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venerdì, agosto 12, 2022

«Questo è il posto più bello del mondo»: la lunga e affascinante storia di Mondello


Maria Antonietta Spadaro

Scelto nella preistoria quale sito privilegiato per le sue grotte naturali, Monte Pellegrino non era lontano da una costa paludosa lambita dal mare, che probabilmente offriva risorse agli abitanti di quelle caverne note per i celeberrimi graffiti rupestri (non fruibili); poi la palude in tempi molto più recenti è diventata la spiaggia di Mondello.

Sappiamo che gli arabi la chiamavano Marsa Hat Tin (porto di fango) e forse a quel tempo venne creata una salina, ricordata da via Saline. Nel secolo XV fu impiantata una tonnara e nei pressi una torre a pianta circolare, parte del sistema difensivo costiero con torri d’avvistamento che punteggiano le nostre coste. Si praticava l’agricoltura nella zona di Partanna, a Valdesi si estraeva il sale e a Mondello si pescava.

Intorno al secolo XVIII chiusero le saline e la melma delle paludi portò la malaria, mietendo tante vittime da rendere la zona inabitabile. Nel 1798 Ferdinando di Borbone e famiglia si trasferirono a Palermo, fuggendo dai moti napoletani, e nacque la Real tenuta di caccia della Favorita con annesso il pantano di Mondello. Nella piana dei Colli intanto erano sorte le splendide dimore di villeggiatura dell’aristocrazia, e comunque fino al Settecento Mondello era considerato luogo di caccia d’uccelli d’acqua. Il principe Francesco Lanza di Scalea, nella sua villa presso Partanna, non si rassegnava all’idea di un tale favoloso sito preda della malaria; pertanto mise in atto nel 1891 un progetto, dopo aver ottenuto un finanziamento, colmando con terra la palude malsana e pensando di coltivare a cotone l’area bonificata (mai avrebbe immaginato che a Partanna nel 1952 sarebbe sorto un bel cotonificio, poi abbandonato e oggi oggetto di discussione per un riutilizzo). Si realizzò un collettore a ferro di cavallo per raccogliere le acque a monte e scaricarle a mare. La soluzione funzionò: essa sfruttava le correnti marine, sia che venissero dall’Addaura che da Capo Gallo.

Oggi nella rotonda di Valdesi si ammira il busto bronzeo del Principe di Scalea, smarrito per decenni, ritrovato e lì collocato nel 2008 con una pubblica cerimonia. Pian piano, con carrozze e tram a cavalli, i palermitani iniziarono a frequentare la ridente spiaggia «libera», con ombrelloni e poche cabine assortite, e già nel 1898 vi era uno stabilimento balneare in legno su palafitte.

Nel 1906 l’ingegner Luigi Scaglia pensò di trasformare il sito in una stazione balneare di richiamo internazionale, pubblicizzando il suo progetto per il futuro lido con queste parole: «Il posto più bello del mondo». Il suo bell’articolo pubblicato a Parigi venne letto a Bruxelles da un gruppo di lungimiranti imprenditori, che si precipitarono a Palermo costituendo la società anonima Le Tramways de Palerme, per collegare Mondello alla città e ottenendo in cambio dal Comune nel 1910 la concessione per 90 anni (poi scaduti e prorogati) del lido e dei terreni per trasformare il luogo in una magnifica stazione balneare. Di fatto la Società Italo-Belga copiò il progetto di Luigi Scaglia, che però venne estromesso totalmente dall’operazione (c’è sempre qualcuno che da fuori viene a colonizzarci). Iniziò così il lancio internazionale di Mondello, mentre sotto l’egida dei Florio fiorivano le attività sportive. Nel 1907 giunsero a Palermo i «Canotti-automobili» di legno, offshore ante litteram, imbarcati a Nizza e arrivati in Sicilia per l’esordio della Perla del Mediterraneo, una delle regate autonautiche, tra Mondello-Addaura-Acquasanta, più prestigiose dopo i raid di Monaco, Nizza ed Evian.

La gara si concluse a Villa Igiea con consegna al vincitore di una targa liberty di René Lalique in oro e smalto, con una perla del valore di ottomila lire: sponsor Vincenzo Florio. A Piazza Caboto c’è un monumento in bronzo e pietra che celebra il primo volo a Mondello del 1910 di Clemente Ravetto (1878-1953). La manifestazione, detta Settimana Aviatoria di Mondello-Valdesi, primo meeting aviatorio del Mezzogiorno d’Italia, fu organizzata da Vincenzo Florio e inclusa nel programma delle Feste di Palermo per il cinquantenario del 1860. Si volava su leggeri apparecchi di tela e legno.

Nel 1913 venne inaugurato lo splendido Stabilimento balneare su piloni immersi nell’acqua, progettato dall’ingegner Rodolfo Stualker, costruito dalla società Italo Belga e dall’impresa di Giovanni Rutelli. L’edificio che gareggiava con altri simili della Costa azzurra, ormai tra i pochi superstiti, fu sede di tante manifestazioni mondane - dal 1938 ospitò il concorso Miss Mondello - che fecero del luogo il centro estivo più frequentato della città. Intanto sorgevano le ville progettate dai protagonisti del Liberty e non solo, da Ernesto Basile a Salvatore Caronia Roberti, configurando la zona come una deliziosa garden city (poi guastata da edifici più recenti).

Nel 1926 alle falde di Monte Pellegrino nacque un campo da golf, chiuso nel 1940; mentre un vaporetto portava i bagnanti dalla città alla spiaggia. Per produrre energia fu creata a Valdesi la grande Centrale elettrica usata anche come deposito dei tram; quando cessò di funzionare, fu trasformata nel 1934 nell’attuale Chiesa parrocchiale di Maria Assunta. Si cominciò a pubblicare la rivista Mondello Lido, si organizzavano gare sportive, pensiamo allo sci-nautico, nascevano club come il Circolo Canottieri Roggero di Lauria (1902), il Circolo della Vela (1933) e altri che hanno fatto di Mondello un centro internazionale di canottaggio e vela. Ricordiamo il Bar del Sole, poi Sirenetta, oggi rinata dopo anni di oblio. Nel 1941 la Società Italo-Belga venne rilevata da Giovanni Castellucci e Rocco Carcione divenendo Mondello Immobiliare Italo-Belga Sa (società anonima).

Nell’area davanti lo stabilimento fu costruito nel 1949, su progetto dell’architetto Edoardo Caracciolo, l’elegante Grand Hotel Palace, circondato da un parco con piscina e minigolf, chiuso da qualche anno (!). L’Hotel La Torre (1957-‘61), progettato dall’architetto veneto Zorn sulle rocce dell’estrema punta occidentale di Mondello, presso una torre quattrocentesca, domina lo spettacolo dell’intera costa. Al centro della piazza del Paese nel 1975 nacque la Fontana della Sirenetta, con figura in bronzo di Nino Geraci; poi furono eliminati gli stand dei venditori di polpi e altro che impedivano la vista del golfo, vietando anche la sosta delle auto. Nello stesso 1975 è nato il Premio Mondello, kermesse letteraria di grande prestigio, oggi organizzata dalla Fondazione Sicilia e dal Salone internazionale del libro di Torino. I panorami più belli del lido si ammirano dalla via Panoramica che, inaugurata nel 1957 per giungere sul Monte Pellegrino, da anni è interdetta al traffico per pericolo caduta massi.

Il territorio di Mondello è sottoposto a vincolo paesaggistico per le qualità morfologiche, geografiche. Tra i tanti che hanno scritto su Mondello, ricordo soltanto la compianta Anna Maria Fundarò e gli esperti/amici Lelia Collura e Riccardo Agnello.

Maria Antonietta Spadaro

La Repubblica, 11 agosto 2022

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