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sabato, gennaio 07, 2023

Mattarella, verità sul terrorismo mafioso


Consensi attorno alla proposta del presidente del Tribunale sulla commissione d’inchiesta Balsamo: «Fiducia nella Procura, ma serve un nuovo impulso per capire quella stagione»

VIRGILIO FAGONE

I tempi sembrano maturi per dare impulso alla ricerca della verità sulla stagione del terrore in Sicilia ma, a quasi mezzo secolo dall’epoca dell’assalto frontale alle istituzioni a suon di agguati, il traguardo della giustizia sui delitti eccellenti sembra ancora lontano. Ieri, a 43 anni di distanza dall’omicidio di Piersanti Mattarella, l’ex presidente della Regione che sognava un’Isola e un’amministrazione dalle carte in regola, le istituzioni hanno trovato ampia convergenza sulla proposta del presidente del Tribunale, Antonio Balsamo, di istituire una

commissione d’inchiesta sui cosiddetti delitti politici. La necessità di fare luce su quella stagione è avvertita con forza da più parti ed è stata al centro della cerimonia di via Libertà, dove ai figli e ai nipoti dell’esponente democristiano assassinato il 6 gennaio del 1980 si sono stretti in segno di solidarietà amici ed esponenti istituzionali.

«Ci sono diversi eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese e che attendono ancora una ricostruzione completa - ha detto Balsamo -. Occorre fare piena luce sulla stagione del terrorismo mafioso, nella quale sono caduti alcuni degli esponenti più importanti delle istituzioni, tra cui Piersanti Mattarella. I tempi sono maturi per una ricostruzione storica condivisa che potrebbe essere opera di commissioni parlamentari di inchiesta o della stessa commissione antimafia se verrà ricostituita e che potrebbero giovarsi dell’apporto di tutte le istituzioni. Possono compiere quelle ricostruzioni per le quali gli strumenti del processo penale non sono sufficienti. Sul fronte delle indagini ho grande fiducia nei magistrati che ci stanno attivamente occupando dell’argomento. Ho grandissima stima del procuratore Maurizio De Lucia, una di quelle persone che ha fatto di Palermo la propria città adottiva».

Una proposta condivisa dal presidente della Regione Renato Schifani, presente in via Libertà: «Credo che quando sono presiedute da persone autorevoli che hanno una storia alle spalle, le commissioni possono aiutare a scoprire quella verità che a volte il rigore processuale può non definire. Penso che può contribuire a una verità compiuta nei confronti di una storia di un uomo che ha combattuto la mafia attraverso le istituzioni. Piersanti Mattarella è stato uno dei primi uomini delle istituzione a cadere per mano dei mafiosi. La mafia che non va sottovalutata, va combattuta senza se e senza ma perché non è né di destra né sinistra. Il contrasto alla criminalità organizzata sarà massimo da parte del mio governo per quanto attiene la verifica sugli appalti e su tutto quello che sarà l’utilizzazione della spesa pubblica». Per il sindaco Roberto Lagalla, anch’egli giunto in via Libertà, dove c’erano tra gli altri, anche il prefetto Maria Teresa Cucinotta, gli alti magistrati Matteo Frasca e Lia Sava e i vertici delle forze dell’ordine, «è importante sottolineare - aggiunge - l’impegno che il nuovo procuratore Maurizio De Lucia e i suoi collaboratori stanno mettendo in campo nel condurre nuovi accertamenti sulle responsabilità del delitto Mattarella, un omicidio ancora oggi avvolto da troppe ombre. Mi unisco all’appello dei familiari che anche in questi giorni chiedono di continuare a indagare per arrivare a una piena verità. Un atto doveroso per onorare la memoria di Piersanti Mattarella e di tutte le vittime della mafia».

Una delegazione del Pd, composta, tra gli altri, dal segretario regionale Anthony Barbagallo, dal presidente della commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici, dal deputato dell’Ars Mario Giambona e dal coordinatore della segreteria Alfredo Rizzo, ha ribadito con forza la necessità di giungere alla ricostruzione dell’omicidio Mattarella: «Bisogna azzerare le zone grigie, quelle della complicità, che sono il terreno di coltura di tante trame corruttive. A 43 anni dall’uccisione di Piersanti Mattarella, non possiamo dimenticare uomini e donne che hanno pagato con la loro vita la determinazione e il coraggio di combattere la mafia».

GdS, 7/1/2023

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