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martedì, dicembre 06, 2022

Giuseppe Alfieri, avvocato, originario di Corleone, è il nuovo presidente di Legambiente Sicilia: «Priorità alla lotta ai cambiamenti climatici»

ANTONIO GIORDANO

Giuseppe Alfieri è il nuovo presidente di Legambiente Sicilia. È stato eletto nel corso della Assemblea dei Circoli che si è svolta allo Spazio Mediterraneo dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Alfieri, 38 anni, avvocato, succede a Gianfranco Zanna che ha guidato l’associazione per sette anni. Eletta anche la nuova direttrice di Legambiente Sicilia, Vanessa Rosano, 31 anni, che prende il posto di Claudia Casa. «Sento sulle mie spalle», ha dichiarato Alfieri, «l’onore ma anche il peso di guidare la Legambiente Sicilia. Grazie a chi mi ha preceduto perché ha avuto il grande merito di avere rafforzato l’associazione. Ci aspettano tante, importanti sfide che necessitano di impegno, energia e strategia. Sono tre le direttrici da seguire: la lotta senza sosta ai cambiamenti climatici; la tutela della natura e della biodiversità e l’impulso all’economia circolare. A questi aggiungiamo quella sulla giustizia ambientale».

Legambiente si è caratterizzata per alcune posizioni «non oltranziste» in tema ambientale: ad esempio dite sì agli impianti di rinnovabili come quelli eolici off shore, così come agli impianti che trattano i rifiuti organici. Il suo mandato sarà in continuità con quello del suo predecessore?

«Sarà assolutamente in continuità; non cambia la linea politica dell’associazione. Il nostro obiettivo primario è la lotta ai cambiamenti climatici: per farlo dobbiamo seguire una linea. Dire sì agli impianti che servono a questo scopo: quindi sì ad impianti eolici a terra e a mare nel rispetto delle leggi e delle procedure. Ma serve anche accelerare e non si possono più aspettare ritardi della burocrazia».

E in tema di fotovoltaico?

«Siamo a favore anche del fotovoltaico, ma rispetto ai terreni a vocazione agricola abbiamo portato avanti il modello dell’agri-fotovoltaico: ovvero agricoltura e approvvigionamento energetico sullo stesso suolo. Per evitare che ci sia perdita di suolo per le produzioni agricole ma anche approvvigionamento energetico per le imprese. Siamo per questi impianti e non per il fotovoltaico a terra che ci sembra essere superato».

Poi c’è il tema dei rifiuti che in Sicilia è centrale...

«Anche sul tema dei rifiuti la nostra linea non cambierà: siamo a favore del potenziamento della differenziata e del potenziamento della raccolta di qualità. Poi bisogna accompagnare la raccolta con impianti che servono all’economia circolare ovvero quelli che riciclano plastica e metalli e quelli che trattano organico per creare compost e concime per l’agricoltura e biogas. Ma siamo e rimaniamo contro gli inceneritori, soluzione questa che è obsoleta e che inquinerebbe di più penalizzando gli obiettivi dell’economia circolare gravando sulle tasche dei cittadini».

Il nodo dell’energia, così come quello dei rifiuti e degli impianti necessari, è strettamente legato a quello delle autorizzazioni.

«Serve preservare le valutazioni e salvaguardare gli iter di verifica sulla fattibilità degli impianti e dei progetti. Ma serve una velocizzazione degli iter che non sia a discapito della qualità degli iter di valutazione». (*agio*)

GdS, 6/12/2022

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