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venerdì, agosto 19, 2022

Palermo. Gli animalisti non si arrendono: «Torneremo ancora in piazza»


Una denuncia contro gli gnuri: ci hanno insultati e minacciati Il 10 nuova protesta per fermare le carrozze trainate da cavalli

ANNA CANE

Gli animalisti ci riprovano. Il prossimo 10 settembre saranno di nuovo in piazza per dire no allo sfruttamento dei cavalli che trainano le carrozze, ma sperano di non trovare stavolta i cocchieri a sabotare la loro manifestazione come è accaduto l’altro ieri. Il sit-in organizzato da Enrico Rizzi, di Un atto d'amore onlus, che aveva coinvolto numerose associazioni animaliste per la campagna di sensibilizzazione sul tema delle carrozze a traino animale, è stato boicottato dai cocchieri, che si sono presentati con fischietti e megafono.

«Persone però - dice Rizzi, facendo riferimento agli gnuri - non autorizzate, che non hanno fatto altro che insultare e minacciare e non sono state allontanate». È questo il motivo della denuncia presentata da Rizzi e dai rappresentanti delle associazioni. Critiche pure alle forze dell’ordine che, a loro dire, «sono rimaste indifferenti e a braccia conserte davanti alla scena, senza intervenire. La polizia non ha proceduto in alcun modo a garantire l’ordine pubblico e il regolare svolgimento della manifestazione, che siamo stati costretti ad annullare».

In realtà la presenza degli agenti, come abbiamo raccontato ieri sul giornale, ha evitato che i gruppi venissero a contatto. La nuova protesta organizzata per il 10 del mese prossimo ha dunque il sapore della sfida. Anche perché Rizzi dice di aver ricevuto sulla sua pagina personale Facebook una serie di insulti da parte di alcuni cocchieri, che lo hanno minacciato di ulteriori violenze fisiche e verbali.

«È preciso compito delle forze dell’ordine, compresa la polizia locale - conclude Rizzi - fare in modo che una pacifica manifestazione si svolga liberamente, predisponendo dei controlli adeguati sul territorio e impedendo che facinorosi occupino il luogo indicato imbavagliando i manifestanti per togliere loro la parola». Nessuna replica dalla Questura.

È stato uno scontro acceso, quello tra gli animalisti e i cocchieri che non sono riusciti ad avere un dialogo e a confrontarsi in maniera pacifica. Anche i cittadini, non per forza appartenenti ad un’associazione, esprimono le loro opinioni, come l’insegnante Giuseppina Di Dio, che scrive una lettera al prefetto Giuseppe Forlani e al questore Leopoldo Laricchia. «Provo profonda indignazione per quanto accaduto davanti al teatro Massimo - dice l’insegnante - dove di fatto è stato impedito agli animalisti di poter esercitare liberamente il proprio diritto a manifestare contro lo sfruttamento dei cavalli usati per il traino delle carrozze. Gli gnuri hanno occupato abusivamente la piazza con l'unico scopo di non far manifestare gli animalisti. È uscito fuori un messaggio davvero orribile: l'illegalità ha vinto sulla legalità».

Ha avuto un’interlocuzione con gli animalisti anche l’assessore con la delega Diritti degli animali, Rosi Pennino. «C’è un’ordinanza del sindaco sugli orari e sui casi in cui i cavalli devono fermarsi e quella va rispettata - dice l’assessore - ma ho chiesto alle associazioni di farmi pervenire una proposta scritta così da poter condividere insieme all’assessore Giuliano Forzinetti e al sindaco, Roberto Lagalla, un tavolo tecnico che tenga conto del benessere degli animali e di chi lavora con i cavalli per trovare una soluzione. Ho chiesto anche alla polizia municipale di potenziare i controlli sul territorio legati a questo tipo di attività».

GdS, 19/8/2022

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