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giovedì, agosto 25, 2022

San CIPIRELLO. Mitra e bombe per la strage di carabinieri del 1949


In azione la banda Giuliano, i due militari Fiorenza e Calabrese avevano 22 e 23 anni

Leandro Salvia

SAN CIPIRELLO - Il 25 agosto del 1949 gli uomini della banda Giuliano assaltarono la caserma del nucleo anti-banditismo in via Garibaldi. Erano le 21 e l’agguato con mitra e lanci di bombe a mano durò circa 20 minuti. A perdere le vita furono Giuseppe Fiorenza e Giovanni Calabrese, due carabinieri siciliani di 22 e 23 anni. I primi colpi furono sparati mentre i due militari del reparto uscivano per perlustrare le vicinanze del paese. La prassi voleva che, proprio per prevenire eventuali imboscate, i carabinieri lasciassero la caserma a coppie distaccate l’una dall’altra.

Aperta la porta, i due giovani divennero così bersaglio di una raffica di mitra seguita dallo scoppio di diverse bombe a mano. A morire quel giorno, con la testa ed il torace crivellati di colpi, fu Fiorenza, originario di Centuripe, in provincia di Enna. Calabrese, che era nato a Modica, perse la vita invece l’indomani mattina all’ospedale militare di Palermo. Ad organizzare l’assalto furono il mafioso Raffaele Lo Voi e il malavitoso Antonino Sciortino. A rivelarlo ai carabinieri nell’ottobre di quello stesso anno fu Giuseppe Cucinella, uno degli esecutori comandante del 3° plotone della banda Giuliano. I banditi avevano agito secondo un piano prestabilito. Tra gli esecutori materiali, oltre a Cucinella, c’erano anche quattro banditi: Isidoro Bruno, Giovanni Genovese, Giuseppe Delizia e Domenico Oliveri. Tutti di San Giuseppe Jato.

L’assalto alla caserma di San Cipirello avvenne una settimana dopo la strage di Bellolampo, dove morirono sette carabinieri. La stampa del tempo racconta che «negli ambienti della polizia regnava il caos».

L’Ispettorato di Pubblica Sicurezza aveva di fatto cessato le sue funzioni e l’assalto alla caserma di San Cipirello fu il colpo di grazia. Verrà soppresso il giorno dopo. (*LEAS*)


GdS, 25/8/2022

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