9/11/2011

Calcio, coppa Sicilia. Il Corleone batte l'Altofonte

Le due squadre a centrocampo, primo del fischio d'inizio
CORLEONE 2ALTOFONTE 1
POL. CORLEONE : Zabbia, Mannisi, Di Lorenzo, Cotino, Alessandro Musicò, Vitale, D’Angelo, ( 19’ s.t. Sciarrino), Micalizzi (10’ s.t. Venezia Frank), Ficile, Verardo, Lipari ( 32’ Trentacosti).
POL. ALTOFONTE:Campanella, Ferrante, Passamonte, Culella, Lo Grande, Di Blasi, Di Giorgio ( 24’ s.t. Rausa), Vaglica (20’ s.t. Sanfilippo), Galifi Riccioli, (36’ s.t. Russello), Lo Nigro..
ARBITRO: signor Marco Parrinello di Palermo
RETI: 18’ 1.t. Lipari; 26’ 1.t. Culella; 39 s.t. Ficile.
NOTE : Ammonito al 7’ del 2’ tempo Di Giorgio Corleone : Bel calcio al Santa Lucia. CORLEONE - Un Corleone testardo con solo due calciatori locali in campo (Zabbia e Lipari) ha vinto di misura contro un Altofonte intraprendente, apparso in grande forma specialmente a centrocampo. Buona la direzione di gara del signor Parrinello. Forte le linea difensiva dei padroni di casa che hanno avuto in Musicò e Venezia solidi punti di riferimento. Passava il Corleone con Lipari al 18’ su punizione da fuori area. Il bolide del bomber corleonese s’insaccava alla destra di Campanella. Sul capovolgimento di fronte al 26’ era Culella che di piatto girava in rete un cross basso, superando Zabbia. A sette minuti dal termine Ficile siglava il gol della vittoria giallo-rossa, girando in rete un cross di Trentacosti, dopo una veloce e corale azione di contropiede.
Cosmo Di Carlo

Villabate, la delibera del sindaco: una strada per il nazista Rommel

Il nazista Edwin Rommel
La giunta del Comune a pochi chilometri da Palermo ha deciso ufficialmente di proporre l'intitolazione di una via al feldmaresciallo nazista. Protesta l'opposizione. Iniziative per contrastare la scelta da parte dell'Anpi e del Centro Impastato  Il sindaco di Villabate, Gaetano Di Chiara, è convinto che ci siano due personaggi "meritevoli di essere menzionati nella toponomastica cittadina", così ha scritto nella delibera di giunta per l'intitolazione di alcune nuove strade in città. Eccoli, dunque, i nuovi eroi di Villabate: accanto a quattro ex sindaci, ci sono Manfred von Richthofen, "il leggendario barone rosso, talento puro dell'aviazione tedesca", e poi Erwin Rommel, "generale tedesco conosciuto anche con il soprannome "la volpe del deserto", morto suicida - spiega la delibera della giunta - a causa dei pesanti sospetti della sua connessione con i cospiratori nel complotto contro Hitler". Insomma, il sindaco Di Chiara, cresciuto nel movimento giovanile di Alleanza nazionale, tiene a precisare che in fondo "la volpe del deserto" è rimasta alla storia non fra i gerarchi nazisti, ma fra quelli che alla fine tentarono di fermare il Fuhrer. La delibera per l'intitolazione delle nuove strade è stata pubblicata sabato all'albo pretorio: "Non riesco ancora a crederci", dice il consigliere comunale Antonino Retaggio, che da anni si batte perché venga dedicata una strada al soldato eroe di Villabate: "Il Comune ha dimenticato Giovanni Militello - denuncia - fu catturato sul fronte russo e deportato nel campo di concentramento di Altengrabow. Il Consiglio e poi anche la giunta avevano dato parere favorevole per intitolargli una strada. Ma la pratica si è persa". Qualche mese fa, Retaggio aveva proposto di intitolare qualcosa anche a Peppino Impastato: "Sarebbe stato un modo per riscattare la nostra cittadina, tristemente famosa per gli scioglimenti del Consiglio comunale per mafia". Ma la proposta non è stata neanche presa in considerazione.

Le dichiarazioni del primo cittadino di Villabate non piacciono a Ottavio Terranova, presidente della sede di Palermo dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi): "Non si può fare un calderone della libertà e della dittatura - commenta - è accaduta una cosa vergognosa, che in qualunque modo cercheremo d'impedire. Nel momento in cui a Isnello si riporta a casa il partigiano Giovanni Ortoleva e nel momento in cui si parla di pericoli per la democrazia, questa è la conferma che stanno maturando desideri di fascismo, di totalitarismo". Il presidente dell'Associazione partigiani lancia un appello al sindaco di Villabate: "Lo invitiamo a riflettere. E comunque prenderemo iniziative in tutte le sedi perché la sua delibera non venga attuata". “Il Centro Impastato – dice il presidente Umberto Santino - ritiene semplicemente vergognosa la decisione del sindaco di Villabate di dedicare due strade a dei nazisti e di bilanciare tale scelta intitolando un'altra strada a Peppino Impastato. Una convivenza che si spiega con l'ignoranza e, peggio, con la malafede. Il Centro si dissocia da qualsiasi iniziativa che avalli queste scelte e continua la sua attività nelle scuole e nella società per affermare un'antimafia consapevole e coerente, che faccia riferimento alla radicalità e alla lucidità che caratterizzarono la vita e l'impegno di Peppino Impastato“.

Undici Settembre: Verità o Vendetta di Stato?

E’ semplicemente penoso voler continuare dividere il mondo in “complottisti” e in “consensivi” in ordine alle tremende responsabilità del più grave attentato terroristico della storia. In realtà, la gente desidera la verità. Quando i dubbi persistono, vuol dire che la “verità ufficiale” non è stata in grado di fugarli tutti. La cattura di Osama Bin Laden poteva costituire un’ottima occasione per ricercare la verità. Se la Presidenza degli USA non avesse deciso di farlo assassinare e, addirittura, di farne sparire il corpo, si sarebbe potuto celebrare il Decennale dell’11 settembre con l’apertura del processo all’uomo indicato quale autore degli attentati alle Torri gemelle. Purtroppo, sarà celebrata soltanto un’oscura vendetta di Stato. Ai cittadini Usa e del mondo intero è stato- di fatto- negato il diritto di processare Bin Laden ossia il diritto alla verità, alla giustizia vera, non sommaria. Tali, sorprendenti comportamenti non fanno che alimentare le perplessità esistenti sull’intera gestione della vicenda e si pongono in evidente contrasto con la legalità internazionale e con i principi della civiltà giuridica occidentale che non ammettono processi-farsa ed esecuzioni sommarie.
On. Agostino Spataro *
Giornalista, già deputato del PCI, direttore “Informazioni dal Mediterraneo” (www.infomedi.it), autore di  “Il fondamentalismo islamico- Dalle origini a Bin Laden”, Editori Riuniti, Roma, 2011.

9/10/2011

LEGALITÀ: Il significato e la storia di una parola al giorno d’oggi dimenticata

Giovanni Falcone
Nel linguaggio politico, si dice che un potere viene esercitato secondo legalità quando il suo espletamento avviene nel rispetto delle leggi e non arbitrariamente. Si tratta, dunque, di una conquista peculiare della modernità in cui lo Stato ha progressivamente preso personalità propria, distinguendosi dall'ambito patrimoniale del Re. Il principio di legalità si afferma dopo la Rivoluzione francese e sorge come risposta al potere e all'oppressione dell'Ancien Régime in cui il magistrato non era altro che un funzionario del Re, il suo unico compito era quello di trasformare in legge la volontà del sovrano. Oggi il principio di legalità esprime una scelta politica in base alla quale la libertà viene limitata nella misura essenziale per assicurare la pace; la legalità ha, quindi, come fine quello di farci vivere seguendo diritti e doveri in modo che la vita sia il più possibile civile e pacifica. La legalità è il risultato della "rigidità" delle norme che lo Stato stesso stabilisce e che lo impegnano per i fatti futuri abolendo l'arbitrarietà e imprevedibilità delle norme. Legalità è, così, ciò che consente al singolo cittadino di avvalersi della forza dello Stato anche contro lo Stato stesso, secondo norme prestabilite; in ciò vi è una contrapposizione netta con gli stati dispotici dell'Europa orientale in cui trova il culmine l’espressione dell'assolutismo Statale cinese, dove lo Stato per antichissima tradizione pervade di sé e annichilisce la personalità del singolo individuo, lasciandolo assoggettato in via esclusiva alle determinazioni statali. Dalla definizione di legalità si evince che non è, comunque, facile avvalersi delle leggi contro chi non lo fa poiché questi ultimi, si è visto in molti casi, purtroppo, usano qualsiasi mezzo per impedirlo arrivando persino ad uccidere. È dovere morale del cittadino perseverare nella volontà di ricercare giustizia attraverso la legalità poiché secondo Giovanni Falcone «occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana». Alla legalità, quindi, si collegano i termini “dovere” e “dignità”: non è certo un caso, credetemi.
Angelo Donatelli

La memoria è sovversiva...

"la memoria è sovversiva…”: lo diceva il generale Videla, capo della giunta militare che governò l’Argentina tra il 1976 e il 1981. Insomma, nulla possa nuocere al Potere va ricordato. In un’ottica opposta, preferisco citare Roberto Scarpinato, magistrato antimafia della procura di Palermo: “la memoria è un indice puntato contro i crimini del Potere, restiamo tutti sovversivi della memoria e facciamo che gli assassini continuino a dormire notti insonni...”

Carlo Rao

Palermo, grande affluenza di pubblico alla mostra per ricordare il maresciallo Vito Ievolella

Il maresciallo Vito Ievolella
Grande affluenza di pubblico alla mostra fotografica e di cimeli militari organizzata presso Palazzo Sant’Elia di Via Maqueda per ricordare il sacrificio del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Vito IEVOLELLA, assassinato dalla mafia il 10 settembre 1981. La mostra è stata organizzata dalla Legione Carabinieri Sicilia in collaborazione con il CESD (Centro Studi Vice Brigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto – ONLUS). IL CESD è stato voluto dai soci fondatori, in gran parte carabinieri in servizio in Sicilia, nel nome di un giovane Sottufficiale dei Carabinieri che a soli 23 anni rinunciava alla sua di vita per concederla ostaggi di una violenta rappresaglia nazista. Gesto, questo, che sebbene risalente al lontano 23 settembre 1943, giunge a noi con tutta la sua attualità per i valori che ci trasmette quale puro gesto d'amore immediato verso il prossimo fino all'estremo sacrificio. Il Centro Studi non ha fini di lucro. Esso ha la finalità di perseguire esclusivamente la solidarietà sociale e di arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche e familiari, facendo particolare riferimento al mondo dei giovani, quale strumento di formazione alla cultura della cittadinanza attiva e solidale. L'organizzazione ha anche il confronto moderato e costruttivo a beneficio della collettività diffusa, dando vita a progetti, anche in collaborazione con settori maggiormente referenziati della nostra società civile (associazioni di volontariato, università, enti locali, scuole, distretti socio sanitari, istituzioni, ecc.), atti a promuovere idonei mezzi di analisi della società e della cultura in continua trasformazione (multiculturalismo, famiglia allargata, inquinamento ambientale e alimentare, ecc.) tramite dibattiti, incontri, tavole rotonde e quant'altro possa far comprendere quali possano essere oggi i valori universalmente condivisi ed oggetto di tutela, alla luce di una geografia dei diritti umani dai confini instabili.


Tra le ultime iniziative si segnala la collaborazione con l'Associazione Onlus "ALI PER VOLARE", per la realizzazione di una MISSIONE UMANITARIA all'interno della Foresta Equatoriale del Congo allo scopo di salvare oltre 130 mila creature innocenti, destinate a morire tra miseria, malattie e fame.… Oggi vi sono iscritti oltre 4.000 tra carabinieri appartenenti a reparti dislocati in tutta Italia e persone della società civile simpatizzanti. Tutti i palermitani onesti possono iscriversi al centro.
Presidente è il Luogotenente dei Carabinieri Antonio RIZZO, mentre il direttore è il Luogotenente Calogero DI CARLO e il coordinatore operativo il Luogotenente Enrico BONAVITA, tutti in servizio alla legione Carabinieri Sicilia. Il CESD ha la sede a Largo Esedra in Palermo - cesdpalermo@libero.it. La mostra resterà aperta al pubblico a titolo gratuito, sino a lunedì 12 settembre p.v. e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare attivamente all’appuntamento.
Palermo, 10 settembre 2011

Partinico. I carabinieri arrestano due giovani per droga

Davide Leto
A Partinico, nel corso di un’attività antidroga finalizzata a contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio, i Carabinieri del Comando Compagnia di Partinico hanno tratto in arresto in flagranza di reato per “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio” i fratelli Davide e Gianfranco Leto, il primo di 20 anni, parrucchiere, e il secondo di 18 anni, operaio, residenti a Partinico, pregiudicati, con precedenti specifici per droga. Gli investigatori, nel corso di un’attenta perquisizione domiciliare, eseguita presso l’abitazione dei due fratelli, in via Ungaretti, durante le operazioni, rinvenivano 34 dosi di sostanza stupefacente del tipo “Marijuana”, quantificata in 87 grammi, e il materiale occorrente per il confezionamento delle dosi pronte per essere spacciate al dettaglio. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo, mentre la sostanza stupefacente é stata sequestrata verrà successivamente inviata al L.A.S.S. (Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti) del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, per accertare l’esatto principio attivo della stessa sostanza.
Palermo, 10 settembre 2011

A Partinico striscioni dei giovani comunisti contro la mafia

10 settembre 2011 - Questa mattina i Giovani Comunisti del circolo “Peppino Impastato” di Partinico hanno affisso in giro per la città dei manifesti contro la mafia e a sostegno di Telejato, la coraggiosa tv antimafia della provincia di Palermo recentemente al centro di attacchi e nuove minacce. “La scelta delle frasi e dei luoghi non è casuale: contro le recenti scritte inneggianti la mafia che hanno imbrattato il nostro paese si deve infatti prendere una posizione forte e chiara – si legge nel comunicato stampa -. Il nostro lavoro ha sempre fatto dell’antimafia un valore cardine: tra le tante attività, vogliamo ricordare la battaglia per la sana gestione dei beni confiscati del nostro paese, incredibilmente oggetto di politiche clientelari con il benestare delle istituzioni e di chi dovrebbe avere il compito di vigilare. I luoghi scelti sono il simbolo della vita della collettività: villa Margherita, villa Falcone, Teatrino. Spazi pubblici lasciati al degrado da una politica incompetente. Questo è un modo per riappropriarci di tali spazi e di farli rivivere all’insegna della legalità”.

E B. disse a Lavitola: "Non tornare"

Valter Lavitola e Silvio Berlusconi
di Lirio Abbate
Il faccendiere chiamò il premier dalla Bulgaria dopo la fuga di notizie e chiese: mi presento ai giudici? "No, resta all'estero". Ecco l'ultima telefonata tra i due prima della latitanza
Il faccendiere Valter Lavitola suda freddo, non tanto per il caldo di Sofia in cui si trova il 24 agosto, ma per le notizie che apprende dai siti Web che rilanciano lo scoop di "Panorama", il settimanale della Mondadori. Ha appena scoperto che contro di lui c'è un'inchiesta pesantissima della procura di Napoli: lo accusano di estorsione nei confronti del presidente del Consiglio. LEGGI TUTTO

L’assessore “Due effe” non risponde

di Giuseppe Casarrubea
Il potere, sia pure quello di decidere di non far nulla, genera istintivo tribalismo, esseri tronfi con il complesso del Super-Io. I sintomi: le monomanie, talvolta religiose. Ci si crede santi, taumaturghi, imperatori di Roma. E’ la Nientopoli che non vogliamo. Roba da manicomio. Non della gente comune, ma di chi amministra come se fosse dentro un cavallo di Troia. Perchè il prossimo diventa nemico quando parla troppo e si interroga. Chi presume di avere il potere genera capitribù, centurioni, clienti e cordate di amici. Un congegno comportamentale siciliano e italiano nel quale l’Italia affoga. Con la sua gravissima crisi. Le borse europee precipitano, ma il premier è fermo a designare il suo erede al trono, parla della normalità dei suoi piaceri, e dalla sua falsa filantropia continua ad attaccare la magistratura. Di riflesso, in basso, tutto verte nell’implementare la cultura del ventre. Chissà quando si arriverà alla testa! LEGGI TUTTO

Carceri: Apprendi (PD) visita istituti Agrigento e Caltanissetta: “Situazione drammatica, servono interventi urgenti per evitare altre tragedie”

L'on. Pino Apprendi
“Servono interventi urgenti nelle carceri di Agrigento e Caltanissetta, dove si vivono ogni giorno situazioni ad altissimo rischio: i recenti fatti di cronaca dimostrano, purtroppo, che si deve agire immediatamente per evitare ulteriori tragedie”. Lo dice Pino Apprendi, deputato regionale del PD, che ieri ha visitato gli istituti penitenzieri delle due città siciliane. “Il sovraffollamento è evidente – aggiunge – e le condizioni di vita sono di estremo disagio, con celle strette e piccole, e la possibilità di fare la doccia solo tre volte la settimana. Inoltre il numero di agenti della Polizia penitenziaria è solo ‘formalmente’ in linea con la pianta organica, che però risale al 2001”. “C’è poi un altro problema – continua Apprendi - le previsioni di visita con lo psicologo sono del tutto inaccettabili: si prevedono appena 7 ore al mese a Caltanissetta da dividere per 350 detenuti, e 10 ore al mese ad Agrigento per 450 detenuti. E proprio ad Agrigento il recente suicidio di un giovane ha evidenziato tutta la drammaticità di questa situazione, dal momento che l’uomo, in carcere da sei giorni, non aveva ancora incontrato uno psicologo nonostante dopo tre giorni gli avessero prescritto una visita psichiatrica”. “Insomma – conclude Apprendi – serve un intervento urgente per fare in modo che l’emergenza carceraria in Sicilia possa finalmente essere affrontata con i mezzi necessari”.

A Palermo una giornata di studio all'Ars sui 50 anni del primo governo di centro-sinistra

Salvo Andò
Lunedì 12 settembre a Palermo la Fondazione Nuovo Mezzogiorno, presieduta da Salvo Andò, ricorderà con una giornata di studi presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, con inizio alle ore 9,30, i cinquant’anni del governo regionale di centro-sinistra guidato da Giuseppe D’Angelo. La giunta di D’Angelo, segretario regionale della Democrazia Cristiana, prima in tutta Italia ad oltrepassare le nascenti e poche collaborazioni municipali tra Dc e Psi, anticipò di due anni il governo nazionale “organico” di Aldo Moro, con Pietro Nenni vice presidente del consiglio, segnalandosi per l’impegno nella lotta alla mafia. Per l’importanza dell’anniversario, il convegno ospitato presso la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, si articolerà in due sessioni: la prima con inizio alle 9,30 e la seconda alle 15,30. Sono previs! te le t estimonianze dell’ex presidente della Regione Mario D’Acquisto, dell’ex presidente dell’Ars Paolo Piccione e del giornalista Piero Fagone. Gli interventi dei docenti universitari Santi Fedele ed Alessandro Musco e del dirigente nazionale del Psi Antonio Matasso ricostruiranno rispettivamente il contesto storico della transizione dal “milazzismo” al centro-sinistra, la dialettica interna alla Dc ed il dibattito dentro il Partito Socialista del tempo. Seguirà una tavola rotonda con il capogruppo al Senato dell’Udc Gianpiero D’Alia, l’onorevole Calogero Mannino, l’assessore Andrea Piraino, e gli ex parlamentari Michele Figurelli, Francesco Barbalace e Turi Lombardo. Le conclusioni saranno affidate a Salvo Andò, Rettore dell’Università “Kore” di Enna e presidente della Fondazione Nuovo Mezzogiorno.

Raccogli la legalità

Questa foto scattata durante la sistemazione del vigneto in località Malvello, fuori Corleone, durante i campi estivi di LiberArci dalle spine, presso la Cooperativa “Lavoro e non solo”, che da anni si occupa del reinserimento di soggetti svantaggiati e della gestione dei beni appartenuti a Riina e Provenzano. La stessa “base operativa” della Cooperativa, in Via Crispi, appartenuta ai fratelli Grizzaffi. I campi estivi a Corleone, ai quali prendiamo parte da quattro anni, sono un’esperienza unica di partecipazione attiva e lotta dal basso: dimostrano la forza di una società civile unita che può dare il proprio contributo alla diffusione di una cultura della legalità e di un mercato giusto (i prodotti ultimi ottenuti dal lavoro dei campi hanno marchio “Libera terra” e vengono venduti in tutta Italia). I giovani che rinunciano alle proprie vacanze al mare per lavorare le terre che furono di Cosa Nostra sono l’esempio migliore di una nuova Italia che vuole lasciarsi alle spalle indifferenza e omertà. Liberarci – appunto – dalle spine. PER VOTARE LA FOTO, CLICCA QUI

9/09/2011

Corleone, campi di lavoro antimafia. Ancora raccolta di pomodoro, poi con Telejato e a Portella

Sul campo di pomodoro
Dopo la consueta sveglia mattutina, ci siamo diretti al campo di pomodori in condizione zombesca. Durante la raccolta ne abbiamo approfittato per immortalare attimi unici e irripetibili. Tornati a casa i tempi si sono accelerati...dopo una veloce doccia abbiamo finalmente goduto delle pietanze sicule. Rosetta e Francesca ci hanno preparato una squisita pasta alla norma!! Dopo esserci impegnati nella rianimazione di un pullmino siamo giunti a Partinico per partecipare al telegiornale di Pino Maniaci (l'accento è sulla seconda a, mi raccomando!!) insieme a una folla di bambini e a 13 ragazze tedesche. Lui ci ha spiegato in cosa consiste il suo impegno di denuncia delle attività mafiose, impegno che è continuato nonostante le numerose minacce e le aggressioni fisiche.
Il pomeriggio è continuato a Portella della Ginestra dove abbiamo incontrato alcuni superstiti della strage del 1 maggio 1947. Il ricordo di questo terribile evento è ancora vivo nel loro cuore e il desiderio di giustizia e verità li accompagna sempre. La nostra giornata si è conclusa con una deliziosa cena preparata dallo SPI e con un'uscita serale nel centro di Corleone.
Matteo e Chiara
7 settembre 2011

Sulle Madonie una tre-giorni per la legalità

A proposito del Premio di Poesia "Animosa Civitas Corleonis": Un sogno in premio

di Walter Bonanno
Apre il suo libro di poesie la poetessa calabrese vincitrice del Premio. Lo apre è ci dice che questi versi sono per noi "dialoganti".
"Sogna te, al di fuori di te,
sogna oltre la vita
che ti rimane:
sogna un oggi,
attendi un domani"
Ecco, fondamentalmente, è questo ciò che ci rimane del secondo premio "Animosa Civitas Corleonis" che si è tenuto nei locali dell'Ex-Convento di Sant'Agostino la sera del 3 Settembre. Il soddisfatto sorriso e la grata dedica di chi, grazie a questo premio, ha avuto l'onore e il piacere di rendere visita alla Corleone in festa di fine estate. Basterebbe questo a giustificarne una terza edizione e poi un'altra ancora. Un premio che rispetto a dodici mesi fa è volato dalle poche decine di partecipanti ai 108 poeti e alle più di 200 poesie di quest'anno. Dei 108, tre hanno vinto, classificandosi fra il primo e il terzo posto, la possibilità di soggiornare per un week-end nella nostra cittadina, partecipare personalmente alla cerimonia di premiazione e scoprire quanto Corleone ha da dire a chi ha voglia e tempo d'ascoltare. LEGGI TUTTO
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L'assessore alla sanità Massimo Russo al convegno dell'Ipasvi di Palermo: “Tra due anni saranno inseriti 2.600 operatori socio-sanitari”

L'assessore Massimo Russo
«Tra due anni saranno inseriti nel sistema sanitario siciliano 2.600 operatori socio-sanitari che affiancheranno gli infermieri nell’assistenza». È quanto ha affermato oggi l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, intervenendo alla conclusione del convegno su “L’evoluzione della Pubblica Amministrazione e la professione infermieristica” organizzato dall’Ipasvi di Palermo (collegio degli infermieri) a Città del mare a Terrasini. «Le assunzioni potranno essere fatte– ha spiegato Russo – perché abbiamo centrato gli obiettivi del piano di rientro: questo governo ha ereditato un debito di 600 milioni nel settore e quest’anno si chiuderà con soli 96 milioni di debito che sarebbero stati meno, circa 47 milioni, se quattro dirigenti non avessero sforato i tetti di spesa. Così facendo adesso abbiamo i conti in ordine e tra un paio di anni, quando si inizieranno a riassorbire gli esuberi, potremo fare i concorsi e assumere gli operatori». L’assessore ha sottolineato come la formazione si occuperà di questo ruolo importante nel campo della sanità che permetterà anche una migliore suddivisione di compiti tra medici, infermieri e oss: «I primi a essere formati saranno gli operatori della Seus». Nel corso della tre giorni il presidente dell’Ipasvi Palermo, Enzo Gargano, ha lanciato la proposta di «conciliare la formazione universitaria degli infermieri con gli obiettivi che la sanità siciliana si è posta che non significa diversità rispetto agli standard nazionali, ma fare in modo che la formazione tenga conto delle peculiarità regionali». In questa direzione la richiesta di «incentivare con borse di studio la formazione post-base degli infermieri», proposta che l’assessore Russo ha considerato «ipotizzabile».
Il convegno è servito per mettere a fuoco anche le nuove possibilità professionali degli infermieri grazie alle figure di “infermiere di famiglia” e “infermiere di farmacia”. «Un ruolo di libera professione svincolato dalle strutture ospedaliere», ha spiegato Gargano.

9/07/2011

La Cgil scende in piazza contro la manovra

Lo sciopero di Palermo
ROMA - Oggi manifestazioni in 100 piazze italiane, da Torino a Catania, braccia incrociate per 8 ore, stop dei trasporti: è arrivato il martedì scelto dalla Cgil per lo sciopero generale, in perfetta coincidenza con l'approdo del decreto 'incriminato' nell'aula del Senato.
CORTEO A PALERMO - Con in testa il leader della Fiom, Maurizio Landini dietro lo striscione "Crescita, equità e giustizia sociale" è partito da piazza Croci, a Palermo, il corteo per lo sciopero della Cgil contro la manovra bis. I manifestanti attraverseranno via Libertà per raggiungere piazza Verdi dove il segretario della Fiom concluderà il comizio. Manifestazioni sono in corso anche nelle altre province della Sicilia. Per Landini "ancora una volta i moniti della comunità europea indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del paese". "Bisogna cancellare le norme che mettono in discussione il contratto nazionale, lo statuto dei lavoratori e i diritti - aggiunge Landini - che non c'entrano con la crisi e che puntano a fare diventare il modello Fiat un modello per il Paese". Per il segretario della Fiom "occorre restituire alla manovra un carattere di equità, facendo pagare chi non ha pagato". "Oggi sarà una straordinaria giornata - sostiene - che porterà un piazza anche iscritti ad altri sindacati. Noi comunque non abbiamo intenzione di fermarci, la nostra iniziativa non si conclude oggi". Cinque giovani con abiti da medico, laureato, metalmeccanico, operaio e precario per rappresentare le fasce più colpite dalla crisi. Con tanto di trampoli i cinque si sono messi alla testa del corteo della Cgil per la manifestazione a Palermo contro la manovra bis. Al collo ognuno dei cinque giovani aveva un cartello: in quello del medico c'era scritto "suture non tagli", nel cartello del metalmeccanico "noi in fabbrica a costruire, voi sulle poltrone a demolire". Tra le bandiere della Cgil, in mezzo al corteo c'era anche una folta rappresentanza della comunità bengalese che con cartelli e striscioni chiedevano il rilascio del permesso di soggiorno e il riconoscimento dei diritti fondamentali. "Siamo lavoratori anche noi - dice Shamin, uno dei promotori dell'iniziativa - abbiamo diritti che vanno tutelati anche se veniamo da un altro Paese. Alcuni di noi oltretutto sono stati 'truffatì in occasione della sanatoria del 2009, abbiamo anche pagato per un permesso di soggiorno che non è mai arrivato". A Palermo la comunità del Bangladesh è composta da circa tremila persone.

Palermo, le iniziative per il 30° anniversario dell'assassinio del maresciallo Vito Ievolella

Il 9 settembre, alle ore 17.00, in Piazza Principe di Camporeale, sarà ricordato il Maresciallo Vito Ievolella, ucciso per mano mafiosa il 10 settembre 1981, con la deposizione di una corona d’alloro sulla lapide dedicata al valoroso militare. Quest’anno, ricorrendo il 30° anniversario dell’eccidio, è stata allestita a palazzo Sant’Elia, sede della Provincia Regionale di Palermo, una mostra di foto e cimeli forniti dal CESD di Palermo (Centro Studi Salvo D’Acquisto) incentrata sulla figura del Maresciallo Maggiore Vito Ievolella. La mostra sarà inaugurata alle ore 17.30 e sarà aperta al pubblico sino a martedi 13 settembre. L’intera manifestazione è aperta al pubblico e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare attivamente all’evento.
Palermo, 07 settembre 2011
CHI ERA VITO IEVOLELLA?

Santa Cristina Gela: i carabinieri scoprono una discarica a cielo aperto e denunciano una persona

La discarica abusiva scoperta dai carabinieri
Ieri sera mentre erano impegnati nelle opere di spegnimento di un incendio che aveva interessato alcuni ettari di area boschiva in località Zotta del Pomo di Santa Cristina Gela, i Carabinieri della locale Stazione hanno rinvenuto all’interno di un terreno privato una discarica incontrollata di rifiuti speciali. In un’area di circa 3.000 metri quadri, il proprietario del terreno, un pensionato 54enne di Palermo, aveva accatastato tre carcasse di autovetture, diversi pneumatici dismessi, rottami vari e alcune lastre in eternit, senza alcuna autorizzazione prevista dalla normativa vigente. Pertanto, i militari dopo aver sottoposto a sequestro l’intera area, hanno denunciato a piede libero l’uomo per smaltimento di rifiuti speciali in mancanza delle autorizzazioni ed in violazione della legge, fatto aggravato dall’esistenza nella provincia di Palermo dello stato di “emergenza rifiuti”.
Palermo, 6 settembre 2011

9/06/2011

L'ANTIMAFIA A PARTINICO

La locandina della manifestazione
di SALVO VITALE
Nell'atrio del Convento dei Carmelitani , ha avuto luogo l'atteso incontro, voluto e organizzato dalla Consulta Giovanile, col beneplacito del Comune, sullo scabroso tema dei rapporti tra mafia e politica. L'atrio era arredato da alcuni quadri di Gaetano Porcasi, raffiguranti, in gran parte, vittime, vicende, simboli e storie di mafia, secondo il personalissimo stile che ormai caratterizza la pittura di questo artista.
L'incontro era stato preceduto, nei giorni passati, da alcuni attriti tra le due correnti di destra e sinistra presenti nella Consulta. I giovani orientati a destra avrebbero preferito, non si sa in base a quale valutazione, che non si parlasse di politica, e avevano cercato di convincere Gaetano Porcasi a non esporre il quadro in cui è rappresentato Cuffaro dietro le sbarre. In precedenza c'era stato qualche alterco sull'indicazione dei giudici da invitare, e alla fine si era trovato un accordo sui nomi di Morosini, segnalato dalla destra, e Del Bene, segnalato dalla sinistra. E proprio Morosini, che con la destra non ha nulla da spartire, ha ricordato nei particolari la vicenda che ha portato in carcere l'ex-governatore della Sicilia, il quale, tra lo stupore di tutto il mondo, ha festeggiato, con i cannoli, la sua condanna a cinque anni, salvo poi essere eletto senatore alcuni mesi dopo e avere consentito, grazie all'alto numero di voti, la presenza dell'UDC di Casini in Parlamento. Difficile capire cosa passa nella testa di questi picciotti, soprattutto come si può parlare di mafia senza parlare di politica. Se i due mondi fossero separati, come qualche pseudo studioso e qualche politico vorrebbe farci credere, se lo stato e la mafia fossero in lotta tra di loro, a quest'ora saremmo liberi dalla mafia da lungo tempo. Dietro la presentazione di Pino Maniaci, si sono alternati al microfono l'assessore Bartolo Parrino, che ha letto una relazione preparata con molto scrupolo, il giudice Del Bene, che ha dato uno spaccato di un territorio sul quale egli indaga ormai da più di dieci anni, e che ha fatto riferimento all'anomalia di Partinico nel contesto degli equilibri mafiosi, nel senso che non esiste la mediazione, come strategia mafiosa del comportamento , ma ancora si ricorre al delitto e alla violenza. A seguire ha parlato l'altro giudice Morosini, allargando l'analisi alle vicende siciliane dell'ultimo decennio. Un poliziotto della catturandi, la cui sigla è IMD, ha raccontato alcuni episodi relativi alla cattura di Vito Vitale e di altri noti mafiosi. Alla fine tutti i rappresentanti delle Associazioni presenti, dall'Associazione Rita Atria, all'Osservatorio sulla Legalità, all'Associazione Peppino Impastato all'Associazione Radio Aut, a Libera e molte altre, hanno dato il proprio saluto, soffermandosi in gran parte sulle scritte offensive nei confronti di Pino Maniaci, al quale è stata espressa solidarietà, e sulla necessita di sapere andare oltre le divisioni ideologiche, per costruire insieme una realtà e una strategia per liberare la Sicilia dalla morsa della mafia. Ci è parso comunque che, rispetto a una mafia che ancora spara, incendia macchine ed edifici, controlla le grandi attività commerciali ed esibisce la sua forza e la sua violenza, l'antimafia locale, per quel poco che esiste, si perde in un labirinto di sterili polemiche: addirittura qualcuno, che rappresenta il cosiddetto Parlamento della Legalità,, al quale hanno aderito alcuni giovani partinicesi, non ha partecipato all'iniziativa perché polemizzare significa fare un favore alla mafia. C'è anche questa gente!!!.Purtroppo altrove si è fatto qualche timido passo in avanti, soprattutto nella ribellione al pagamento del pizzo. Ma l'Antimafia vera e dirompente, quella espressa dalla gente che lavora o da quella che vuole lavorare e non trova lavoro, è un'altra cosa da quella fatta dai figli di papà: in questo senso la strada è lunga ed è fondamentale non percorrerla in solitudine.
(Salvo Vitale)

9/05/2011

Staino, la manovra brutta...

Lavoro, sciopero generale, domani si ferma pure la Sicilia

Due i cortei previsti a Palermo. Raduno in piazza Croci e in piazza Giulio Cesare. A conclusione della manifestazione interverrà davanti al Teatro Massimo il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Iniziative e comizi anche negli altri capoluoghi di provincia Parte alla 9 da piazza Croci a Palermo, il corteo organizzato in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil. L'Unione sindacale di base si ritrova in piazza Giulio Cesare insieme agli studenti dei collettivi autonomi. I due cortei confluiranno in piazza Verdi, dove a conclusione della manifestazione è previsto l'intervento del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. A Catania il programma prevede il concentramento alle 9 in piazza Bellini e, dopo il corteo, il comizio della segretaria confederale Serena Sorrentino. Il segretario generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio è a Messina dove concluderà il corteo con un comizio in piazza Lo Sardo. A Trapani, il ritrovo è in piazza Vittorio Veneto alle 9, da dove partirà il corteo diretto verso piazza Saturno. Alle 10,30 ad Agrigento è previsto il ritrovo in piazza Cavour con comizio di Antonio Riolo, della segreteria regionale.

Studenti tedeschi a lezione dall'imprenditore antimafia di Bivona Ignazio Cutrò

L'imprenditore Ignazio Cutrò
di FABIO RUSSELLO
AGRIGENTO - Per uno come Ignazio Cutrò, che è solito finire i suoi messaggi con una frase che è ormai un vero e proprio slogan ("In culo alla mafia"), spiegare ai tedeschi cosa siano la mafia, la violenza e l'intimidazione non deve essere difficile. E infatti l'imprenditore di Bivona che non si è piegato al racket delle estorsioni e che lotta per tornare a essere un imprenditore "normale" in una terra difficile come la Sicilia, non si è tirato indietro quando un gruppo di studentesse dell'Università di Erlangen, Norimberga gli ha chiesto di spiegare che cosa sia la mafia. Il gruppo guidato dai docenti Gabriella Dondolini e Davide Schenetti, sta svolgendo un viaggio di studio che permetterà agli studenti di approfondire la conoscenza della Sicilia dal punto di vista storico, culturale e sociale. E i tedeschi sono rimasti colpiti da un uomo diventato un simbolo della legalità perché ha avuto il coraggio di dire "no". Cutrò ha raccontato, perché l'ha vissuta sulla propria pelle, che cosa è l'omertà, che cosa significa opporsi alle oppressioni mafiose anche se vuol dire vivere in isolamento e con poca libertà. "Siamo impressionate nel vedere come quotidianamente la famiglia Cutrò - hanno detto le studentesse tedesche - affronta la sua realtà in una società che non è ancora pronta a sopportare la loro ribellione".

Cinisi. I carabinieri arrestano un ventisettenne ubriaco, che aveva distrutto la hall di un albergo e danneggiato tre macchine

I Carabinieri della Stazione di Terrasini hanno tratto in arresto il cittadino B. h. nato a Split (Croazia) classe 1984, in atto alloggiato presso un albergo di Terrasini (Pa) incensurato. L’uomo, in Italia per lavoro, viene contattato telefonicamente dalla fidanzata che gli riferisce di volerlo lasciare. Il giovane, preso dalla disperazione comincia a bere per poi rientrare presso il suo albergo dove alloggia con un collega. Tuttavia l’amico, vedendolo in evidente stato di ebbrezza, decide di non farlo entrare in camera, costringendolo ad andare via. Il croato decide di recarsi in un altro albergo, a Cinisi, dove, in evidente stato di agitazione, frantuma la porta di accesso alla hall, scaraventa a terra monitor personal computer, stampante, telefono e altri oggetti presenti nella hall. Inoltre prima di accedere all’interno della struttura alberghiera, mediante lancio di pietre, danneggia tre autovetture parcheggiate sulla pubblica via frantumandone finestrini, parabrezza e lunotti. Allertato immediatamente il 112, giunge sul posto una pattuglia della Stazione di Terrasini la quale riesce a bloccare l’uomo e ad arrestarlo per danneggiamento aggravato e violazione di domicilio. L’arrestato è stato poi sottoposto a rito direttissimo al termine del quale l’arresto è stato convalidato e l’uomo condannato a 6 mesi di reclusione con pena sospesa condizionata al risarcimento danni.
Palermo, 05 settembre 2011

9/04/2011

Le tre effe di Corleone, tra estati e notti bianche

di DINO PATERNOSTRO
Che i cittadini vogliano divertirsi, con le “estati” e con le “notti bianche”, è normale e giusto. Ed è altrettanto normale e giusto che gli amministratori comunali offrano ai cittadini l’opportunità di stare insieme e socializzare. Anzi, chi amministra una città ha il dovere di farlo. Insieme a questo, però, ha pure altri doveri: quello di garantire l’efficienza e la funzionalità dei servizi, quello di promuovere le risorse economiche e culturali del territorio, quello di aiutare la crescita civile dei cittadini. Le stesse “estati”, “notti bianche” ed eventi simili, adeguatamente organizzati, possono essere utili anche per raggiungere questi obiettivi. Per esempio, il “Cous-Cous Fest” che si svolge da 14 anni a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, si pone (e raggiunge insieme) tutti questi obiettivi: i cittadini (non solo di San Vito) escono, socializzano, stanno insieme, si divertono; ma il comune (con la Provincia, la Regione e le Aziende private) promuove i luoghi naturalistici e culturali del territorio e un prodotto come il cous-cous, fondamentale per l’economia della cittadina trapanese. Ma c’è un esempio ancora più vicino a noi, che riguarda Campofiorito, proprio a due passi da Corleone. LEGGI TUTTO

Partinico: notte bianca con morto

di Giuseppe Casarrubea Ci voleva questa “Notte bianca” a Partinico. Un paese dove, secondo l’assessore alla cultura, allo spettacolo, alla pubblica istruzione, e non so a quante altre funzioni, la gente di giorno dorme e la notte si dedica alle pazze gioie. Per lo sviluppo della comunità, s’intende, e per favorire, almeno per una notte, nuovi posti di lavoro. Così dice. Esperienze del genere si sono realizzate un po’ in tutta Italia ed è sotto gli occhi di tutti che movide metropolitane e scimmiottamenti paesani di ciò che avviene nelle grandi città, sono ormai all’ordine del giorno. Comunque, ben vengano quando poi non spuntano le scorribande gangsteristiche, anche se non collegate con feste e festini vari. Le notti bianche sono un segno di vitalità, ma guai a farne scatole vuote, girandole umane senza senso. Le capirebbe solo chi ha una buona padronanza della filosofia del nulla, per quanto ipocritamente si possa sostenere che si creano posti di lavoro. Sarebbe la prima volta che simili miracoli avvengono, cantando e ballando nelle pubbliche piazze. LEGGI TUTTO

Attualità di un libro: "Processo all'articolo 4"

Danilo Dolci fa lo sciopero della fame
di Franco Virga
L’editore Sellerio, proseguendo la sua encomiabile opera di recupero di testi ormai introvabili, ha ristampato uno dei libri più belli ed attuali di Danilo Dolci: Processo all’articolo 4. La prima edizione del libro vide la luce nel lontano agosto del 1956, pochi mesi dopo l’arresto ed il processo subiti da Danilo, ed altri, per avere organizzato tra Partinico e Trappeto uno sciopero alla rovescia. Su questo libro scrive adesso Roberto Saviano: «Danilo Dolci nel 1956 a Partinico stava ristrutturando una strada dissestata come forma di protesta. Una sorta di sciopero attivo, una rivolta rovesciata. Se a Sud si doveva marcire nella disoccupazione, Dolci proponeva di attivarsi, iniziare a fare, rendere accessibile ciò che non lo era. Iniziare a farlo ristrutturando strade, quelle che avrebbe dovuto mettere a posto il comune. Lo faceva lui assieme ai suoi disoccupati. La polizia arrivò sul luogo e arrestò tutti. Si racconta che un poliziotto gli si avvicinò dicendogli: “Signor Dolci, ma perché non torna a casa a scrivere i suoi libri invece di farsi arrestare?”. LEGGI TUTTO

Ficarazzi. I Carabinieri arrestano un pregiudicato che trasportava rifiuti pericolisi

Vincenzo Maggiore
Erano le 15.00 circa, a Ficarazzi (Pa) quando una pattuglia della locale Stazione Carabinieri ha tratto in arresto Vincenzo Maggiore, pregiudicato, nato a Palermo nel 1987, residente a Bagheria, con l’accusa di trasporto senza autorizzazione di rifiuti pericolosi. L’uomo è stato fermato in via Libertà a bordo di una motoape 50, con il cassone carico di materiale ferroso consistente in parti di elettrodomestici e alluminio. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia dell’arrestato presso le camere di sicurezza ed a seguito del rito direttissimo, dopo la convalida dell’arresto, è stato rimesso in libertà. Dal primo gennaio di quest'anno ad oggi sono 28 le persone denunciate e 73 gli arrestati, come risultato dell’attività di contrasto condotta dai Carabinieri, per la tutela dell’ambiente a favore della gran parte delle persone che onestamente subiscono il degrado. Palermo, 04 settembre 2011

9/03/2011

Carlo Alberto Dalla Chiesa: «Il potere è solo quello dello Stato»

Carlo Alberto Dalla Chiesa
A 29 anni dalla strage di via Carini, a Palermo, dove furono trucidati dalla mafia Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo, torna d’attualità l’attaccamento alle istituzioni democratiche del generale-prefetto, testimoniato da tutta la sua vita. Dalla Chiesa, un uomo solo contro la mafia. «Si uccide il potente - disse al giornalista Giorgio Bocca - quando avviene questa combinazione fatale, è diventato troppo pericoloso, ma si può uccidere perché è isolato». LEGGI LA PAGINA MONOGRAFICA

Ciminna, la presentazione del libro sul carabiniere Clemente Bovi, assassinato vicino Corleone nel 1959

Il carabiniere Clemente Bovi
Venerdì 2 settembre 2011, alle ore 18, presso il Polo Museale in Piazza Umberto I, a Ciminna, c’è stata la presentazione del libro “Un eroe semplice - in memoria del Carabiniere Clemente Bovi”, di Alfonso Lo Cascio, Giuseppe Cusmano, Vito Andrea Bovi. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Ciminna, dall’Unione dei Comuni “San Leonardo”, dall’Associazione SiciliAntica e dalla casa editrice Arianna. Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Leone, sono intervenuti Andrea Piraino, Assessore Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dino Paternostro, Direttore di “Cittanuove”, il maggiore Francesco Tocci, comandante della Compagnia Carabinieri di Bagheria. Infine, sono intervenuti gli autori. A coordinare i lavori è stato Luigi Perollo, Caporedattore di TRM.
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Cgil, il 6 settembre in Sicilia nove manifestazioni contro l'iniqua manovra finanziaria del governo

PALERMO - Nove manifestazioni, una per ogni provincia, si terranno il 6 settembre in Sicilia in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro una manovra giudicata "iniqua" che, sostiene il sindacato, "affosserà ancora di più l'isola e il paese facendo pagare i costi della crisi solo a lavoratori e pensionati". Ragioni e modalità della mobilitazione sono state illustrate oggi dalla segretaria generale, Mariella Maggio, in una conferenza stampa. Maggio ha parlato di "persecuzione dei pubblici dipendenti, che rappresentano lo zoccolo duro del lavoro in Sicilia", di "mazzata a pensionati e donne anche attraverso i tagli agli enti locali, che a loro volta saranno costretti a ridurre i servizi sociali", di "disgregazione dell'apparato produttivo per i mancati investimenti e dei diritti per le deroghe che si cerca di introdurre con l'articolo 8, in barba all'accordo del 28 giugno". E ancora, di "buco nero" degli investimenti con "i Fas che, a conti fatti, nel 2012 saranno spendibili solo per il 10%. “In un contesto come quello siciliano, ad alta disoccupazione, nel quale i consumi delle famiglie sono diminuiti negli ultimi tre anni del 4%, gli investimenti fissi lordi di più dell'11%, mentre la spesa pubblica è costantemente sotto tiro - ha rilevato la Maggio - una manovra di questo tipo non può che aggravare la situazione". La segretaria della Cgil ha definito "risibile" l'ipotesi di ritocco per tre mesi dell'Iva che "servirebbe solo a produrre rallentamenti e blocchi". LE MANIFESTAZIONI. A Palermo ci sarà alle 9 il concentramento in piazza Croci; da qui partirà il corteo verso piazza Verdi, dove parlerà il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. A Catania il programma prevede il concentramento alle 9 in piazza Bellini e, dopo il corteo, il comizio della segretaria nazionale Cgil Serena Sorrentino, alle 11.30 in piazza Manganelli. A Messina concentramento alle 9.30 in piazza Antonello, poi il corteo e il comizio, in piazza Lo Sardo, della segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio. Ad Agrigento ci sarà alle 10.30 un concentramento in piazza Cavour con comizio di Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil. E ancora: sit in dalle 10 davanti alla prefettura di Caltanissetta, dove parlerà il segretario generale della Flai Sicilia, Salvatore Tripi, mentre ad Enna la manifestazione , che si terrà in piazza S. Francesco a partire dalle 10, sarà conclusa dal segretario regionale Cgil Michele Pagliaro. A Ragusa alle 10 si terrà un sit-in di fronte alla prefettura con comizio di Elvira Morana, della segreteria regionale Cgil. A Siracusa, ci sarà un concentramento davanti alla prefettura, a partire dalle 9, e il comizio di Saverio Piccione, segretario dello Spi Sicilia. A Trapani, il punto di incontro è piazza Vittorio Veneto alle 9, da dove partirà il corteo diretto verso piazza Saturno; qui a concludere la manifestazione sarà Ferruccio Donato, della segreteria regionale Cgil.

Telejato, nuove minacce al direttore: scritte e insulti sui muri di Partinico

Pino Maniaci
Assostampa: "Fatti come questi sono assolutamente intollerabili chi inneggia alla mafia e la difende è contro la Sicilia e i siciliani" Nuove minacce contro Pino Maniaci, direttore di Telejato, coraggiosa emittente della provincia di Palermo. Scritte sono state trovate sui muri di diverse strade di Partinico, dove la notte scorsa è stato ucciso un uomo. "W la mafia, Pino Telejato sei lo schifo della terra", si legge in alcune vie; accanto a questa scritta l'immagine di una bara. La segreteria provinciale di Palermo dell'Associazione siciliana della stampa, esprime "piena solidarietà" a Maniaci, da tempo oggetto di intimidazioni per il suo impegno antimafia. Proprio ieri il direttore dell'emittente aveva cancellato un'altra scritta contro di lui: "Hai rovinato un paese", si leggeva.
"Fatti come questi sono assolutamente intollerabili - afferma il segretario provinciale di Assostampa Palermo, Roberto Ginex - chi inneggia alla mafia e la difende è contro la Sicilia e i siciliani, il sindacato dei giornalisti è vicino a Pino Maniaci e a Telejato che siamo certi proseguirà senza indugi con la sua informazione libera e schierata dalla parte della società civile. Confidiamo infine nell'azione delle forze dell'ordine che indagano per scoprire gli autori di questi gesti vili". Anche il presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, Guido Columba, ed il presidente del Gruppo siciliano dell'Unci, Leone Zingales, esprimono solidarietà a Maniaci e chiedono agli inquirenti di "fare luce sull'episodio" e di "attivare le iniziative a tutela" del diretttore di Telejato.

Oggi il Premio di Poesia "Animosa Civitas Corleonis"

9/02/2011

Palermo, in arrivo Napolitano: ecco il programma

Giorgio Napolitano
Il presidente della Repubblica sarà in visita nel capoluogo isolano l'8 e il 9 settembre. Due gli appuntamenti ufficiali: la cerimonia di celebrazione del centenario della nascita di La Loggia e il al convegno di studi organizzato da Gianfranco Pasquino PALERMO. Sono stati confermati ieri dalla Prefettura gli impegni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, previsti durante la visita a Palermo dell'8 e 9 settembre. Mentre si attendono ulteriori dettagli, saranno due gli appuntamenti ufficiali principali in programma il primo giorno: si inizia al mattino, a Palazzo dei Normanni, con la cerimonia di celebrazione del centenario della nascita di Giuseppe La Loggia, uno dei fautori dell'Autonomia siciliana. Nel pomeriggio, dopo un breve passaggio dallo Steri, per uno sguardo al museo dell'Università, sorto nelle prigioni dell'Inquisizione spagnola, Napolitano sarà alla facoltà di Ingegneria per partecipare al convegno di studi organizzato da Gianfranco Pasquino. La giornata verrà probabilmente "riempita" da altri appuntamenti meno impegnativi, come l'inaugurazione dell'obelisco di piazza Indipendenza e della statua equestre di Vittorio Emanuele II in piazza Giulio Cesare. Un po’ di tranquillità la troverà di sera, all'Hotel Villa Igiea dove pernotterà. L'indomani Napolitano non perderà, all'Istituto di Storia Patria, la lectio magistralis tenuta dallo storico Lucio Villari, né una visita al Museo del Risorgimento, riaperto dopo un restauro nel 2010, tra cimeli e camicie rosse, ritratti ed ex voto, uniformi e busti, in bronzo o in marmo, realizzati dai più grandi scultori ottocenteschi, documenti e lettere che riguardano la spedizione garibaldina. Subito dopo, il rientro a Roma.

Manovra, "salve" le feste laiche

Non saranno più accorpate alla domenica le giornate del Primo Maggio, 25 aprile e del 2 giugno. Resta il provvedimento, invece, per le celebrazioni patronali con l'eccezione di San Pietro e Paolo
ROMA. Salve le feste del Primo Maggio, del 25 aprile e del 2 giugno ma non le feste patronali.
Lo riferisce Vincenzo Vita del Pd a margine dei lavori a Palazzo Madama. Le tre feste civili non saranno più accorpate alla domenica. L'emendamento era del Pd ed è stato accolto dal relatore. Salvi dalla soppressione dei mini-enti, quelli con meno di 70 dipendenti, quelli della ricerca e le istituzioni culturali. Erano a rischio anche istituzioni come l'Accademia della Crusca o l'Accademia dei Lincei. Il governo è stato 'battuto' in Commissione Bilancio del Senato. Aveva dato parere contrario ad un emendamento sulla certificazione dei crediti delle imprese con la P.A. Forze del Sud hanno votato con le opposizioni e l'emendamento è passato contro il parere del governo. Intanto, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in una nota, ha affermato che "la manovra "é totalmente solida nei saldi di copertura". Il politico ha anche messo in risalto che "in Italia l'evasione fiscale e contributiva è enorme" e che il testo in discussione prevede "un radicale cambiamento nella strategia di contrasto all'evasione fiscale" consente un recupero di circa 700 milioni nel 2012 e di 1,6 miliardi nel 2013.

20° anniversario omicidio Dalla Chiesa: CGIL, ancora troppi lati oscuri

Carlo Alberto Dalla Chiesa
“Il Generale Dalla Chiesa fu ucciso perché aveva compreso quanto fossero forti e potenti le infiltrazioni mafiose nell'economia e soprattutto quanto lo fossero i legami fra mafia e politica”. Lo sostiene Luciano Silvestri, responsabile Legalità e sicurezza della Cgil nazionale in occasione del ventinovesimo anniversario della morte del generale dei carabinieri avvenuta il 3 settembre del 1982, quando “Cosa Nostra” eliminava, sotto una pioggia di proiettili sparati da un Kalashnikov in via Carini, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Carlo Alberto Dalla Chiesa era stato nominato Prefetto di Palermo da soli tre mesi, immediatamente dopo l'uccisione, da parte della Mafia, dell'allora parlamentare del Pci, Pio La Torre. “Sono molti i lati oscuri di quella vicenda sui quali ancora oggi non si è riusciti a trovare la verità - dice Silvestri - primo fra tutti il fatto che oltre agli esecutori e ai Capi mafia che ordinarono la strage, non sono stati individuati i mandanti politici nonostante che tutte le sentenze indichino come accertato questo collegamento. Depistaggi, falsificazioni, connivenze e reticenze hanno impedito alla magistratura di fare piena luce”. “Nel giorno del 29° anniversario della sua morte - afferma Silvestri a nome della Cgil - vogliamo commemorare la figura di Dalla Chiesa partendo innanzitutto dal bisogno che abbiamo di non dimenticare tutto ciò che, anche in circostanze purtroppo tragiche, ha segnato la storia del conflitto fra quanti hanno a cuore il rispetto di uno stato di diritto e quanti,mafiosi o conniventi, vogliono calpestarlo”. Se non si affrontano questi nodi strutturali che strozzano il paese, riducono gli spazi di democrazia e riducono le libertà, dalla crisi non riusciremo mai a uscire e soprattutto non riusciremo a costruire un futuro di crescita economica, civile e sociale. “Il sacrificio di uomini come Dalla Chiesa - conclude Silvestri - che, avendo già allora intuito il legame forte fra mafia e politica e si batteva per sconfiggerlo, rappresentano oggi un valore ed un esempio dal quale trarre le ragioni e la forza per continuare la battaglia necessaria per la legalità”.

Professione infermieristica, Pubblica Amministrazione e nuovi sbocchi occupazionali. Convegno dell’Ipasvi a Terrasini (Pa) dal 5 al 7 settembre

Nuovi sbocchi professionali per gli infermieri grazie alle figure di “infermiere di famiglia” e “infermiere di farmacia”. «Si tratta di un ruolo di libera professione svincolato dalle strutture ospedaliere – spiega Enzo Gargano, presidente del collegio Ipasvi di Palermo – che oltre a portare benefici alla cittadinanza, per la possibilità di avere una risposta immediata al bisogno di assistenza, consentirà la creazione di nuova occupazione». Di questo si parlerà nel corso del convegno su “L’evoluzione della Pubblica Amministrazione e la professione infermieristica” che l’Ipasvi ha organizzato da lunedì 5 a mercoledì 7 a Città del Mare a Terrasini, nel Palermitano. Il tema sarà affrontato già il primo giorno che vedrà la presenza, fra gli altri, del presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti. Martedì invece si discuterà delle conseguenze in campo sanitario del decreto Brunetta, con la presenza del presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mercoledì, infine, tavola rotonda sulla formazione degli infermieri: «La nostra proposta – afferma Gargano – è rendere la formazione universitaria per gli infermieri coerente con gli obiettivi della sanità siciliana, in modo che non sia solo accademica, ma basata anche sulle competenze». Sarà presente l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. Domenica 4 alle 17,30 presentazione del convegno a Palazzo delle Aquile a Palermo con il preside della Facoltà di Medicina di Palermo, Giacomo De Leo, 22 collegi Ipasvi italiani e il presidente del Consiglio comunale, Alberto Campagna.

La Cgil da Portella delle Ginestre: "Il Primo Maggio non si tocca!"

Giacomo Schirò racconta la strage del '47
Il 1° settembre la Flai-Cgil ha voluto significativamente riunire il proprio esecutivo regionale nella sala consiliare di Piana degli Albanesi, per concluderlo a mezzogiorno a Portella delle Ginestre, il luogo della strage contadina del 1° maggio 1947. Una scelta emblematica, per motivare il suo “no” alla cancellazione della Festa del lavoro, decisa dal governo nazionale nel recente decreto sul contenimento della spesa pubblica. Piana degli Albanesi e Portella delle Ginestre, nella memoria collettiva degli italiani, sono legate all’indignazione contro quell’atto criminale, dove persero la vita 11 persone, perpetrato dalla banda Giuliano, dalla mafia, dagli agrari e da forze reazionarie nazionali e internazionali. Non a caso, tutti gli anni, è uno dei luoghi in cui la Cgil organizza la manifestazione del 1° maggio. «Questo è il luogo dove l’apostolo dei contadini di Piana, Nicola Barbato, ci ha insegnato che il lavoro da dignità alle persone e le rende libere», ha raccontato sul pianoro di Portella Giacomo Schirò, uno dei sopravvissuti della strage del ‘47, rievocando la tragedia di 64 anni fa. «L’iniziativa di oggi – ha spiegato Nuccio Ribaudo, segretario generale della Flai-Cgil di Palermo – fa parte della mobilitazione in preparazione dello sciopero generale del 6 settembre, col quale vogliamo difendere sia gli interessi materiali dei lavoratori sia i grandi ideali che stanno alla base della nostra repubblica». «Il 1° maggio per noi siciliani è indissolubilmente legato alla terribile strage di Portella – ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil regionale – di cui dobbiamo custodire la memoria». «La scelta del governo di cancellare il primo maggio, il 25 aprile e il 2 giugno – ha aggiunto la dirigente sindacale - non ha sostanzialmente nessun impatto sulla spesa, mentre rischia di privare della memoria collettiva l’Italia». «Noi – ha sottolineato Totò Tripi, segretario generale della Flai-Cgil regionale – assumiamo comunque l’impegno che ogni primo maggio saremo qui, a Portella, per onorare i nostri martiri».
D.P.
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Faraone: “Non si deve trasformare l’Università nel partito di Lagalla”

Lo spot di Lagalla
Davide Faraone dal suo Blog chiede le dimissioni del Rettore dell’Ateneo di Palermo
Palermo, 1 settembre 2011 - L’Università è un’Istituzione importante e autonoma, non può diventare il partito del Rettore e lo Steri il suo comitato elettorale. Invito, dunque, Roberto Lagalla, candidato del Pdl a sindaco di Palermo, a dimettersi anche per evitare che qualcuno possa pensare che la sua campagna elettorale venga finanziata dalle tasse universitarie degli studenti. La scelta del Rettore di buttarsi nell’agone politico per i "berluscones" palermitani è legittima e, alla luce delle ultime due campagne pubblicitarie per il 5x1000 che lo hanno ritratto con la sua faccia in centinaia di poster sparsi in tutta la città, forse l’obiettivo era già chiaro da molto tempo. Quindi, Roberto Lagalla rimetta subito il suo mandato all’Università, per dovere di chiarezza, di rispetto degli studenti e di salvaguardia dell’Ateneo di Palermo.

Corleone, campi di lavoro antimafia. Le belle frasi della verifica finale

In cerchio per la verifica finale
Con la verifica finale, il 31 agosto si è concluso un altro campo antimafia a Corleone. Pubblichiamo alcune frasi pronunciate dai volontari durante la verifica.

“Incontrarsi, conoscersi, mettersi alla prova, dare/avere, bisogno di ritornare” (Laura, Spi Toscana); “Noi non siamo il futuro né il presente” (Silvio); “Saper concepire il volontariato anonimato del gesto” (Giulia); “Sudore, fatica, gioia, rabbia, amicizia, emozione, incontri e scontri con la voglia di conoscere e riconoscere” (Giulia); “Mettere da parte l'io egoistico per cominciare a pensare che lo Stato siamo noi!” (Cristina); “Una lotta senza confini regionali, cooperare per un bene comune”. (Federico); “Terra, sudore, dolore, fatica, solo così un ideale comune non diviene preda del vento del tempo” (Elena); “Essere l'Italia...costruire un paese da pomodori” (Francesco); “Una realtà così piccola in confronto ad un sogno tanto grande!” (Leonardo); “Lavorare per gli altri anche con fatica è la cura migliore per le nostre tristezze” (Chiara); “Concretizzare la possibilità di esserci, di dare e di ritrovare un senso alla realtà incontrata ogni giorno” (Isabella); “Un viaggio per non essere conigli di un compromesso per troppo tempo portato avanti” (Andrea); “Un incontro di culture, tradizioni e stili di vita diversi che arricchiscono e fanno crescere non solo persone ma anche luoghi, affinché ci si senta uniti in questo lungo e faticoso progetto di legalità” (Valentina); “Pensare al futuro serve a costruire il presente con veri progetti di vita. A Corleone ci sono persone che ci pensano ogni giorno, che ogni giorno lottano per un progetto di diritti e legalità. Il nostro compito è lottare, sudare, credere con loro. Questo futuro spetta e appartiene a tutti coloro che credono nella bellezza del cambiamento” (Anna).