere immagini e momenti speciali della vita. Ho anche dato agli amici appassionati di calcio materia per divertirsi e dire la loro. Dal canto mio, conto di vedere giocare il fantastico Sky Dream Team lo squadrone del cielo, il più tardi possibile, tra non meno di un quarto di secolo se mi sarà concesso e farò il bravo. Così magari, da vecchio cronista sportivo, avrò finalmente la gioia di intervistarli tutti e di fare lo scoop degli scoop: intervistare Patron Dio, se lo troverò ...

L’Ora, edizione straordinaria, 7/1/2023

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