mercoledì, dicembre 21, 2022

Lo storico Giuseppe Carlo Marino: “Il film di Veltroni su Pio La Torre? È tanto "esteticamente" approvabile e suggestivo, quanto poco o nient'affato utile per la conoscenza storica“


di
GIUSEPPE CARLO MARINO

Il FILM  DI VELTRONI SU PIO LA TORRE è certamente è un film toccante. Ma sembra più costruito per edificare un mito (com'è ovvio ben fondato, ovvero sui dati biografico-esistenziali del personaggio che di per se stessi ne sono l'indiscutibile e ormai indiscusso fondamento) che idoneo per un'elusione del regista, a spiegare a fondo una complessa vicenda che va indagata per capire i motivi per quali Pio La Torre era diventato così pericoloso per un intero sistema di potere di cui la mafia era soltanto una componente (per così dire, la componente "militare")  da rendere INEVITABILE LA SUA ELIMINAZIONE.

Lo stesso Pio La Torre ne era pienamente consapevole: per quale altra intuizione, se non la consapevolezza di essere, per così dire, responsabile di una colpa di "resa maestà" ai danni di quel "sistema", egli  fu facile profeta del suo tragico destino, dicendo al compagno Macaluso :"ADESSO TOCCA A NOI?" Che La Torre fosse un "eroe" nella sua implacabile opposizione alla mafia (centrale e continua nella sua esperienza umana e politica) è un dato così certo e scontato da  rendere banale (come scoprire l'acqua fresca)  l'impegno di celebrarne l'eroicità di vita.  Ma Lui aveva combattuto e stava ancora combattendo non tanto e non soltanto la mafia-delinquenza, ma la MAFIA POLITICA dei cui interstizi, inscindibilmente economico-politici,  la mafia-dlinquenza era strumento così come in fondo era sempre accaduto (già Franchetti e Sonnino se ne erano accorti  e avevano esemplarmente denunziato il fenomeno più di cent'anni prima). Limitarsi a spiegare (?) come fa Veltroni che fu la mafia ad uccidere Pio La Torre è come.... spiegare che il fuoco brucia perché.... è fuoco. Ma certo che nella vicenda aveva un ruolo importante Ciancimino. Non era Ciancimino un artificere assai importante e quasi "simbolico" di quel "fuoco", essendo lui stesso sia un mafioso che un politico? E che ci stavano a fare i servizi segreti dello Stato in tutta quella vicenda conclusasi con l'assassinio? Entro quale orizzonte quell'assassinio, come La Torre aveva intuito, era un.... assassinio annunciato?   

Concordo con l'amico avvocato Armando Sorrentino, coautore di un importante libro che si confronta con la questione del "perché" di quell'assassinio, nel rilevare che il film di Veltroni è tanto "esteticamente" approvabile e suggestivo per la sua forza evocativa e per consegnare un mito di eroicità civile alla memoria, quanto poco o nient'affato utile per la conoscenza storica.

Giuseppe Carlo Marino

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