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venerdì, agosto 19, 2022

Torino, svastica con spray sulla lapide di Tina Anselmi. Anpi: “Atto vergognoso e vigliacco, la condanna sia unanime”

"Per noi la memoria conta. E conta indignarsi per questi inqualificabili gesti": è il commento del segretario Pd Enrico Letta, che ha pubblicato la foto della lapide danneggiata. Anselmi, morta nel 2016, è stata la prima donna ad avere ricoperto la carica di ministro nella Repubblica Italiana. Fu partigiana

A Torino è stata danneggiata la lapide intitolata a Tina Anselmi, partigiana e prima donna ad avere ricoperto la carica di ministro nella Repubblica Italiana. È stata tracciata una svastica con uno spray di vernice nera. “Bisogna essere dei vigliacchi e degli ignoranti per imbrattare con il simbolo del male assoluto la targa a Mirafiori Nord di una donna mite e coraggiosa come Tina Anselmi. Vergognatevi”. È il commento di Luca Rolandi, presidente della Circoscrizione 2, dove si trova il giardino di via San Marino al cui interno è stabilita la lapide. “Per noi la memoria conta. E conta indignarsi per questi inqualificabili gesti”, ha twittato invece il segretario del Pd Enrico Letta, pubblicando l’immagine dell’imbrattamento.

Per noi la memoria conta. E conta indignarsi per questi inqualificabili gesti. #TinaAnselmi

Per l’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi), si tratta di “Un atto vergognoso e vigliacco. Un affronto intollerabile a Tina Anselmi, partigiana e protagonista dello sviluppo civile e democratico del Paese. La condanna sia unanime”. Ha scritto sul proprio profilo Twitter. Anselmi è morta nel 2016. Alla cerimonia di intitolazione dell’area verde, lo scorso aprile, erano presenti la vicesindaca, Michela Favaro, la presidente del consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, e la nipote Valentina Magrin. “Un gesto inqualificabile per il quale esprimo condanna assoluta senza se e senza ma. Mi auguro che vengano individuati al più presto gli autori di una simile azione tanto vergognosa”. Con queste parole il Presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato la notizia. “Imbrattare una lapide – prosegue Zaia – è un atto che va sempre condannato, ma assume una gravità enorme in un caso come questo in cui si offende la memoria di un personaggio della statura di Tina Anselmi. Se gli autori dello sfregio avessero un minimo di consapevolezza capirebbero che una persona così dovrebbero ringraziarla e non offenderla. Stiamo parlando di una donna che, oltre ad essere stata la staffetta ‘Gabriellà durante la guerra di liberazione, resta un modello per essere stata la prima donna ministro nella nostra storia, e per aver dato vita al Sistema sanitario nazionale durante il suo mandato al vertice del Ministero della Sanità”, conclude. “Una vergogna senza limiti. Tina Anselmi è la madre del Servizio Sanitario Nazionale. Offendere lei significa oltraggiare la cosa più importante che abbiamo”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza.

ilfattoquotidiano, 19/8/2022

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