12/12/2010

E’ morto Simone, fratello di Binnu Provenzano

Bernardo Provenzano
Funerali si sono svolti oggi pomeriggio, nella chiesa di Santa Rosalia di Corleone, per Simone Provenzano, fratello 74enne di Bernardo, il padrino di Cosa nostra catturato l’11 aprile del 2006. Il congiunto dell’ex superlatitante – estraneo alle vicende di mafia: a suo carico solo una diffida della polizia datata anni ‘50 – è morto ieri mattina nella propria abitazione di via Colletti. Ha vissuto e lavorato a lungo in Germania. A Corleone è tornato nel 2002. Un anno prima della cattura del capomafia, un campione di sangue prelevato a Simone Provenzano consentì di risalire al Dna del famigerato fratello.
A stroncare Simone Provenzano è stata una malattia cardiaca di cui soffriva da tempo. Non aveva precedenti penali, ma era stato processato, assieme ai fratelli Bernardo (già all’epoca latitante), Giovanni e Salvatore, a Bari, e assolto per insufficienza di prove, come tanti altri mafiosi, il 10 giugno del 1969. Il fratello del boss era sospettato di avere fornito un alibi falso al più famoso fratello e di avere contribuito a fornire le armi per un attentato contro Francesco Paolo Streva, successore del medico Michele Navarra nello schieramento contrapposto a quello di “Binu”, di Luciano Liggio e Totò Riina. Trasferitosi in Germania nella prima metà degli anni ‘70, Simone abitò in un paese del Land tedesco del Nordreno-Westfalia per 31 anni.
A Natale del 2000, a casa sua, fu realizzato un blitz della polizia italiana e tedesca, perché gli investigatori ritenevano che, assieme ai congiunti di Bernardo, la compagna Benedetta Palazzolo e i figli Angelo e Francesco Paolo, a trovare lo “zio Simone” fosse andato lo stesso superlatitante. I sospetti erano acuiti dal fatto che i figli del boss si esprimevano correttamente in tedesco: il dubbio che la famiglia avesse trascorso un periodo della latitanza in Germania, prima di rientrare a Corleone, nella primavera del 1992, a ridosso delle stragi di Capaci e via D’Amelio, aveva dunque un fondamento. Simone Provenzano era stato più volte ricoverato in ospedale e questo aveva consentito, cinque anni fa, di effettuare la comparazione del suo Dna con quello del fratello, operato sotto falso nome a Marsiglia, nel 2003: era stato cosi’ confermato ciò che avevano raccontato i pentiti, e cioè che effettivamente Provenzano era riuscito a beffare tutti i suoi “cacciatori”. Di lì a poco, l’11 aprile 2006, il capo di Cosa nostra venne catturato: nel suo covo di Montagna dei Cavalli la polizia trovò dei pizzini da cui emergevano fortissime frizioni con Simone, per questioni di interesse e di soldi, e anche per motivi strettamente personali, di rivalità tra i due fratelli.
LiveSicilia, 11.12.2010

Pd, una piazza per ritrovare il coraggio. Bersani: «Italia, vieni via con me...»

    di Stefano Miliani
Il popolo del Pd a piazza S. Giovanni

Una robusta iniezione di fiducia per tanti cittadini che sentono l'urgenza di cambiare il paese e che avvertono come possibile e forse vicino il cambiamento del Paese: culturale, non solo politico. Questo si respira nella manifestazione del Partito democratico a Roma. Vi riportiamo la cronaca di una giornata particolare.
Primo messaggio: cambiare si può
Con due messaggi incorporati che emergono con forza parlando con ragazze e ragazzi, pensionati, precari, operai, impiegati, amministratori pubblici. Il primo messaggio è al Paese: non solo vogliamo mandare a casa Berlusconi, sentiamo che la forza per mutare strada cresce al di là di come andrà il 14 alla Camera. Un cartello è emblematico: “La pazienza del popolo è la mangiatoia del tiranno. Vattene”.
Messaggio al Pd: sia unito, no litigi mediatici
Il secondo messaggio è invece al Partito Democratico: si muove bene, il discorso di Bersani conquista, però deve essere unito, i dirigenti devono smetterla di battibeccarsi a mezzo stampa o tv, i tanti che ogni giorno ce la mettono tutta nei paesi, nelle città, nel cosiddetto territorio, e formano la base sono stanchi di litigi mediatici. “Serve spirito unitario e andare sul concreto, questo vogliamo dai vertici del Pd”, conferma Marco Bremme da Erba, Como. Perché le cose possono mutare. “Nel comasco Lega e Pdl hano il 70% ma litigano per questioni di potere e hanno crepe. Il federalismo perde presa pure da noi, la disoccupazione cresce, monta una protesta generica contro tutti i partiti, se siamo uniti e usiamo il lavoro e la Costituzione come parole d'ordine possiamo attirare molte persone”. “Questa piazza dice che il Partito democratico c'è ed è fatto da persone per bene nel territorio – chiosano Elisabetta Benedetti e Anna Spina da Campobasso – un'altra Italia è possibile purché non ci facciamo male da soli, siamo specialisti”.
Centinaia di migliaia, un popolo variegato
Centinaia di migliaia. Il Partito democratico non rilascia cifre però le persone sono centinaia di migliaia. Persone delle più variegate. Tantissimi i giovani. Il caminio del sound system da Bologna spara musica e militanza. Molti gli studenti, tantissimi coloro che sono presi dalla tenaglia della precarietà o della disoccupazione. Il corteo nel braccio da piazza della Repubblica già prima delle 14 preme per muoversi. Un'infinità di bandiere dei Democratici, tante quelle arancioni di Giovani democratici, si notano in piazza San Giovanni quelle gialle dei “Moderati” piemontesi, movimento di centro ora vicino al Pd ma di cui i più – almeno i non piemontesi – ignorano origini e profilo.

La Regione siciliana chiede al Governo il trasferimento dei beni confiscati ai boss della mafia


L'Assemblea Regionale Siciliana

Palermo - (Adnkronos) - "L'affitto di queste strutture ci costa quasi cinque milioni di euro - ha specificato l'assessore dell'Economia, Gaetano Armao - I siciliani così pagano due volte, dapprima il pizzo che estorce loro la mafia e poi, come contribuenti pagano l'affitto al Governo nazionale''
Palermo, 11 dic. - (Adnkronos) - "La Regione siciliana non puo' e non deve continuare a sostenere il costo di ingenti affitti per l'uso, a fini pubblici, di immobili che appartengono al demanio statale. Per questo chiediamo la liquidazione delle societa' immobiliari confiscate alla mafia e l'assegnazione dei relativi beni in Sicilia, alla Regione ed alle Amministrazioni locali". Lo ha detto l'assessore regionale dell'Economia della Sicilia, Gaetano Armao, a margine della conferenza stampa di oggi a Trapani, in occasione della consegna della Colombaia, illustrando la decisione di scrivere una lettera al dipartimento per gli affari regionali e al ministero per la Difesa. Per risolvere il delicato tema dell'uso pubblico dei beni demaniali Armao ha scritto una lettera chiedendo allo Stato l'avvio di "un confronto risolutorio sulla intera vicenda". Il riferimento e' alla possibilita' di utilizzare, a fini pubblici, immobili confiscati ed attualmente assegnati al demanio dello Stato, sgravando di questi costi la Regione siciliana. "Va detto per completezza - ha proseguito l'assessore - che l'affitto di queste strutture costa alla Regione quasi cinque milioni di euro. I siciliani cosi' pagano due volte, dapprima il pizzo che estorce loro la mafia e poi, come contribuenti pagano l'affitto al Governo nazionale, quando questo confisca i beni alle societa' mafiose e li gestisce a discapito del territorio". "Ho evidenziato nelle nota - ha spiegato Armao - che questa situazione contraddice la necessita' di contenere le spese, anche per la nostra Regione, e che il mancato trasferimento della proprieta' di questi beni alla Sicilia ha come conseguenza, tra l'altro, la perdita di Fondi europei che potrebbero essere meglio utilizzati per la conservazione degli stessi immobili e per la loro riqualificazione urbana, con indubbi benefici per il territorio e l'occupazione". "Non va dimenticato - conclude Armao - che questo contenzioso deriva dalla non corretta applicazione dell'articolo 32 del nostro Statuto che sancisce che 'i beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto quelli che interessano la difesa dello stato o servizi di carattere generale'. Non credo che uffici, musei, biblioteche, archivi, autoparchi, presidi ospedalieri, presidi di difesa del territorio e protezione civile, nonche' gli uffici della Corte dei Conti e del Consiglio di Giustizia amministrativa, possano ricadere tra quelli necessari per la difesa dello Stato".

12/11/2010

Entro il 2011 l'Unione Europea si doterà di una direttiva sui beni confiscati

Beni confiscati
''Mi aspetto di presentare entro il 2011, una proposta per rafforzare il quadro legale europeo per la confisca dei beni criminali''. Con queste parole la Commissaria europea per la Giustizia, Cecilia Malmstrom, ha annunciato l'intenzione della Ue di preparare una direttiva per coordinare a livello europeo il meccanismo di sequestro dei beni mafiosi. La commissaria lo ha annunciato in un videomessaggio presentato durante la conferenza sulla lotta alla criminalita' organizzata e alla corruzione organizzata al Parlamento europeo da Flare (Freedom Legality And Rights in Europe, emanazione internazionale dell'associazione Libera di Don Ciotti). ''La criminalita' organizzata è intollerabile in una Unione europea costruita sul rispetto dei diritti umani e della legge - ha detto Malmstrom - Il crimine non deve essere un affare redditizio. Per questo per la Ue è una priorita' sviluppare una politica moderna ed efficace per la confisca e recupero dei patrimoni criminali''. Rispondendo indirettamente alle richieste in tal senso arrivate dallo stesso Don Ciotti e dai tanti relatori della conferenza, la commissaria ha osservato che ''la confisca colpisce i gruppi criminali: si sa che i malviventi preferiscono passare anni in galera piuttosto che perdere i loro soldi''. ''Finora - ha aggiunto nel videomessaggio - le confische sono state modeste. Basti pensare che nel Regno Unito nel 2009 sono stati sequestrati beni per 185 milioni di euro, ma secondo studi del governo britannico i proventi criminali nel 2006 ammontavano a 18 miliardi di euro''. Secondo la commissaria, la direttiva che vedrà la luce il prossimo anno ''fara' parte di una iniziativa più ambiziosa, diretta a proteggere l'economia legale e che comprenderà una serie di iniziative per combattere la corruzione e le frodi contro gli interessi finanziari dell'Unione''. Inoltre la Ue ha intenzione di far sì che entro il 2014 tutti gli stati membri si siano dotati di autorità centralizzate per la gestione dei beni criminali confiscati e recuperati, attualmente presenti in 20 dei paesi della Ue.

12/09/2010

La delegazione di "Liberarci dalle spine" in viaggio: direzione Bruxelles, via Torino

Il corteo di Liberarci dalle spine a Torino
Siamo partiti!! I due autobus diretti a Bruxelles sono partiti da Firenze. Tanti abbracci tra ragazze e ragazzi che si sono ritrovati dopo l'esperienza estiva dei campi di lavoro. Molti di loro non si conoscevano ancora personalmente ma subito ha prevalso sintonia e condivisione!! Per alcuni di loro è la prima volta che entrano a far parte del Progetto Liberarci dalle Spine!! Insomma una delegazione della migliore gioventù e non solo......è partita per chiedere al Parlamento Europeo Verità ,Giustizia Sociale e Rispetto dei Diritti Sociali!! Nel pomeriggio la prima tappa a Torino, una fiaccolata insieme ai familiari della Thyssen Krupp. Perchè questa scelta? Quando si ricerca il profitto a tutti i costi si dimenticano i diritti dei lavoratori, si preferisce lo sfruttamento alla dignità delle persone. La corruzione produce anche questo.......
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Esecutivo Arci Toscana

Progetto "Liberarci dalle spine". Franco Ferrara a Tavarnelle Val di Pese

La cena della legalità con Franco Ferrara
In questi giorni è stato formalizzato un patto d'amicizia e di collaborazione tra l'Arci Agrigento e l'Arci di Pistoia. Un reale consolidamento del Progetto Liberarci dalle Spine. Oggi è arrivato in Toscana Franco Ferrara con sua moglie Lina e il figlio Antonino. Sono stati ospitati dalle compagne e i compagni di Tavarnelle Val di pese al Circolo Arci La Rampa. Insieme è stato inagurato il punto vendita in favore della Cooperativa Lavoro e Non Solo. Domani mattina alle ore 9 102 volontari saranno in partenza da Firenze per Bruxelles!! Insomma Liberarci dalle Spine è nel pieno della sua attività.
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

«Qualunquemente»: Cetto La Qualunque, tanto volgare ma fin troppo reale

di Riccardo Di Grigoli
Cetto La Qualunque (alias Antonio Albanese)
Erotizzante, menzognero, screanzato e anche tanto (ma proprio tanto) sgrammaticato. Cetto La Qualunque è così: prendere o lasciare. Se decidi di tenertelo stretto, allora devi anche essere disposto ad ‘ascoltarlo’. Non puoi solo ‘sentire’ le sue parole e ridere magari per una parolaccia lanciata apparentemente per caso. Dietro i suoi espliciti riferimenti goliardici degni della più bassa delle osterie, si nasconde una realtà straordinariamente aderente al mondo attuale. Antonio Albanese ha a lungo lavorato, insieme con il coautore Piero Guerrera, alla realizzazione di questo personaggio e adesso, dopo il successo ottenuto dal librino ‘Cchiù pilu pe’ tutti’ (in fase di ripubblicazione), si appresta a presentare l’uscita nelle sale cinematografiche italiane (il prossimo 21 gennaio) di ‘Qualunquemente’, film diretto da Giulio Manfredonia e nel quale lo stesso Albanese sarà l’indiscusso protagonista. Cetto La Qualunque, dunque. Un nome che già di per sé non può non far quantomeno sorridere e che richiama ad un primigenio disinteresse della madre nei suoi confronti. ‘Cetto’ sarebbe infatti diminutivo di Concetto, nome fin troppo comune in Calabria. ‘La Qualunque’ invece, appare come una “delega a medici ed infermieri affinché facessero un po’ come gli pareva”. Ma quale vuole essere il messaggio di cui Cetto, politico calabrese paramafioso, vuole farsi portavoce? A vedere un suo comizio sembra quasi che egli possa controllare il mondo: la natura, che anche se venisse coperta da colate di cemento, non rappresenterebbe una grossa perdita per l’umanità, la sanità pubblica, assolutamente inutile se paragonata alla privata, l’emergenza rifiuti, problema irrisolvibile e che dunque può restar tale o ancora l’accoglienza agli immigrati, stigmatizzata da un indifferente cenno di saluto con la mano. Per lui questi non sono ‘problemi reali’, ma fastidi che possono essere tranquillamente mandati ‘a quel paese’ (per dirla in maniera più pulita rispetto a quanto non faccia lui). Eppure, nell’esasperare certi aspetti della sua ‘ingombrante’ personalità, Cetto tratteggia in fin dei conti una realtà che in qualche maniera deve pure essere stata fonte di ispirazione. Antonio Albanese, figlio di emigrati siciliani trapiantati in Lombardia, attraverso questo divertente personaggio cerca di salvare quanto di più bello il meridione ha da offrire. La sua satira è una denuncia forte, senza mezzi termini. Poco importa se volgare, anzi, meglio che lo sia, così fa più ‘rumore’. Ma il suo forte ‘ego’ rischia però di creare falsi miti. Prenderlo a modello è quanto di più sbagliato si possa fare. Ecco allora che lo slogan ‘Prima voti e poi rifletti’ può essere utile a creare un corto circuito, soprattutto in quei giovani che in Cetto riconoscono i tratti del successo e del prestigio di cui sono alla disperata ricerca. ‘Cchiù pilu pe’ tutti’, ‘I have no dreams. Ma mi piace ‘u pilu’ e tanti altri slogan del simpatico personaggio, sono ormai entrati nel vocabolario dei suoi estimatori che, sin dal suo esordio (datato anno 2003), lo seguono con profondo affetto. In fin dei conti, con Cetto La Qualunque, Albanese mette semplicemente a nudo la parte più guascona e volgare di noi. Nel farlo però ci permette di ridere, di riflettere e di indignarci. E’ questa la chiave del suo successo.
Siciliainformazioni, 08 dicembre 2010

Con don Luigi Ciotti contro i corrotti. Invia anche tu una cartolina al Quirinale

Don Luigi Ciotti
Una cartolina appello contro la corruzione per le vittime del terremoto all'Aquila, soprattutto della Casa dello studente, da firmare e da inviare a Napolitano. È partita una raccolta di firme organizzata da don Luigi Ciotti, Libera e Avviso pubblico. In 300 luoghi fino a domenica 12 dicembre, da Aosta a Trapani, passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e tutte le città e molti paesi d'Italia. Per arrivare a un milione e mezzo di cartoline da consegnare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una cartolina contro i corrotti e perché chi è corrotto restituisca il maltolto. La campagna s'intitola “Corrotti per il bene comune restituiscano ciò che hanno rubato”. Alla campagna hanno aderito e partecipano le 400 botteghe di Altromercato e Botteghe del Mondo. “La Raccolta di firme - ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera - la dedichiamo alle vittime del terremoto in Abruzzo, in particolare ai ragazzi della Casa dello Studente, in quel cemento crollato la corruzione ha toccato il suo massimo”. Al presidente della Repubblica si chiede di intervenire, nei modi più opportuni, affinché governo e parlamento adeguino il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione, a partire da quelle stabilite dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, introdotta nella Finanziaria 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti dai corrotti al bene comune. Avviso Pubblico chiederà a tutti i Consigli Comunali, Provinciali e Regionali di approvare un ordine del giorno per impegnarsi a promuovere la campagna. Si potrà firmare la cartolina anche online sui siti di Libera, Legambiente, Arci, Articolo21, Narcomafie, Terra, Libera Informazione, Micromega, Rete della Conoscenza, Link e tanti altri. E il 9 dicembre, per la Giornata internazionale contro la corruzione, il network Flare con la la rete internazionale di Libera organizza una due giorni a Bruxelles, nel Parlamento Europeo, con migliaia di giovani di tutte le nazioni e di rappresentanti della Commissione Europea per sensibilizzare l'Europa sul contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e la corruzione . L'Unità, 8 dicembre 2010

12/08/2010

Renzi zombi nella vignetta. Bufera sul sindaco di Firenze dopo la sua visita ad Arcore

La vignetta sul sindaco
di Firenze, Matteo Renzi,
ad Arcore
Sulla bacheca del primo cittadino è apparsa una vignetta che ironizza sul suo colloquio ad Arcore col premier, rappresentato come il conte Dracula. Attacchi sulla rete: "Quando incontrerai anche Putin?" Un fumetto con Silvio Berlusconi che appare come Dracula e Matteo Renzi in versione zombi, e sopra la scritta "La mi porti un bacione da Arcula". E' la vignetta postata sulla pagina Facebook del sindaco di Firenze, con un chiaro riferimento all'incontro di lunedì ad Arcore tra Renzi e il premier. Sotto le due caricature di Renzi e Berlusconi si legge: "Renzi ad Arcore per il bene di Firenze. Ma allora perché è tornato?". E nel fumetto si attribuisce al sindaco la frase "L'ho fatto per la mia città (come la ragazza che ci lascia perché ci ama troppo)". Il fumetto fa poi dire a Renzi: "Mi ha promesso che sistema Firenze in 10 giorni, no, 3 giorni, anzi, in 15 giorni'". Dopo la pubblicazione sono apparsi alcuni commenti: in uno si legge. "Che schifo questo post, ma non provi vergogna?". Intanto il dibattito sull'incontro rimane acceso sul web: centinaia le reazioni arrivate dal popolo di Facebook che, come ieri, si è diviso. Ad un post in cui c'è scritto "Eri, ma non sei più! Niente di meno per costruirti un futuro vai ad Arcore?! E quando incontrerai anche Putin?! Ci hai deluso profondamente!", Renzi ha risposto con ironia: "Appena incontro anche Putin, ti faccio sapere. Per Gheddafi ci stiamo organizzando. Per il mio futuro faccio da solo. Ho incontrato Berlusconi per chiedere il rispetto degli impegni elettorali che lui ha preso per la mia citta'". Poi ad un altro commento, critico sul luogo dell'incontro, Renzi ha spiegato: "Capisco la critica sul luogo simbolo. Ma se il premier mi dà appuntamento ad Arcore, vado ad Arcore. Penso che il Pd dovrebbe lavorare per cambiare il premier, non per cambiare il luogo degli incontri".

12/05/2010

Ospedale di Corleone. Le performance "diplomatiche" di Iannazzo

L'ospedale di Corleone
di DINO PATERNOSTRO
Mentre il Comitato per la difesa dell’Ospedale è in attesa di una convocazione da parte del direttore generale dell’Asp di Palermo, per avviare un confronto serio e (si spera) sereno sul futuro di questa importante struttura sanitaria, ecco cosa ha dichiarato al “Giornale di Sicilia” di oggi (domenica 5 dicembre 2010) il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo: «In merito all’accusa rivoltaci dal dottor Cirignotta di aver sobillato la popolazione, sappia che il depotenziamento del nostro ospedale è sotto gli occhi di tutti e se il direttore generale non se ne rende conto, dimostra di essere inadeguato. Faccia aprire il reparto di Pediatria, ad esempio, se ne è capace, piuttosto che lagnarsi del personale che dovrebbe dirigere». In sostanza, per “spianare” (?) la strada al Comitato, il sindaco Iannazzo alcuni giorni fa ha litigato duramente in VI Commissione con l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo. E oggi definisce “inadeguato” (e incapace?) il direttore generale dell’Asp, Salvatore Cirignotta. Saremmo lieti di conoscere l’indirizzo della scuola di diplomazia e di buonsenso che sta frequentando, per imparare rapidamente questa sua arte di aiutare le popolazioni che amministra.
Il direttore Cirignotta, oltre ad annunciare un evento pubblico per illustrare la sua politica sanitaria, farebbe bene a convocare al più presto un tavolo di confronto col Comitato, dimostrando che il confronto lo vuole davvero. Con chiarezza e con lealtà. A partire da dati di verità. E’ vero che la nuova pianta organica dell’ospedale di Corleone prevede più posti (203), non però rispetto alla vecchia organica (che ne aveva 274), bensì rispetto agli attuali dipendenti in servizio. E il Comitato non ha mai chiesto di aumentare il numero dei posti previsti nella nuova pianta organica, ma di rimodularli. Per avere buoni servizi sanitari, ci servono più medici e più infermieri, mentre non ci servono i caldaisti, i cucinieri e gli operatori Ced, dato che l'ospedale non gestisce direttamente nè caldaie, nè cucine e nemmeno complesse strutture informatiche. Rimoduliamo la nuova pianta organica, quindi, e le cose si possono aggiustare.

CALCIO. POL. CORLEONE 3 - POL. PRO MAZARA 0. E i giallo-rossi "volano" al primo posto in classifica


Un'azione di gioco del Corleone (in maglia nera)

POL. CORLEONE: Zabbia, Danilo Musicò (1’ s.t. Sparacino)), Ferro, Alessandro Musicò, Venezia, Passiglia, Giannò (27’s.t.Carmelo Sciarrino Junior), Carmelo Sciarrino senior, Di Carlo, Lipari, Bitetto.
POL. PRO MAZARA: Tumbarello, Vigna, Ansaldi, Naili, Giglio, Hasrusi, Cannavò, Asaro, Vitale, Catania, Genco (1’s.t.Spagnolo).
ARBITRO: signor Daniele Grasso di Palermo.
RETI: 1’ e 36’ 1t. Bitetto; 44’ Di Carlo.
NOTE: ammoniti al 36’ s.t.Carmelo Sciarrino senior – 40’ s.t. Vigna.
CORLEONE - Un Corleone formato per 10/11mi da corleonesi, come non si vedeva da 36 anni, batte un generoso Pro Mazara, dopo una gara dominata dal primo all’ultimo minuto dai padroni di casa. Il Corleone va solitario al primo posto in classifica, data la sconfitta delle altre squadre di vertice. Rafforzata dagli inserimenti di Venezia in difesa e di Passiglia a centrocampo, i ragazzi di mister Tanino Crapisi sono passati in vantaggio dopo 60 secondi, quando Bitetto raccoglieva un lungo lancio di Marco Giannò e di collo pieno batteva Tumbarello con un bolide da centro area. Attaccavano i trapanesi, ma le trame offensive di Vitale, Catania e Genco s’infrangevano davanti alla rocciosa difesa dei giallo-rossi, che avevano in Venezia e Carmelo Sciarrino senior i due registi di difesa e centrocampo. Pressava il Corleone e Zabbia, grazie al gran gioco della squadra, non aveva modo di toccare nessun pallone, tranne che per le rimesse dal fondo. Al 36’ Bitetto segnava ancora, dopo un’azione iniziata da centrocampo: Di Carlo dialogava con Passiglia, che lanciava la palla in area al bomber corleonese, pronto a segnare da pochi passi. Dilagava il Corleone ed al 44’ le reti diventavano tre. Stavolta era bravo il sedicenne Di Carlo (classe 1994) a girare a rete col petto un cross dalla destra di Lipari, lanciato da Passiglia. Nella ripresa i padroni di casa controllavano la partita. Ottima la prestazione della squadra giallo-rossa: migliori in campo Marco Giannò e Maurizio Passiglia, che hanno fatto da cerniera tra la difesa e l’attacco. Buona la direzione di gara del signor Grasso, sempre presente nelle azioni da gioco, e attento e preciso nella valutazione dei singoli episodi della partita. La squadra del presidente Altamonte ha dimostrato che, con carattere e cuore veramente corleonese al 99%, si possono raggiungere obiettivi importanti. Questo risultato premia l’indirizzo della società, che ha voluto una squadra in cui i giocatori siano in prevalenza corleonesi. Gran parte dei nuovi innesti, infatti, Alessio Sparacino, Inno Di Carlo, Carmelo Sciarrino Junior, Francesco Ferro, provengono dalla compagine allievi, allenata da Salvatore Scianni. Risorge il calcio corleonese e lo fa alla grande puntando sul vivaio con una nuova filosofia sportiva che restituisce il calcio ai ragazzi di Corleone.
Cosmo Di Carlo

Corleone, quando si abbassa l'asticella della legalità...

Potere disporre di appena 2.000 euro per l’affidamento di lavoro o l’acquisizione di servizi in economia è davvero poco. Proporre di elevarne l’importo fino a 20 mila euro, come ha fatto l’amministrazione comunale Iannazzo, forse è eccessivo. Ma presentare in consiglio un emendamento per elevarlo ancora fino a 30 mila euro, come ha fatto il consigliere Vincenzo Macaluso, è veramente assurdo. Per giunta, ampliando a dismisura i lavori e i materiali che si potranno acquisire (fin’anche gli addobbi floreali, davvero urgentissimi e indispensabili per il paese!). E senza il “disturbo” per le imprese di firmare e registrare un regolare contratto. Basta un pezzo di carta privato ed… una bella stretta di mano, no? E dell’amministrazione pubblica che deve assicurare vera trasparenza, vera concorrenzialità nelle gare ed vera economicità nella gestione? Ma queste sono le “solite” manie dei “comunisti” e dei professionisti dell’antimafia. “Lor signori” (Macaluso e, dietro di lui, il sindaco Iannazzo, e tutti i consiglieri di maggioranza, che hanno approvato l’emendamento) sono, invece, dei veri “liberali”, degli “antimafiosi del fare”. Perfetto. Da oggi, il comune di Corleone garantirà meno trasparenza, meno concorrenzialità e meno economicità di gestione negli affidamenti dei lavori in economia. Va bene, così, signor sindaco, vice-presidente nazionale di “Avviso Pubblico”? (d.p.)

La cascata delle Due Rocche inaccessibile. Perchè?

L'ingresso del parco sul fiume
I lavori di realizzazione del parco fluviale sono stati ultimati circa un anno fa, ma l’area naturalistica attorno alla cascata delle “Due Rocche” ancora oggi è inaccessibile, sbarrata da un cancello. Possibile che si fa tanto, si spendono tanti soldi per rendere attraente e fruibile un’area, per poi tenerla chiusa? Queste considerazioni mi hanno spinto a presentare un’interrogazione consiliare al sindaco Iannazzo e all’assessore al ramo Giandalone. La sera del 29 novembre, assente l’assessore, il primo cittadino ha detto di non essere molto preparato sull’argomento, che così è stato rinviato. La sera del 3 dicembre, è stato l’assessore a rispondere. Che ha detto? Semplicemente di non avere un’idea una di come gestire l’area. Hanno aspettato improbabili finanziamenti per affidarne la gestione a qualche associazione. E adesso, visto che finanziamenti non ne arrivano, hanno dato mandato agli Uffici competenti di preparare una gara di appalto per affidarne la gestione a privati, utilizzando fondi comunali. Ma, caro assessore, è stata la mia osservazione, con tutti i lavoratori precari che il comune ha in servizio, perché non pensa di utilizzare alcuni di essi per la gestione dell’area, magari stabilizzandoli? Anche perché sappiamo benissimo cosa significa in genere l’esternalizzazione dei servizi: qualità del servizio pessima, sfruttamento degli operai altissimo, clientelismo altissimo. Un esempio: gli operai delle pulizie del tribunale da diversi mesi non percepiscono il loro misero stipendio…

Giandalone ha spiegato che l’idea di utilizzare il personale precario la stanno prendendo in considerazione. Aspettano una valutazione degli uffici per decidere. Scommettiamo che decideranno per l’esternalizzazione, la pessima qualità del servizio e il clientelismo? (d.p.)

On-line il sito di Cetto La Qualunque, boom di contatti

Cettolaqualunque
Debutto e boom on line per il sito del Partito du Pilu, la nuova formazione politica di Cetto La Qualunque, il personaggio di Antonio Albanese, costruttore e politico corrotto calabrese, protagonista del film Qualunquemente, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dal 21 gennaio da 01 Distribution. In circa 7 ore il sito (www.partitodupilu.it) ha registrato oltre 30 mila contatti e, dopo una fase iniziale di crash, ora e' perfettamente funzionante. Numerosi gli slogan del partito, come 'Un impegno concreto: cchiu' pilu pe' tutti', 'Le parole d'ordine: pilu e cemento armato'. Inutile cercare il testo del programma: 'Il programma - si legge sul sito - non serve, il programma e' l'ultimo problema'.

12/03/2010

Palermo. Il teatro Massimo occupato dagli studenti in lotta contro la riforma Gelmini

Il teatro Massimo di Palermo occupato
Palermo: tremila studenti hanno invaso la platea. Momenti di tensione e qualche tafferuglio tra i manifestanti e gli addetti alla sicurezza dell'ente lirico
PALERMO - Circa tremila studenti che stavano manifestando per le strade di Palermo contro la riforma Gelmini hanno occupato all'improvviso il Teatro Massimo, uno dei più grandi d'Europa. I manifestanti sono entrati all'interno del Teatro, la cui biglietteria era aperta, invadendo la platea e salendo sul palco del tempio della lirica. Alla protesta hanno partecipato sia gli alunni di alcuni istituti superiori della città sia gli studenti universitari che già questa mattina avevano occupato simbolicamente l'aula magna della facoltà di Ingegneria dove si stava svolgendo la cerimonia di consegna del Premio per l'innovazione 2010. Prima di occupare il teatro ci sono stati momenti di tensione e qualche tafferuglio tra gli studenti e gli addetti alla sicurezza dell'ente lirico, che avevano tentato di impedire l'ingresso dei ragazzi in platea. I manifestanti hanno interrotto le prove generali dell'opera "La fanciulla del West", salendo sul palco e intonando "Bella ciao". Gli studenti universitari e delle scuole superiori di Palermo hanno abbandonato il teatro Massimo dopo due ore. Prima di uscire, assieme al coro del teatro, hanno intonato "Và pensiero", tra gli applausi degli attori presenti.

IL RAPPORTO ANNUALE DEL CENSIS. Una società senza regole e sogni, che non crede più nel carisma del capo

di ROSARIA AMATO
"Berlusconi è l'icona del soggettivismo, un ciclo che si è esaurito". Gli italiani vorrebbero maggiore onestà nella vita pubblica, ma la volontà è fiaccata, e non solo dalla crisi. Viviamo in una società "appiattita". De Rita: "Bisogna rilanciare la legge, e ridare fiato al desiderio"
L'analisi di De Rita. "Non abbiamo spessore perché non funziona più il nostro inconscio. - spiega il presidente del Censis, confessando un po' d'imbarazzo per un'analisi del Paese che quest'anno non parte da considerazioni di ordine economico, ma piuttosto sociale e psicologico - L'inconscio non è il posto dove si formano i sogni e l'irrazionalità, ma il luogo dove c'è una modulazione costante tra legge e desideri. Abbiamo una legge che conta sempre di meno, e un desiderio che svanisce. Il rapporto tra queste due potenze che fanno l'uomo da 3000 anni, è in crisi. La legge è in declino, dall'auctoritas che nessuno rispetta più al padre che evapora. La stessa magistratura non ha più quella logica della rappresentanza della legge. E anche la verticalizzazione del potere, la personalizzazione ha distrutto quello che rimaneva dell'autorità. Ma arretra anche il desiderio: l'offerta lo ha neutralizzato. LEGGI TUTTO

Il direttore generale dell'Asp di Palermo, Salvatore Cirignotta: "Basta demagogia: a Palazzo vogliamo rafforzare i servizi sanitari territoriali. E a Corleone vogliamo potenziare l'ospedale". E annuncia un incontro pubblico

Salvatore Cirignotta
“Spetterà a chi ha sobillato le popolazioni contro la chiusura dello pseudo-Ospedale di Palazzo Adriano, agevolare la pronta realizzazione delle strutture e dei servizi rafforzativi del territorio permettendo la regolare ultimazione dei lavori previsti, il funzionamento del Presidio Territoriale di Emergenza (PTE già attivato), e del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA). Tutte attività queste, che non potranno partire se continuano occupazioni, forme di ostruzionismo da parte del personale locale ed altre forme polemiche di evidente matrice elettorale”. Lo ha dichiarato il Direttore generale dell’Asp di Palemro, Salvatore Cirignotta, che ha sottolineato come “in più occasioni, siano state fornite alla Conferenza dei Sindaci ed alle Organizzazione sindacali ampie rassicurazioni sulla certezza di quanto programmato. Rassicurazioni che evidentemente non sono state volutamente veicolate alla popolazione”.
Il manager dell’Azienda sanitaria provinciale ha definito analogo il quadro che riguarda l’Ospedale di Corleone. “Si è letto sulla stampa che si chiede ‘la sospensione dei provvedimenti emessi dall’Asp che hanno determinato l’insostenibile riduzione delle attività funzionali della struttura di Corleone’ – ha aggiunto Cirignotta – è bene spiegare chiaramente che l’Asp non ha emesso alcun provvedimento che riduce le potenzialità del Presidio. Non è vero infatti che l’Ospedale è stato depotenziato, anzi si è scongiurata la soppressione del Reparto di Psichiatria. Ed inoltre è stata attivata la Lungodegenza ‘postacuzie’, dotata di 8 posti letto che verranno aumentati a 16 dopo la riorganizzazione degli spazi e delle relative attività e sarà attivato, non appena verrà approvata la pianta organica, il Reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa dotato di 16 posti letto. Non è vero – ha proseguito Cirignotta - che sono stati fatti tagli di personale in pianta organica. Come già a conoscenza della Conferenza dei Sindaci, i posti previsti sono addirittura superiori di 35 unità rispetto a quelli sinora stabiliti. Tra l’altro, è stato, già, potenziato il personale medico di Pronto Soccorso cronicamente carente. Di contro – ha spiegato il manager dell’Asp - si registrano resistenze interne per l’attivazione di 4 posti letto di Pediatria, mai funzionanti nonostante spazi e personale dedicati. Ecco perchè non può escludersi l’intervento negativo e fuorviante di qualche operatore che tutela meschini interessi di bottega o teme, o non ha voglia, di riqualificarsi.
E’ venuto il momento – ha concluso Cirignotta - di esporre senza veli il grado di intervento di qualità assicurato dagli Ospedali e dal territorio spiegando quali saranno i sicuri vantaggi della nuova organizzazione. Stiamo preparando un evento pubblico nel corso del quale - alla presenza della stampa, delle Associazioni, dei Comitati, dei Rappresentanti del territorio e di tutti gli interessati – verranno fornite tutte le reali informazioni in maniera tale che la verità non venga più offuscata dalla demagogia”.
Palermo 2 dicembre 2010

Cgil, Cisl e Uil protestano contro il mancato pagamento dei salari agli operai dell'Ato-rifiuti di Monreale. "Pagate o sarà sciopero generale!"

Le scriventi OO.SS., in relazione al mancato pagamento delle spettanze maturate al 30 Novembre c.a., a cui si aggiunge il perdurare delle anomalie sull'applicazione delle normative in materia di sicurezza e tutela dei Lavoratori, con la presente chiedono la convocazione di un incontro al fine di espletare il tentativo di conciliazione previsto dall'art. 62 del vigente CCNL di categoria. Si evidenzia, pertanto, il carattere di urgenza della superiore richiesta e si sollecitano le Istituzioni in indirizzo a contribuire fattivamente alla risoluzione delle problematiche di che trattasi, al fine di evitare possibili soluzioni di continuità nei servizi di raccolta rifiuti e scongiurare, quindi, gravi situazioni di emergenza igienico-sanitaria, oltre che di ordine pubblico. Si comunica, inoltre, che ai sensi della normativa vigente le scriventi OO.SS., in caso di mancata conciliazione, procederanno, loro malgrado, ad avviare le procedure finalizzate alla proclamazione dello stato di agitazione e dello sciopero generale. FP CGIL        FIT CISL           UIL PALERMO
V. Lombardo  F. Cancemi        A. Celano

Denuncia della Fp-Cgil di Palermo: "La Regione ha trasferito al Comune di Corleone dei fondi per incentivare il personale, ma l'amministrazione comunale li distrae per altri fini"

Il municipio di Corleone
L’art. 7 della L.R. 15/5/1991, n. 21, come modificato dall’art. 16 della L.R. 12/11/1996, n. 41, ha disposto che “Al fine di consentire il miglioramento dell' efficienza dei servizi degli enti locali, anche in relazione alle funzioni decentrate con le leggi regionali 2 gennaio 1979, n. 1, 6 marzo 1986, n. 9, e 9 maggio 1986, n. 22, gli enti locali istituiscono nel proprio bilancio, a decorrere dall' esercizio finanziario 1996, un apposito " Fondo" finalizzato all' ammodernamento ed al miglioramento dei servizi.”, la cui copertura finanziaria, come disposto dal comma 2 del predetto articolo “è determinata con l' attribuzione al " Fondo" medesimo di una quota pari al 4 per cento di tutte le risorse economiche impegnate per trasferimento a qualsiasi titolo in favore degli enti locali a carico del bilancio della Regione nel penultimo anno precedente, con eccezione dei fondi relativi al pagamento di salari e stipendi. A tal uopo, gli enti locali provvedono all' assegnazione contestuale della suddetta quota delle risorse trasferite dalla Regione al " Fondo" di cui al comma 1.” In sede di verifica della costituzione del FES anno 2010, la scrivente O.S., ha avuto modo di verificare, e contestare, la mancanza delle risorse appositamente trasferite dalla Regione in applicazione alle precitate norme. Da una ulteriore verifica, effettuata congiuntamente con la Parte Pubblica della delegazione, è emerso che, sicuramente a decorrere dall’anno 2005, le somme, ancorché trasferite dalla Regione Sicilia, ed incamerate dal Comune di Corleone, non sono state inserite nel FES e, conseguentemente, non sono state erogate al personale con un indubbio danno per le lavoratrici ed i lavoratori dell’ente e con una altrettanto evidente distrazione delle risorse che la Regione aveva trasferito con specifico vincolo di destinazione.
Il Comune di Corleone, anzicchè rimediare inserendo nel fondo le somme relative agli anni dal 2005 al 2010, ha ritenuto, e ritiene, di non dover corrispondere, inserendole nel fondo, ai legittimi destinatari le somme appositamente trasferite in applicazione dell’art. 16 LR 41/96, se non per la parte relativa al solo anno 2010, presumibilmente trattenendo indebitamente nel bilancio comunale quelle relative agli anni pregressi che pure erano state trasferite con destinazione vincolata.
SI CHIEDE A codesto Onorevole Assessorato di voler disporre apposito atto ispettivo presso il Comune di Corleone al fine di accertare la violazione delle norme richiamate, imponendo al medesimo, nel rispetto della Legislazione Regionale, il vincolo di destinazione delle risorse trasferite, e relative agli anni dal 2005 al 2010, in applicazione dell’art. 16 L.R. 41/96, destinandole al salario accessorio del personale, mediante integrazione della lettera K delle risorse variabili del FES 2010.
Si invita altresì codesto Onorevole Assessorato a voler, ove ne ricorrano i presupposti, bloccare i trasferimenti al medesimo Ente fino a quando le somme ricevute in applicazione dell’art. 16 LR 41/96 e relative ai predetti anni non verranno legittimamente destinate.
Il Coordinatore EE.LL.
Raffaele Sanfratello
Il Segretario Provinciale
Giovanni Cammuca

12/02/2010

Protesta per la chiusura dell'Ospedale di Palazzo Adriano, mentre continua la mobilitazione per salvare quello di Corleone

L'ospedale di Corleone
Hanno protestato sdraiati a terra davanti alle ambulanze, uno accanto all’altro, al buio e al freddo, per dire “no” alla chiusura dell’ospedale Regina Margherita, bloccando il trasferimento degli ultimi due ricoverati che dovevano essere trasportati all’Ospedale dei Bianchi di Corleone. Sembra essere giunta così, alla fine l’odissea dell’ospedale del piccolo centro montano. L’esasperazione ed un decennio di mancate promesse e vane speranze hanno portato un migliaio di cittadini, martedì sera ad occupare la struttura con un gesto clamoroso. A riscaldare gli animi dei cittadini palazzesi, infatti, sarebbe stata proprio la notizia del trasferimento di tre degenti considerati “ non dimissibili” dal Regina Margherita all’ospedale più vicino: quello di Corleone. Le ambulanze sono rimaste bloccate dai manifestanti e da alcuni amministratori che, prima si sono sdraiati a terra impedendo il transito agli automezzi; poi, ieri mattina, si sono incatenati per protesta ai cancelli dell’ospedale. "I vertici aziendali non hanno rispettato gli accordi presi con l'amministrazione comunale di Palazzo Adriano durante una loro recente visita, resteremo incatenati ad oltranza “, ha detto il presidente del consiglio comunale Giorgio Orlando. A fare un sopralluogo nel pomeriggio di ieri è stato il direttore sanitario degli ospedali di Partinico, Corleone e Palazzo Adriano, Salvatore Russo per fare il punto della situazione sui provvedimenti che potrebbero esseri presi già nelle prossime ore. A Corleone, intanto continua la mobilitazione guidata dal “Comitato Pro-Ospedale", che si riunirà domani sera alle ore 19,00 nell’aula consiliare per fare il punto sulla problematica relativa al ridimensionamento dell’Ospedale dei Bianchi. Subito dopo inizierà una riunione del consiglio comunale per informare i cittadini. Varata da alcuni cittadini un’iniziativa che corre sui social network dal titolo: “ manda una mail all’assessore regionale Massimo Russo”. Il testo comune da inviare è “L’Ospedale di Corleone non si tocca”. Intanto cresce l’attesa per l’esito dell’ODG firmato da 40 deputati regionali di tutti gli schieramenti in difesa del nosocomio corleonese. Resta sul tappeto il problema della sopravvivenza della sanità pubblica in questa zona già penalizzata da una viabilità vetusta e precaria. Gli ospedali di Palazzo Adriano e Corleone sono sul territorio importantissimi presidi istituzionali anche in considerazione dell’invecchiamento della popolazione e della drastica diminuzione delle nascite.

Corleone, il comune intitola una piazza ad Angelo Badami


Angelo Badami
 di Cosmo Di Carlo
Intitolata ad Angelo Badami, la piazza antistante alla Scuola Media Giuseppe Vasi. Corleonese, funzionario dirigente del Ministero delle finanze, Badami, morì nel 1998 lasciando alle sorelle 560.000 euro, (un miliardo delle vecchie lire), da destinare ad una fondazione che avrebbe avuto come finalità quella di dare sostegno economico ai ragazzi corleonesi meritevoli che vogliono progredire negli studi e conseguire una laurea Badami non arrivo a concretizzare con atti, questa volontà, lo fece verbalmente; ma le sorelle “post mortem” hanno rispettato la volontà di Angelo costituendo la fondazione a lui intitolata. Quest’anno le borse di studio si sono tinte di rosa.Dieci studentesse infatti hanno avuto consegnato l’assegno da 1000 euro come incentivo a proseguire negli studi sono: Morena Cardella, Anna Maria Diana.Alessandra Dino, Marina Lanza, Francesca Mattone, Annalisa Costantino, Martina Primavera, Alessia Paternostro, Annamaria Mazzara, Arianna Melita. Salgonò così a quaranta le borse di studio assegnate ad altrettanti studenti che, secondo i dati della media Vasi, stanno continuando gli studi liceali con brillanti risultati Era il 28 novembre del 1998 quando il cuore di Angelo Badami smise di battere ponendo fine alla sua parentesi terrena. Angelo era nato a Corleone il 23 maggio del 1923. La madre Vincenzina Ingianni era casalinga, il padre Leonardo Badami era maestro; insegnava alle elementari. Oltre ad Angelo la famiglia era composta da tre sorelle: Lucia, Angelina, e Maria e dal fratello Vincenzo. La loro abitazione è ancora in Via Misericordia al civico numero 9, in pieno centro storico nel quartiere di Sant´Elena. Angelo visse qui la sua fanciullezza. Frequentò il liceo classico Guido Baccelli conseguendo il diploma di maturità con il massimo dei voti. Il suo sogno era quello di laurearsi in medicina ma, dopo il primo anno dovette rinunciare agli studi a seguito della morte del padre. Era l´ottobre del 1944. Angelo, che aveva superato tutti gli esami del primo anno del corso di laurea, fu costretto per motivi economici a lasciare medicina dove la frequenza era obbligatoria, e si iscrisse a giurisprudenza. Con l´aiuto di alcuni amici che gli prestavano i testi universitari, anche allora molto costosi, riuscì a conseguire la laurea in quattro anni e con il massimo dei voti. Superò il concorso per procuratore delle imposte ed ebbe il primo incarico a Salò dove rimase per due anni. Ma Angelo continuò a studiare per progredire nella carriera. Superò il concorso per funzionario al Ministero delle Finanze classificandosi sesto su cinquemila concorrenti provenienti da tutte le regioni d´Italia. A Roma rimarrà 18 anni ricoprendo il ruolo di Ispettore Generale di Divisione, lavorò per anni fianco a fianco con i vari Ministri delle Finanze che si succedettero nel tempo. Uomo dal carattere mite, sobrio e sincero, Angelo amava molto la lettura, l´arte, la musica. Alla morte prematura del fratello Vincenzo fece ritorno a Corleone per stare vicino alle sorelle. Mamma Enza e papà Leonardo erano infatti mancati anche loro nel tempo . E così Angelo all´apice della carriera e nonostante i pressanti inviti del Ministro delle Finanze del tempo , rassegnò le dimissioni dal prestigioso incarico e fece ritorno a Corleone per stare vicino alle sorelle. Una storia d’amore e d’onore d’altri tempi. Un esempio di solidarietà generazionale ha legato e lega quest’uomo.alla città di Corleone ed alla sua famiglia. I suoi figli sono di fatto tutti i ragazzi corleonesi che ogni vengono incoraggiati a proseguire negli studi dalla fondazione Badami. “Corleone ritrova in quest’occasione grazie ad Angelo Badami il suo essere comunità generosa – ha detto il sindaco Nino Iannazzo- che merita l’appellativo di “Animosa Civitas” (*Co.Di:*)

12/01/2010

Mafia, la Dda di Palermo chiederà il 41 bis per i figli del boss Vitale

Leonardo e Giovanni Vitale
La Dda di Palermo, che ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri che ieri ha portato all'arresto di 23 tra boss e loro affiliati di Partinico, chiederà, domani, al ministero della giustizia l'applicazione del carcere duro per Leonardo e Giovanni Vitale, giovanissimi figli del capomafia detenuto Vito che, secondo gli inquirenti, avrebbero assunto la guida del mandamento. Leonardo, 24 anni, al momento del blitz era già detenuto. Giovanni, 28 anni, è già a due condanne definitive per associazione mafiosa, era stato scarcerato a marzo per espiazione pena ed è tornato in cella ieri. Leonardo, insieme ad altri tre presunti esponenti della cosca, interrogato oggi dal gip, si è avvalso, come gli altri indagati, della facoltà di non rispondere. Gli altri arrestati verranno sentiti nei prossimi giorni. L'indagine, che ha disarticolato la cosca dei Vitale, ha messo in luce 8 episodi di estorsioni nei confronti di 4 imprenditori della zona in alcuni casi costretti a rifornirsi di cemento da ditte vicino al clan, in altri, soggetti alla tradizionale "tassa" imposta da cosa nostra. 01 dicembre 2010

Palermo, studio Fondazione Res: "Sono gli imprenditori a cercare rapporti con la mafia"

"Sono gli imprenditori a cercare interlocutori e accomodamenti di tipo collusivo con il potere politico e con quello mafioso, in una forma di capitalismo politico-criminale dove gli scambi occulti permettono di restare sul mercato e sopravvivere economicamente". A evidenziare un dato in controtendenza è l'ultimo rapporto della Fondazione Res "Alleanze nell'ombra, mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno" presentato oggi a Palermo. "I costi economici della presenza mafiosa nei diversi territori - si legge nella relazione - raggiungono nelle zone ad alta densità mafiosa una percentuale in rapporto al Pil superiore al 2,5% con un picco vicino al 3% in Campania". I settori privilegiati dalla criminalità organizzata sono ancora quelli legati a forme di regolazione pubblica, smentendo così "particolari abilità manageriali e finanziarie dei mafiosi soprattutto nei settori innovativi come quello delle energie rinnovabili che interessa prevalentemente per le attività connesse al ciclo del cemento e alla realizzazione delle infrastrutture". Per realizzare la ricerca della Fondazione Res sono state fatte 85 interviste tra magistrati, giornalisti, imprenditori, esponenti delle forze dell'ordine e i lavori sono stati coordinati da 15 ricercatori degli atenei di Palermo, Catania, Catanzaro, Napoli, Torino. A finire sotto la lente dei ricercatori sono stati i rapporti tra mafiosi e imprenditori a Palermo, i settori dell'edilizia e degli appalti nella provincia di Trapani, la grande distribuzione commerciale a Catania, il settore dei trasporti nella Sicilia orientale, la sanità nella provincia di Reggio Calabria e i lavori per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio e, ancora, lo smaltimento dei rifiuti a Caserta e il mercato del falso a Napoli. Alla presentazione del rapporto sono intervenuti il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, l'assessore regionale all'Istruzione, Mario Centorrino, il professore Giovanni Fiandaca e il direttore generale Unicredit Roberto Nicastro. 01 dicembre 2010

Corleone, 29.11.2010. I video della manifestazione per la difesa dell'ospedale

Corleone, manifestazione per la difesa dell'Ospedale/1



Corleone, manifestazione per la difesa dell'Ospedale/2


Corleone, manifestazione per la difesa dell'Ospedale/3



(Fonte: Corleone-Dialogos)

11/30/2010

Cosa nostra cambia vocabolario e ora comandano i figli. A Partinico 23 in manette

di SALVO PALAZZOLO
La famiglia si chiama adesso "officina". Per ordinare un omicidio dicono: "Mettilo in ferie". Fare un'estorsione: "Tingere". Così parlano i nuovi capimafia. I carabinieri li hanno intercettati per mesi e hanno scoperto che a Partinico avevano riorganizzato la più giovane e agguerrita cosca della mafia siciliana. Un insospettabile architetto di Palermo, Antonino Lu Vito, faceva da ambasciatore dei boss
La mafia siciliana cambia, per necessità. Se i padri sono rinchiusi al carcere duro, ci sono i figli ad occuparsi del clan. Poco importa che abbiano 24 o 28 anni. Leonardo e Giovanni Vitale, rampolli di Vito detto "Fardazza", sono arrivati nel giro di pochi mesi al vertice dello storico mandamento mafioso di Partinico. Prima toccò a Leonardo, ma a febbraio venne arrestato per rapina. A marzo, fu scarcerato il fratello Giovanni: prese lui lo scettro di capo mandamento. Ne aveva titolo: per ben due volte era già finito in manette per associazione mafiosa, la prima da minorenne. C'erano questi due giovanissimi dal cognome pesante dietro l'escalation di attentati che negli ultimi mesi ha seminato il terrore in provincia di Palermo. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Gruppo di Monreale: nella notte, 23 persone sono finite in manette. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Del Bene e dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia hanno individuato il gruppo dirigente del clan voluto dai Vitale. Fra gli arrestati c'è anche un insospettabile architetto palermitano, Antonino Lu Vito: avrebbe fatto da tramite fra le cosche del mandamento di Partinico e quelle della città. Le intercettazioni hanno svelato soprattutto il nuovo vocabolario di Cosa nostra. La famiglia si chiama adesso "officina". Per ordinare un omicidio dicono: "Mettilo in ferie". Fare un'estorsione: "Tingere". Così parlano oggi i capimafia. Quando discutevano di consolidare gli equilibri all'interno del clan facevano sempre riferimento al "fabbricato". Oppure alla "fondazione". Nelle intercettazioni dei carabinieri ci sono gli affari del nuovo clan di Partinico: i Vitale costringevano gli imprenditori della zona a rivolgersi a una ditta di loro fiducia per la fornitura del cemento, la Edil Village, gestita da Alessandro Arcobascio e Alfonso Bommarito (anche loro finiti in manette). Nessun imprenditore si è mai ribellato al ricatto, anche se il cemento costava di più (per coprire la tangente a Cosa nostra). I nomi degli altri arrestati: Francesco Alfano, Gianfranco Brolo, Carmelo Culcasi, Francesco Paolo Di Giuseppe, Antonino Giambrone, Salvatore Lamberti, Antonio Lo Biundo, Lorenzo Lupo, Pietro Orlando, Elviro Paradiso, Roberto Rizzo, Santo Salvaggio, Alfonso Scalici, Francesco e Giovanni Battista Tagliavia, Gioacchino Guida e Ambrogio Corrao.
La Repubblica-Palermo, 30.11.2010

Maria Concetta, la figlia del boss mafioso Totò Riina, a giudizio per frode informatica

Maria Concetta Riina
Maria Concetta, figlia del capomafia, avrebbe sottratto circa 2 mila euro dal conto corrente di un sacerdote del basso Salento. Maria Concetta Riina, la figlia 35enne del capomafia Totò Riina, è stata rinviata a giudizio dal giudice del Tribunale di Tricase (Lecce), Annalisa De Benedictis, con l'accusa di frode informatica. La Riina, secondo le poche informazioni apprese, si sarebbe impossessata di poco più di duemila euro dal conto corrente intestato a un sacerdote del basso Salento. Il denaro, che doveva essere utilizzato per contribuire al sostentamento del clero della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, è stato dirottato a una filiale di Palermo delle Poste. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Maria Cristina Rizzo dopo la denuncia del religioso. Il processo si terrà il prossimo 2 febbraio.
La Repubblica-Palermo, 29.11.2010

11/29/2010

La manifestazione per l'ospedale: chiusi i negozi, chiusi i laboratori artigianali... e un coro unanime: "L'ospedale non si tocca!"

Chiusi i negozi, i laboratori artigianali, le scuole, gli studi professionali, in permesso molti dipendenti del settore pubblico e privati. Inizia così la giornata di Corleone e del Corleonese in occasione della manifestazione di protesta contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone. A sfilare per le vie del paese più di cinquemila persone, appartenenti a tutti le forze politiche ed alle varie organizzazioni sindacali e di categoria che, in maniera composta ma determinata, hanno gridato per le vie del paese lo slogan “L’ospedale non si tocca!!!”. Ad aprire il corteo, i gonfaloni dei Comuni del Corleonese con in testa i sindaci, i presidenti dei Consigli comunali, i  componenti delle Giunte comunali ed i consiglieri. LEGGI TUTTO

Ospedale Corleone, il Pd chiede audizione in commissione Sanità su ipotesi depotenziamento

Una delegazione di amministratori locali del partito democratico, guidata dal segretario provinciale del Pd Enzo Di Girolamo, ha partecipato stamattina alla mobilitazione che si è svolta a Corleone contro l’ipotesi di depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi. Al termine della manifestazione i sindaci, i consiglieri comunali hanno incontrato il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici e i deputati regionali Gaspare Vitrano e Pino Apprendi per decidere le iniziative politiche necessarie per garantire il buon funzionamento dell’ospedale.
“Il diritto alla salute dei cittadini dei comuni serviti dall’ospedale di Corleone – ha detto Giuseppe Lupo- non può essere messo in discussione. E’ necessario garantire, con tutti gli strumenti che servono, un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini che vivono nell’entroterra delle Regione”.
“Chiederemo nei prossimi giorni – ha aggiunto Cracolici- un’audizione alla commissione Sanità all’Ars, con la partecipazione del direttore generale dell’Asp, per verificare gli effetti della nuova dotazione organica, che non può pregiudicare i servizi di quel territorio”.
Palermo, 29 novembre 2010

Corleone. In migliaia alla manifestazione per la difesa dell'ospedale e del diritto alla salute

di DINO PATERNOSTRO
CORLEONE – Oggi è stata una bellissima giornata: a migliaia, i cittadini della zona del corleonese hanno alzato la testa, rivendicando a schiena dritta il loro diritto alla salute. Quanti eravamo: tremila, quattromila, cinquemila. Sicuramente tanti, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, ragazze e ragazzi, uniti dall’idea di appartenere ad una comunità che non vuole essere marginalizzata, che ha diritto a vivere serenamente, che non vuole essere privata del suo ospedale.

Un messaggio lanciato unitariamente da tutte le istituzioni e da tutte le forze politiche della zona, dalle organizzazioni sindacali (Cgil in testa), dalle organizzazioni professionali e dalle associazioni culturali. E che la gente ha raccolto con grande prontezza. Come non accadeva da tempo, da troppo tempo. L’ultima grande manifestazione per l’ospedale è stata fatta nel 1994 e allora si conquistò il finanziamento di due nuove ali. Poi tanti anni di politica politicante, tutta giocata sul piccolo, miserabile clientelismo (tu trasferisci un infermiere a me ed io do un voto a te…), che ha lasciato incancrenire i problemi. Fino all’accorpamento dell’ospedale di Corleone con quello di Partinico, alla perdita di autonomia e al progressivo decadimento, firmato Lagalla-Iacolino, il precedente assessore alla sanità e il precedente direttore generale. Da tempo la Cgil aveva lanciato un grido d’allarme sul processo di depotenziamento. Ma i sindaci, a cominciare da quello di Corleone, non sentivano. Finalmente, col centro-destra all’opposizione alla Regione, è stato tutto più facile. La prima iniziativa, nella primavera scorsa, per reagire alla cancellazione della Psichiatria e alla trasformazione in “punto-nascita” dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia. Abbiamo incontrato l’assessore Russo a Palermo, poi è stato lui a venire a Corleone. E i risultati si sono visti: nell’ospedale è stato reistituito il servizio di Psichiatria e il punto-nascite e ritornato U.O. di Ostetricia e Ginecologia. Con la pianta organica tutto è precipitato di nuovo: tagli di qua e tagli di la, col pericolo di un ospedale ridimensionato e dal futuro certamente poco roseo. La protesta stavolta è sfociata nella grande assemblea di domenica 21 novembre e poi nella grande manifestazione di stamattina. “L’ospedale non si tocca!”, hanno gridato migliaia di cittadini. E gli studenti delle scuole superiori “okkupate” hanno scelto di partecipare alla lotta per il diritto alla salute. Uno di loro ha parlato dal palchetto, spiegando che anche i giovani sono interessati al futuro del territorio. Tutti gli interventi (dai più sereni ai più “agitati”) hanno rivendicato il diritto ad avere un presidio ospedaliero in grado di tutelare la salute dei cittadini. Adesso la parola passa all’assessore Massimo Russo e al direttore generale Salvatore Cirignotta, dai quali ci si aspetta che convochino immediatamente i rappresenti del Comitato promotore della lotta, per aprire un tavolo di trattativa vera. La richiesta è stata avanzata da tutti i rappresentanti del Comitato Non chiediamo la luna, ma medici, infermieri, ausiliari e operai sufficienti, in grado di far funzionare al meglio i servizi ospedalieri. E poi la strumentazione tecnologica necessaria per effettuare in maniera adeguata diagnosi e cura, il completamento della nuova ala ospedaliera e la ristrutturazione della vecchia. Aspettiamo una convocazione, ma non aspetteremo per sempre… (d.p.)
(Foto: Corleone-Dialogos)

11/28/2010

La lotta per i diritti, da Nord a Sud, a Corleone

di DINO PATERNOSTRO
Con Pino Maniaci a Partinico
Abbiamo trascorso un fine settimana molto intenso, tra il viaggio a Narni (Terni) per un corso di formazione dell’Arci (venerdì), la manifestazione nazionale della Cgil a Roma per i diritti e il futuro (sabato), e l’iniziativa a sostegno di Telejato e Pino Maniaci a Partinico (domenica). E domani (lunedì) si ricomincia con la manifestazione per il rilancio dell’ospedale. Stanco? Assolutamente, no. Impegnarsi per le cose in cui si crede è la più grande soddisfazione per ciascuno di noi. E noi crediamo che l’Italia tutta intera debba combattere le mafie, sostenere le persone oneste, costruire lavoro e sviluppo nella legalità. LEGGI TUTTO
PARTINICO: IN PIAZZA PER TELEJATO E PINO MANIACI

Sanità, il PD di Palermo partecipa con una delegazione alla mobilitazione contro il depotenziamento dell’ospedale di Corleone. Di Girolamo (PD): “C’è in gioco il diritto alla salute dei cittadini”

Enzo Di Girolamo, segretario provinciale del Pd
“Non si può privare, nella generale fobia dei tagli, un intero territorio di un presidio ospedaliero essenziale, facendo pagare ai cittadini dieci anni di disastri causati dai governi di centrodestra: in gioco c’è il diritto alla salute”. Lo afferma il segretario provinciale del Partito Democratico di Palermo, Enzo Di Girolamo, che ha annunciato la partecipazione alla mobilitazione generale del 29 novembre, con una delegazione del PD, contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone. “I tagli alla pianta organica – spiega Di Girolamo –, il depotenziamento del laboratorio di analisi, del reparto di chirurgia, di quello di ostetricia e, soprattutto la chiusura totale del servizio di cardiologia priveranno i cittadini di tutto il comprensorio di servizi essenziali, obbligandoli a riversarsi a Partinico o sui nosocomi di Palermo, con gravi disagi e privandoli del diritto di un intervento efficace e tempestivo”. “La direzione dell’Asp di Palermo – prosegue il segretario del PD – non può attuare in maniera distorta la riforma sanitaria penalizzando le popolazione dell’entroterra della provincia. Gli abitanti di Corleone e dei comuni vicini hanno il diritto ad avere un servizio sanitario come quello degli abitanti di Palermo”. “Non possiamo consentire che il contenimento della spesa sanitaria segua la logica della privazione di un diritto e di servizi vitali. Per questa ragione – conclude Di Girolamo – chiederemo all’assessore alla Sanità, Massimo Russo, la convocazione di un tavolo di confronto, con i rappresentanti delle amministrazioni locali, per individuare una soluzione che salvaguardi le prerogative dei cittadini”.

A Corleone e Bisacquino scuole "okkupate" contro la riforma Gelmini

Anche nella zona del Corleonese gli studenti hanno occupato i loro istituti per protestare nei confronti della contro-riforma Gelmini. Gli studenti hanno annunciato che domani parteciperanno anche alla grande manifestazione per fermare il depotenziamento dell'ospedale di Corleone. LEGGI I SERVIZI da CORLEONE e BISACQUINO (Fonte: Corleone-Dialogos)

Manifestazione Cgil, l'Italia del futuro in piazza. Susanna Camusso: «Risposte alla crisi o sarà sciopero generale!»

Roma, 27 nov. (Adnkronos) - Senza risposte dal governo su come sostenere il Paese dopo la crisi economica la Cgil proclamerà uno sciopero generale. E' il leader del sindacato, Susanna Camusso, in piazza a Roma, per la manifestazione organizzata dalla confederazione di corso Italia, a profilarlo. "Dopo questa manifestazione credo che il governo dovrà dare le risposte che gli abbiamo chiesto e soprattutto cominciare ad avere delle politiche di contrasto alla crisi che finora non ha avuto", spiega. Sciopero generale, dunque, chiedono i giornalisti: "Lo decideremo sulla base dei risultati di questa manifestazione", risponde.

Palermo, nuova intimidazione a Vincenzo Liarda, sindacalista Cgil: recapitata busta con proiettile e minacce

La busta con le minacce a Liarda
Palermo, 26 nov. - (Adnkronos) - Intimidazione ai danni di Vincenzo Liarda, sindacalista della Cgil delle Madonie. Una busta anonima contenente un proiettile, povere da sparo e un foglio con una croce disegnata e' stata recapitata presso la sua abitazione a Polizzi Generosa, nel palermitano. Non si tratta del primo episodio per Liarda, che gia' in passato e' stato oggetto di minacce e lettere intimidatorie per la vicenda della confisca di Verbumcaudo, il feudo sottratto al boss mafioso Michele Greco. Solidarieta' al sindacalista arriva dal sindaco e dal Consiglio comunale di Polizzi Generosa. ''La lotta alla mafia - dice il primo cittadino - e' al primo posto nell'azione amministrativa del nostro Comune e la vicenda del feudo di Verbumcaudo e' seguita con estrema attenzione dalle Istituzioni locali che, approvando una delibera specifica, hanno gia' hanno creato le condizioni per la costituzione del consorzio madonita per la gestione dei beni confiscati alla mafia". La Giunta e il Consiglio comunale, anche nelle audizioni della commissione regionale Antimafia, hanno denunciato "lo stallo nell'assegnazione definitiva del bene a causa di una ipoteca e di un credito vantato dalla Pirelli Re''. Per Rudy Maira, vice presidente della commissione regionale Antimafia e capogruppo dei Popolari di Italia domani all'Assemblea regionale siciliana, Liarda si trova "al centro di un disegno criminale che vuole zittirlo rispetto all'assegnazione al comune di Polizzi Generosa del feudo di Verbumcaudo, sottratto al 'papa' della mafia Michele Greco''. Mentre Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, si dice certo che il sindacalista "un uomo impegnato per la legalita' e i diritti" manterra' "intatto il suo impegno''.
''Esprimo, a nome mio e di tutto il partito democratico, solidarietà e vicinanza a Vincenzo Liarda, vittima dell'ennesimo atto intimidatorio''. Lo ha detto il segretario regionale del partito democratico Giuseppe Lupo, che ha aggiunto: "Si tratta di un vile gesto nei confronti di chi è impegnato costantemente nella difesa delle legalità e sono sicuro che Liarda ancora una volta non si lascerà certo intimidire e proseguirà nella sua azione quotidiana di contrasto alla mafia”. “Il Partito Democratico è vicino a chi ogni giorno prosegue la sua attività di contrasto alla criminalità organizzata e per questo è nel mirino della mafia. Le ripetute minacce nei confronti del sindacalista Vincenzo Liarda, al quale va tutta la mia solidarietà, dimostrano l’esistenza di un disegno criminale di fronte al quale non bisogna assolutamente abbassare la guardia”. Lo ha detto il segretario provinciale del Partito Democratico e sindaco di Altofonte Enzo Di Girolamo.