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sabato, dicembre 31, 2022

ADDIO A JOSEPH RATZINGER. È morto Benedetto XVI, il grande teologo conservatore che ha modernizzato la chiesa

 Joseph Ratzinger

FRANCESCO PELOSO

Joseph Ratzinger se n’è andato questa mattina alle 9:34. Nato il 16 aprile del 1927, aveva 95 anni e le sue condizioni di salute si erano aggravate intorno a Natale.

Era stato lo stesso papa Francesco a far capire ai fedeli che la fine era ormai vicina durante l’udienza generale di mercoledì 28 gennaio: «Pregate per lui», aveva detto.

Raffinato professore e pugnace difensore della dottrina contro la «dittatura del relativismo», con le sue dimissioni da papa dieci anni fa ha rivoluzionato la chiesa cattolica.


«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano», questo l’annuncio di Matteo Bruni, responsabile della sala stampa vaticana. Joseph Ratzinger era nato il 16 aprile del 1927, aveva 95 anni e le sue condizioni di salute si erano aggravate intorno a Natale.

Era stato lo stesso papa Francesco a far capire ai fedeli che la fine era ormai vicina durante l’udienza generale di mercoledì 28 gennaio: «Pregate per lui», aveva detto Bergoglio rivolto ai fedeli che lo ascoltavano nell’aula Paolo VI in Vaticano.

Con la morte di Ratzinger scompare uno dei protagonisti della storia della chiesa e della cultura contemporanea degli ultimi sessant’anni.

La sua traiettoria umana e spirituale passa fra due estremi: è stato certamente un teologo e un papa che ha compiuto il massimo sforzo intellettuale per cercare di far sopravvivere un’idea di fede e di chiesa legate alla tradizione, ancorata a un passato in cui il cristianesimo era un fattore fondante delle società occidentali.

Allo stesso tempo, con un atto dirompente come le rinuncia al ministero petrino compiuta nel febbraio del 2013, ha aperto la porta a mutamenti e trasformazioni ancora in corso che hanno investito la chiesa cattolica segnando un prima e un dopo le sue dimissioni.

L’ammissione pubblica che le forze fisiche non lo sostenevano più, mentre i problemi fuori e dentro il Vaticano si accavallavano (fra l’altro il 2012 è l’anno del primo clamoroso scandalo di vatilaeaks, cioè della fuga di documenti riservati dagli appartamenti del pontefice favoriti dal suo assistente personale, Paolo Gabriele), è stato certamente il fatto che più di molte parole ha smitizzato e riformato la figura del capo della chiesa universale, riportandola a una dimensione umana, restituendole una funzione pastorale in cui anche la debolezza, il dubbio, hanno un posto.

Domani.it, 31 dicembre 2022

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