domenica 6 giugno 2021

IL TEMPO È ADESSO!

Claudio Fava

CLAUDIO FAVA

Posso garbatamente dire che non sono d’accordo con Cancelleri quando dice che non è questo il tempo per decidere il candidato presidente per la Sicilia? “Non è ancora il tempo” è il viatico per ogni sconfitta, l’idea di far melina a centrocampo nascondendo la palla, convinti che gli avversari restino a guardare allocchiti. Poi, quando ricominceremo a giocare, quelli ci avranno rifilato già dieci gol.

“Non è il tempo” è un modo elegante per prendere tempo. Invece il tempo è adesso. Per proporre ai siciliani tutti, non solo ai partiti del mitico perimetro (“prima definiamo la coalizione!”, altro modo per prendere e perder tempo), un’idea utile e percorribile di Sicilia, la partecipazione ad una sfida, il segno concreto di un cambiamento che archivi questa stagione cupa, logora, di presidenti travestiti da podestà, maggioranze ridotte a piccoli eserciti di obbedienti “yes man”, riforme bloccate per non turbare animi e interessi, parole lasciate correre nel vento senza mai lasciare che si posino per terra.

Il tempo è questo. Altrimenti non mi sarei fatto avanti. È il tempo per parlare a tutti, per affermare che non si tratta di fabbricare le premesse di un’altra onorevole e mesta sconfitta (che però magari conservi in vita parlamentare taluni di noi) ma di giocare la nostra partita. A viso aperto. Senza furbizie, senza rinvii, senza meline. Senza fingere di parlar d’altro.

“Prima la coalizione”, s’insiste. Ma davvero pensiamo che sia questa la quadratura del cerchio? Che si debba far l’appello delle liste prima di giocarsi la partita? Anche questa è melina! La coalizione sarà formata da tutti coloro che sentono forte la necessità di chiudere questo tempo imbelle, questa legislatura di governicchi che tacciono e aspettano solo il tempo per nuove infornate di sottogoverno. E dentro la mia idea di un profondo, felice, sfacciato rinnovamento di forma e sostanza ci dovranno essere anche quelli che sbrigativamente qualcuno etichetta come “centristi”, come se fosse una riserva indiana dalla quale pescare a convenienza e non un riferimento e una cultura politica da coinvolgere a pieno titolo assieme ai cinque stelle, ai democratici, alla sinistra.

Se poi il punto non è il tempo per la scelta ma non aver il coraggio (o gli argomenti) per dire che non si gradisce la scelta che è già in campo, ovvero il sottoscritto, sarebbe più onesto dirlo. Purché poi si sappia spiegare perché. Altrimenti non è più melina: è solo un bluff.

Io comunque in campo ci sono. Non nascondo la palla. E vado avanti. Che ad inseguire, adesso, sia la destra.

Claudio Fava

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